Ultimo aggiornamento: 18.10.19

 

Avete appena portato a casa un rettile ma non sapete ancora dove metterlo? Allestire un terrario spazioso e ricco di tutti i comfort sarà un gioco da ragazzi

 

L’allestimento di un terrario può sembrare un’impresa difficile, soprattutto perché c’è bisogno di alcuni accorgimenti specifici a seconda del tipo di rettile che si possiede. In realtà, ci sono dei semplici step da rispettare, a partire da tre elementi importanti: la teca, i materiali e le dimensioni.

 

Da dove partire

Per quanto riguarda la prima, esistono in negozio teche delle più svariate dimensioni, che vengono vendute anche in base alla tipologia, infatti alcune sono provviste già di tutti gli accessori necessari (e ovviamente hanno un prezzo più elevato di altre).

Per i rettili che amano arrampicarsi su rami o tronchi, come ad esempio l’iguana, è consigliato un terrario che si sviluppa in verticale, mentre per altri tipi di animale che strisciano o camminano al suolo, per esempio i serpenti, è meglio una teca che si estende in orizzontale.

 

 

I materiali di cui è composta sono diversi, però uno dei più utilizzati è il legno, un ottimo isolante termico: di solito si tende a creare il terrario con tre pareti in legno e solo la parte frontale in vetro, però a distanza di tempo tende a deteriorarsi e a perdere lucidità.

Anche quello in vetro presenta il vantaggio di essere facile da pulire e di consentirvi di osservare al meglio il vostro rettile, ma è pesante, isola poco e comunque ha bisogno di parecchia manutenzione.

Per questi motivi, perciò, quello più consigliato, anche se leggermente più costoso, è la teca in resina, una soluzione pratica e funzionale. Essendo leggero, creato con plastica atossica e semplice da lavare, è il miglior terrario per chi è alle prime armi.

 

Ventilazione e riscaldamento del terrario

Non dimentichiamo di menzionare altre due caratteristiche per avere il terrario perfetto, entrambe importanti se si vuole garantire il benessere del proprio animale. Prima di tutto è necessario che, nella teca, vi siano delle prese di aerazione il passaggio e il ricambio dell’aria. 

Per quelli di piccole o medie dimensioni basteranno due semplici fori disposti in maniera asimmetrica, uno in alto e uno più in basso, protetti da una retina per filtrare l’aria senza che si crei corrente all’interno.

In maniera più spartana, potete sempre praticare i fori nel lato superiore del coperchio per avere un risultato discreto. Ricordate, inoltre, di prendere un terrario con un’apertura sufficiente per permettervi di pulirlo con facilità.

Per quanto riguarda il riscaldamento, questo fattore è necessario per il vostro rettile, ed è possibile garantirlo tramite cavetti, lampade specifiche o tappetini riscaldanti. Siccome nella teca vi devono essere due diverse zone, una più calda e una più fredda, i cavetti e i tappetini dovranno essere disposti solo su una parte, lasciando l’altra fresca e permettendo la regolazione della temperatura tramite termometro.

Per quanto riguarda le lampade riscaldanti, è bene prediligere quelle in ceramica isolante: cercate di inserirle dove il rettile non può raggiungerle, coprendole con delle reti in modo da filtrare la luce troppo intensa e permettere all’animale di fare un bagno solare.

Utilizzate dei pannelli isolanti per coprire i cavetti e le altre parti sensibili, in modo che il rettile non possa consumarli.

 

Come illuminare la teca

Una caratteristica indispensabile per tutti i rettili vegetariani è la giusta illuminazione tramite le lampade UVB. Nutrendosi di piante e foglie, infatti, riescono ad assimilare adeguatamente la sola vitamina D2, molto meno efficace rispetto alla D3, essenziale all’organismo. 

I carnivori, invece, mangiando le prede la sintetizzano naturalmente e non hanno quindi bisogno di questa particolare frequenza d’onda. Quando una tartaruga o una lucertola si espongono alla luce non lo fanno per riscaldarsi, ma per assimilare la vitamina D3 mancante, adatta alla crescita ossea e al corretto fissaggio nell’organismo di fosforo e calcio.

L’esposizione del rettile al sole varia a seconda di alcuni fattori: può essere più o meno lunga in base all’età, al tipo di organismo, e la percentuale di raggi UVB emessi dalla lampada. In generale, per un esemplare in crescita, la cui struttura è più fragile e ha bisogno di un grosso apporto di calcio, l’effetto dei raggi deve essere prolungato, mentre in un rettile adulto la formazione è già avvenuta e quindi può stare lì per un tempo minore.

La lampada deve essere inserita a una distanza ottimale di circa 50 cm, prestando attenzione all’intensità dei raggi. Per evitare che l’animale si ustioni a contatto con la luce calda, è bene porvi sopra una lastra sottile in metallo che, a differenza della solita rete, permette agli UVB di filtrare senza problemi e in tutta sicurezza.

 

Substrato e pulizia del terrario

Molto spesso si pensa che ricreare un habitat naturale all’interno della teca, con rami, foglie e arbusti, permetta al rettile di sentirsi a suo agio: in realtà basta molto meno per garantirgli il massimo comfort, visto che un ambiente riprodotto tanto fedelmente comporta anche una pulizia molto difficile. 

Per questo motivo sono consigliati fogli di giornale, sabbia, o anche tappetini di erba sintetica da usare come substrato: questi ultimi sono facilmente lavabili e in più proteggono l’animale dalle inalazioni di polvere e ghiaia.

 

 

Vi basterà poi aggiungere una ciotola per l’acqua e una per il cibo, un nascondiglio più grande dove potrà riposarsi o rifugiarsi quando è particolarmente stressato, e uno più piccolo reso umido a sufficienza.

Se volete aggiungere qualche decorazione, come pietre e rami, state attenti alla loro provenienza e in particolare ai materiali con cui sono prodotti: se hanno una percentuale tossica potrebbero nuocere alla salute del vostro animale.

Per evitare di fare una sola pulizia cumulativa molto faticosa, consigliamo di effettuarla in modo quotidiano. Prendete una teca di riserva in cui inserire il rettile e procuratevi un set di attrezzature che userete solo per disinfettare l’ambiente, in particolare pennelli per la polvere, sgrassante per eliminare le incrostazioni e setaccio per gli escrementi e la pelle morta infiltrata nel substrato.