Ultimo aggiornamento: 16.09.19

 

I benefici e i possibili rischi che si incontrano allevando le galline a terra: cosa fare per prevenire predatori e parassiti. 

 

Negli ultimi anni si sente parlare di allevamento a terra, biologico e di sistemi ecosostenibili per allevare animali da cortile. Il nostro approccio nei confronti di questo sistema è cambiato, grazie alle campagne di sensibilizzazione di animalisti e amanti degli animali che da anni si battono per il loro benessere e per i loro diritti.

Sarà capitato anche a voi di leggere articoli di giornale o vedere documentari nei quali venivano denunciati gli “allevamenti lager”, nei quali gli animali erano costretti a vivere in condizioni precarie. In questo articolo andiamo alla scoperta dei vantaggi e dei possibili svantaggi del metodo all’aperto, partendo dall’esame di cosa dice la legge al riguardo. 

 

Le normative UE

Le normative europee vigenti (Regolamento 589 del 2008, con modifica dal testo 2168 del 2017) dichiarano che un allevamento si considera all’aperto se le galline dispongono di un accesso costante, durante il giorno, a spazi esterni muniti di vegetazione. 

La densità deve essere di 4 mq per gallina e l’area esterna può estendersi per un massimo di 150 m dal riparo più vicino. La grandezza degli spazi esterni sale a 350 m nel caso in cui sia presenti un numero sufficiente di ripari, ovvero quattro per ogni ettaro. 

Qualche cambiamento è stato fatto anche in merito agli allevamenti tradizionali e intensivi, nei quali le galline erano costrette a vivere in spazi angusti e poco igienici. Dal 2012 le vecchie gabbie delle galline ovaiole sono state sostituite offrendo più spazio agli animali, con una tipologia di ricovero più igienico e completo. 

 

 

Allevamento a terra tradizionale oppure biologico?

Da qualche tempo a questa parte l’allevamento in gabbia è stato sostituito da quello all’aperto a favore del benessere degli animali e della qualità della materia prima. Nei supermercati si legge sempre di più la dicitura “allevate a terra”, e l’etichetta del prodotto identifica la sua qualità, sicuramente maggiore rispetto a quella delle uova che provengono da allevamenti in gabbia.

Un allevamento a terra è caratterizzato dalla presenza di edifici a uno o più piani, che hanno il compito di ospitare le galline, con una densità che non deve superare le nove galline per mq.

Le galline hanno a disposizione delle aree comuni nelle quali sono libere di muoversi, e ovviamente non mancano posatoi, mangiatoie e abbeveratoi. Non si tratta però di un allevamento all’aperto, in quanto gli animali vivono in spazi più grandi ma pur sempre chiusi e sotto la luce delle lampade, non quella del sole. 

Anche questo tipo di allevamento fa ancora discutere e online sono disponibili molti video che attestano la criticità di certi allevamenti a terra. Un discorso completamente diverso è quello dell’allevamento all’aperto, dove effettivamente le galline dispongono di aree verdi e tanta vegetazione da cui poter trarre nutrimento. 

Un allevamento outdoor, biologico e non, consente l’accesso continuo delle galline allo spazio esterno: la densità varia leggermente secondo alcuni parametri relativi alla grandezza dell’area, al numero di esemplari e di ripari. 

Inoltre, nello specifico caso del biologico, è consentito un numero massimo di 3000 galline per allevamento. Quelle da allevamento biologico hanno il becco integro e non spezzato, come si usa in quelli al chiuso per evitare che si possano ferire.

Il risultato è sicuramente rivolto al benessere degli animali e ovviamente alla qualità delle uova. 

 

Parassiti e predatori: i possibili rischi

Trascorrere del tempo all’aperto rende le galline più vulnerabili e quindi soggette ai predatori e anche ai parassiti. Questi animali da cortile praticano i famosi “bagni di sabbia” anche per proteggersi dall’attacco di pulci e zecche. 

Se avete intenzione di costruire il miglior pollaio in circolazione, non potete dimenticare di creare un’area usando cenere e sabbia per assicurare alle galline questa buona pratica di pulizia. 

Anche i predatori diventano una minaccia quando si allevano le galline outdoor, ed è proprio per questa ragione che è preferibile costruire più ripari a prova di volpe o simili. Lo stesso vale per le recinzioni, che dovranno essere profonde almeno 50 cm e alte un metro e mezzo per evitare l’intrusione da parte di animali selvatici pericolosi per le galline. 

Inoltre, non si devono mai lasciare all’aperto durante la notte, anche se all’interno delle loro recinzioni, in quanto è proprio in quel momento della giornata che spuntano i predatori. 

 

 

Uova più buone e animali più sereni 

Il nuovo approccio ecologico e animalista degli allevamenti all’aperto è all’insegna del benessere degli animali. Le galline crescono più forti e resistenti alle malattie e, inoltre, mostrano più adattabilità nelle condizioni climatiche. 

Al contrario, gli allevamenti in gabbia e quelli a terra convenzionali confinano gli animali in spazi chiusi aumentando i rischi del sovraffollamento e della loro aggressività. Inoltre, a differenza degli allevamenti al chiuso, quelli all’aperto offrono all’animale la possibilità di alimentarsi con la vegetazione autoctona, fare i bagni di sabbia e compiere azioni naturali, nel totale rispetto della specie. 

Le galline che vivono in allevamenti all’aperto mangiano meglio e producono uova migliori da un punto di vista nutrizionale, e non da meno, vivono una vita più felice e dignitosa.