Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

A volte i nostri mici assumono dei comportamenti bizzarri e apparentemente inspiegabili, come il grattare vicino alla ciotola o alla lettiera.  

 

Spesso può capitare che il nostro gatto faccia cose strane che non riusciamo a interpretare, ma in realtà il felino cerca di comunicarci qualcosa e noi dovremmo sforzarci di capire cosa.

Tra i vari atteggiamenti apparentemente assurdi, può capitare di vedere l’animale gironzolare intorno alla ciotola o alla lettiera e grattare con le zampette in prossimità di questi oggetti.

Qual è il significato di tutto ciò? Sicuramente è una richiesta ben precisa che dovremmo cercare di soddisfare… vediamo come. 

 

La lettiera

Se i gatti raschiano con le zampette vicino o dentro alla lettiera, lo fanno per un motivo ben preciso. I felini scavano ripetutamente nella sabbietta, quando questa non è sufficiente. Per questo motivo cercano di andare più a fondo, invano, raschiando soltanto la base di plastica del contenitore.

In questo caso provvedete ad aggiungere il giusto quantitativo di sabbia mancante, al fine di soddisfare la richiesta dell’animale e di consentirgli di espletare tranquillamente i suoi bisogni.

 

 

Tuttavia, c’è da dire che il raspare nella lettiera non significa sempre che il contenuto è insufficiente, ma sta a rappresentare anche un’operazione di meticolosa pulizia.

Dato che i gatti sono animali molto puliti, ogni volta che fanno i loro bisogni, hanno la buona abitudine di coprirli. Questa azione riflette il loro comportamento istintivo di coprire gli odori per non farsi rintracciare da eventuali predatori che si aggirano nel loro territorio.

Un’altra causa, può essere anche un segno di protesta da parte del felino, nel caso in cui la vaschetta è troppo piccola rispetto alle dimensioni del quadrupede. Perciò il micio, sentendosi a disagio, scava ripetutamente in diversi punti della vasca, finché non riesce a trovare la zona più comoda dove espletare i suoi bisogni.

Se la sabbietta o la stessa vaschetta sono molto sporche, il micio tenderà a scavare più compulsivamente, nel vano tentativo di trovare un punto abbastanza pulito.

Il consiglio che vi possiamo dare in questi casi, è quello di pulire quotidianamente la lettiera con un’apposita paletta grigliata, che vi permetterà di raccogliere facilmente escrementi e zolle di sabbia raggrumata con urina. Si tratta di un’operazione che richiede pochi minuti e che evita il diffondersi di cattivi odori, così manterrete sempre l’ambiente igienizzato.

In virtù di tutto ciò, cercate di fornire al vostro amico peloso la migliore lettiera per gatti (lista dei migliori prodotti) e cambiate periodicamente la sabbietta; il vostro micio vi sarà riconoscente.

 

La ciotola

Fra gli altri comportamenti stravaganti dei gatti, troviamo anche quello di raspare vicino alla propria ciotola di cibo.

Questo atteggiamento può avere diversi significati. Tra i più comuni prevale quello istintivo, ovvero il cercare di nascondere il proprio pasto ad altri animali che si trovano nei dintorni della ciotola.

Un altro motivo per il quale il vostro micio può grattare vicino alla sua scodella, è quello di voler sotterrare i propri bocconcini per proteggerli da sguardi indiscreti e per gustarli con calma in un secondo momento.

C’è da dire però, che i gatti cercano di coprire il loro cibo anche come segno di marcatura territoriale. Questo perché, i cuscinetti delle loro zampette sono pieni di ghiandole che secernono delle tracce olfattive molto forti; in questo modo altri gatti nei dintorni percepiscono che quel cibo “nascosto” appartiene a un loro simile che lo ha demarcato.

Come ultima motivazione, se il vostro micio cerca di coprire i bocconcini o le crocchette presenti nella sua ciotola, può significare anche che il pasto non è di suo gradimento. Tale comportamento può essere un chiaro segnale per voi e quindi un invito a sostituire il cibo “rifiutato” con un altro più appetitoso.

