Ultimo aggiornamento: 30.06.22

 

State pensando di adottare un Gerbillo della Mongolia ma non sapete come prendervene cura? Allora il nostro articolo cade proprio a fagiolo, perché qui troverete tutte le informazioni necessarie per la gestione di questo simpatico roditore domestico come pet.

 

Il Gerbillo della Mongolia rientra nella categoria dei roditori domestici appartenenti alla sottofamiglia Gerbillinae del gruppo Cricetidae ed è originario della zona centrale dell’Asia. Dall’aspetto simile a un criceto per dimensioni e corporatura, si contraddistingue per il temperamento più docile e la proverbiale dolcezza, rivelandosi un’ottima alternativa per i bambini qualora non sia possibile accogliere un cane o un gatto in casa.

Tuttavia, se state pensando di adottarlo come animale d’affezione, è sempre consigliabile garantirgli la compagnia di almeno un altro esemplare per evitare che soffra la solitudine, ma a questo ci arriveremo più tardi. Sì, perché prima di scoprire come prendersi cura di un Gerbillo domestico, è bene analizzare nel dettaglio le origini, le caratteristiche fisiche e il carattere di questo simpatico e vivace roditore per capire se possa fare al proprio caso.

Storia del Gerbillo domestico

Il nome scientifico del Gerbillo della Mongolia è “Meriones Unguiculatus”, una locuzione latina che significa letteralmente “guerriero con gli artigli”. Non a caso, la principale caratteristica di questi roditori sono le lunghe protrusioni epidermiche delle dita che vengono frequentemente utilizzate dall’animale per difendersi dai predatori (principalmente uccelli) e combattere con altri esemplari rivali per stabilire l’ordine gerarchico o difendere il territorio.

Come facile intuire dal nome, l’habitat naturale di questa specie sono le steppe dell’Asia orientale che si estendono dal nord della Cina fino alla Russia meridionale, ed è pertanto abituata a climi particolarmente rigidi.

Ciononostante, sono comunque capaci di adattarsi a condizioni climatiche e abitative anche molto diverse da quelle di provenienza, il che li rende dei perfetti animali da compagnia da tenere in casa. Quanto all’aspettativa di vita, se allevato nel rispetto delle sue esigenze fisiche e nutrizionali, un Gerbillo del deserto può vivere anche fino a cinque anni, durante i quali farà sfoggio del suo rinomato temperamento dolce, affettuoso e allegro.

Dodici centimetri di simpatia

Ci sono tanti motivi per adottare un Gerbillo, a cominciare dal fatto che si tratta di un animale socievole, sveglio e particolarmente attivo di giorno, fino alla sua particolare resistenza alle malattie.

Al momento, infatti, non sono state riscontrare particolari patologie di razza per le quali siano necessarie misure preventive, come vaccinazioni e integratori. Tuttavia, dal momento che anche questi roditori possono sviluppare diverse forme tumorali e disturbi digestivi, è sempre consigliabile effettuare una visita di controllo dal veterinario, con cadenza semestrale o annuale, per accertarsi del buono stato di salute dell’animale.

Da adulti, questi esemplari raggiungono una lunghezza compresa tra i 10 e i 12 centimetri più altrettanti di coda, mentre il peso medio non supera quasi mai i 100 grammi, premesso ovviamente un regime alimentare sano ed equilibrato. Il pelo, che in genere ricopre anche le zampe, può presentare varie sfumature che vanno dal beige al marrone, ma esiste anche una particolare variante di Gerbillo nero caratterizzata da un manto tendenzialmente scuro con striature grigie.

Trattandosi di un roditore che non ama stare da solo, è consigliabile fornirgli un buon compagno di giochi con cui possa interagire, ma se non volete ritrovarvi con una gabbia piena di cuccioli meglio scegliere un esemplare dello stesso sesso.

Come prendersi cura di un Gerbillo

Premesso che i Gerbilli vanno sempre adottati in coppia, è importante garantire all’animale uno spazio sufficiente per muoversi e giocare. Pertanto, prima dell’acquisto dovrete procurarvi una gabbia per criceti abbastanza spaziosa da ospitare, non solo i roditori, ma anche i loro giochi, un paio di abbeveratoi e qualche ciotola per il cibo.

