Ultimo aggiornamento: 20.06.21

 

Agile, forte e resistente, il Malinois viene utilizzato dalla Polizia di Stato per il soccorso e la difesa. Scopriamo le origini e il carattere di questa razza. 

 

Origini

Il Pastore Belga ha una storia piuttosto antica: ha origine probabilmente dal Canis lupus lupus, ovvero il lupo euroasiatico che a sua volta si sviluppò in cani nordici e pastori dall’aspetto lupoide. I conduttori del gregge, a differenza dei guardiani, hanno il compito di radunare e accerchiare le pecore, le capre, le mucche e persino le anatre, come in un rituale di caccia, senza poterle uccidere.

La selezione dei Belga cominciò durante il XIX secolo, quando in Europa vi erano numerosi esemplari da conduzione a cui però mancava una linea ben precisa. Fu nel 1891 che il Professor A. Reul, veterinario ed esperto cinofilo, diede vita al primo standard fondando il club di razza, identificando in tutto tre varietà diverse: Tervueren e Groenendael, caratterizzati da un mantello lungo e Malinois, ovvero il Pastore Belga a pelo corto, e solo alcuni più avanti fu aggiunto il Laekenois, a pelo ruvido.

 

Standard FCI

I Pastori Belga riconosciuti da ENCI ed FCI sono in tutto quattro: Tervueren, Groenendael, Laekenois e Malinois, e ognuno è caratterizzato dalla stessa struttura fisica ma da un mantello piuttosto differente l’uno dall’altro. Il primo per esempio è totalmente nero e a pelo lungo, il secondo è sempre folto ma di colore fulvo con una maschera nera intorno al viso. Il Laekenois è invece dotato di un mantello corto e duro color sabbia, mentre l’ultimo, ovvero il Malinois, di cui ci occupiamo in questo articolo, è a pelo raso, fulvo o carbonato con la testa più scura.

Tutte le varietà fanno parte però di un unico standard e sono classificate nel gruppo uno, dedicato ai Cani da Pastore e ai Bovari. Benché in alcune nazioni sia possibile ritrovare anche il Malinois nero, in realtà tale pigmentazione non è riconosciuta dall’FCI e non è ammessa.

La struttura fisica dà l’idea di un cane possente e muscoloso, ma al tempo stesso magro e particolarmente agile. L’aspetto è quello di un Pastore: ha il muso allungato, ma ben bilanciato con la larghezza della testa che risulta piatta e poco arrotondata. Lo stop è moderato, le guance sono asciutte, prive di pelle pendente e ben attaccate alla mascella. Gli occhi sono scuri e leggermente a mandorla, mentre le orecchie sono a punta, piccole e portate in alto sulla testa. L’altezza al garrese corrisponde a 62 centimetri per i maschi e 58 centimetri per le femmine, il peso è invece piuttosto variabile ma non dovrebbe superare i 25 chili, soprattutto se si tratta di esemplari da lavoro.

 

Carattere

Prima di innamorarvi dei cuccioli di Pastore Belga Malinois in vendita online è opportuno che conosciate a fondo la sua indole, poiché potreste pentirvi della scelta più presto di quanto immaginiate. Si tratta di un cane nevrile, ovvero talmente agile da riuscire a compiere salti e affrontare prove di resistenza mai viste in altri esemplari.
Se avete sentito parlare di questa razza avrete sicuramente potuto ammirare numerosi video in cui si cimentano in particolari sport come il parkour o percorsi a ostacoli degni dell’esercito.

Non a caso il Malinois è utilizzato in tantissime attività cinofile come il mondioring, utilità e difesa, conduzione del gregge, ma anche la guardia o come cane da soccorso e recupero di superstiti da macerie, valanghe e catastrofi naturali. Insomma, non parliamo certo di una razza facile da gestire, tuttavia, se ben addestrata è caratterialmente docile e molto legata al proprietario, ma resta pur sempre vigile e in grado di difendere i membri del suo gruppo familiare.


Cura

Il Pastore Belga Malinois è un cane davvero forte e rustico, caratteristiche che lo rendono dunque anche particolarmente in salute. Tuttavia, può andare incontro a patologie comportamentali causate da una cattiva selezione da parte dell’allevatore e da un mancato addestramento. Inoltre, può soffrire di malattie congenite come per esempio displasia dell’anca o la stenosi degenerativa, che provoca un restringimento di una vertebra con conseguente infiammazione e difficoltà motoria anche in giovane età.

 

A chi è adatto il Malinois

Lo state già immaginando: è fiero e immobile sull’uscio di casa, ha al collo un bel collare di pelle e una medaglietta per cani con su scritto il suo nome, mentre attende paziente il vostro ritorno dopo otto ore di lavoro. Questo è ciò che sperate, perché quello che troverete una volta giunti a casa saranno decine di buche in giardino, carta da parati scollata e porte smantellate.

Il Pastore Malinois è un cane da lavoro: ciò implica che necessita di essere stancato non solo fisicamente ma anche mentalmente, e le passeggiate di un’ora nel quartiere o la sgambata in area cani non gli basteranno affatto a placare la sua immensa energia, che talvolta può sfociare persino in aggressività verso le persone, altri animali oppure nei confronti dei familiari.

Non è sicuramente adatto a chi passa molte ore fuori, né tantomeno a chi è alla prima esperienza e non ha voglia di pagare un addestratore che possa incanalare nel modo corretto la forza e la vitalità del Malinois. Insomma, se siete delle persone particolarmente sportive oppure conoscete già l’ambiente cinofilo e volete praticare attività come obedience, utilità e difesa, agility e quant’altro, allora possiamo con sicurezza affermare che questo è il cane migliore per voi e che sarà capace di darvi enormi soddisfazioni.

Allevamenti e prezzi

Partendo dal presupposto che pur scegliendo di non acquistare il cucciolo in una struttura riconosciuta ENCI ma di adottarlo presso una famiglia, è importante sapere che si tratta pur sempre di un cane da lavoro, dunque, energico e super attivo.

Meglio dunque optare per un allevamento di Pastore Belga Malinois vero e proprio, dove vengono effettuati test genetici e accoppiamenti mirati non soltanto alla salvaguardia della razza, ma anche alla selezione di esemplari caratterialmente equilibrati. Il prezzo di un cane da Pastore Belga può variare molto in base alla linea e al prestigio dell’allevatore, tuttavia un soggetto da lavoro può arrivare a costare anche più di 1.000 euro.

 

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