 

 

Segnali chiari

Come abbiamo visto, alcuni comportamenti dei nostri gatti, possono apparirci strani e incomprensibili, ma in realtà sono dei chiari segnali e dei messaggi precisi che dobbiamo cercare di captare e decifrare, per essere in grado di soddisfare le loro richieste.

Il linguaggio felino non è molto difficile da interpretare, specialmente se si conoscono quali possono essere le motivazioni che determinano tali comportamenti.

Per questo è importante costruire un certo rapporto con il proprio felino. Chi dice che i gatti siano anaffettivi o che siano meno sensibili rispetto ai cani, si sbaglia di grosso. Anche loro si affezionano ai loro proprietari, agli oggetti e al territorio nel quale vivono.

Il segreto per comprenderli al meglio sta proprio nella costruzione di un rapporto empatico uomo/animale. Tutti gli animali donano amore incondizionato e noi dobbiamo cercare di rispettare sempre la loro natura e le loro esigenze.  

Scoprire il proprio gatto giorno dopo giorno può essere curioso e divertente, perché ogni suo comportamento può avere qualcosa di affascinante e misterioso. Imparate a decifrare il suo miagolio e finalmente potrete parlare la stessa lingua.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Basta seguire alcune semplici accortezze per vivere bene con il proprio felino: vediamo insieme quali sono e come perseguire lo scopo

 

Prendersi cura del proprio felino è un gesto importante, che rende più semplice la vita per entrambi. Pensiamo a quelli più sfortunati, che non hanno avuto il privilegio di essere scelti e che quindi vivono in strada o in un gattile. 

Aiutare i volontari con cibo o indumenti, se non anche con medicinali, è un bel gesto che fa bene, oltre a dimostrare grande sensibilità. Ma come fare per vivere insieme a un gatto, in armonia? Vediamo insieme quali accortezze avere in merito.

 

Lo spazio adeguato

Prima di ospitare il gattino in casa è opportuno stabilire lo spazio che dovrà essere occupato dal felino. Cercate di trovare una stanza isolata o un luogo più appartato, che possa far sentire il micio a proprio agio. Quasi tutti infatti preferiscono stare isolati all’inizio, fino a quando non hanno preso confidenza con il nuovo ambiente.

A parte questo, poi, sarà necessario acquistare tutto il necessario per andare incontro alle esigenze dell’animale. Prima di tutto, la lettiera, il posto nel quale andrà a espletare i suoi bisogni. Assicuratevi che la vaschetta sia di dimensioni adeguate e che non costringa il micio in uno spazio troppo ristretto.

 

 

Fate caso anche alla sabbia che ponete al suo interno: mai metterne poca perché il gatto ama scavare e nascondere i suoi escrementi. Potrete optare per un modello da svuotare ogni volta oppure consultare l’elenco delle lettiere per gatti più vendute, per verificare quale sistema possa facilitare la rimozione dello sporco.

Un altro elemento da non trascurare è la cuccia, il luogo in cui il micio va a rifugiarsi quando vuole stare nascosto, riposare o stare al caldo. Potete acquistarne una pronta, in materiale imbottito e sfoderabile, oppure decidere di costruirne una da soli, utilizzando una cesta in vimini e riempiendola di cuscini e coperte.

Non dimenticate di prendere anche un tiragraffi: il gatto vuole fare le unghie un po’ dappertutto per delimitare il territorio e metterci il suo odore. Se non volete che rovini mobili e divani, meglio quindi educarlo subito al suo uso. Alcuni modelli sono alti e comprendono dei nascondigli nei quali il gatto si divertirà a stare, giocando anche con altri simili.

A proposito di questo, è importante dedicare un po’ di tempo all’animale, ma se non è possibile, è bene procurarsi dei giochini, come le palline o un topolino, che possano farlo stare impegnato e in modo anche che non si annoi.

