Ultimo aggiornamento: 02.03.21

 

Pur essendo una razza felina ibrida relativamente recente, il gatto del Bengala ha trovato molti estimatori, che ne apprezzano non solo l’estetica ma anche il temperamento dolce e socievole. Vediamo quali sono le sue caratteristiche principali e come prendersene cura.

 

Rispetto al cane, il gatto è un animale molto indipendente e meno propenso al contatto umano. Tuttavia, esistono alcune razze feline che non disdegnano la compagnia dell’uomo, con il quale sanno essere molto affettuosi e socievoli. Tra queste si annovera il gatto del Bengala – noto anche come gatto bengalese o Bengal – che presenta tutte le caratteristiche morfologiche e comportamentali del perfetto animale da compagnia.

Eccezionalmente sveglio e con una spiccata propensione per l’acqua, può diventare un piacevole compagno di vita in virtù della sua indole estremamente dolce e mansueta, sebbene tenda comunque a restare riservato nei confronti delle persone che non gli sono familiari. In questo articolo faremo la conoscenza di questo simpatico gatto leopardato che, negli ultimi anni, si è guadagnato una ben meritata reputazione di equilibrio e fierezza.

 

Le origini

Proprio come il celebre gatto egiziano senza pelo, anche il Bengalese è una razza ibrida derivata dall’incrocio tra un gatto domestico e un felino selvatico (il Felis Prionailurus Bengalensis), da cui ha ereditato il tipico manto maculato.

Dal momento, però, che questi tipi di “matrimoni” danno spesso origine a maschi sterili, per garantire la prosecuzione della specie vennero utilizzate solo le femmine, facendole accoppiare con un’altra tipologia di gatto maculato con cui condividevano gran parte dei tratti somatici e comportamentali.

La fautrice di questa selezione fu l’allevatrice americana Jean Mill, che si battè in prima linea per proteggere il gatto leopardo asiatico dall’estinzione, senza però sapere che dai suoi tentativi per salvare la specie sarebbe nata una nuova razza felina, riconosciuta ufficialmente dall’International Cat Association (TICA) nel 1991 e, successivamente, anche dall’American Cat Fanciers Association, dall’United Feline Organization e dalla Canadian Cat Association.

A partire dalla quarta generazione, questo simpatico tigrotto divenne un esemplare molto robusto e dal fisico ben proporzionato, la cui popolarità continua ancora oggi a crescere senza sosta.

 

Morfologia e caratteristiche fisiche

Da molti soprannominato “gatto ghepardo” per le tipiche rosette che ricoprono il manto, il Bengala è generalmente di taglia media e presenta una corporatura piuttosto robusta e muscolosa, ma comunque longilinea. Da adulti i maschi possono raggiungere anche i dieci chilogrammi di peso, ma nonostante questo non appaiono né goffi né impacciati grazie al loro portamento fiero ed elegante, ereditato con tutta probabilità dai felini selvatici con cui condividono gran parte del DNA.

Nonostante il suo aspetto selvaggio ed esotico – dovuto al fatto che la maggior parte dei Bengala ha il mantello maculato proprio come i ghepardi – è un gatto completamente domestico, che si caratterizza per la sua indole docile e socievole. La pelliccia appare morbida e setosa al tatto e, a seconda dell’esemplare e della sua provenienza, può presentare tonalità e caratteristiche diverse.

È possibile, infatti, incontrare Bengala che, oltre alle tipiche rosette sul dorso, presentano striature blotched orizzontali su spalle e zampe, che nella selezione della razza rappresentano un tratto distintivo di pregio. Di questo pattern esiste anche una variante “grigia” con spotted e striature che ricordano molto i motivi del gatto razza europea, differenziandosi però da quest’ultimo per la coda abbastanza tozza e dalla punta sempre nera.

 

Carattere e addomesticamento

Di tutte le razze feline che esistono al mondo, quella del Bengalese è sicuramente tra le più intelligenti. Solitamente molto amichevole con gli esseri umani e dotato di un’inesauribile energia, è un gatto che non ama la solitudine e, a differenza dei suoi simili, si presta ben volentieri a essere manipolato, purché – ovviamente – si presti la dovuta accortezza.

Proprio in virtù del suo carattere molto socievole, è preferibile che abbia un compagno di gioco nel caso in cui i padroni fossero assenti per gran parte della giornata, altrimenti è facile correre il rischio di trovare qualche piccolo dispetto disseminato in giro per casa.

Da selvatico e diffidente, di generazione in generazione si è arrivati a ottenere esemplari giocherelloni e molto di compagnia, anche se i Bengala odierni non hanno mai perso il loro innato istinto di predatori.

In effetti, anche se questi gatti sono in genere molto affettuosi e adatti a stare in appartamento, amano molto cacciare, arrampicarsi e stare in alto, richiedendo quindi la disponibilità di uno spazio adeguato per poter giocare e stare – all’occorrenza – per proprio conto.

 

Come prendersi cura del gatto del Bengala

Quando un Bengala arriva per la prima volta in casa, è cruciale farlo sentire subito a suo agio, permettendogli di esplorare liberamente gli spazi abitativi che lo circondano per farlo ambientare. Per facilitare il processo di adattamento è importante suddividere idealmente la casa in quattro aree, ognuna delle quali dovrà corrispondere a un’esigenza specifica dell’animale.

La zona dove mangiare, per esempio, è preferibile venga posizionata lontano da quella deputata ai bisogni, sistemando le ciotole e magari anche una fontanella automatica per gatti in un luogo facilmente accessibile al micio. Stesso discorso vale per la lettiera e la cuccia, mentre per quel che concerne l’alimentazione, è sempre meglio chiedere un parere al proprio veterinario di fiducia per farsi consigliare il regime dietetico adatto all’età e al quadro clinico del proprio gatto.

Infine, dal momento che i Bengala sono felini molto attivi e curiosi, una buona idea potrebbe essere quella di allestire un’area gioco con tiragraffi, clicker e percorsi di agility per permettergli di giocare e fare le sue sfrenate corse ogni volta che ne senta la necessità.

Adottare un gatto del Bengala

Poiché quella del Bengalese è una razza ibrida riconosciuta ufficialmente solo nel 1991, trovare un allevatore professionista potrebbe risultare difficile come cercare un ago in un pagliaio. Sebbene in Italia esistano 45 allevamenti ufficiali, acquistare un esemplare che rispecchi gli standard di razza non è facile, e quando si riesce nell’impresa il prezzo del gatto del Bengala potrebbe raggiungere addirittura i 2.500 euro.

Un piccolo consiglio: qualunque sia la cifra richiesta, accertatevi sempre che il gatto scelto sia provvisto di un pedigree Enci che ne attesti la genealogia, e se ve ne propongono uno a meno di 1.000 euro sarà meglio che vi poniate qualche domanda in più sulla purezza della sua discendenza.

 

 

 

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