Ultimo aggiornamento: 15.09.19

 

Aumentano gli hotel e le strutture ricettive che offrono la possibilità di condividere il soggiorno con i propri amici a quattro zampe

 

Più della metà della popolazione italiana ha scelto di vivere con un cane o con un gatto in casa. Secondo una statistica della Onlus A.I.D.A.& A. (Associazione Italiana Difesa Animali & Ambiente), oltre un milione di animali domestici sono stati adottati da canili e gattili negli ultimi dieci anni. Tenendo conto del fatto che, soltanto nella nostra penisola, il totale degli animali domestici ammonta a circa 60 milioni di creature, è facile calcolare una media di circa un cane/gatto per cittadino. Attenendoci a questi dati, pare che il Belpaese sia diventato molto amico degli animali e di conseguenza ciò si sta riflettendo sul mercato, che a sua volta si sta adeguando sempre di più alla situazione, rispondendo alle nuove necessità degli utenti e dei loro amici a quattro zampe.

I bar e i ristoranti che accettano l’ingresso degli animali, sono in numero sempre maggiore ma è l’industria vacanziera il settore che si sta attrezzando sempre di più per far fronte alla richiesta delle persone che non vogliono separarsi dai loro amici. Basti pensare che molti lidi privati, villaggi, alberghi e residence, oltre a offrire camere tradizionali per i propri ospiti, mettono a disposizione dei veri e propri alloggi su misura per quadrupedi. Quasi un terzo delle strutture vacanziere in Italia oggi, accetta cani e gatti e tale mercato è in costante crescita. Pare che al momento, il primato di città più organizzata per far fronte a questo fenomeno sia detenuto da Torino, dove è stato registrato che oltre il 70% delle strutture ricettive è aperto agli animali. A seguire troviamo Milano, Bologna e Firenze, mentre nel resto d’Italia, quasi il 50% degli alberghi censiti è ben disposto ad accogliere i nostri amici a quattro zampe. Beh, che dire…niente male davvero!

 

Stanze arredate su misura

In questo panorama, è stata rilevata una notevole crescita anche da parte dei residence e dei villaggi turistici attrezzati. Un esempio degno di nota ci è dato da quei Club che hanno allestito dei veri e propri Dog Campus, in cui i cani possono usufruire di grandi spazi verdi all’aperto, dove correre e giocare in libertà. Inoltre vengono messe a disposizione dei quadrupedi delle comode camere con cuccia, fornite di cibo e acqua. A completare il tutto vengono offerti servizi di assistenza veterinaria e di toelettatura.

 

 

Nei Dog Campus, i cani, oltre che correre ed essere ristorati, possono anche seguire dei percorsi di educazione e di gioco assistiti da professionisti del settore. Fortunatamente, strutture di questo tipo, sono in costante aumento, grazie a una crescente sensibilità generale, accompagnata da una grande voglia di condividere le vacanze assieme al proprio animale di casa.

In questo modo, le persone non vanno più alla ricerca di una pensione dotata della migliore cuccia per cani, per lasciare il proprio fido amico durante tutto il periodo vacanziero. Effettivamente è una scelta molto triste, se pensate che il vostro cane o gatto preferisce seguirvi e stare insieme a voi piuttosto che aspettarvi a muso lungo. Si tratta di una tesi avvallata anche da molti medici veterinari, i quali affermano che è traumatico per l’animale rimanere parcheggiato in un luogo sconosciuto, a subire l’assenza del proprio padrone, vivendola come abbandono. Tale esigenza di vicinanza tra persona e animale, spiega anche il crescente numero di spiagge attrezzate, che in Italia è arrivato a contare ben 119 lidi!

 

Spiagge attrezzate e città all’avanguardia

Una volta appurato qual è il panorama delle strutture ricettive in Italia, scopriamo qual è la situazione delle spiagge attrezzate, che sono in grado di accogliere i nostri amici a quattro zampe. In questo caso il primato spetta all’Emilia Romagna, che si presenta con 22 lidi “pet friendly”. Proseguendo nella classifica troviamo la Liguria con 16 lidi e la Toscana con 14.

Chi invece decide di restare in città e di rinunciare al mare, può fare affidamento su diversi Comuni che sono sensibili al benessere degli animali. Al primo posto la città di Prato, che mette a disposizione molti servizi di gestione e di tutela di cani e gatti. Proseguiamo con Bolzano e Modena che si guadagnano due posti sul podio di Legambiente, in merito alla terza edizione del Rapporto Animali in Città. Detto ciò, è doveroso evidenziare che su 104 Comuni della Penisola presi in esame, il 47% di questi ha già approvato delle normative inerenti all’accesso degli animali negli uffici e nei luoghi aperti al pubblico. Purtroppo soltanto il 34% delle città costiere ha adottato delle normative d’accesso al mare o al lago. Alla luce di tutto ciò, possiamo evincere che di progressi ne abbiamo fatti molti, anche se la strada per raggiungere gli standard dei Paesi Nordeuropei è ancora lunga.

 

 

Amici abbandonati e poco tutelati

Purtroppo, sul fronte abbandono, l’Italia registra ogni estate dei dati ancora troppo alti e allarmanti. Secondo la LAV (Lega Anti Vivisezione), gli animali domestici lasciati per strada sono circa 130mila all’anno, in particolar modo in prossimità del periodo vacanziero. Statisticamente, l’80% di queste creature è condannata a morte certa, mentre il restante 20% va a incrementare il randagismo. Sarebbe opportuno che venisse stilata una legislazione nazionale a salvaguardia degli animali e che tuteli e disciplini la buona convivenza tra umani e quadrupedi.

Oltre a ciò servirebbe una reale applicazione di tale codice normativo, che serva ad abbattere significativamente le percentuali di abbandoni e di randagismo in Italia. Per comprendere quanto siamo ancora indietro su questa tematica, è sufficiente essere al corrente che in America, all’Università di Harvard, si insegna Animal Law, ovvero leggi e welfare a tutela degli animali, mentre in Italia si dibatte ancora sul fatto se sia lecito o meno esporre all’ingresso di un locale il cartello “Io non posso entrare”. Purtroppo, nella politica dello Stivale, la causa della scarsità di strumenti efficaci per la tutela dei nostri amici a quattro zampe, deriva dalla grave mancanza dei fondamenti educativi in ambito civico e sociale.

Anche la politica deve fare il suo, evitando di tassare pesantemente i possessori di animali domestici. Oggi sia le cure veterinarie, sia i cibi per cani e gatti, sono vessati dal peso schiacciante dell’aliquota iva per i beni di lusso, mentre al contrario dovrebbero beneficiare di agevolazioni e detrazioni fiscali. Fortunatamente molte strutture ricettive sul territorio nazionale si stanno impegnando a fornire servizi migliori agli ospiti accompagnati dai loro animali ma il muro della burocrazia è ancora duro da smantellare.