Sul fondo del terrario andrà sistemato un materiale morbido e assorbente che funga da lettiera senza, però, intralciare i movimenti dei piccoli ospiti. A tal proposito, vi suggeriamo di partire con uno strato di legno (pellet o trucioli) per assorbire i liquidi filtrati dagli strati superiori, per poi proseguire con una seconda superficie fatta di canapa naturale – in modo da eliminare i cattivi odori e termoregolare naturalmente la base della gabbia – e terminare con un tappeto morbido di paglia e fieno, che si rivelano adatti anche a essere rosicchiati.

Non dimenticate, inoltre, di posizionare all’interno della gabbietta qualche tunnel, una o due ruote e un paio di ripiani su cui i roditori possano arrampicarsi e fare esercizio, meglio se presente anche una sabbiera che permetta loro di sfogare il naturale istinto di scavare.

Quanto all’alimentazione, dal momento che stiamo parlando di animali onnivori, non saranno necessari particolari regimi dietetici ma solo un buon misto di semi per una corretta integrazione di fibre, grassi e proteine, a cui si potrà aggiungere all’occorrenza un po’ di fieno per favorire la mobilità intestinale. Volendo, è possibile integrare la dieta dell’animale con frutta di stagione, verdure fresche e un mix di cereali (avena, mais, grano, orzo e così via), purché si tratti di cibi rigorosamente crudi, ben lavati e mai freddi di frigorifero.

Se il proprio Gerbillo gode di buona salute, gli si può concedere di tanto in tanto qualche piccola leccornia, tra cui un cucchiaino di semi di girasole, una nocciola o un po’ di uvetta, prestando però attenzione a evitare tassativamente gli alimenti dolci, come la cioccolata e il miele, che potrebbero essergli fatali.

Quanto costa un Gerbillo?

Per instaurare una buona relazione con i Gerbilli ed evitare che vi mordano le dita per paura o insicurezza, non appena li avrete sistemati nella loro gabbietta potete offrirgli del cibo direttamente dalle vostre mani, senza però forzarli a mangiare e aspettando con pazienza che siano loro ad avvicinarsi spontaneamente.

Inoltre, se volete prenderli, dovrete appoggiare delicatamente le mani vicino alle zampette anteriori in modo che possano arrampicarsi sul vostro braccio agevolmente, ricordando che se cercherete di afferrarli dall’alto si spaventeranno e andranno subito a nascondersi.

Infine, per quanto riguarda il prezzo, in genere la spesa per l’acquisto di un Gerbillo si aggira sui 10 euro circa, ma prima di comprarne uno è sempre consigliabile informarsi se in zona ci sia un veterinario esperto nella cura di questi piccoli roditori.

 

Ultimo aggiornamento: 30.06.22

 

Se siete stanchi di avere come amico a 4 zampe un cane o un gatto, che ne dite di cambiare quadrupede e passare dal miagolio al potpottio? Ebbene sì, l’ultima (ma nemmeno tanto recente) novità che sta prendendo piede è il furetto come animale da compagnia. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questi affascinanti mustelidi domestici.

 

Allevati fin dall’antichità come animali da caccia o da compagnia, i furetti sono carnivori caniformi imparentati alla lontana con la puzzola europea (Mustela putorius), ma assolutamente adattabili alla vita domestica, a contatto con le persone.

Non a caso, il nome scientifico del furetto è Mustela putorius furo che significa “ladro puzzolente”: ladro perché ha l’abitudine di rubare e nascondere il cibo, e puzzolente perché emana un cattivo odore durante il calore.

Ciononostante, i furetti domestici sono molto ambiti come animali d’affezione perché si dimostrano molto recettivi all’addestramento e possono essere considerati, a livello caratteriale, come una via di mezzo tra un cane e un gatto.

Ecco alcune indicazioni di base per capire come allevare un furetto, in modo da rendere la convivenza serena e piacevole per lui e la sua famiglia.

