Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Se state pensando di acquistare una vasca per pesci, è importante che prima conosciate quali spese dovrete sostenere per il suo mantenimento.

 

Se non siete ancora degli acquariofili esperti e vi state avvicinando per la prima volta a questo affascinante mondo, è bene che sappiate che allestire un acquario non significa soltanto comprare una vasca e metterci dei pesci dentro. 

In realtà si tratta di un piccolo ecosistema acquatico che necessita di costanti cure giornaliere e che richiede degli interventi specifici, indispensabili per la sopravvivenza delle sue creature.  

Se state muovendo i primi passi verso questa direzione, prima di cimentarvi nell’impresa, è fondamentale capire quanto una scelta del genere potrà incidere sul vostro budget mensile e annuale. In questo modo avrete le idee più chiare e sarete in grado di valutare meglio le vostre opzioni.

Nei paragrafi seguenti vi indicheremo quali sono in linea di massima i costi iniziali e le spese periodiche da sostenere per gestire una vasca per pesci nel migliore dei modi. A tal proposito è bene sfatare il mito che l’acquario è solo un lusso per ricchi e che è una cosa gestibile soltanto da professionisti e da acquariofili provetti. 

In poche parole chiunque può imparare a gestire un acquario senza svenarsi e senza mettere a repentaglio l’incolumità dei propri pesci.

 

Pesci d’acqua dolce o pesci d’acqua salata?

Se muoverete bene i primi passi, dalla scelta delle dimensioni dell’acquario al suo posizionamento in casa fino all’allestimento della vasca stessa, otterrete di certo delle grandi soddisfazioni.

Prima di cominciare però è necessario prendere coscienza di un concetto basilare molto importante, ovvero che i pesci sono degli esseri viventi e pertanto vanno rispettati come tutti gli altri animali domestici: cani, gatti, criceti, ecc. È completamente sbagliato pensare di fare una prova con le prime “cavie” e se le cose vanno male di rimpiazzarle con altri esemplari nuovi.

Un pesce va rispettato come qualsiasi altra creatura, in quanto non si tratta di un giocattolo con il quale fare delle prove o degli esperimenti di gestione di una vasca. Detto ciò, se siete al vostro primo approccio con un acquario, vi suggeriamo di optare per un modello di dimensioni non troppo grandi ma soprattutto vi consigliamo di scegliere di allevare pesci d’acqua dolce, almeno per l’inizio. 

Questo perché un acquario marino richiederebbe molte più attenzioni e sarebbe di gran lunga più difficile da gestire. Molti pesci d’acqua dolce sono più robusti e longevi rispetto a quelli di mare e di solito il loro prezzo varia da due a quindici euro per ogni esemplare.

Costi di allestimento e di mantenimento di un acquario

Di solito una vasca di dimensioni medie (da 50 a 200 L) completa di accessori, non supera i 100 euro. Per quanto riguarda le spese vive mensili da sostenere, inerenti ai cambi di materiali filtranti, biocondizionatori, fertilizzanti e mangimi vari, i costi possono variare da 10 a 30 euro circa.

I consumi elettrici sono abbastanza irrisori per un acquario di  medie dimensioni, perché le pompe, i filtri e le luci consumano relativamente poco. Per quanto concerne il riscaldatore, si tratta di un dispositivo che viene acceso soltanto durante i mesi freddi e se volete ridurre ulteriormente i suoi consumi, potrete ricorrere all’utilizzo di timer regolabili.

Per ciò che riguarda il funzionamento delle pompe di movimento e dell’illuminazione dell’acquario, è possibile collegare i vari sistemi a dei comuni timer elettrici, così avrete modo di impostare il tempo di accensione e di spegnimento dei vari dispositivi.

Questa soluzione non soltanto vi farà risparmiare denaro sulla bolletta della luce ma eviterà anche che vi dimentichiate di accendere o di spegnere i vari apparecchi. Se intendete acquistare una vasca per pesci d’acqua marina, ricordate di scegliere il miglior riscaldatore per acquario, in quanto questa richiede il mantenimento di una temperatura calda e costante.

Un’altra spesa indispensabile per una vasca di questo tipo è quella destinata all’acquisto dei sali sintetici, che consentono di creare le condizioni di vita necessarie alla sopravvivenza delle creature presenti in un acquario marino.

Per quanto riguarda l’arredamento della vasca, vi suggeriamo di non sovraccaricarla con troppi oggetti. In primis perché sottrarreste soltanto dello spazio vitale per i pesci e poi perché diventerebbe più complicato manutenere l’acquario e pulire il suo interno.

Se siete agli inizi e siete poco esperti, evitate di acquistare dei pesci troppo costosi solo perché vi piacciono esteticamente. Optate invece per delle specie più robuste, che richiedono meno cure e che risultano più semplici da allevare.

 

I tempi di manutenzione di un acquario

Se vi state chiedendo quanto tempo ci vuole per effettuare le ordinarie operazioni di manutenzione di un acquario, la risposta dipenderà dal tipo di vasca che possedete.

Innanzitutto se si tratta di un acquario d’acqua dolce, dovete prevedere dei cambi d’acqua e di elementi nutritivi per i pesci.

Cambiare l’acqua in sostanza richiede pochi minuti e tale operazione deve essere effettuata almeno una volta al mese, per un quantitativo pari a un terzo dell’acqua presente nella vasca. Per quanto riguarda la pulizia accurata e approfondita dell’intero acquario, è consigliabile effettuarla una volta ogni tre mesi.

Ricordate che se prevedete di mancare da casa per diversi giorni, potete procurarvi dei distributori automatici di cibo, allo scopo di non far morire di fame i pesci. Manutenere un acquario d’acqua salata è un po’ più impegnativo, infatti oltre a dare quotidianamente il mangime alle creature ittiche, una volta a settimana dovrete testare i valori dell’acqua quali: pH, nitriti, ammoniaca, nitrati e alcalinità.  

Inoltre sarà necessario effettuare almeno un cambio d’acqua pari al 10% ogni settimana oppure un cambio del 20% ogni due settimane. È altresì importante risciacquare in maniera accurata i filtri e i manicotti in spugna, rimuovere il sale dai bordi dell’acquario e dai cavi di alimentazione.

Ovviamente dovrete monitorare la vasca quotidianamente al fine di appurare che tutti i pesci presenti nell’acquario siano in salute. Se notate qualcosa di strano e l’aspetto di alcuni esemplari non vi convince, rivolgetevi subito al vostro veterinario di fiducia, che saprà consigliarvi che cosa fare.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Il pesciolino rosso è sicuramente uno degli animaletti domestici più diffusi e come i cani e i gatti, merita lo stesso rispetto e le stesse cure.

 

Allevare un pesciolino rosso non significa soltanto piazzarlo in una vaschetta, dargli da mangiare ogni giorno e cambiargli l’acqua una volta alla settimana. Nonostante si tratti di un animale che si adatta molto bene a un nuovo habitat, ha comunque il diritto di vivere dignitosamente, con tutte le dovute attenzioni.

I pesci rossi sono molto longevi e se vengono curati in modo adeguato, possono vivere fino a 20 o addirittura 30 anni. È assolutamente da sfatare il mito che sono creature delicate che campano poche settimane.

Se un pesce rosso muore nell’arco di breve tempo, spesso la causa va attribuita a una cattiva gestione del suo habitat. Al contrario, se l’animale è in buona salute e viene allevato correttamente, può crescere molto di dimensioni, arrivando a pesare anche 3 kg.

 

Le regole base per allevare bene un pesce

Per allevare bene un pesce rosso è necessario seguire alcune regole fondamentali, al fine di garantirgli una vita sana e serena. Innanzitutto la vasca nella quale l’animale andrà ad abitare deve essere spaziosa, per consentirgli di nuotare comodamente. 

Quindi non sacrificate il piccoletto in un’angusta ampolla di vetro ma optate preferibilmente per una vasca rettangolare che possa contenere almeno 20 L d’acqua. Ovviamente questa misura dovrà essere proporzionata al numero di pesci presenti nell’acquario. 

Arredate l’interno dell’habitat con gusto ma senza esagerare, troppi oggetti potrebbero sottrarre spazio utile alle creature acquatiche e potrebbero creare degli impicci durante le ordinarie fasi di manutenzione del contenitore.

Rivestite il fondo con dell’apposita ghiaia per acquario e optate per piante finte e sassi, che i pesci utilizzeranno come nascondigli.

Filtro e riscaldamento dell’acqua

Dopo aver acquistato l’acquario, dovrete preoccuparvi anche di accessoriarlo con un apposito sistema di filtraggio e un dispositivo riscaldante dotato di termostato. Il filtro serve a ripulire l’acqua dai residui di cibo e dalle deiezioni, oltre che a favorire la coltivazione di colonie di batteri buoni, indispensabili per la sopravvivenza dei pesci.

Per ciò che riguarda il controllo termico dell’acqua, potete dare un’occhiata ai riscaldatori per acquari venduti online e scegliere quello più adatto alla vostra vasca. Tuttavia per i pesci rossi non è essenziale un apparecchio del genere, ma se desiderate agevolare il loro processo di crescita, allora potreste pensare di acquistarne uno.

 

Manutenzione della vasca

Tra le operazioni ordinarie di manutenzione di un acquario per pesci rossi, sicuramente quella più importante consiste nel cambio dell’acqua, che deve essere sostituita parzialmente (il 40% dell’intero volume della vasca) almeno una volta alla settimana.

Quando effettuate tale operazione, state molto attenti agli sbalzi di temperatura, in quanto potrebbero causare l’insorgere di gravi malattie per i pesci.

 

Somministrazione del mangime

Per ciò che concerne l’alimentazione dei pesci rossi, c’è da dire che questi non necessitano di porzioni abbondanti di mangime. L’unica cosa importante è mantenere un ciclo costante di somministrazione del cibo, che potrà essere a scaglie o granulare, a seconda del prodotto.

Trattandosi di creature abitudinarie, cercate di dare loro il mangime una o due volte al giorno, più o meno sempre alle stesse ore, senza esagerare nei dosaggi.

 

Malattie ittiche

Se il vostro acquario è popolato da più pesci, è importante monitorare spesso il loro comportamento. Se un esemplare mostra segni di aggressività nei confronti dei suoi simili, molto probabilmente potrebbe essere affetto da qualche malattia.

Al contrario, se un pesce viene attaccato dai suoi compagni, potrebbe significare che l’animale sta morendo. A prescindere da entrambi i casi, dovesse manifestarsi una delle due situazioni, vi suggeriamo di isolare immediatamente il soggetto interessato, mettendolo in una vasca a parte.

In questo modo potrà riposare tranquillo senza subire stress, accelerando così il processo di guarigione. Inoltre se il pesce malato viene lasciato insieme agli altri, potrebbe contagiarli tutti.

