Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Molte persone si chiedono quale dei due sistemi di depurazione scegliere per il proprio acquario di casa. La risposta dipende da diversi fattori.

 

Uno dei maggiori problemi degli acquariofili principianti è quello legato alla scelta del dispositivo di depurazione da installare nella propria vasca per pesci. In realtà non esiste un miglior filtro per acquario, perché la scelta del modello è vincolata da una serie di fattori inerenti al tipo di vasca che si possiede e alle sue dimensioni.

 

A cosa serve un filtro

Per affrontare meglio l’argomento è utile sapere prima a cosa serve e come funziona un filtro. Ovviamente la risposta è “a filtrare l’acqua”, anche se questa operazione può avvenire in modi diversi, a seconda del tipo di dispositivo scelto.

Generalmente nel filtro vengono prima trattenute le scorie grossolane e poi le particelle nocive vengono scomposte ed eliminate dalla flora batterica presente nel filtro stesso. Tale procedimento si svolge attraverso tre tipi di filtraggio: meccanico, biologico e chimico. Tuttavia non tutti i filtri sono dotati di questo sistema di depurazione.

 

Come funziona un filtro

Per capire meglio come avvengono i passaggi di depurazione de l’acqua, evidenziamo nel dettaglio le diverse fasi di un comune filtro con pompa aspirante:  

 

Ingresso dell’acqua

L’acqua viene risucchiata attraverso l’ingresso del filtro grazie alla potenza aspirante del motorino del dispositivo. Al fine di agevolare il flusso del liquido, è indispensabile che l’ingresso non sia intasato da detriti, foglie morte o altri ostacoli.

 

Termoriscaldatore

Si tratta di un mini “scaldabagno” per pesci, che va impostato su una temperatura ottimale, compatibile con gli organismi viventi ospitati nell’acquario (solitamente tra i 23° e i 28°C).

 

Filtraggio meccanico

Questo primo step di filtraggio è reso possibile grazie alla presenza di diversi materiali che agiscono sul ciclo depurativo dell’acqua. Tra i componenti filtranti più comuni troviamo la lana filtrante, che è in grado di trattenere i detriti più grossi come per esempio: le deiezioni dei pesci, i residui di cibo, i sedimenti e altri detriti.

 

Filtraggio meccanico/biologico

Qui oltre al filtraggio meccanico dei detriti più piccoli, avviene la trasformazione dei composti azotati. In questo caso le spugne filtranti sono tra i migliori materiali adatti a tale scopo.

Esse infatti combinano le funzioni proprie dei componenti filtranti biologici con un sistema di depurazione di tipo meccanico.

 

Filtraggio biologico

In questa fase troviamo le principali colonie batteriche che completano il processo di trasformazione dei composti azotati iniziato dalle spugne. I materiali più adatti a espletare questo tipo di filtrazione biologica sono i cannolicchi.

Si tratta di piccoli cilindri forati, perfetti per l’insediamento dei batteri buoni, che all’interno dei cannolicchi trovano il loro habitat ideale e riescono a smaltire carichi biologici consistenti in uno spazio ristretto.

 

Filtraggio chimico

Come ultimo passaggio di depurazione dell’acqua può essere previsto un tipo di filtraggio chimico. Questo è in grado di rimuovere diverse sostanze disciolte, quali per esempio: ammonio, fosfati, silicati, coloranti, ecc. Tale processo di pulizia avviene attraverso l’uso di resine particolari, ognuna studiata appositamente per eliminare un tipo di sostanza.

Pur trattandosi di un procedimento poco naturale, la filtrazione chimica consente di bonificare efficacemente gli acquari sovraffollati e di eliminare diverse sostanze tossiche dall’acqua.

 

Pompa centrifuga

La pompa centrifuga non è altro che il cuore pulsante del filtro, che permette il ricircolo dell’acqua all’interno della vasca. Diverse pompe sono dotate di sistema di regolazione della portata idrica. 

Se col tempo notate una diminuzione del flusso senza che lo abbiate diminuito voi, significa che la pompa va smontata, perché molto probabilmente i filtri sono sporchi oppure ci sono dei detriti accumulati che ostruiscono il flusso.

 

I filtri interni

I filtri interni sono studiati appositamente per essere installati all’interno dell’acquario. Spesso si tratta di dispositivi che vengono fissati ai vetri della vasca oppure attaccati tramite ventose o altri elementi.

I modelli più diffusi hanno la forma di una scatola (solitamente nera), che all’interno è divisa in più sezioni verticali. I vani vengono utilizzati per alloggiare i vari materiali filtranti per depurare l’acqua. Ovviamente è previsto anche lo spazio per la pompa e per il riscaldatore. Le dimensioni dei dispositivi possono variare a seconda dei modelli di acquario nei quali devono essere applicati.

 

Vantaggi di un filtro interno:

– Tutti i componenti sono ubicati all’interno della vasca

– Garantisce un’ottima sicurezza dalle perdite d’acqua

– Di solito la manutenzione è pratica e veloce

 

Svantaggi di un filtro interno:

– Solitamente risulta un compromesso tra prestazioni filtranti e dimensioni d’ingombro

– È poco adatto agli acquari che contengono molti pesci

– Può risultare antiestetico all’interno della vasca

– È molto facile sporcare l’acqua durante le operazioni di manutenzione

 

I filtri esterni

Di solito i filtri esterni si presentano con un design che richiama molto quello di un barilotto. Questi dispositivi sono abbastanza ingombranti e generalmente vengono posizionati accanto all’acquario, nel mobile sottostante la vasca oppure a terra.

A differenza dei filtri interni, quelli esterni hanno il vantaggio di non occupare spazio all’interno della vasca. Ciò lascia più spazio ai pesci e migliora l’aspetto estetico dell’acquario. È fondamentale scegliere un filtro esterno col giusto rapporto potenza/prevalenza, ovvero l’altezza massima oltre la quale la pompa non riesce più a far tornare l’acqua in vasca. 

Se ciò dovesse accadere, l’intero sistema andrebbe in blocco e il dispositivo potrebbe perdere acqua e allagare il pavimento di casa.

 

Vantaggi di un filtro esterno:

– Maggiore capacità filtrante e migliore efficienza

– Indicato per acquari affollati

– Non occupa spazio all’interno della vasca

– Richiede meno manutenzione

– Non viene sporcata l’acqua durante le operazioni di manutenzione

 

Svantaggi di un filtro esterno:

– Ogni intervento di manutenzione richiede un bel po’ di tempo

– Le dimensioni del dispositivo sono abbastanza ingombranti

– Le guarnizioni vanno sostituite regolarmente onde evitare delle perdite d’acqua

– Maggiore è la prevalenza e maggiore è il consumo

 

 

 

Vuoi saperne di più? Scrivici!

avatar
  Sottoscrivere  
Notifica di