 

Aspetti morfologici e comportamento

Se state pensando di adottare un furetto dovete sapere che, contrariamente a quanto si possa pensare, non si tratta di un roditore ma di un carnivoro proprio come i canidi e i felini. Anche dal punto di vista caratteriale non è molto diverso dagli altri animali d’affezione convenzionali, visto che si dimostra giocherellone e socievole come un cane, ma con uno stile di vita molto simile a quello di un gatto.

Un furetto domestico può arrivare a misurare in media sessanta centimetri (le femmine sono leggermente più piccole dei maschi) e difficilmente supera i due chilogrammi di peso. Inoltre, se ben educato, riesce ad adattarsi senza problemi alla vita in casa, instaurando un ottimo rapporto con le persone che lo accudiscono, bambini compresi.

Questi piccoli animali hanno un’aspettativa di vita di circa otto anni e sono attivi prevalentemente di notte, dormendo anche fino a quindici ore al giorno.

Dal momento, però, che hanno denti molto aguzzi, è importante che gli venga insegnato fin da cuccioli a non mordere durante il gioco, cosa che non si prospetta particolarmente difficile proprio perché si tratta di animali molto intelligenti che ben si prestano a essere addomesticati.

Come dicevamo, il furetto è un animale molto pigro che trascorre buona parte del suo tempo a dormire e mangiare. Inoltre, ama nascondersi e infilarsi negli anfratti più stretti e tortuosi, tanto è vero che in passato veniva utilizzato soprattutto come furetto da caccia per stanare i conigli e le lepri che si nascondevano nelle buche scavate nel terreno.

Durante le ore di attività è comunque un animale molto vivace, estroverso, curioso ed esploratore che ama giocare e farsi coccolare dai padroni.

Se si decide di allevare un furetto domestico, bisogna tenere presente che questi animaletti pelosi soffrono molto la solitudine, quindi sarà necessario dedicargli almeno un paio di ore al giorno per evitare che cada in depressione.

Un’altra simpatica caratteristica di questi mustelidi è la loro tendenza a nascondere gli oggetti nei posti più impensabili, rendendone molto difficile il ritrovamento.

 

Furetto in casa: cosa serve?

Quando si decide di adottare un furetto cucciolo è necessario, innanzitutto, preparare la casa al suo arrivo, allestendo una gabbia e una cassettina per i bisogni.

Può andare bene anche una tradizionale gabbia per criceti, purché sia abbastanza grande e spaziosa da ospitarlo comodamente. Ovviamente, serviranno anche una ciotola per il cibo e un contenitore per l’acqua, da riempire frequentemente.

Se l’animale resterà chiuso per parecchie ore al giorno, per evitare di dover fare i conti con un irascibile furetto arrabbiato è importante che lo spazio a sua disposizione sia suddiviso in due livelli: uno inferiore, dove possa giocare ed espletare i suoi bisogni, e uno superiore con tunnel e tane che gli permettano di dormire e nascondersi quando ne sente l’esigenza.

Per quanto riguarda la lettiera, si può utilizzare del comune pellet di trucioli di legno o delle fibre vegetali ad alta capacità assorbente, evitando tassativamente la segatura e le resine che possono provocare allergie all’animale.

Come già anticipato, il furetto da compagnia è un animale molto socievole che non ama stare chiuso per troppo tempo in una gabbia, per cui si consiglia di lasciarlo libero almeno un paio di ore al giorno in modo che possa gironzolare liberamente per casa.

Per evitare spiacevoli incidenti sarà, quindi, necessario rendere l’ambiente a prova di furetto rimuovendo da mensole e mobili tutti gli oggetti che potrebbero cadere e rompersi, tenendo presente che a questi animaletti piace molto arrampicarsi su divani, tavoli, sedie e tende.

Inoltre, dal momento che i furetti sono soliti scavare grosse buche nel terreno e rosicchiare qualsiasi cosa gli capiti a tiro, è consigliabile eliminare tutte le piante presenti in casa e mettere in sicurezza eventuali cavi elettrici.

Possono costituire un pericolo anche gli elettrodomestici come lavatrici, forni e frigoriferi a causa dell’innato istinto di questi animali a nascondersi in ogni buco che trovano e, visto che non hanno il senso del vuoto, è opportuno non lasciare porte e finestre aperte per evitare che il furetto si butti giù dal balcone.