 

I pesci soffrono la depressione?

Quante volte osservando un acquario, vi sarete chiesti se i pesci nuotando avanti e indietro ogni giorno nella vasca si annoiano? Molti studi hanno portato a pensare di no, sostenendo addirittura che i pesci rossi, avendo una memoria molto breve (di 5 secondi circa), non possono annoiarsi.

I pesci vengono utilizzati anche nella “Pet Therapy” come antidepressivi, specialmente nei casi di bambini iperattivi, che grazie a questo trattamento naturale, scoprono il potere della contemplazione.

Al contrario della prima tesi però, alcune ricerche recenti hanno dimostrato che anche le creature acquatiche possono soffrire di stati d’ansia. Julian Pittman, professore del Dipartimento di Scienze Biologiche e Ambientali dell’Università Troy in Alabama, ha effettuato degli studi molto approfonditi sul comportamento dei pesci, basandosi sulla loro neurochimica.

I dati ottenuti sono stati utili per sviluppare nuovi antidepressivi testati sui pesci stessi e il risultato di tutto ciò ha portato Pittman a dichiarare che: “La neurochimica è spaventosa. Abbiamo sempre pensato ai pesci come a semplici organismi, ma in realtà facciamo mancare loro molte cose”.

Sicuramente questa è una notizia sconcertante e dovrebbe farci riflettere sul fatto che i pesci in realtà sono degli esseri molto sensibili.

Riflessioni sull’argomento

Alla luce di ciò, dovremmo pensarci due volte prima di acquistare un acquario e capire se effettivamente siamo in grado di offrire a queste creature una vita tranquilla e dignitosa, senza provocare loro dei traumi.

La qualità dell’habitat è determinante per la loro salute, pertanto una cattiva gestione dell’acquario potrebbe interferire negativamente sul loro morale. Inoltre l’acqua va ossigenata bene, perché in caso contrario i pesci si ammalerebbero.

In poche parole, per rendere felici i nostri amici con le pinne, basta riservare loro un po’ di accortezze, come per tutti gli esseri viventi. É di fondamentale importanza offrire ai pesci la possibilità di un po’ di svago; come succede per le persone, anche questi animali devono essere stimolati. 

È completamente da sfatare la credenza che si tratta di creature monotone e di poche pretese, che possono vivere benissimo la loro intera esistenza in un piccolo contenitore come degli eremiti. 

Provate a immaginare la vostra vita all’interno di un’ampolla di vetro, sareste contenti?

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Il letargo per una tartaruga d’acqua è una fase abbastanza delicata. Ecco cosa fare per aiutare i nostri amici anfibi quando arriva il momento del grande sonno.

 

Quando giunge l’inverno e le temperature si abbassano notevolmente, le tartarughe d’acqua come molti altri animali vanno in letargo; ciò avviene al fine di preservare il proprio corpo dal freddo e dal gelo. Quando giunge il momento, l’anfibio inizia a mangiare sempre di meno e a ridurre gradualmente i suoi movimenti fino ad arrestare del tutto ogni tipo di attività metabolica.

Ovviamente durante questa fase, la testuggine è molto debole e vulnerabile, pertanto sarà opportuno prendersi cura di lei e far sì che il suo organismo possa resistere tranquillamente al freddo per tutto il periodo del letargo, che durerà fino allo sbocciare della primavera.

 

Cosa fare quando una tartaruga d’acqua entra in letargo

Come abbiamo visto il letargo è un periodo molto importante nella vita di una tartaruga, infatti se non ci fosse questa fase, l’anfibio potrebbe andare incontro a delle gravi disfunzioni metaboliche. Inoltre l’animale sarebbe più vulnerabile e maggiormente esposto al gelo e agli attacchi dei predatori.

Il letargo di una tartaruga d’acqua è identico a quello delle testuggini di terra. Entrambi gli animali, in vista della “lunga dormita”, cominciano almeno un paio di settimane prima a diminuire l’immissione di cibo nel corpo, fino ad arrivare a smettere del tutto di nutrirsi. 

Chiaramente in seguito a ciò rallentano anche i movimenti del corpo, finché non sopraggiunge la totale immobilità. Nella fase di preparazione al grande sonno invernale, la tartaruga inizia a cercare una tana calda e isolata dove poter appartarsi tranquillamente per tutta la durata del letargo. 

Il luogo di riposo dovrà essere un rifugio sicuro, perché una volta che l’anfibio si addormenterà, non avrà più modo di difendersi da nessun attacco nemico. Se la vostra tartaruga vive all’aperto e possedete uno stagno o un laghetto, non aspettate che la piccola vada a rifugiarsi in uno di questi posti. 

Per maggiore sicurezza vi suggeriamo di procurarvi uno stagno artificiale da mettere a disposizione dell’animale. In questo modo nessuno andrà a disturbare l’anfibio durante il suo letargo e voi potrete monitorare sempre la situazione.

È bene che lo stagnetto sia profondo almeno 50 cm e che sia melmoso o che abbia uno strato di terra per consentire alla tartaruga di dormire comodamente sul fondale. Se al contrario l’anfibio vive in casa, allora dovrete aiutarlo ad andare in letargo in maniera diversa.

 

 

Come agevolare il letargo di una tartaruga d’acqua che vive in casa

Se il vostro animaletto corazzato vive comodamente in casa, all’interno di un acquario o di una tartarughiera, sarà opportuno adottare dei piccoli accorgimenti, affinché il suo letargo possa essere assistito nel migliore dei modi. 

Prima di tutto vi suggeriamo di tenere ben sotto controllo la tartaruga nella fase preliminare del letargo, allo scopo di capire quando è il momento giusto di diminuire la somministrazione di cibo all’animale.

Ricordate che prima del lungo sonno, l’anfibio dovrà svuotare completamente stomaco e intestino e dovrà rimanere a digiuno per circa tre settimane. Nella fase successiva l’animale dovrà essere collocato in un contenitore di plastica poco più grande del suo carapace, all’interno del quale sarà indispensabile la presenza di uno strato d’acqua.

A questo punto la vaschetta andrà lasciata in un luogo abbastanza fresco, con una temperatura variabile da 5°C a 10°C, per un lasso di tempo di circa tre/quattro mesi. Durante i periodi di freddo intenso, sarà possibile coprire la testuggine d’acqua con un foglio spesso di polistirolo. 

Una volta cominciato il letargo, sarà fondamentale controllare il peso dell’animale ogni mese; questo perché è noto come le tartarughe perdano peso durante il periodo di tutta la loro dormitina invernale. Un’altra cosa importante da fare durante gli interventi mensili è pulire l’animale e cambiare lo strato d’acqua presente nel contenitore.

Al termine del letargo bisognerà preparare l’anfibio al ritorno alla vita, perciò sarà indispensabile lavarlo bene, pesarlo e immergerlo in acqua a 25°-30°C per circa una mezz’oretta. Tutto ciò servirà a far riabituare l’animale alle temperature più alte e al movimento.

Durante le operazioni di pulizia del carapace, controllate se sono presenti eventuali parassiti sul guscio; in tal caso non esitate a contattare il vostro veterinario di fiducia per una consulenza medica.

La tartaruga, l’acquario e il letargo

Se la vostra tartaruga vive in un acquario all’interno della casa, sarà molto difficile (se non impossibile) che riesca ad andare in letargo. Ciò accade perché durante l’inverno, in un’abitazione dotata di riscaldamento, la temperatura si aggira mediamente attorno ai 17-20°C.

Considerate che una testuggine, per andare in letargo ha bisogno di una temperatura che va da 4 a 7°C; al di sotto di questo margine, se l’animale non è adeguatamente protetto, rischia di congelare. Di contro, al disopra dei 7°C, la temperatura risulterebbe troppo alta per andare in letargo.

Considerando che il clima ideale per una testuggine nostrana si aggira attorno ai 28°C, i 20°C presenti in casa non sarebbero sufficienti a sostenere il metabolismo dell’anfibio.

A questo punto la cosa ideale da fare consiste nel portare l’acquario a una temperatura giusta, inserendo nella vasca un dispositivo riscaldante sommergibile munito di termostato.

In rete potete trovare diversi modelli e magari acquistare il riscaldatore per acquario più venduto e più apprezzato dagli esperti del settore. In tal modo l’acqua verrà riscaldata in maniera uniforme; tuttavia durante l’utilizzo di questo apparecchio è fondamentale monitorare se l’anfibio si nutre correttamente o meno. 

In caso di carenza d’appetito o di mancanza di movimento da parte dell’animale, non esitate a contattare il veterinario. Le tartarughe che vivono negli acquari devono essere gestite correttamente e vivere sempre a una temperatura ideale. Se i gradi fossero troppo bassi, rischierebbero di andare lentamente in ipotermia e quindi verso la morte.

Come abbiamo visto precedentemente, le testuggini che riescono ad andare in letargo in casa, sono quelle alle quali viene indotto un letargo controllato, all’interno di un luogo ben coibentato nel quale la temperatura rientra tra i 4 e i 7°C.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Riscaldatori per acquario – Opinioni, analisi e guida all’acquisto

 

Se non siete degli acquariofili esperti e vi state avvicinando per la prima volta a questo mondo, è bene che oltre a una buona vasca per i vostri pesci, scegliate anche gli accessori giusti. Filtri, piante acquatiche, sabbia, ghiaia, oggetti decorativi, e così via, sono elementi fondamentali per allestire un acquario di tutto rispetto. Tra i tanti accessori ce n’è uno non meno importante, indispensabile per creare la giusta temperatura per l’ecosistema acquatico, ovvero il riscaldatore per acquario. In cima alla nostra classifica svetta Tetra HT Termoriscaldatore Automatico per Acquari 50W, un dispositivo automatico molto efficiente, ideale per vasche piccole e di media grandezza. Se invece state cercando un apparecchio potente che non consumi troppo, BPS 6052 Riscaldatore per Acquario a Immersione 100W 26.5cm, potrebbe fare al caso vostro.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Gli 8 migliori riscaldatori per acquario – Classifica 2020

 

Per creare una temperatura acquatica ideale per i vostri pesci, avete bisogno di un apposito dispositivo termico. Continuando a leggere troverete una lista di quelli che pensiamo essere i migliori riscaldatori per acquario del 2020. Valutate quali sono le offerte più vantaggiose e scoprite dove acquistare i modelli più adatti a soddisfare le vostre esigenze.

 

 

1. Tetra HT Termoriscaldatore Automatico per Acquari 50W

 

Se non sapete come scegliere un buon riscaldatore per acquario senza spendere troppo, date un’occhiata a questo modello da 50W marchiato Tetra. Si tratta di un termoriscaldatore automatico a immersione, ideale per vasche da 20 litri o di capienza media.