 

Il rispetto

Se prendete un gattino dalla strada o da un gattile, certamente il cambio di ambiente sarà all’inizio abbastanza traumatico. Dovrete perciò lasciarlo libero di esplorare casa, rispettando i suoi tempi e non forzandolo in situazioni per le quali non si sente ancora pronto.

Per questa ragione è opportuno scegliere all’inizio una stanza nel quale collocarlo e lasciare che decida autonomamente quando muoversi, esplorando l’ambiente e facendolo a poco a poco suo.

Un segnale da cogliere al volo è il comportamento del felino: analizzate la posizione delle sue orecchie e i movimenti della coda, per capire se è spaventato o se si sente a suo agio. Grazie a questi indizi capirete se state agendo bene o se lo state forzando a fare cose per le quali non è ancora pronto.

Quando vi renderete conto che vi ascolta, allora potrete, con calma, educarlo ad alcune regole, come il non farsi le unghie sul divano o a usare la lettiera. L’importante è usare un tono di voce fermo, mai le urla e meno che mai la violenza, che potrebbero disorientarlo e spaventarlo al punto tale da impedirgli di fidarsi di voi.

 

Curare la sua salute

Non si tratta di preoccuparsi solo di lui, ma anche della vostra famiglia e dell’ambiente: dovrete portarlo periodicamente a dei controlli dal veterinario, soprattutto le prime volte, quando sarà necessario vaccinarlo e assicurarsi che tutto vada per il meglio.

Allo stesso modo, dovrete provvedere a mettere periodicamente l’antiparassitario, per evitare che possa ammalarsi e anche diffondere pulci in casa. Pulire a fondo la lettiera scongiura altri pericoli, oltre ad accontentare il micio che, come tutti gli esemplari della sua specie, ama stare nell’igiene.

 

 

Il pet sitter

Se avete intenzione di andare in vacanza e non potete o volete portare con voi il micio, le soluzioni a vostra disposizione sono varie. Sarà possibile chiedere aiuto a un pet sitter, per dargli da mangiare e cambiare la sabbietta, direttamente a casa vostra.

In questo caso dovrete dare le chiavi di casa a un estraneo: verificate che sia una persona affidabile, magari consultando uno dei tanti siti dove questi professionisti sono oggi registrati. Se non è vostra intenzione spendere del denaro, potrete affidarvi a un vicino di casa o a un parente che sappia come prendersi cura del gatto. 

Infine è possibile anche optare per una di quelle soluzioni un po’ più dispendiose ma di certo anche più sicure: una pensione per gatti offrirà il personale adeguato per non farvi stare in pensiero quando non potete avere il vostro fedele amico vicino.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Forse lo fate da anni ma non nel modo giusto: sapete come pulire bene la lettiera del vostro gatto? Scopriamolo insieme

 

Se avete già a che fare da parecchio tempo con i gatti, sapete bene che questi animali non sopportano i cattivi odori, per questo è opportuno pulire nella maniera corretta la loro lettiera. Non si tratta però semplicemente di accontentarli: mantenere igienizzato il luogo in cui fanno i bisogni è importante per la loro salute ma anche per la vostra.

Se avete scelto una buona lettiera per gatti, il passo in avanti è già fatto: tenerla in casa però può comportare l’accumulo di odori sgradevoli, anche quando si effettua una rimozione giornaliera degli escrementi. Vediamo insieme quali soluzioni è possibile adottare per evitare che ciò accada.

 

 

Qualche accortezza preliminare

Ci sono alcune regole da seguire per eliminare il rischio di cattivi odori: prima di tutto è necessario pulire fino in fondo la lettiera almeno due volte a settimana, se proprio non potete farlo ogni giorno. Importante anche rimuovere tutti gli accumuli di pipì e pupù, se non tutti i giorni, almeno ogni due.

Il rischio è quello che il gatto si accorga di non poter espletare i suoi bisogni in un luogo pulito, decidendo perciò di farli in un altro posto, uno qualsiasi, con gravi conseguenze per voi. Un altro aspetto molto importante è la scelta della sabbietta adeguata: quella giusta deve poter assorbire bene tutti i liquidi e di conseguenza anche gli odori.