Infine, bisognerebbe rimuovere anche tutti gli oggetti di plastica che l’animale potrebbe rosicchiare, andando incontro a occlusioni intestinali risolvibili solo con un intervento chirurgico.

 

Alimentazione furetto

Abbiamo detto che i mustelidi domestici sono animali carnivori, ma esattamente un furetto cosa mangia quando viene allevato in casa?

In commercio si possono facilmente reperire mangimi formulati appositamente per garantire a questi animali il giusto apporto di nutrienti di cui necessitano, ma – volendo – è possibile anche optare per una dieta casalinga ad alta percentuale proteica.

L’alimento principale dovrà essere ovviamente la carne, preferendo quella di pollo, manzo, tacchino e cavallo di cui il furetto è particolarmente ghiotto. Di tanto in tanto potete dargli anche un po’ di fegato e dei tuorli d’uovo crudi, evitando però frutta, verdura e semi.

I pasti dovranno essere piccoli e frequenti, mentre l’acqua dovrà restare sempre a disposizione, meglio se con un beverino verticale per evitare che l’animale, giocando, rovesci la ciotola.

 

Furetto domestico: prezzo

In media il prezzo di un furetto domestico oscilla tra 130 e 200 euro, ma se si tratta del noto furetto Marshall (allevamento americano “in serie”) il costo può raggiungere e superare i 400 euro.

È possibile trovare anche esemplari che costano meno, ma a prescindere che si tratti di un furetto bianco, bull (la più grande tra tutte le varietà) o whippet (la più piccola), i cuccioli vanno sempre controllati prima dell’acquisto, verificando che siano in regola con le vaccinazioni.

In rete ci sono tanti annunci di furetti in vendita, ma il nostro consiglio è quello di diffidare dai prezzi inspiegabilmente troppo bassi per evitare di incorrere in qualche truffa o, peggio, di acquistare un animale affetto da malformazioni congenite o patologie rare.

 

 

Ultimo aggiornamento: 30.06.22

 

Se, per esigenze di spazio o semplicemente per gusto personale, avete deciso di accogliere un criceto in casa, in questo post abbiamo raccolto una serie di consigli pratici su come prendersi cura di questi simpatici roditori.

 

Negli ultimi tempi sempre più famiglie scelgono di accogliere un criceto in casa perché non occupa molto spazio ed è abbastanza facile da accudire. Grazie al loro carattere docile e propenso al contatto umano sono diventati dei piccoli animali da compagnia molto diffusi e apprezzati da adulti e bambini.

Sotto molti aspetti, i criceti sono animali semplici da gestire e che non richiedono troppe cure ma, come per ogni altra specie, hanno comunque bisogno di attenzioni e una corretta alimentazione per crescere e vivere felici. Ecco tutto quello che dovete sapere su questi simpatici roditori prima di adottarne uno.

 

Criceti: razze e caratteristiche

Il criceto è un roditore prevalentemente erbivoro appartenente alla famiglia dei cricetidi. All’interno di questo gruppo tassonomico troviamo più di cinquecento razze di criceti, che variano incredibilmente sia in termini di dimensioni e aspetto fisico sia sotto il profilo comportamentale.

La varietà più diffusa in Occidente è il criceto comune – conosciuto anche come Hamster che, oltre a essere l’unica specie del genere Cricetus Leske, si caratterizza per le dimensioni più grandi e il colore marrone tendente al nero sul ventre.

Altre specie di criceto che di solito si possono trovare nei negozi di animali sono:

– Il criceto dorato o siriano (Mesocricetus auratus). Originario delle zone semidesertiche a clima caldo e arido della Siria e della Turchia, si contraddistingue per la colorazione miele-dorata e le dimensioni medio-piccole, anche se nel corso degli anni sono state selezionate molte altre varietà con pelo lungo color cannella, crema, bianco e albino.

– Il criceto russo (Phodopus campbelli). Più piccolo del criceto siriano, è conosciuto anche con il simpatico appellativo di orsetto russo per via della folta pelliccia di colore grigio chiaro che lo protegge dal clima freddo delle zone da cui proviene, ossia Russia, Siberia e Mongolia.