Il dispositivo è dotato di un segnale luminoso che avverte quando l’apparecchio è in fase di riscaldamento. Inoltre è presente un pratico regolatore per la preselezione della temperatura desiderata dell’acqua, che può essere impostata da un minimo di 19°C fino a un massimo di 31°C.

L’accessorio è sigillato a tenuta stagna e può essere immerso nell’acqua senza subire danni.

Il tubo di rivestimento è in vetro borosilicato spesso 2 mm, resistente agli urti e agli sbalzi termici, mentre gli elementi riscaldanti sono realizzati in ceramica, per favorire una conduzione termica migliore e uniforme.

Il sistema di applicazione è molto semplice, infatti grazie alle due ventose presenti sul dispositivo, potrete installarlo facilmente in verticale all’interno dell’acquario. Purtroppo non è presente un termometro che indichi l’effettiva temperatura dell’acqua.

 

Pro

Efficiente e conveniente: Il dispositivo è in grado di riscaldare l’acqua in breve tempo, grazie alla sua regolazione automatica della temperatura. Inoltre il prodotto si presenta con un prezzo basso e conveniente.

Compatto: Il design del termoriscaldatore è compatto e di dimensioni ridotte. In questo modo non ingombra molto spazio nell’acquario.

Facile da installare: Grazie alla presenza di due ventose, il dispositivo può essere applicato facilmente su una parete interna della vasca.

 

Contro

Termometro non presente: Nonostante l’apparecchio svolga bene il suo compito, è privo di un termometro che vi possa permettere di controllare costantemente la temperatura dell’acqua.

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2. BPS 6052 Riscaldatore per Acquario a Immersione 100W 26.5cm

 

Facendo una comparazione tra i vari modelli di riscaldatore per acquario venduti a prezzi bassi, abbiamo deciso di annoverare nella nostra classifica questo dispositivo a immersione prodotto da BPS.

Si tratta di un termoriscaldatore completamente sommergibile, adatto ad acquari che vanno da 50W a 300W. Grazie alla sua potenza da 100W, l’apparecchio è in grado di riscaldare l’acqua in poco tempo, offrendo grandi prestazioni a basso consumo.

Il termostato può essere impostato da 16° C a 32° C ed è capace di mantenere la temperatura dell’acqua costante, così le creature ittiche potranno vivere in un habitat ideale. 

La scala di misurazione è dotata anche di gradi Fahrenheit; tuttavia il termostato non è molto preciso e potreste avere bisogno del supporto di un altro termometro per verificare se la temperatura ottenuta è quella giusta.

Il prezzo del prodotto è davvero conveniente e competitivo e vi consente di portarvi a casa un riscaldatore per acquario senza spendere troppi soldi.

 

Pro

Basso consumo: L’apparecchio è in grado di riscaldare l’acqua della vasca in poco tempo, così risparmierete sui consumi di energia elettrica.

Temperatura costante: Il dispositivo compie bene il suo lavoro e riesce a mantenere la temperatura dell’acqua costante, evitando gli sbalzi termici.

Facile da montare: Grazie alla presenza di due ventose disposte lungo il tubo, l’installazione del riscaldatore all’interno dell’acquario risulta pratica e veloce da eseguire.

 

Contro

Termostato: Il termostato può essere regolato da 16° C a 32° C, ma la misurazione non è perfetta, pertanto può essere necessario utilizzare un termometro di supporto per controllare la temperatura dell’acqua.

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3. Askoll Therm Aa230005 Termoriscaldatore 300 Watt per Acquario XXL

 

Se avete una vasca di pesci molto grande e non sapete ancora quale riscaldatore per acquario comprare, vi suggeriamo Therm XXL di Askoll. Il dispositivo è stato progettato per riscaldare acquari con capienza fino a 300 L. 

Grazie alla sua potenza da 300W, l’apparecchio è in grado di raggiungere la temperatura impostata in breve tempo e di mantenerla costante, evitando qualsiasi sbalzo termico potenzialmente dannoso per i pesci. Il modello è versatile, infatti può essere utilizzato sia in vasche contenenti acqua dolce e sia in acquari marini.

Un’altra caratteristica vincente di questo prodotto è il design mimetico, che vi consentirà di nascondere il termoriscaldatore in mezzo alla flora acquatica. Il dispositivo è facile da installare all’interno della vasca, grazie alle pratiche ventose in dotazione.

Il prezzo del prodotto è un po’ al di sopra della media, tuttavia la spesa è ripagata dalla grande qualità e dall’alta affidabilità del marchio.

 

Pro

Potente: Grazie alla sua potenza da 300W, il dispositivo è in grado di riscaldare l’acqua velocemente e di mantenerla a temperatura costante. In questo modo i pesci non subiscono sbalzi termici.

Mimetico: Il termoriscaldatore ha un design mimetico, che consente di nascondere l’apparecchio in mezzo alla flora acquatica presente all’interno della vasca.

Ideale per grandi acquari: Si tratta di un dispositivo adatto a riscaldare acquari molto grandi con capienza fino a 300 L.

 

Contro

Prezzo: Il costo del prodotto è un po’ più alto rispetto a quello di altri riscaldatori per acquario di questo tipo.

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4. Hygger 50W/100W Mini Regolabile Riscaldatore LED Digitale Controller Esterno

 

Se avete delle tartarughe acquatiche e siete alla ricerca di un buon termoriscaldatore da inserire nella loro vasca, il dispositivo con controller esterno Hygger potrebbe fare al caso vostro.

Si tratta di uno dei riscaldatori per acquario più venduti del momento, grazie alla sua grande efficienza e praticità d’utilizzo. L’apparecchio va immerso completamente in acqua e una volta impostati i gradi desiderati, un LED rosso vi indicherà la fase di riscaldamento; la luce si spegnerà automaticamente a temperatura raggiunta. 

L’apparecchio è versatile è può essere utilizzato sia in acqua dolce e sia in acqua marina. Un’altra caratteristica interessante è la funzione di memoria, molto utile in caso di interruzione di corrente.

Nonostante le dimensioni del riscaldatore siano compatte, non è facilissimo nasconderlo. Sul dispositivo sono presenti delle ventose che consentono di fissarlo sulle pareti interne della vasca.

Il prodotto è ideale per piccoli acquari con capacità massima di 50 L, è realizzato con materiali di alta qualità e il prezzo è abbastanza accessibile.

 

Pro

Versatile: Il dispositivo può essere utilizzato in piccoli acquari contenenti tartarughe, pesci e invertebrati. Inoltre può essere usato sia in acqua dolce e sia in acqua salata.

Display digitale: Grazie al pratico display digitale a LED, verrete avvisati non appena l’acqua avrà raggiunto la temperatura desiderata.

Sicuro: Il dispositivo è dotato di un sistema di sicurezza molto efficiente, che arresta il funzionamento dell’apparecchio sia quando la temperatura è superiore a 35° C e sia quando l’apparecchio non è completamente immerso in acqua.

 

Contro

Dimensioni: Nonostante la forma del riscaldatore sia compatta e le dimensioni siano ridotte, potrebbe non essere propriamente semplice nascondere il dispositivo all’interno dell’acquario.

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5. Aquael Easy Heater Riscaldatore Acquario Dolce Marino 100 W

 

Tra i vari riscaldatori per acquario venduti online, il nuovo modello da 100W Easy Heater di Aquael ha attirato la nostra attenzione in modo particolare. Il congegno è adatto a vasche di medie dimensioni, con capacità che va da 75 a 100 L.

L’apparecchio è dotato di una pratica manopola di regolazione, che agevola l’impostazione della temperatura desiderata in un range compreso tra 18° C e 36° C. Sul dispositivo sono presenti tre LED che si accendono automaticamente durante il funzionamento, così potrete monitorare il riscaldamento dell’acqua.

All’interno dell’apparecchio è presente un interruttore termico di sicurezza, che in caso di accensione errata del riscaldatore, disattiva immediatamente il funzionamento. I materiali sono di alta qualità e sono resistenti anche agli urti di una certa potenza.

Uno degli aspetti più interessanti del dispositivo è la forma, che risulta piatta e compatta, così potrete nasconderlo facilmente nell’acquario. Il prezzo del prodotto non è propriamente basso ma la qualità dell’accessorio ripaga della spesa.

 

Pro

Forma: La forma sottile del dispositivo permette di nascondere facilmente il riscaldatore all’interno della vasca, così non inciderà negativamente sull’aspetto estetico dell’acquario.

Sicurezza: L’apparecchio è dotato di un efficiente sistema di sicurezza che arresta il funzionamento del riscaldatore in caso di accensione errata o di fuoriuscita del congegno dall’acqua.

Installazione: Il modello è dotato di pratiche ventose che consentono una facile installazione su qualsiasi parete della vasca. Inoltre il riscaldatore può funzionare sia in posizione verticale e sia in posizione orizzontale.

 

Contro

Prezzo: L’alta qualità del dispositivo incide abbastanza sul prezzo di vendita, che potrebbe risultare un po’ alto.

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6. Hydor Riscaldatore Esterno per Acquario ETH 300W

 

Siete alla ricerca del miglior riscaldatore per acquario ma non volete che il dispositivo ingombri spazio nella vasca? Il modello ETH 300W di Hydor potrebbe essere la soluzione più adatta a soddisfare le vostre esigenze.

L’apparecchio va installato all’esterno dell’acquario e più precisamente sulla pompa di mandata del filtro. L’acqua viene riscaldata in maniera uniforme e i pesci hanno più spazio a disposizione per nuotare. Il termostato è regolabile e può essere impostato tra i 18° C e i 34° C.

Il dispositivo garantisce la massima sicurezza grazie all’efficiente sistema di autoprotezione del film PTC, che evita eventuali rischi di surriscaldamento e di fusione. I componenti sono resistenti e di alta qualità, progettati per durare a lungo.

L’installazione è abbastanza semplice da eseguire, tuttavia potreste avere qualche difficoltà nel posizionare correttamente il riscaldatore all’esterno della vasca, in quanto l’apparecchio risulta un po’ ingombrante. Il costo del prodotto non è basso e potrebbe non essere accessibile a tutte le tasche.

 

Pro

Installazione esterna: Si tratta di un riscaldatore da installare all’esterno dell’acquario, pertanto non ingombra spazio nella vasca.

Versatile: Il dispositivo è adatto sia agli acquari e sia alle tartarughiere, inoltre la sua potenza da 300W può riscaldare vasche molto grandi, fino a una capienza massima di 300 L.

Affidabile: La tecnologia esclusiva dell’accessorio è affidabile e i componenti sono di alta qualità, progettati per durare nel tempo.

 

Contro

Ingombrante: Pur non andando a occupare spazio all’interno dell’acquario, il termoriscaldatore ha delle dimensioni un po’ ingombranti, perciò potreste trovare qualche difficoltà nel collocarlo in un posto sicuro.

