Ultimo aggiornamento: 02.03.21

 

Tra gli esemplari più belli di sempre, il gatto siamese è anche un essere affabile: vediamo insieme come prendersene cura

 

I gatti siamesi sono animali dagli occhi di ghiaccio, molto amati da chi è attratto dalla bellezza. Ci sono però molti aspetti di questo animale da non sottovalutare: per esempio, sopporterà una pettorina per gatti, se decidete di comprargliela?

Leggete il nostro articolo per saperne di più, magari mentre sorseggiate un buon whisky giapponese.

 

Le sue origini

Parliamo di una delle razze più antiche, insieme al persiano: il gatto siamese deriva dal sud-est asiatico, proprio dal Siam, dal quale prende il nome e che oggi è conosciuto come Thailandia. Qui veniva addirittura adorato come animale sacro, per cui intoccabile da parte dei comuni cittadini.

Il gatto siamese thai arrivò in Europa solo nel XIX secolo e ottenne il primo standard di razza nel 1892. Da quel momento iniziò a diffondersi nel resto del mondo e a farsi apprezzare per la sua grande bellezza.

Aspetto

Caratteristiche del gatto siamese sono la taglia media, il corpo magro, le zampe strette e gli arti decisamente allungati. Il maschio pesa di solito tra i 4 e i 5 kg, mentre la femmina tra i 3 e i 4 kg. La testa è lunga più che larga e ha la forma di un cuneo; le orecchie sono dritte e poggiano su una base larga.

La parte più evidente di questi animali sono gli occhi, di colore blu e a mandorla, leggermente inclinati. Si tratta di esemplari che sono parzialmente albini, ovvero che producono meno melanina con pigmenti: per questa ragione il gatto siamese ha una colorazione tipica, che si chiama seal point, ovvero nera alle estremità e che muta in marrone scuro.

I cosiddetti points, cioè le macchie che si vanno a sviluppare, possono però essere anche blu: ecco che abbiamo il siamese blue point, che ha un corpo chiaro, color avorio o ghiaccio, e in cui le macchie tendono al grigio/blu.

Altre varianti sono il siamese tabby point, che in alcune zone ha una particolare tigratura, e il tortie point, con macchie rossicce, che ricordano le squame di una tartaruga. Il motivo per il quale il siamese ha queste caratteristiche sta nel gene himalaiano, che fa sì che il corpo si colori di più nelle zone più calde e di meno in quelle più fredde.

Per quanto riguarda il pelo, solitamente è corto e con poco sottopelo, mentre il mantello aderisce bene al corpo. Esistono però anche esemplari di siamese a pelo lungo, che però non è una razza naturale, ma una mutazione, probabilmente spontanea, di questo esemplare.

Carattere

Spesso il siamese viene definito come un “cane”, proprio a causa del suo carattere, che ha molte similitudini con quello di Fido. Per questo motivo è possibile addestrarli, anche se si deve fare i conti con la loro indipendenza: se non vogliono imparare qualcosa o ritengono di sentirsi forzati a fare qualcosa, difficilmente riuscirete nell’impresa.

La loro dolcezza, l’affettuosità e l’intelligenza che li contraddistinguono, ne fanno perfetti animali da compagnia, quindi ideali per la vita in casa. Si esprimono con piacere, quindi li sentirete miagolare quando dovranno ringraziarvi o farvi capire che qualcosa è di loro gradimento.

Sono molto portati al contatto con gli altri, quindi amano trascorrere del tempo in compagnia dei membri della famiglia. Mai, però, lasciare il siamese da solo troppo a lungo o senza qualcosa da fare: meglio optare per giochi di intelligenza, che li tengano impegnati e attivi anche quando non siete in casa.

Ancora meglio, se ne avete la possibilità, allevate insieme una coppia di gattini siamesi, che possa così crescere insieme, prendendosi cura l’uno dell’altro. La loro dolcezza fa sì che possiate anche, con le dovute precauzioni, educarli al guinzaglio, in modo da farli uscire in maniera controllata da casa.

Come prendersene cura

Spazzolare un gatto siamese non è una priorità: non essendo un esemplare a pelo lungo, non ha bisogno di una cura quotidiana. Non ha però il sottopelo molto fitto, per cui è bene assicurarsi di farlo stare in un ambiente caldo, per non fargli soffrire una temperatura non adeguata.

Lo troverete spesso nelle vicinanze del termosifone e, se volete trattarlo con tutti gli omaggi del caso, donargli una cuccia ben riscaldata non lo farà che felice. Trattandosi di un animale socievole, sarebbe consigliabile farlo crescere in coppia, visto che, solitamente, due siamesi si prendono cura l’uno dell’altro, togliendo a voi molti compiti e impegni.

Al cucciolo di siamese non può mancare un tiragraffi, meglio se ad albero, così da permettergli di muoversi e di distrarsi anche se non può uscire. 

 

Dove acquistarne uno

Il prezzo di un esemplare certificato è di circa 700 euro: se vi propongono un siamese a meno e senza pedigree, correte grossi rischi. Scegliere l’allevamento giusto significa non solo avere garanzie sulla salute dell’animale, ma anche non intraprendere una spesa minore che poi comporterà più impegno di denaro nel curare un gatto malato.

Sono infatti fondamentali elementi come i vaccini, la sverminazione e l’ambiente di crescita, che deve essere quello specifico per questa specie. Il cibo, inoltre, deve essere sempre di qualità elevata, sin dalla nascita, se si vuole avere un siamese in forma e ben sviluppato. 

Un allevatore serio lascia il cucciolo con la madre per almeno le prime 12 settimane di vita: molti, invece, usano le femmine come “elementi da riproduzione”, portandole allo stremo e staccando troppo presto il piccolo, con gravi conseguenze.

Questo elemento è fondamentale anche perché il cucciolo, stando a contatto con la madre, impara anche le basi del comportamento sociale. Se volete assicurarvi di prendere un gattino sano, che abbia un carattere affettuoso, come deve essere, sta a voi fare la scelta giusta in partenza.

Verificate che l’allevamento sia iscritto a delle associazioni certificate e che rispetti tutti gli standard della razza: risparmiare denaro, in questo caso, non solo è inutile ma non fa altro che nuocere a questo e ad altri animali.

 

 

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