– Il criceto siberiano o Winter White (P. sungorus). Originario del Kazakistan, della Mongolia e della Siberia, ma presente in Europa solo dagli anni ’80, si riconosce dalla livrea bianca che gli permette di mimetizzarsi nella neve e le dimensioni più piccole della media (raggiunge una lunghezza massima di 12 cm e difficilmente supera i 50 g di peso).

– Il criceto Roborovsky (Phodopus roborovskii). Proveniente dai deserti sabbiosi e dalle zone semiaride della Mongolia e dalla Cina del Nord, è un roditore tozzo e dalla struttura simile a quella dei criceti russi, da cui però si distingue per la pelliccia color marrone chiaro e il sottopelo più scuro. Con i suoi soli 5 cm di lunghezza è il criceto più piccolo tra quelli tenuti come animali da compagnia, ma proprio per le dimensioni ridotte è anche il meno adatto a essere maneggiato.

– Il criceto cinese (Cricetulus griseus). Originario della Cina nord-orientale, vive prevalentemente nelle zone asciutte che costeggiano i deserti e si nutre principalmente di semi e germogli. Il pelo è molto corto anche sugli arti e presenta una colorazione grigio-marrone che tende a diventare più scura sul dorso.

 

Caratteristiche anatomiche e fisiologiche

I criceti sono piccoli roditori caratterizzati da un corpo minuto e compatto, leggermente arrotondato sul posteriore, orecchie grandi, occhi sporgenti e vispi, unghie affilate e pelliccia molto folta.

Per sopravvivere alle difficili condizioni pedoclimatiche delle zone di origine, la natura ha dotato questi simpatici animaletti di due ampie tasche guanciali che vengono utilizzate come borse per trasportare il cibo.

L’attività principale di questi roditori è, infatti, la ricerca del cibo, per la quale in natura sono soliti percorrere anche lunghe distanze. Gli alimenti vengono poi trasportati nelle tane e accumulati come riserve da utilizzare durante la stagione avversa.

Tutti i tipi di criceto presentano due paia di incisivi sporgenti che crescono in modo continuo per tutta la vita, ma restano comunque di lunghezza costante grazie all’usura causata dal rosicchiamento.

In natura i criceti vanno in letargo quando le temperature scendono sotto gli 8°C, mentre un criceto domestico abituato a vivere in casa rimane sveglio e vigile tutto l’anno, quindi è bene che abbia sempre a disposizione cibo non deperibile e acqua fresca.

Ma quanto vive un criceto? Generalmente, questi piccoli roditori hanno una vita media di circa due anni, ma la loro aspettativa di vita tende comunque a variare in base a diversi fattori, come la razza, l’habitat, la salute e il modo in cui vengono allevati.

 

Carattere e alimentazione

Come già anticipato, i criceti sono animali prevalentemente erbivori che si nutrono principalmente di semi, germogli, fiori, frutti, radici e foglie, senza però disdegnare piccoli insetti, lucertole, rane e topi.

In commercio si possono trovare tantissimi mix di semi già pronti, da alternare con una miscela di cereali (grano, mais, avena e orzo), frutta e verdura fresca e qualche proteina animale di tanto in tanto.

Per quanto riguarda il temperamento, in genere il criceto selvatico ha la tendenza a essere molto aggressivo, tanto è vero che le specie più grandi sono solite attaccare i loro simili e altri animali quando si sentono minacciati.

Se allevato come animale da compagnia, invece, è molto docile, giocherellone e per nulla aggressivo, riuscendo ad adattarsi senza problemi alla vita in casa e instaurando un ottimo rapporto con le persone che lo accudiscono.

La gabbia del criceto

La gabbia per criceti che accoglierà il vostro nuovo animaletto da compagnia dovrà essere abbastanza ampia e spaziosa da ospitarlo comodamente, quindi grande almeno 60 x 40 cm.

È importante, inoltre, attrezzarla con qualche rifugio dove l’animale possa nascondersi e riposare quando ne sente l’esigenza, e una ruota in plastica o metallo che gli permetta di sfogare il suo innato bisogno di correre e muoversi.