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7. Nicrew Mini Riscaldatore 100W per Animali da Acquario

 

Un altro riscaldatore per acquario che secondo il nostro parere merita di essere annoverato nella nostra classifica, è il modello mini da 100W proposto da Nicrew. Si tratta di un apparecchio con temperatura regolabile da 20° C a 34° C, adatto ad acquari fino a 100 litri.

Il meccanismo termico genera un trasferimento di calore efficace e omogeneo e grazie alla presenza di uno schermo LED, potrete monitorare sempre la temperatura all’interno della vasca.

Purtroppo il display una volta immerso nell’acqua è visibile soltanto da alcune angolazioni, pertanto in fase di installazione occorre considerare questo particolare, al fine di posizionarlo in maniera ben visibile.

Il corpo dell’apparecchio è impermeabile ed è stato progettato per prevenire efficacemente la perdita di elettricità. Il riscaldatore è adatto sia ad acquari d’acqua dolce e sia ad acquari d’acqua marina. Per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo è ottimo e il costo risulta vantaggioso e conveniente.

 

Pro

Riscaldamento efficiente: Grazie ai suoi 100W di potenza, il dispositivo è in grado di riscaldare acquari con capienza fino a 100 L.

Impermeabile: Il corpo del dispositivo è impermeabile, al fine di prevenire in maniera efficace eventuali perdite di elettricità nell’acqua.

Schermo LED: Il riscaldatore è a immersione ed è dotato di uno schermo LED, così potrete monitorare sempre la temperatura dell’acquario.

 

Contro

Leggibilità del display: Purtroppo una volta che il display digitale viene immerso in acqua, è visibile soltanto da alcune angolazioni, perciò è necessario fare attenzione a posizionarlo in modo che sia ben leggibile.

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8. Voarge 25W 220V Sommergibile Acquario riscaldatore Serbatoio di Acqua

 

Il riscaldatore sommergibile per acquario Voarge è il più economico dei modelli presenti nella nostra lista; tuttavia ciò non vuol dire che sia un prodotto meno importante o meno efficiente.

Il dispositivo è composto da una barra riscaldante ad alta potenza, antideflagrante e resistente alle perdite di elettricità, così non avrete nulla da temere per i vostri pesci. 

L’apparecchio può essere regolato sulla temperatura desiderata e una volta raggiunta, l’indicatore luminoso si spegne automaticamente e il riscaldatore si ferma, mantenendo il calore generato.

La manopola di regolazione è leggermente rigida e bisogna fare un po’ di forza per girarla, ma niente di preoccupante. La forma cilindrica del termoriscaldatore ingombra poco spazio e grazie alle ventose incluse nel kit, l’installazione del dispositivo risulterà pratica e veloce.

Il modello può essere utilizzato sia in acqua dolce e sia in acqua marina, inoltre è adatto anche ad aquaculture, terrari e sistemi idroponici.

 

Pro

Preciso: Grazie al regolatore a manopola presente sul termostato, potrete impostare il livello di temperatura desiderato in maniera precisa e accurata.

Arresto automatico: Il riscaldatore è dotato di un indicatore luminoso che segnala quando il dispositivo è in funzione. Una volta raggiunta la temperatura prestabilita, sia l’indicatore e sia l’apparecchio si spengono automaticamente.

Sicuro: Il corpo del riscaldatore è infrangibile, antideflagrante e resistente alle perdite di elettricità, così i pesci potranno vivere in un acquario sicuro.

 

Contro

Manopola: La manopola per la regolazione della temperatura è leggermente rigida e si fatica un po’ a muoverla. Pertanto dovete fare attenzione quando impostate il livello di riscaldamento.

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Guida per comprare un riscaldatore per acquario

 

Avere un acquario in casa o in ufficio è sempre una cosa bella e affascinante, tuttavia bisogna ricordare che non si tratta di un semplice complemento d’arredo ma bensì di un piccolo ecosistema acquatico che necessita di molte cure. 

Tra i vari prodotti e accessori che servono a creare un habitat accogliente e funzionale per i vostri pesci, sicuramente il termoriscaldatore è uno degli elementi più importanti. Questo dispositivo serve a creare una temperatura ideale per le specie ittiche presenti in un acquario e a evitare eventuali sbalzi termici, che risulterebbero pericolosi per gli abitanti della vasca. 

Vediamo insieme come scegliere un buon riscaldatore per acquario e quali sono i parametri da tenere in considerazione prima di acquistare un modello sul mercato.

Documentarsi sulle specie ittiche

È bene fare una piccola premessa dicendo che la presenza di un riscaldatore all’interno di un acquario non è sempre necessaria. Questa dipende dalle specie ittiche che popolano la vasca. Per esempio, se desiderate allevare dei pesci d’acqua fredda, l’utilizzo di un termoriscaldatore risulterà superfluo.

Al contrario, se si tratta di allevare dei pesci tropicali, riscaldare l’acqua sarà una cosa fondamentale per la loro sopravvivenza, soprattutto durante i mesi invernali. A tal proposito, prima di acquistare qualsiasi creatura acquatica, è molto importante che vi documentiate sulle loro caratteristiche e sulle loro esigenze climatiche e abitative. 

In questo modo sarete in grado di preparare un acquario perfetto e adeguato alle loro necessità.

 

Potenza

Se i pesci o le tartarughe marine del vostro acquario hanno bisogno di un termoriscaldatore, è fondamentale scegliere un dispositivo adeguato alla grandezza della vasca. Ricordate che un apparecchio poco potente potrebbe non essere efficiente e risultare inutile, Stesso discorso vale se il dispositivo è esageratamente potente rispetto al volume d’acqua da riscaldare.

Per orientarvi sul modello giusto, ricordate che è importante conoscere prima la capacità dell’acquario e poi calcolare un rapporto di 1W per ogni litro d’acqua; in questo modo sarete in grado di determinare la giusta potenza di cui avete bisogno.

Scegliendo per esempio un riscaldatore da 100W per una vasca da 100 L, il dispositivo riscalderà l’acqua in breve tempo e consumerà soltanto l’energia necessaria a raggiungere la temperatura prestabilita. In pratica avrete un apparecchio efficiente e risparmierete sui consumi di corrente elettrica.

 

Regolatore di temperatura

Per ciò che concerne la temperatura, è bene che vi orientate su un tipo di riscaldatore dotato di termostato ad ampio intervallo (solitamente da 18° C a 30° C), così avrete una scelta d’impostazione più ampia.

In ogni caso, se volete essere sicuri che il termoriscaldatore faccia bene il suo dovere, optate per un modello con regolazione automatica della temperatura, al fine di evitare eventuali sbalzi termici che potrebbero nuocere alla salute dei pesci. 

Ovviamente i dispositivi migliori sono quelli muniti di termometro o di display digitale, che vi permettono di monitorare sempre la temperatura dell’acqua.

 

Tipi d’installazione

Un riscaldatore per acquario efficiente deve essere preciso, efficiente e ingombrare poco spazio all’interno della vasca. L’installazione può essere di due tipi: interna o esterna. Il modello interno è quello più diffuso e in genere va immerso totalmente nell’acqua per poter funzionare correttamente. 

Di solito l’installazione è abbastanza semplice da eseguire, in quanto l’apparecchio è dotato di un sistema di aggancio (ventose o supporti a incastro) che viene ancorato a una delle pareti interne dell’acquario.

Per ciò che riguarda i modelli con installazione esterna, spesso sono molto potenti e si utilizzano per riscaldare acquari più grandi. In genere vanno collegati alla pompa di mandata del filtro e vengono posizionati accanto alla vasca. 

In questo caso, le buone prestazioni del riscaldatore dipendono sia dal suo alloggiamento e sia dall’efficacia del filtro. La cosa importante è che il flusso dell’acqua sia sempre costante e che la distribuzione del riscaldamento sia omogenea.

Materiali e sicurezza

Un fattore molto importante da non sottovalutare è la qualità dei materiali di cui è composto un riscaldatore per acquario. Questi non devono essere scadenti ma resistenti alle sollecitazioni, agli urti e agli shock termici.

Inoltre un buon dispositivo non deve scottare né i pesci, né la pelle umana se si entra a contatto con la sua superficie. Infatti è fondamentale che l’apparecchio sia dotato di un sistema automatico di raffreddamento, che sia in grado di attivarsi in uno di questi casi. 

È altresì indispensabile che un riscaldatore per acquario, oltre a essere realizzato con componenti di buona qualità, riesca a soddisfare tutti i requisiti di sicurezza.

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona un riscaldatore per acquario?

Un riscaldatore per acquario serve a generare un microclima adeguato alle caratteristiche delle specie ittiche o delle tartarughe acquatiche che popolano una vasca. Solitamente, alla base del funzionamento di questo sistema c’è una resistenza, che viene accoppiata a un termostato, che a sua volta ha il compito di misurare e regolare la temperatura dell’acqua.

Appena quest’ultima si raffredda o scende al di sotto di un determinato valore preimpostato, la resistenza si attiva e innesca l’accensione del dispositivo riscaldatore, che riporta l’acqua alla temperatura originaria. 

Alla fine di tale operazione, l’apparecchio avrà svolto la sua funzione, pertanto si spegnerà in maniera automatica, senza consumare ulteriore corrente elettrica.

 

Dove posizionare il riscaldatore per acquario?

Di solito il riscaldatore viene alloggiato nel filtro interno dell’acquario, sempre se il modello di depuratore lo consente e se dispone di un apposito vano per tale accessorio. Diversamente, qualora il filtro non fosse munito di alloggiamento per il riscaldatore, quest’ultimo dovrà essere posizionato sulla pompa di mandata del filtro stesso, ovvero nella zona di gittata dell’acqua.

La cosa fondamentale è che la corrente e il flusso d’acqua siano sempre costanti e continui all’interno della vasca, in modo che il calore possa distribuirsi in maniera uniforme.

I riscaldatori a immersione spesso sono dotati di ventose, che permettono di ancorare il dispositivo a una delle pareti dell’acquario.

Per ciò che concerne i modelli esterni, vanno ad agire sempre sulla pompa di mandata del filtro, ma al posto di essere installati all’interno della vasca, vengono posizionati all’esterno di questa.

 

Come capire se un riscaldatore per acquario è guasto?

Innanzitutto bisogna sempre monitorare l’acquario e controllare che tutti i componenti compiano bene il loro dovere. In caso di malfunzionamenti, potrebbero nascere diversi problemi che metterebbero a rischio l’incolumità dei vostri pesci.

Per ciò che riguarda il riscaldatore, controllate sempre che la temperatura riportata sul termostato corrisponda a quella reale dell’acqua. Qualora non fosse presente un termometro, utilizzatene uno a parte. Se la temperatura rilevata non è quella riportata sul termostato, c’è qualcosa che non va.

