Ultimo aggiornamento: 28.05.20

 

Il letargo per una tartaruga d’acqua è una fase abbastanza delicata. Ecco cosa fare per aiutare i nostri amici anfibi quando arriva il momento del grande sonno.

 

Quando giunge l’inverno e le temperature si abbassano notevolmente, le tartarughe d’acqua come molti altri animali vanno in letargo; ciò avviene al fine di preservare il proprio corpo dal freddo e dal gelo. Quando giunge il momento, l’anfibio inizia a mangiare sempre di meno e a ridurre gradualmente i suoi movimenti fino ad arrestare del tutto ogni tipo di attività metabolica.

Ovviamente durante questa fase, la testuggine è molto debole e vulnerabile, pertanto sarà opportuno prendersi cura di lei e far sì che il suo organismo possa resistere tranquillamente al freddo per tutto il periodo del letargo, che durerà fino allo sbocciare della primavera.

 

Cosa fare quando una tartaruga d’acqua entra in letargo

Come abbiamo visto il letargo è un periodo molto importante nella vita di una tartaruga, infatti se non ci fosse questa fase, l’anfibio potrebbe andare incontro a delle gravi disfunzioni metaboliche. Inoltre l’animale sarebbe più vulnerabile e maggiormente esposto al gelo e agli attacchi dei predatori.

Il letargo di una tartaruga d’acqua è identico a quello delle testuggini di terra. Entrambi gli animali, in vista della “lunga dormita”, cominciano almeno un paio di settimane prima a diminuire l’immissione di cibo nel corpo, fino ad arrivare a smettere del tutto di nutrirsi. 

Chiaramente in seguito a ciò rallentano anche i movimenti del corpo, finché non sopraggiunge la totale immobilità. Nella fase di preparazione al grande sonno invernale, la tartaruga inizia a cercare una tana calda e isolata dove poter appartarsi tranquillamente per tutta la durata del letargo. 

Il luogo di riposo dovrà essere un rifugio sicuro, perché una volta che l’anfibio si addormenterà, non avrà più modo di difendersi da nessun attacco nemico. Se la vostra tartaruga vive all’aperto e possedete uno stagno o un laghetto, non aspettate che la piccola vada a rifugiarsi in uno di questi posti. 

Per maggiore sicurezza vi suggeriamo di procurarvi uno stagno artificiale da mettere a disposizione dell’animale. In questo modo nessuno andrà a disturbare l’anfibio durante il suo letargo e voi potrete monitorare sempre la situazione.

È bene che lo stagnetto sia profondo almeno 50 cm e che sia melmoso o che abbia uno strato di terra per consentire alla tartaruga di dormire comodamente sul fondale. Se al contrario l’anfibio vive in casa, allora dovrete aiutarlo ad andare in letargo in maniera diversa.

 

 

Come agevolare il letargo di una tartaruga d’acqua che vive in casa

Se il vostro animaletto corazzato vive comodamente in casa, all’interno di un acquario o di una tartarughiera, sarà opportuno adottare dei piccoli accorgimenti, affinché il suo letargo possa essere assistito nel migliore dei modi. 

Prima di tutto vi suggeriamo di tenere ben sotto controllo la tartaruga nella fase preliminare del letargo, allo scopo di capire quando è il momento giusto di diminuire la somministrazione di cibo all’animale.

Ricordate che prima del lungo sonno, l’anfibio dovrà svuotare completamente stomaco e intestino e dovrà rimanere a digiuno per circa tre settimane. Nella fase successiva l’animale dovrà essere collocato in un contenitore di plastica poco più grande del suo carapace, all’interno del quale sarà indispensabile la presenza di uno strato d’acqua.

A questo punto la vaschetta andrà lasciata in un luogo abbastanza fresco, con una temperatura variabile da 5°C a 10°C, per un lasso di tempo di circa tre/quattro mesi. Durante i periodi di freddo intenso, sarà possibile coprire la testuggine d’acqua con un foglio spesso di polistirolo. 

Una volta cominciato il letargo, sarà fondamentale controllare il peso dell’animale ogni mese; questo perché è noto come le tartarughe perdano peso durante il periodo di tutta la loro dormitina invernale. Un’altra cosa importante da fare durante gli interventi mensili è pulire l’animale e cambiare lo strato d’acqua presente nel contenitore.

Al termine del letargo bisognerà preparare l’anfibio al ritorno alla vita, perciò sarà indispensabile lavarlo bene, pesarlo e immergerlo in acqua a 25°-30°C per circa una mezz’oretta. Tutto ciò servirà a far riabituare l’animale alle temperature più alte e al movimento.

Durante le operazioni di pulizia del carapace, controllate se sono presenti eventuali parassiti sul guscio; in tal caso non esitate a contattare il vostro veterinario di fiducia per una consulenza medica.

La tartaruga, l’acquario e il letargo

Se la vostra tartaruga vive in un acquario all’interno della casa, sarà molto difficile (se non impossibile) che riesca ad andare in letargo. Ciò accade perché durante l’inverno, in un’abitazione dotata di riscaldamento, la temperatura si aggira mediamente attorno ai 17-20°C.

Considerate che una testuggine, per andare in letargo ha bisogno di una temperatura che va da 4 a 7°C; al di sotto di questo margine, se l’animale non è adeguatamente protetto, rischia di congelare. Di contro, al disopra dei 7°C, la temperatura risulterebbe troppo alta per andare in letargo.

Considerando che il clima ideale per una testuggine nostrana si aggira attorno ai 28°C, i 20°C presenti in casa non sarebbero sufficienti a sostenere il metabolismo dell’anfibio.

A questo punto la cosa ideale da fare consiste nel portare l’acquario a una temperatura giusta, inserendo nella vasca un dispositivo riscaldante sommergibile munito di termostato.

In rete potete trovare diversi modelli e magari acquistare il riscaldatore per acquario più venduto e più apprezzato dagli esperti del settore. In tal modo l’acqua verrà riscaldata in maniera uniforme; tuttavia durante l’utilizzo di questo apparecchio è fondamentale monitorare se l’anfibio si nutre correttamente o meno. 

In caso di carenza d’appetito o di mancanza di movimento da parte dell’animale, non esitate a contattare il veterinario. Le tartarughe che vivono negli acquari devono essere gestite correttamente e vivere sempre a una temperatura ideale. Se i gradi fossero troppo bassi, rischierebbero di andare lentamente in ipotermia e quindi verso la morte.

Come abbiamo visto precedentemente, le testuggini che riescono ad andare in letargo in casa, sono quelle alle quali viene indotto un letargo controllato, all’interno di un luogo ben coibentato nel quale la temperatura rientra tra i 4 e i 7°C.

 

 

 

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