Ovviamente, serviranno anche una ciotola per il cibo e un contenitore per l’acqua con sistema a goccia, da riempire ogni giorno.

Per quanto riguarda la lettiera, le opzioni sono diverse ma le più consigliate sono il tutolo di mais, in quanto ipoallergenico e ideale per prevenire qualsiasi tipo di problema respiratorio (anche se non ha un’elevata capacità assorbente) e il pellet di abete, un po’ grosso per le zampine dei criceti nani ma assolutamente naturale e quindi sicuro anche se l’animale lo rosicchia.

In alternativa si possono utilizzare anche delle lettiere in canapa o lino che, oltre ad assorbire bene l’umidità e i cattivi odori, permettono al cricetino di scavare come farebbe in natura.

Ricordate, infine, che la pulizia della gabbietta deve essere quotidiana, prestando attenzione a rimuovere con cura tutti gli escrementi e gli avanzi di cibo per garantire all’animale un ambiente pulito e sicuro in cui vivere.

 

 

Ultimo aggiornamento: 30.06.22

 

Il Porcellino d’India, o cavia domestica, è un simpatico roditore originario del Sudamerica che, negli ultimi tempi, sta riscuotendo un notevole successo come animale da compagnia in virtù della sua indole vivace e affettuosa. Dall’alimentazione alla gabbia, passando per le cure indispensabili, vediamo come prendersene cura.

 

Per chi ama gli animali di piccola taglia, i porcellini d’India sono un’ottima alternativa a conigli e criceti. Il loro carattere affettuoso e socievole, unito al fatto che occupano pochissimo spazio, li ha resi molto ambiti come animali d’affezione, anche perché sono abbastanza facili da accudire.

Ciononostante, avere un roditore sudamericano come animale domestico è comunque un impegno che presuppone una conoscenza approfondita delle sue esigenze, dall’alimentazione alle dimensioni della gabbietta, fino alla temperatura ambientale.

E poi non va dimenticato che anche le cavie domestiche, come tutti gli altri pet, hanno bisogno di attenzioni e affetto per vivere felici. Ecco tutto quello che dovete sapere su questi simpatici roditori prima di adottarne uno.

 

Porcellini d’India: razze e habitat

Il porcellino d’India (noto anche come cavia domestica) è un roditore prevalentemente erbivoro appartenente alla famiglia Caviidae e al genere Cavia. A dispetto del nome, non ha origini orientali ma sudamericane e, all’interno del suo gruppo tassonomico, troviamo all’incirca tredici razze di porcellino d’India, che di distinguono principalmente per la lunghezza e il colore del pelo, oltre che per dimensioni e aspetto fisico.

La varietà più diffusa è sicuramente la Cavia peruviana a pelo lungo, originaria dell’America meridionale e allevata in Europa come animale da compagnia per il suo temperamento molto amichevole e affettuoso, soprattutto con i bambini.

Anche la Cavia abissina è molto popolare e si differenzia dalla precedente per il pelo più corto che cresce in maniera appuntita e voluminosa.

Si tratta di roditori molto attivi e affettuosi che non necessitano di grandi attenzioni per quanto riguarda la cura del mantello.

La Cavia coronet, invece, si caratterizza per la presenza di una cresta di peli al centro della testa ed è una razza nata dall’incrocio tra le cavie American Crested e Silkie.

Tra i porcellini d’India a pelo lungo troviamo anche la Cavia sheltie, che presenta un mantello simile a quello del porcellino d’India peruviano, ma con una crescita del pelo che in questo caso va dalla testa al dorso.

Per quanto riguarda i porcellini d’india a pelo corto, tra le varietà più diffuse si annoverano la Cavia americana, che è la più socievole e facile da accudire; la Cavia self, caratterizzata da un simpatico ciuffo di colore bianco sulla fronte; la Cavia teddy, che somiglia a un tenero peluche; e la Cavia rex, dal pelo più duro e ruvido.

Se, invece, preferite un porcellino d’india senza pelo, potreste optare per la Cavia skinny, originaria del Canada, o la Cavia baldwin, che nasce con il pelo ma lo perde progressivamente una volta raggiunta l’età adulta.