Quando un riscaldatore raggiunge la temperatura preimpostata, deve spegnersi automaticamente, se ciò non avviene e nonostante i gradi raggiunti il dispositivo continua a riscaldare, vuol dire che non sta funzionando correttamente.

In questo caso il rischio è quello di portare l’acqua a delle temperature troppo elevate per i pesci che popolano la vasca e ciò li metterebbe in serio pericolo.

Se il termostato perde la tara e risulta sballato ma il riscaldatore funziona correttamente, sarà sufficiente impostare una temperatura secondo un termometro ausiliario e non secondo la scala di gradi impressa sul termostato. 

Ovviamente questa è una soluzione provvisoria, in attesa dell’eventuale riparazione del termostato o della totale sostituzione del riscaldatore.

 

 

 

Come utilizzare un riscaldatore per acquario

 

Un riscaldatore per acquario è un elemento indispensabile e vitale per molte specie ittiche, che a temperature troppo basse rischierebbero di morire. Per capire meglio come utilizzare questo dispositivo in maniera corretta, è bene conoscere il modello di riscaldatore, il tipo di acquario e le specie acquatiche che devono abitare la vasca.

La temperatura ideale per i vostri pesci

Come anticipato, un riscaldatore è un accessorio fondamentale per portare l’acqua di una vasca per pesci a una temperatura ideale. Solitamente, tale impianto è composto da un riscaldatore e da un termostato che ne controlla il funzionamento e la temperatura.

Sul mercato è possibile trovare questi due elementi combinati in un unico dispositivo, che proprio per questo motivo prende il nome di “termoriscaldatore”. Generalmente la temperatura ottimale per molti animali acquatici è compresa tra i 24° C e i 28° C. 

Ovviamente si tratta di un parametro che dipende dalle diverse specie, anche perché esistono pesci che possono sopravvivere tranquillamente a temperature molto più basse, come per esempio i pesci rossi.

Se un acquario è privo di riscaldatore, durante la stagione fredda la temperatura dell’acqua potrebbe scendere così tanto da portare gli ospiti della vasca verso morte certa. Spesso si tratta di una fine lenta, preceduta da una lunga malattia da raffreddamento (Ictioftiriasi) che si manifesta con delle chiazze bianche sulle squame.

Per questo motivo, se decidete di allevare dei pesci, delle tartarughe d’acqua o altri animali acquatici, informatevi prima sulle caratteristiche della specie, al fine di garantire loro le condizioni di temperatura ideali per vivere in buona salute.

 

Come mettere il riscaldatore per acquario

Uno dei dubbi ricorrenti quando si acquista un riscaldatore per acquario, spesso riguarda la collocazione del dispositivo all’interno della vasca. Ogni modello ha un suo preciso schema di montaggio riportato sulle istruzioni, ma in linea di massima l’apparecchio deve essere posizionato all’interno del filtro o vicino a questo.

In pratica, il riscaldatore deve essere montato nei pressi della gittata d’acqua che fluisce nella vasca. Questo perché il flusso continuo del liquido consente al riscaldatore di distribuire uniformemente il calore in tutto l’acquario. In commercio è possibile trovare sia riscaldatori a immersione e sia dispositivi con tipo di installazione esterna.

I modelli sommergibili, per funzionare, devono essere necessariamente coperti interamente dall’acqua; inoltre possono essere fissati alle pareti dell’acquario tramite delle apposite ventose o altri sistemi di aggancio. 

I modelli esterni invece vengono montati sempre sulla pompa di mandata del filtro ma il corpo riscaldante rimane posizionato fuori dalla vasca, nelle immediate vicinanze.

Piccoli accorgimenti

Se dovete installare un riscaldatore a immersione, fate molta attenzione al livello dell’acqua presente nella vasca, poiché il liquido dovrà coprire totalmente la parte inferiore dell’apparecchio dov’è collocata la resistenza. 

Diversamente il dispositivo  non funzionerà correttamente oppure non si attiverà affatto. In genere su ogni modello sono riportati sia il livello d’acqua minimo e sia quello massimo da rispettare.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Prendersi cura dei propri pesci è molto importante, per questo è fondamentale farli vivere in un habitat che soddisfi al 100% le loro esigenze

 

Allestire una vasca per pesci non è una cosa così semplice come si può pensare. Prima di andare alla ricerca dell’acquario più venduto, è necessario valutare diversi fattori che vi permetteranno di acquistare il modello più adatto a soddisfare le vostre esigenze e quelle di coloro che lo abiteranno. 

Benché curare dei pesci in un acquario sia un’attività che richiede pochi minuti al giorno, è necessario seguire delle regole precise se volete far sì che questi crescano bene e vivano in salute. Se siete alle prime armi e siete alle prese con la vostra prima vasca per pesci, seguite i nostri suggerimenti per ottenere dei risultati che vi daranno delle grandi soddisfazioni.

 

Consigli pratici su come allestire un acquario

 

1. L’acquario giusto

In fase di scelta di una vasca per pesci, è molto importante optare per un modello che sia funzionale e facile da manutenere. Ciò vi farà risparmiare molto tempo durante le operazioni di pulizia dell’acquario e vi permetterà di offrire ai vostri amici subacquei un habitat sempre pulito e in perfetto ordine.

Soddisfatti questi punti potrete pensare anche all’estetica del contenitore, che sicuramente contribuirà a dare un tocco di armonia all’ambiente.

 

2. Le dimensioni e il tipo di vasca

La scelta delle dimensioni della vasca è strettamente legata al numero di pesci che vi dovranno vivere dentro. Chiaramente tenete anche in considerazione l’opportunità di voler aumentare la popolazione dell’acquario in futuro, così potete valutare l’idea di scegliere un modello un po’ più capiente.

Se non siete degli esperti nella conduzione di acquari domestici, vi suggeriamo di optare per una vasca che abbia già in dotazione: filtro, illuminazione, timer e regolatore di temperatura. Questi accessori vi aiuteranno molto nelle operazioni di gestione e di manutenzione del contenitore. In questo modo potrete stare tranquilli anche quando lascerete l’acquario incustodito per periodi più o meno lunghi.

3. La migliore collocazione

Un fattore fondamentale in fase di allestimento di un acquario è la sua collocazione. È molto importante identificare un’area ideale della casa o dell’ufficio, che sia in grado di ospitare la vasca senza creare problemi.

Innanzitutto è bene scegliere una zona dove non batte la luce diretta del sole ma che non sia neanche buia o in penombra. Un acquario troppo esposto ai raggi solari potrebbe favorire la crescita di fastidiose alghe nell’acqua, che creerebbero non pochi disagi ai pesci. Inoltre la proliferazione di tale vegetazione emanerebbe degli odori sgradevoli che si diffonderebbero per tutto l’ambiente.

In poche parole l’acquario deve essere collocato in una stanza ben illuminata, ma non deve essere esposto a luci dirette o troppo forti. Una volta identificata la posizione è fondamentale appoggiare la vasca su un supporto solido e robusto, questo perché si tratta di un contenitore che verrà riempito d’acqua e pertanto avrà un peso notevole.

 

4. L’allestimento

Quando si comincia ad allestire un acquario, la prima parte ad essere lavorata è sempre il fondo del contenitore. A questo punto non c’è che l’imbarazzo della scelta, in quanto è possibile inserire diverse cose. Tuttavia è molto importante che piante e altri materiali non siano messi a caso ma secondo un preciso ordine e in base alle necessità.

Per quanto riguarda il fondo, in linea di massima è meglio optare quasi sempre per un tipo di ghiaietto fine, che favorisce il passaggio dell’ossigeno. Per ciò che concerne il colore del minerale, tenete in considerazione il fatto che normalmente i pesci sono abituati a dei fondali naturali scuri, anche se non è fondamentale che il ghiaino sia di tale tonalità.

Se intendete mettere delle piante, sarà necessario creare una base con dell’apposito terriccio per vegetali acquatici. La presenza di questi elementi svolge un’importante funzione sia per l’acqua e sia per i pesci, pertanto vi consigliamo di inserirne qualcuno nella vostra vasca. Optate per delle specie di piante d’acqua dolce che siano resistenti e facili da gestire.

Infine, se le dimensioni del contenitore lo consentono, potreste valutare anche l’idea di inserire qualche elemento decorativo per acquari, come il relitto di una nave affondata o delle rocce forate.

 

5. Il filtro

Un grosso errore che spesso si commette è quello di acquistare l’acquario e allo stesso tempo i pesci. Fare ciò è sbagliato per un motivo ben preciso inerente al filtro di depurazione della vasca. Questo accessorio necessita di un tempo di maturazione che va dalle due alle quattro settimane.

Pertanto bisogna avere un po’ di pazienza ed effettuare un corretto rodaggio del dispositivo prima di popolare la vasca con i pesci. Riempite il contenitore d’acqua (possibilmente che non sia troppo dura) e aspettate il tempo necessario alla maturazione del filtro. 

Vi suggeriamo di inserire subito delle piante acquatiche, così accelererete il processo di creazione di un habitat ideale, che sarà pronto per quando arriveranno gli “inquilini” dell’acquario.

6. La pulizia dell’acquario

Non dimenticate di effettuare regolarmente le pulizie della vasca, specialmente quelle inerenti al cambio dell’acqua. In realtà esistono diverse scuole di pensiero a riguardo, infatti c’è chi asserisce che l’acqua non andrebbe mai cambiata completamente ma solo rabboccata. 

Altri invece pensano che il cambio completo debba essere eseguito una volta al mese, senza contare chi effettua una sostituzione del 30% del liquido ogni due settimane circa. In verità non c’è una teoria che sia giusta o sbagliata, perché ogni vasca ha delle caratteristiche differenti, che consentono di cambiare o di rabboccare l’acqua a seconda delle esigenze. Molto dipende dal numero e dal tipo di pesci, dalla vegetazione acquatica, dall’efficienza dei filtri e da tanti altri fattori.

 

Conclusioni

Avere un acquario in casa significa prendersi cura costantemente dei propri pesci, Se osserverete queste poche e semplici regole, sarete in grado di allestire un habitat acquatico contenente un piccolo ecosistema sano, che porterà serenità nel vostro ambiente.

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Avere un acquario in casa comporta delle responsabilità nei confronti dei pesci che lo abitano, pertanto è necessario prendersene cura nel migliore dei modi

 

A prescindere che si tratti di un acquario economico o costoso, ogni vasca per pesci va allestita e curata come si deve. Prima di scegliere il modello più adatto alle vostre esigenze, è importante sapere dove collocarlo in casa, tenendo presente che deve essere posizionato in un luogo che sia facilmente accessibile per eseguire le ordinarie operazioni di manutenzione.

