Ultimo aggiornamento: 04.12.21

 

Da non confondere con un semplice soriano nero, il Bombay Americano è una razza riconosciuta da molti enti e Club internazionali.

 

Origini

Nonostante il termine possa nascondere misteriose leggende e una provenienza orientale, il gatto Bombay non è affatto originario dell’India, dalla quale sembra che abbia solo ereditato un nome esotico. La sua storia comincia nel 1958 in un allevamento del Kentucky, negli Stati Uniti, dove Nikki Horner, un’intraprendente donna amante dei felini, ebbe la brillante idea di realizzare una nuova razza di gatti che potesse ricordare in qualche modo i leopardi neri indiani, con il pelo lucido e scuro e gli occhi brillanti.

Per cominciare scelse un esemplare di Burmese e un American Shorthair nella colorazione total black, nella speranza di far emergere quelle caratteristiche tanto bramate. Inizialmente non ebbe molto successo né tra le associazioni, né tra i probabili acquirenti estimatori di felini, poiché quella che per lei rappresentava una razza nuova in realtà agli occhi degli inesperti appariva come un semplice gatto europeo nero. Tale colore inoltre, soprattutto in America, non è mai stato visto di buon grado a causa di superstizioni e teorie legate alla stregoneria.

Nonostante ciò, nel giro di una decina d’anni Nikki ricevette la sua meritata premiazione alla fiera annuale del 1970 organizzata dalla CFA e svoltasi alle Cascate del Niagara, dove le fu finalmente riconosciuta la razza col nome di Bombay Americano.

 

Lo standard di razza

Il Bombay, gatto nero dagli occhi azzurri che se da un lato Nikki Horner l’immaginava come una pantera indiana, dall’altro un occhio meno esperto potrebbe tranquillamente scambiarlo per un soriano.

La differenza è piuttosto sottile, tuttavia, leggendo lo standard di razza sul sito ufficiale WFC è possibile notare dei piccoli dettagli che fanno di questo felino un ottimo soggetto da esposizione.

Possiamo inoltre confermare l’evidente presenza di geni provenienti dall’American Shorthair e dal Burmese, dai quali ha senza dubbio ereditato carattere e fattezze. La testa è rotonda e larga, i contorni non sono squadrati, il profilo è particolarmente curvo e il mento e la parte inferiore della mascella sono compatti.

Le orecchie sono di dimensioni medie e leggermente piegate in avanti, ampie alla base con la punta appena arrotondata. Gli occhi sono grandi, distanziati e rotondi, di una colorazione che va dal dorato all’ambra. Il pelo è corto e setoso, di colore nero lucido dalle radici alle punte.

Questi gatti con occhi azzurri sono di taglia media, il corpo è muscoloso, gli arti, così come la coda, sono di dimensioni intermedie. Le zampe invece sono leggermente arrotondate.

 

Bombay: gatto nero carattere schivo

Se pensate che i felini siano tutti uguali vi sbagliate di grosso: per fare un esempio banale, i Persiani nonostante l’aspetto altero sono dei gran coccoloni, così come nei Maine Coon si nasconde un’incredibile docilità celata dalla loro maestosità.

Il Bombay invece ama le carezze, rilassarsi sul divano e poltrire giornate intere, tuttavia, è un gatto piuttosto ansioso e tale aspetto va ben considerato prima di portarne uno a casa. Bisogna dunque fare estrema attenzione ai rumori forti, alle urla dei bambini e altri tipi di suoni che potrebbero provocare nell’animale delle reazioni poco piacevoli, come graffi, salti o addirittura la fuga.

Un altro aspetto da tenere a mente è che questo elegante gatto nero occhi verdi potrebbe eventualmente andare d’accordo con un cane, ma con un suo simile il discorso cambia, poiché non apprezza affatto tale compagnia mostrando diffidenza e irrequietezza.

Cura e salute

L’allevatrice Nikki Horner è riuscita a fare un ottimo lavoro per quanto riguarda l’aspetto fisico di questo gatto nero occhi azzurri, pianificando la selezione non soltanto sulla bellezza e il carattere ma anche sulla salute. Il Bombay infatti non soffre di particolari patologie congenite e se ben tenuto ha un’aspettativa di vita piuttosto alta, che si aggira intorno ai 20 anni. Il mantello corto inoltre non necessita di toelettatura né di spazzolature giornaliere, ma di una semplice cardatura durante i cambi di stagione per eliminare il pelo morto.

L’unica pecca, se così potremmo definirla, è la sua tendenza alla voracità e di conseguenza a ingrassare: se non alimentato correttamente può infatti andare incontro all’obesità e al diabete. Per questo motivo vi suggeriamo di scegliere sempre cibo umido per gatti di qualità principalmente a base di proteine con aggiunta di fibre, ma con uno scarso se non del tutto assente, apporto di carboidrati.

Dunque, durante la scelta dei pasti del vostro Bombay Americano è importante controllare la lista degli ingredienti e optare sempre per prodotti contenenti la carne tra i primi posti. Un’alternativa che potrebbe giovare alla salute del vostro gatto è la dieta BARF: non solo i cani infatti possono essere alimentati a carne cruda e ossa polpose. Un ottimo modo per mantenersi in forma e non ingrassare.

 

Allevamento e costi

Vi piacerebbe portare a casa un bellissimo Bombay Cat per poter viziarlo e coccolarlo come un figlio a quattro zampe? Ci sembra un’ottima notizia, tuttavia, è necessario fare molta attenzione alle truffe.

Prima di fiondarsi sul primo annuncio su internet che riporta la dicitura “vendita gatto Bombay nero” è bene considerare che il pedigree in questi casi è l’unico certificato in grado di attestare che si tratti di un semplice felino di strada di colore scuro oppure un vero e proprio esemplare di razza.

In Italia purtroppo non è affatto semplice trovare un allevamento riconosciuto e ci sono davvero poche strutture che si occupano della selezione di Bombay Americani, probabilmente a causa della semplicità del suo aspetto, facilmente confuso con quello di un soriano, e per la colorazione del mantello.

Difficile anche definire un prezzo: in linea di massima il valore di un esemplare di razza, con documentazione e con un’alta linea genetica, si potrebbe aggirare intorno ai 1.000 euro. Tra i migliori allevamenti con affisso presenti nel nostro Paese possiamo citare quello “Delle Streghe” in provincia di Genova, riconosciuto AFI.

 

 

 

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