 

Porcellino d india: caratteristiche e temperamento

Da un punto di vista morfologico, il porcellino d’India ha un corpo piuttosto tozzo, senza coda e con collo e zampe corti. Sul muso sono presenti dei peli tattili più lunghi chiamati vibrisse e, similmente ad altri roditori, ha due paia di incisivi sporgenti che crescono in modo continuo per tutta la vita, ma restano comunque di lunghezza costante grazie all’usura causata dal masticamento.

I maschi possono raggiungere un peso di 900-1.000 grammi, mentre le femmine sono leggermente più piccole.

Per quanto riguarda il carattere, si tratta in genere di animali molto timidi e paurosi che vivono in un continuo stato di allerta. Per questo motivo, il maialino d’India necessita di un ambiente tranquillo e confortevole, lontano da ogni possibile fonte di stress.

Grazie al loro temperamento mansueto e docile, i porcellini si adattano perfettamente alla vita domestica e sono facilmente addestrabili. Tuttavia, soffrono molto la solitudine: in natura vivono in gruppi di 5-10 esemplari e per questo hanno bisogno di affetto e attenzioni per evitare che si deprimano.

Non a caso, viene spesso consigliato di allevare almeno due cavie in modo che si facciano compagnia a vicenda. Se, però, si decide di prendere una coppia composta da un maschio e una femmina è bene prestare attenzione ai ritmi riproduttivi per non correre il rischio di ritrovarsi con la casa piena di cuccioli.

Inoltre, è preferibile tenere nella stessa gabbia due femmine anziché due maschi che finirebbero per litigare. Un’altra caratteristica del porcellino d’India è che si tratta di un animale abbastanza abitudinario che si stressa facilmente anche in caso di piccoli cambiamenti quotidiani.

Infine, come i conigli e i criceti, anche i porcellini d’India sono coprofagi e di tanto in tanto mangiano le loro feci, ma per quanto possa sembrare una pratica disgustosa, in realtà lo fanno per assimilare vitamine, proteine e altri elementi nutritivi con cui integrare una dieta che spesso in natura è molto povera.

 

Di cosa ha bisogno un porcellino d’India

Come dicevamo, la cavia domestica ha bisogno di un ambiente sereno e tranquillo, per cui è importante che la gabbia per porcellini d’india venga posizionata in una zona della casa che non sia troppo di passaggio e con una temperatura compresa tra 18 e 24°C.

Le dimensioni dovranno essere di almeno 80 x 40 cm, quindi può andare bene anche una tradizionale gabbia per criceti, purché dotata di un fondo liscio e senza griglie per evitare che l’animale si ferisca le zampe.

Per quanto riguarda la lettiera per cavie, si può usare il fieno, il pallet, il tutolo di mais o qualsiasi altro materiale assorbente di origine vegetale, evitando però quelli eccessivamente polverosi come la sabbia che potrebbero provocare problemi respiratori e allergie cutanee.

Inutile dire che la pulizia della gabbia del porcellino d’India dovrà essere abbastanza frequente (almeno due volte la settimana), e lo stesso vale per ciotole e beverini.

 

Cosa mangiano i porcellini d’India?

Dal momento che stiamo parlando di un animale erbivoro, l’alimentazione dei porcellini d’India deve essere costituita per il 75% da fieno e pellet di qualità, e per il 15-18% da fibre vegetali, quindi frutta, verdure e foglie fresche in piccole quantità.

Ogni tanto gli si può offrire un pezzetto di mela, kiwi, pera, ananas o anguria, evitando però la frutta ad alto contenuto glicemico. Al bando anche alimenti come pasta, prodotti da forno, biscotti, dolci, cioccolate, semi, latte e derivati perché estremamente dannosi per l’intestino di questi roditori.

Porcellino d’india prezzo

Il prezzo di un porcellino d’india è abbastanza economico e, in genere, oscilla tra 10 e 20 euro. Ovviamente, bisogna anche considerare le spese successive legate alla cura e all’alimentazione dell’animale, senza trascurare le visite veterinarie da effettuare almeno due/tre volte l’anno per verificare lo stato di salute generale del roditore.