Se si tratta di un acquario di notevoli dimensioni, sarà opportuno appoggiarlo su una base solida e resistente, dato che il peso della vasca riempita d’acqua metterà a dura prova il supporto sottostante.

Un altro aspetto di cui bisogna tener conto consiste nel mettere l’acquario ben in piano, in quanto un livello d’acqua in pendenza, potrebbe sottoporre la vasca a una pressione non equilibrata. Una volta scelta la collocazione del contenitore, sarete pronti per allestirlo e arredarlo secondo i vostri gusti.

 

L’allestimento

Prima di allestire un acquario è fondamentale riempirlo d’acqua per verificare che non ci siano eventuali perdite. È buona cosa preparare un progetto preventivo prima di arredare la vasca, così avrete un’idea di quello che dovrà essere il risultato finale. Così facendo risparmierete molto tempo ed eviterete di fare diversi tentativi.

La prima cosa che va sistemata all’interno del contenitore è il fondale, che dovrà essere composto prevalentemente da ghiaia (possibilmente fine) e da eventuali rocce artificiali e oggetti specifici per acquari. Le rocce grosse devono essere collocate direttamente sul fondo della vasca, onde evitare crolli accidentali che potrebbero nuocere ai pesci.

Dietro agli elementi d’arredo più grossi possono essere occultati i riscaldatori e i termostati, a patto che i dispositivi non siano coperti dalla ghiaia. Ricordate che il termostato deve essere posizionato sul lato opposto rispetto al punto dov’è presente il riscaldatore. Inoltre non bisogna mai inserire la corrente elettrica finché i dispositivi termici non sono completamente coperti dall’acqua.

Riempite la vasca delicatamente, senza smuovere la ghiaia sul fondale. Un trucchetto utile consiste nel mettere un piatto o una bacinella sul ghiaino, così da far cadere l’acqua nell’acquario senza spostare i materiali posti sulla base.

Per ciò che concerne le piante, è già possibile collocarle all’interno della vasca vuota, anche se è preferibile disporle in presenza d’acqua, per valutare subito l’effetto visivo e sistemarle man mano che si procede.

L’installazione degli impianti e il rodaggio

Terminate le operazioni di allestimento, potrete iniziare a installare gli impianti d’illuminazione, di riscaldamento e di filtrazione dell’acqua. Una volta che la vasca è piena e le mani sono fuori dall’acqua, è possibile attivare il compressore collegato al filtro e alla pietra porosa. 

Dopo qualche ora dall’accensione la temperatura si stabilizzerà e l’acqua sarà chiara e limpida. Fatto ciò sarà necessario illuminare la vasca, come se fosse già piena di pesci e dovrete lasciare invariata questa condizione per due o tre settimane.

In questo lasso di tempo darete modo alle piante di attecchire con le radici e al filtro biologico di maturare e di sviluppare la sua colonia batterica. Questa fase è estremamente importante per creare un ecosistema acquatico sano e vivibile. A questo punto, terminato il periodo di rodaggio, potrete immettere i pesci nella vasca.

 

Manutenzione e pulizia

Per garantire la salute dei vostri pesci è fondamentale che vi prendiate costantemente cura dell’acquario in cui vivono. Ricordate che le operazioni di pulizia della vasca richiedono tempo e pazienza. Se volete mantenere in condizioni ottimali l’habitat dei vostri amici subacquei, occorrerà pulire la ghiaia, il filtro, il fondale e il vetro dell’acquario, qualora questo dovesse essere incrostato.

Una manutenzione frequente, vi consentirà di mantenere in equilibrio il delicato ecosistema acquatico. Una scarsa igiene della vasca invece, trasformerebbe l’acqua in uno stagno torbido che sarebbe dannoso per i pesci.

Se le operazioni di pulizia vengono compiute regolarmente e senza errori, non sarà neanche necessario rimuovere tutta l’acqua dal contenitore.

 

Obiettivi della pulizia

Di norma, gli obiettivi da raggiungere durante la pulizia di un acquario sono tre: rimuovere i composti organici, regolare i cicli dei nitrati e reintegrare i minerali essenziali. La manutenzione della vasca deve essere sia giornaliera e sia settimanale. Nel primo caso si tratta di effettuare delle piccole pulizie che richiedono soltanto pochi minuti al giorno. 

Ciò vi permetterà di mantenere l’acquario in ottime condizioni tra un intervento e l’altro. Innanzitutto è fondamentale rimuovere tutto il mangime residuo che i pesci non consumano passati cinque minuti dal pasto; tale operazione eviterà che il cibo avanzato si disgreghi in acqua.

Controllate sempre che la temperatura e il peso specifico dell’acqua siano ottimali, così da mantenere l’habitat nelle condizioni ideali per i pesci. Vi suggeriamo di effettuare un test dell’acqua almeno una volta alla settimana, al fine di valutare i livelli di pH, di ammoniaca e di nitrati presenti nell’acquario. 

Ovviamente non dimenticate di fare anche un controllo approfondito per constatare la corretta funzionalità degli accessori della vasca, come luci, filtri e pompa dell’acqua.

Quando e come cambiare l’acqua

I cambi dell’acqua o le rabboccature, dipendono esclusivamente dal numero di pesci presenti nella vasca e dalle sue dimensioni. Solitamente è consigliabile un cambio parziale dell’acqua pari al 20% del volume totale ogni tre settimane; questo per quanto riguarda gli acquari di acqua dolce.

Per ciò che concerne le vasche marine invece, è necessario cambiarne il 10%, almeno per il primo anno. Quando si pulisce un acquario cambiando completamente l’acqua, prima di svuotarlo è necessario staccarlo dalla corrente e accertarsi che il filtro sia inattivo. Ovviamente, nel frattempo avrete provveduto a spostare i pesci in un altro recipiente. A questo punto sarà possibile pulire le pareti dell’acquario usando una spugna-calamita e un panno imbevuto con dell’acqua calda. Se sui vetri dovessero essere presenti delle incrostazioni ostinate, potrete utilizzare anche del sapone di Marsiglia.

Pulite i filtri sotto un getto d’acqua tiepida e sciacquate con cura eventuali piante ornamentali e oggetti che si trovano all’interno della vasca. Per finire ripassate i vetri e ricomponete tutti gli accessori, assicurandovi che funzionino correttamente. Se l’idea di pulire approfonditamente un acquario vi spaventa, vi suggeriamo di rivolgervi a un esperto del settore.

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Avere un acquario in casa significa anche prendersi cura costantemente dei pesci che lo abitano. Ecco qualche consiglio utile per una corretta collocazione e manutenzione

 

Se volete allestire il miglior acquario domestico per i vostri pesci, al fine di offrire loro un habitat perfetto nel quale crescere bene e vivere in salute, è opportuno rispettare alcune regole basilari.

Innanzitutto è essenziale scegliere un luogo adatto dove collocare il contenitore, tenendo in considerazione che si tratta in primis di un piccolo ecosistema che deve essere ospitale per i pesci e poi di un ornamento che può rendere elegante il vostro salotto. In questo articolo troverete tanti suggerimenti per allestire al meglio il vostro acquario e diversi consigli su come prendervene cura.

 

Un piccolo ecosistema

Come già anticipato, un acquario è un vero proprio ecosistema, all’interno del quale sono contenute diverse vite che meritano attenzione e cure costanti. I pesci non hanno bisogno soltanto di essere nutriti ma devono vivere in un ambiente tranquillo e pulito; inoltre l’acqua deve avere sempre una temperatura ideale e la luce che l’acquario riceve deve essere adeguata.

Ricordate che i pesci sono animali molto sensibili ai cambiamenti e basta davvero poco per mettere in pericolo la loro salute e la loro sopravvivenza. Anche se decidete di aggiungere della flora all’interno della vasca, dovrete fare attenzione e prendere delle misure precauzionali, onde evitare di danneggiare i suoi abitanti.

Vediamo quindi come garantire sempre il benessere dei pesci e preservare la loro incolumità come meritano.

Dove posizionare un acquario

Innanzitutto è consigliabile collocare il proprio acquario in un ambiente casalingo ben frequentato. In tal modo avrete la possibilità di monitorarlo e di osservare eventuali variazioni nelle dinamiche del suo piccolo ecosistema. 

Che decidiate di posizionare il vostro acquario in casa o in ufficio, ricordate che è importante mantenere un certo equilibrio tra tranquillità e controllo frequente. Evitate di lasciare la vasca senza coperchio, in quanto i pesci sono estremamente sensibili ai cambiamenti di temperatura improvvisi, che potrebbero nuocere alla loro salute.

La soluzione ideale sarebbe quella di posizionare l’acquario in un ambiente moderatamente ventilato e con una buona illuminazione solare (chiaramente non diretta sul contenitore). Se invece la stanza è attraversata da correnti d’aria molto forti, l’acqua potrebbe subire degli sbalzi termici eccessivi, che potrebbero risultare pericolosi per la salute dei pesci.

 

Luce ed elettricità

Per quanto concerne l’illuminazione di un acquario, è bene sapere che troppa luce può causare un’eccessiva proliferazione di alghe all’interno della vasca. Ciò porterebbe un importante squilibrio nell’ecosistema, inoltre l’eccedenza di raggi solari potrebbe surriscaldare l’acqua e generare dei forti cambiamenti in negativo.

Non collocate l’acquario in prossimità di prese o fonti di corrente, in quanto è bene ricordare, che l’acqua è il miglior conduttore naturale di energia elettrica. I pesci, con i loro movimenti repentini, potrebbero schizzare acqua al di fuori della vasca, causando un pericoloso corto circuito domestico.

 

Cosa dice il Feng Shui

Secondo l’antica filosofia Feng Shui, gli oggetti in casa vanno collocati in un certo modo, al fine di armonizzare al meglio l’ambiente domestico e favorire il benessere dei suoi abitanti.

Stesso discorso vale per un acquario, che deve essere posizionato in un luogo preciso della casa, al fine di trarre dei benefici energetici dalla stessa vasca per pesci. 

In questi casi è molto utile utilizzare una bussola, così sarete in grado di trovare la corretta posizione secondo i canoni dell’antica disciplina cinese. Il Feng Shui suggerisce di collocare l’acquario al lato destro di una finestra, preferibilmente nell’area nord dell’abitazione o del posto di lavoro. Tale disposizione sarebbe ideale per armonizzare l’ambiente e per attrarre energie positive.

Di contro, se la vasca si trovasse alla sinistra di una finestra, molto probabilmente attirerebbe vibrazioni negative in casa. La filosofia cinese suggerisce anche il numero di pesci che dovrebbero essere presenti in un acquario; il quantitativo infatti dovrebbe essere di nove esemplari o un multiplo di questa cifra, poiché rappresenta l’abbondanza.

