Ultimo aggiornamento: 19.05.22

 

Se siete appassionati di acquariofilia avrete sicuramente sentito parlare del tanto chiacchierato Pesce Palla, un animale acquatico molto velenoso, che si gonfia come una palla quando scruta il pericolo. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla sua tossicità e le caratteristiche morfologiche di questo pesce esotico.

 

Famoso per la sua tossicità, il Pesce Palla (conosciuto anche con il nome di “Porcospino di Mare”) è un animale acquatico appartenente alla famiglia dei Tetraodontidi, diffuso prevalentemente nelle acque tropicali.

Lo troviamo per lo più nell’Oceano Indiano e Pacifico, ma alcune specie – come il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus) – sono state avvistare di recente anche nel bacino del Mar Mediterraneo e in alcune zone costiere dell’Atlantico. Temuto ma anche amato per il suo aspetto piuttosto simpatico, nella gastronomia nipponica il Fugu – Pesce Palla in giapponese – è anche un piatto tipico molto pregiato e costoso.

Se volete saperne di più su questo straordinario animale, nei prossimi paragrafi avrete modo di scoprire un bel po’ di cose interessanti sulle caratteristiche, l’habitat e la commestibilità del Pesce Palla velenoso.

 

Pesce Palla: caratteristiche e morfologia

Il pesce palla, o Pesce Fugu se preferite chiamarlo alla giapponese, appartiene alla famiglia dei Tetraodontidi, un termine greco che significa “quattro denti”, in riferimento al fatto che tutti gli esemplari appartenenti a questa categoria sono provvisti di quattro denti anteriori molto appuntiti e sottili che vengono utilizzati per rompere i gusci e le conchiglie di molluschi e crostacei.

La famiglia dei pesci palla comprende circa ottanta specie di pesci, distribuite prevalentemente nelle acque temperate o tropicali (Oceano Indiano e Pacifico), con qualche varietà residente nell’Oceano Atlantico e in alcune zone del Mar Mediterraneo.

Il più piccolo degli esemplari è il pesce palla nano (Carinotetraodon travancoricus) che misura solamente due centimetri, a differenza del pesce palla gigante (Arothron stellatus) che può raggiungere un diametro di ben 120 cm. Fatta eccezione per le dimensioni, tutti i pesci del genere Tetraodontidae sono accomunati dalla caratteristica forma ovale del corpo e dall’utilizzo della pinna dorsale per nuotare.

Oltre a essere il pesce più velenoso del mondo dopo l’altrettanto temuto Pesce Pietra, non ha predatori naturali (o perlomeno non dovrebbe averne) perché dotato di due particolari sistemi di difesa.

Quando avverte il pericolo o si sente minacciato, il pesce palla si gonfia grazie a un meccanismo di estroflessione dello stomaco che gli permette di ingurgitare velocemente grandi quantità di acqua, diventando così una palla gigante difficile da azzannare e inghiottire anche per predatori di grosse dimensioni.

Inoltre, i suoi muscoli e le visceri contengono un veleno mortale la tetradotossina – capace di inibire la funzione respiratoria e portare rapidamente alla morte. Alcuni esemplari, poi, hanno il corpo ricoperto da piccoli aculei e una pelle spessa e ruvida che cambia colore a seconda del contesto per mimetizzarsi nell’ambiente.

Un’altra caratteristica tipica dei pesci palla è la mascella sporgente, simile al becco di un pappagallo.

 

Dove vivono i pesci palla

Gli areali in cui si può incontrare questo pesce velenoso sono quelli dell’Oceano Pacifico, dell’Indiano e dell’Atlantico, mentre è più difficile – ma comunque possibile – trovarlo nel bacino Mediterraneo.

In genere vive nei pressi delle coste, bazzicando i fondali mobili grossolani senza mai scendere sotto i trenta metri di profondità. Di recente sono stati avvistati alcuni esemplari di pesci palla maculati anche nelle acque del sud Italia, dando il via a numerose allerte nazionali per informare la popolazione sui rischi legati alla velenosità di questi pesci pericolosi.

Pesce palla in cucina

Tra tutti i pesci velenosi, il pesce palla giapponese è probabilmente l’unico a essere considerato una pietanza pregiata.

Nelle zone tra Giappone, Cina e Corea è, infatti, un prodotto ittico molto richiesto (e anche molto costoso) per via della gradevolezza delle sue carni, mentre in Italia la sua vendita è stata dichiarata illegale.

Ma se il pesce palla è velenoso, perché viene venduto e servito sulle tavole dei ristoranti? Ebbene, dovete sapere che, attraverso un particolare processo di lavorazione e una serie di manovre eseguite da operatori esperti, è possibile rendere il pesce palla commestibile.

Ovviamente, per poterlo cucinare correttamente e senza rischi per i consumatori finali, è necessario che lo chef sia in possesso di una licenza specifica che attesti un alto livello di conoscenza della tecnica necessaria.

Questo perché la tetrodotossina contenuta nei tessuti venefici del pesce non viene debellata tramite la semplice cottura e, visto che durante la mondatura potrebbe contaminare anche le parti edibili, è fondamentale che il cuoco sia autorizzato a preparare e servire il Fugu.

Proprio per questo motivo, anche in Giappone la vendita del pesce palla non lavorato è assolutamente vietata ai comuni cittadini, sebbene ciò non impedisca alla popolazione di approvvigionarsi autonomamente attraverso la pesca dilettantistica.

Questo spiega perché la maggior parte dei decessi per avvelenamento da pesce palla (fortunatamente ancora rari) avvenga tra le mura domestiche della popolazione nipponica.

 

Allevare il pesce palla in acquario

Oltre che in cucina, i pesci palla sono molto ambiti anche tra gli appassionati di acquariofilia per via del loro aspetto molto buffo e caratteristico.

Le specie più adatte alla vita in acquario sono: il pesce palla d’acqua dolce del Sud America (Colomesus asellus), quello del Congo (Tetraodon miurus), l’indiano (Carinotetraodon travancoricus) e il Palembang (Tetraodon biocellatus).

Fatta eccezione per il Palembang, che è la varietà più facile da gestire, l’allevamento del pesce palla in acquario non è adatto ai principianti. È necessario, infatti, avere già una certa dimestichezza con il mondo dell’acquariologia perché questa specie ha esigenze molto particolari che risulteranno meno complesse per chi ha già esperienza.

Tanto per cominciare, è fondamentale che la temperatura dell’acqua sia compresa tra 22 e 28°C, con un valore di pH tra 6,0 e 7,5 e una durezza massima di 15 dGH.

Per quanto riguarda l’alimentazione, bisogna tenere presente che il pesce palla non gradisce particolarmente i mangimi in fiocchi, ma preferisce il cibo vivo o al massimo congelato.

Pertanto è consigliabile somministrargli delle lumache vive (che sono la sua principale fonte di nutrimento), piccoli crostacei e larve rosse di zanzara, ma i più schizzinosi potranno ricorrere anche a miscele già pronte di krill, polpa di molluschi e artemie.

Inoltre, dal momento che i pesci palla amano molto nascondersi, è opportuno attrezzare la vasca con rocce e piante per acquario, predisponendo un substrato di sabbia che ricordi il loro habitat naturale.

Infine, visto che non sono adatti per gli acquari di comunità, gli appassionati sono soliti allestire un acquario mono-specie per evitare problemi di sorta.

 

 

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