In un ambiente lavorativo, è consigliabile posizionare l’acquario in un punto che sia ben visibile a tutti, in maniera da creare armonia e tranquillità tra i colleghi. Una vasca per pesci è in grado di trasmettere serenità anche ai malati; ecco il motivo per il quale molti studi medici e dentistici in genere ne possiedono una.

I colori

Per trarre il massimo dei benefici energetici dal proprio acquario, è opportuno anche essere oculati nella scelta dei colori dello stesso. Secondo la filosofia orientale ogni colore ha un significato specifico. Ecco di seguito qualche esempio:

– Il rosso rappresenta il potere, la ricchezza e la guarigione

– L’arancione rappresenta l’abbondanza e la prosperità

– Il blu rappresenta l’abbondanza e la serenità

– Il bianco rappresenta la pulizia e la pace

– Il nero e il marrone scuro rappresentano la saggezza, l’autorità e il denaro

In pratica il colore dominante dovrebbe rappresentare ciò che per voi ha un significato importante. È fondamentale armonizzare le tonalità cromatiche dei pesci con quelle dell’ambiente in cui è presente l’acquario, al fine di creare un’unica energia positiva. Pertanto vi sconsigliamo di optare per dei contrasti di colore troppo netti.  

 

Manutenzione e igiene

Pulire l’acquario con cura e costanza è molto importante per salvaguardare il benessere del suo ecosistema. L’igiene è un fattore indispensabile per preservare la vita dei pesci e di tutti i microrganismi buoni che popolano la vostra vasca.

Ricordate che i pesci respirano e si nutrono nell’acqua, perciò è essenziale che questa sia sempre pulita e in perfette condizioni. Dotate l’acquario di un buon sistema di filtraggio idrico e cambiate completamente l’acqua almeno una volta al mese. In questo modo eviterete che residui di cibo ed escrementi si accumulino sul fondo della vasca. 

La trascuratezza dell’igiene è la maggiore causa di contaminazione, che potrebbe generare malattie e di conseguenza compromettere la salute dei pesci.

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Molte persone si chiedono quale dei due sistemi di depurazione scegliere per il proprio acquario di casa. La risposta dipende da diversi fattori.

 

Uno dei maggiori problemi degli acquariofili principianti è quello legato alla scelta del dispositivo di depurazione da installare nella propria vasca per pesci. In realtà non esiste un miglior filtro per acquario, perché la scelta del modello è vincolata da una serie di fattori inerenti al tipo di vasca che si possiede e alle sue dimensioni.

 

A cosa serve un filtro

Per affrontare meglio l’argomento è utile sapere prima a cosa serve e come funziona un filtro. Ovviamente la risposta è “a filtrare l’acqua”, anche se questa operazione può avvenire in modi diversi, a seconda del tipo di dispositivo scelto.

Generalmente nel filtro vengono prima trattenute le scorie grossolane e poi le particelle nocive vengono scomposte ed eliminate dalla flora batterica presente nel filtro stesso. Tale procedimento si svolge attraverso tre tipi di filtraggio: meccanico, biologico e chimico. Tuttavia non tutti i filtri sono dotati di questo sistema di depurazione.

 

Come funziona un filtro

Per capire meglio come avvengono i passaggi di depurazione de l’acqua, evidenziamo nel dettaglio le diverse fasi di un comune filtro con pompa aspirante:  

 

Ingresso dell’acqua

L’acqua viene risucchiata attraverso l’ingresso del filtro grazie alla potenza aspirante del motorino del dispositivo. Al fine di agevolare il flusso del liquido, è indispensabile che l’ingresso non sia intasato da detriti, foglie morte o altri ostacoli.

 

Termoriscaldatore

Si tratta di un mini “scaldabagno” per pesci, che va impostato su una temperatura ottimale, compatibile con gli organismi viventi ospitati nell’acquario (solitamente tra i 23° e i 28°C).

 

Filtraggio meccanico

Questo primo step di filtraggio è reso possibile grazie alla presenza di diversi materiali che agiscono sul ciclo depurativo dell’acqua. Tra i componenti filtranti più comuni troviamo la lana filtrante, che è in grado di trattenere i detriti più grossi come per esempio: le deiezioni dei pesci, i residui di cibo, i sedimenti e altri detriti.

 

Filtraggio meccanico/biologico

Qui oltre al filtraggio meccanico dei detriti più piccoli, avviene la trasformazione dei composti azotati. In questo caso le spugne filtranti sono tra i migliori materiali adatti a tale scopo.

Esse infatti combinano le funzioni proprie dei componenti filtranti biologici con un sistema di depurazione di tipo meccanico.

 

Filtraggio biologico

In questa fase troviamo le principali colonie batteriche che completano il processo di trasformazione dei composti azotati iniziato dalle spugne. I materiali più adatti a espletare questo tipo di filtrazione biologica sono i cannolicchi.

Si tratta di piccoli cilindri forati, perfetti per l’insediamento dei batteri buoni, che all’interno dei cannolicchi trovano il loro habitat ideale e riescono a smaltire carichi biologici consistenti in uno spazio ristretto.

 

Filtraggio chimico

Come ultimo passaggio di depurazione dell’acqua può essere previsto un tipo di filtraggio chimico. Questo è in grado di rimuovere diverse sostanze disciolte, quali per esempio: ammonio, fosfati, silicati, coloranti, ecc. Tale processo di pulizia avviene attraverso l’uso di resine particolari, ognuna studiata appositamente per eliminare un tipo di sostanza.

Pur trattandosi di un procedimento poco naturale, la filtrazione chimica consente di bonificare efficacemente gli acquari sovraffollati e di eliminare diverse sostanze tossiche dall’acqua.

 

Pompa centrifuga

La pompa centrifuga non è altro che il cuore pulsante del filtro, che permette il ricircolo dell’acqua all’interno della vasca. Diverse pompe sono dotate di sistema di regolazione della portata idrica. 

Se col tempo notate una diminuzione del flusso senza che lo abbiate diminuito voi, significa che la pompa va smontata, perché molto probabilmente i filtri sono sporchi oppure ci sono dei detriti accumulati che ostruiscono il flusso.

 

I filtri interni

I filtri interni sono studiati appositamente per essere installati all’interno dell’acquario. Spesso si tratta di dispositivi che vengono fissati ai vetri della vasca oppure attaccati tramite ventose o altri elementi.

I modelli più diffusi hanno la forma di una scatola (solitamente nera), che all’interno è divisa in più sezioni verticali. I vani vengono utilizzati per alloggiare i vari materiali filtranti per depurare l’acqua. Ovviamente è previsto anche lo spazio per la pompa e per il riscaldatore. Le dimensioni dei dispositivi possono variare a seconda dei modelli di acquario nei quali devono essere applicati.

 

Vantaggi di un filtro interno:

– Tutti i componenti sono ubicati all’interno della vasca

– Garantisce un’ottima sicurezza dalle perdite d’acqua

– Di solito la manutenzione è pratica e veloce

 

Svantaggi di un filtro interno:

– Solitamente risulta un compromesso tra prestazioni filtranti e dimensioni d’ingombro

– È poco adatto agli acquari che contengono molti pesci

– Può risultare antiestetico all’interno della vasca

– È molto facile sporcare l’acqua durante le operazioni di manutenzione

 

I filtri esterni

Di solito i filtri esterni si presentano con un design che richiama molto quello di un barilotto. Questi dispositivi sono abbastanza ingombranti e generalmente vengono posizionati accanto all’acquario, nel mobile sottostante la vasca oppure a terra.

A differenza dei filtri interni, quelli esterni hanno il vantaggio di non occupare spazio all’interno della vasca. Ciò lascia più spazio ai pesci e migliora l’aspetto estetico dell’acquario. È fondamentale scegliere un filtro esterno col giusto rapporto potenza/prevalenza, ovvero l’altezza massima oltre la quale la pompa non riesce più a far tornare l’acqua in vasca. 

Se ciò dovesse accadere, l’intero sistema andrebbe in blocco e il dispositivo potrebbe perdere acqua e allagare il pavimento di casa.

 

Vantaggi di un filtro esterno:

– Maggiore capacità filtrante e migliore efficienza

– Indicato per acquari affollati

– Non occupa spazio all’interno della vasca

– Richiede meno manutenzione

– Non viene sporcata l’acqua durante le operazioni di manutenzione

 

Svantaggi di un filtro esterno:

– Ogni intervento di manutenzione richiede un bel po’ di tempo

– Le dimensioni del dispositivo sono abbastanza ingombranti

– Le guarnizioni vanno sostituite regolarmente onde evitare delle perdite d’acqua

– Maggiore è la prevalenza e maggiore è il consumo

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Prendersi regolarmente cura del proprio acquario, significa salvaguardare il benessere dei pesci che lo abitano. Ecco qualche utile consiglio.

 

Avere un bell’acquario in casa, non è soltanto un piacere per gli occhi ma anche un relax per la mente. Tuttavia, disporre del miglior filtro per la depurazione dell’acqua, non significa che la vasca non necessiti di essere pulita periodicamente.

Un acquario ha bisogno di diversi interventi di manutenzione, che devono essere effettuati con regolarità. Ciò vi permetterà di avere un ecosistema acquatico artificiale sempre sano e in ordine.

 

I vari tipi di manutenzione

Chi non vorrebbe in casa un acquario pulito e senza alcun tipo di problema? Beh, di certo chiunque abbia questa passione. Chiaramente per raggiungere degli standard di massima efficienza, la vasca dovrebbe essere soggetta a dei regolari “tagliandi” ovvero a degli interventi di manutenzione giornaliera, settimanale e mensile. 

Vediamo insieme di quali operazioni si tratta e in che cosa consistono.

Manutenzione giornaliera

Se volete mantenere sempre pulito il vostro acquario, dovete effettuare quotidianamente delle piccole operazioni di manutenzione. Questi interventi risulteranno fondamentali per preservare la buona salute dei vostri pesci.

Accertatevi ogni giorno che il filtro e la pompa funzionino correttamente. Per fare ciò è molto semplice, basta controllare che il flusso d’acqua in uscita sia regolare. Se il getto diminuisce senza che lo abbiate impostato voi, significa che c’è qualcosa che non va nel sistema di filtraggio. 

Potrebbe infatti trattarsi di un guasto alla pompa o più facilmente di qualche detrito che ostruisce il passaggio dell’acqua. Nella manutenzione giornaliera, è previsto anche che controlliate il buon funzionamento del riscaldatore, dispositivo molto importante per il mantenimento della temperatura acquatica ideale per le specie ittiche che popolano l’acquario.

Un buon campanello d’allarme che indica l’esistenza di un problema da non sottovalutare all’interno della vasca, consiste nell’osservare eventuali cambiamenti comportamentali nei pesci. Cercate di prestare molta attenzione a come questi si muovono quando somministrate loro il mangime.

Se l’acquario contiene molti “inquilini”, contateli sempre; in caso di morte le specie di dimensioni più piccole, potrebbero decomporsi in tempi rapidi, producendo di conseguenza ammoniaca, nitriti e infine alti livelli di nitrati. Queste sostanze sono molto nocive e potrebbero causare dei gravi problemi agli altri pesci presenti nella vasca. 

 

Manutenzione settimanale

Un acquario non necessita soltanto di check-up giornalieri per funzionare correttamente, ma anche di una serie di interventi di manutenzione settimanale o bisettimanale, a seconda dei casi. È buona cosa effettuare periodicamente dei controlli sulla composizione chimica dell’acqua.

Per fare ciò potete effettuare dei test a reagente per acquario, al fine di rilevare eventuali sostanze dannose per i pesci. Tra i valori più importanti da analizzare troviamo: il pH, la durezza carbonatica, il livello di ammoniaca, di nitriti e di nitrati.

Ricordate di sostituire periodicamente almeno il 20/30% dell’acqua presente nella vasca, in base al tipo di specie ittiche che abitano l’acquario. Per esempio, per un pesce Guppy è sufficiente eseguire un cambio dell’acqua ogni due settimane, mentre per un Discus, è necessario farne uno a settimana.

Drenate per bene il fondo della vasca per rimuovere tutti i depositi organici che vi ristagnano e pulite accuratamente le pareti a vetro, in modo da eliminare le macchie antiestetiche che potrebbero formarsi a causa delle alghe.

 

Manutenzione mensile

Passiamo infine agli interventi di manutenzione mensile, utili a garantire un acquario funzionante al 100%. Questa procedura prevede la pulizia approfondita dei filtri e in alcuni casi, qualora questi risultassero molto sporchi, la sostituzione.

I materiali filtranti possono essere di diverso tipo, come per esempio: lana filtrante, spugne, cannolicchi, carboni attivi, schiuma filtrante, ecc. Alcuni di questi componenti potrebbero calare le loro prestazioni a causa di un uso molto prolungato e pertanto divenire totalmente inefficienti.   

Ricordate di ispezionare attentamente le tubazioni del dispositivo filtrante, le sue parti meccaniche e i vari collegamenti, al fine di garantire il corretto funzionamento del sistema di depurazione.

Verificate regolarmente le date di scadenza riportate sui flaconi e sulle scatole dei prodotti per acquario che utilizzate e non usateli se scaduti. Per fare un esempio, se vi servite di un test a reagente scaduto per effettuare il controllo dell’acqua, i dati rilevati potrebbero essere alterati e non corrispondere a realtà. 

Di conseguenza potreste effettuare degli interventi errati sull’acquario, che potrebbero danneggiare gravemente il suo naturale e delicato ciclo biologico.

Acquario dolce o marino?

Quando decidete di prendere un acquario, è un po’ come portarvi a casa una piccola porzione di mare. Allestire una vasca per pesci richiede un po’ di pazienza e una buona conoscenza degli accessori da utilizzare.

Naturalmente bisogna fare una netta distinzione tra gli acquari d’acqua dolce e quelli d’acqua marina, in quanto ognuno di questi richiede degli accessori specifici e necessita di un diverso tipo di manutenzione.

Solitamente gli acquari dolci sono molto più facili da gestire, hanno bisogno di meno cure e sono meno costosi rispetto a quelli marini. D’altro canto questi ultimi appagano maggiormente la vista, in virtù della grande varietà di specie ittiche e di piante acquatiche che è possibile aggiungere al loro interno.

Tuttavia bisogna considerare che le vasche marine devono avere una capienza di almeno 200 litri, pertanto richiedono uno spazio abbastanza importante che non tutti hanno a disposizione. Solitamente, con chi è alle prime armi, è consigliabile cominciare con un acquario d’acqua dolce, meno impegnativo da manutenere.

A prescindere dal tipo di ecosistema acquatico che si sceglie, è fondamentale disporre di un ottimo sistema di depurazione, adatto alle dimensioni della propria vasca. Per orientarvi meglio potete dare un’occhiata in rete e ricercare qual è il filtro per acquario più venduto, in modo da ottenere una classifica con i dispositivi più efficienti e maggiormente apprezzati dagli acquariofili.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Il filtro è un dispositivo indispensabile per garantire un acquario sano e pulito. In commercio ne esistono di diversi modelli, vediamo come funzionano.

 

Il filtro può essere considerato come il cuore pulsante dell’acquario; senza di esso l’ecosistema contenuto al suo interno si trasformerebbe in una palude tossica, dentro la quale i pesci non riuscirebbero a sopravvivere.

Appurata la grande importanza di questo dispositivo, andiamo a vedere quali sono i filtri per acquario venduti online e scopriamo quali sono i sistemi di depurazione più noti e diffusi.

 

Tipi di filtro

I sistemi di depurazione di un acquario possono essere divisi in quattro tipologie principali: filtro interno, filtro interno ad aria, filtro esterno e filtro esterno a zainetto. Vediamo nello specifico quali sono le loro caratteristiche:

Filtro interno

Il filtro interno è il più noto e utilizzato, in quanto spesso fa parte della dotazione di un acquario di tipo commerciale. Si tratta di un dispositivo che va inserito all’interno della vasca e grazie a una pompa meccanica e un apposito sistema di filtraggio, è in grado di bonificare l’intero ecosistema acquatico. 

In più è molto sicuro, poiché trovandosi dentro la vasca, non si corre il rischio di allagare il pavimento in caso di malfunzionamento. 

 

Filtro interno ad aria

Anche questo sistema di depurazione è da installare all’interno della vasca. Il filtro è azionato da un aeratore e pur non essendo molto performante, è adatto a piccoli acquari con capienza massima di 30 litri, come per esempio: vasche di cura, di quarantena e di accrescimento. Il filtro risulta ideale anche per l’allevamento di caridine (specie di gamberetti).

 

Filtro esterno

Si tratta di un sistema di depurazione che va applicato all’esterno dell’acquario. In questo caso il dispositivo non occupa spazio all’interno della vasca e i vani di filtraggio sono più capienti, così è possibile inserire più materiali filtranti, al fine di aumentare le prestazioni dell’apparecchio.

Tuttavia un dispositivo di depurazione esterno necessita di maggiori interventi di manutenzione rispetto a un modello interno. Infatti se le guarnizioni non vengono sostituite regolarmente una volta usurate e i filtri non vengono puliti periodicamente, si rischia un malfunzionamento che potrebbe creare delle perdite d’acqua e allagare casa.

Il filtro esterno è ideale per gestire acquari molto grandi, anche se è necessario collocarlo in un mobiletto sotto o accanto la vasca, per via delle dimensioni ingombranti.

 

Filtro esterno a zainetto

Il filtro esterno a zainetto è più facile da manutenere rispetto a un semplice modello esterno. Anche questo dispositivo non ingombra spazio nella vasca, tuttavia bisogna prestare attenzione al livello di rumorosità del getto a cascata, che potrebbe diventare un vero e proprio tormento per le orecchie.

Onde evitare ciò, vi suggeriamo di sistemare gli ugelli d’uscita dell’acqua più o meno a livello della superficie. Si tratta di un sistema di depurazione molto performante, che è in grado di ossigenare bene l’acquario. Di contro, proprio in seguito a questa caratteristica, si crea molta più dispersione di calore, costringendo il termoriscaldatore a lavorare di più; inoltre, il getto d’acqua a cascata disperde anche CO2.

 

Com’è composto un filtro

Di solito un filtro per acquario è formato dai seguenti componenti: pompa, spugna, lana di perlon, cannolicchi, carbone attivi, resine filtranti, torba, zeoliti, ecc. Naturalmente non tutti i sistemi di depurazione sono dotati di spazio sufficiente a inserire i materiali sopraelencati.

Vediamo ora i componenti singolarmente per capire come funzionano:

 

La pompa

La pompa deve essere proporzionata al quantitativo d’acqua da filtrare presente nell’acquario. Normalmente il dispositivo dovrebbe avere una portata massima (regolabile) pari a tre o a sei volte la capacità lorda della vasca.

Alcuni materiali filtranti presenti nel sistema di depurazione potrebbero rallentare un po’ la portata della pompa, come per esempio la lana di perlon. Inoltre è bene sapere che i filtri esterni, rispetto a quelli interni, hanno una portata lievemente minore, a causa della prevalenza (dislivello tra corpo filtrante e bordo superiore dell’acquario) che devono supportare.

 

La spugna e la lana di perlon

In base alle dimensioni del filtro, possono essere presenti una o più spugne per depurare l’acqua. In sostituzione di esse è possibile utilizzare la lana di perlon, un materiale molto simile alla comune ovatta. 

Solitamente l’efficienza di quest’ultima è migliore rispetto a quella della spugna, anche se come già anticipato, può rallentare leggermente la portata del filtro. Il processo di depurazione che avviene tramite questi due materiali è detto “filtraggio meccanico”.

 

I cannolicchi

I cannolicchi sono dei piccoli cilindri porosi, all’interno dei quali possono insediarsi dei batteri buoni, utili al filtraggio dell’acqua. Molti dispositivi non hanno spazio a sufficienza per inserire anche questi materiali, perché si tratta di componenti progettati per bonificare vasche di piccole dimensioni (fino a 40 litri lordi circa). 

Tale processo di depurazione dell’acquario è conosciuto come “filtraggio biologico”.

 

Materiali filtranti aggiuntivi

Laddove ci fosse spazio sufficiente, è possibile aggiungere ulteriori materiali filtranti all’interno del sistema di depurazione, al fine di rimuovere sostanze nocive dall’acqua o per modificarne i valori. Tale processo di depurazione è conosciuto come “filtrazione chimica”.

Tra i materiali filtranti più noti di questo tipo ricordiamo: il carbone attivo, le resine, la torba e la zeolite. È molto importante conoscere queste sostanze e le loro proprietà, perché se combinate in modo sbagliato o se utilizzate senza criterio, potrebbero alterare gravemente l’equilibrio dell’ecosistema acquatico e diventare nocive per chi lo abita.

Come funziona un filtro

In linea di massima quasi tutti i filtri per acquario funzionano allo stesso modo. Si tratta di dispositivi dotati di uno o più ingressi per l’acqua all’interno del filtro e di una o più uscite per immettere nuovamente in circolo il liquido trattato.

L’acqua, prima di arrivare alla pompa, passa gradualmente attraverso i diversi materiali filtranti che incontra durante il suo percorso, per poi tornare pulita e purificata all’interno della vasca.

Ricordate che è molto importante posizionare qualsiasi tipo di materiale filtrante aggiuntivo dopo il sistema di filtraggio meccanico.