Quella così fatta è la “agglomerante”, ovvero crea delle palle di urina che poi sono molto facili da rimuovere. Basterà usare la paletta e il gioco è fatto! Un’altra caratteristica che la sabbietta deve avere è quella di non rilasciare molta polvere: oltre a dar fastidio al micio, infatti, potrebbe creare sporco in casa, rimanendo attaccata alle zampe e al pelo del vostro amico, che così la porterebbe dappertutto.

Infine, è bene optare per una vaschetta di dimensioni adeguate: il gatto deve sentirsi a suo agio e non stare in un posto di dimensioni troppo ristrette, pena il decidere di non utilizzare più quella lettiera.

 

Come pulire la lettiera

Non si tratta di un procedimento molto difficile, ma è bene utilizzare qualche accortezza in più, per essere sicuri di rimuovere interamente i cattivi odori. Prima di tutto è logicamente necessario gettare via tutta la sabbietta, che avrà accumulato detriti anche se siete stati attenti a pulirle per bene.

Una volta fatto questo, dovrete detergere la vaschetta, includendo anche il rivestimento laterale, ovvero la cornice, presente in alcuni modelli. Per questa ragione rimuovetela e provvedete a lavarla esattamente come il resto del prodotto.

Ma quale detergente usare? Meglio evitare la candeggina, che ha un odore molto forte e potrebbe per questa ragione infastidire il vostro micio. Vanno bene semplici soluzioni casalinghe, come acqua calda unita al sapone per i piatti, meglio se al limone, in grado di sgrassare la superficie.

Successivamente potrete anche impregnare un panno con acqua ossigenata, se volete essere sicuri di aver rimosso tutti i batteri e di aver eliminato anche la più piccola traccia di cattivo odore.

Un altro metodo può essere quello di lasciar agire un po’ di aceto bianco all’interno della vaschetta: in questo modo si esplicherà una doppia azione igienizzante e di rimozione di eventuali residui di urina e pupù. Sarà opportuno poi sciacquare con acqua calda, per garantire l’assenza di odori.

Una volta effettuate queste operazioni, è bene asciugare la vaschetta prima di versare nuovamente uno strato pulito di sabbia. Quanta inserirne? Se volete fare in modo che il gatto apprezzi la lettiera, dovrete creare uno strato di almeno 8 cm: l’animale ama scavare e coprire i suoi escrementi. 

 

La lettiera autopulente

Se il tempo da dedicare a queste operazioni, per voi, è molto poco, potreste optare per una soluzione molto diffusa: la lettiera autopulente. Si tratta di un prodotto che sfrutta l’energia elettrica per eliminare ogni volta lo sporco.

Saranno necessari anche un ingresso di acqua fredda e uno scarico per farla funzionare. Il modello è chiuso ed è dotato di una paletta che, ogni volta che il gatto fa un bisognino, provvede a raccogliere l’escremento e a gettarlo nello scarico.

A questo punto la lettiera si riempie di acqua unita a del disinfettante, che pulisce la sabbia per poi cadere nello scarico. Entra allora in gioco l’aria calda che asciuga tutto: il procedimento è semplice perché la sabbietta, in realtà, è composto da plastica che non assorbe i liquidi. 

Questa soluzione è molto comoda e toglie il rischio di accumulare cattivi odori, ma ha un costo abbastanza importante.

 

 

Altre comode soluzioni

Se il sistema precedente vi piace ma risulta troppo esoso, esistono due altre tipologie di lettiera che possono fare al caso vostro. C’è infatti quella con paletta meccanica, che si attiva tramite una leva e provvede a spostare gli escrementi in un’altra cassetta, che dovrà poi essere pulita manualmente.

Esiste anche quella con movimento oscillatorio, da attivare a mano, con il quale fa cadere gli escrementi all’interno di un’altra cassettina, che potrete poi ripulire in un secondo momento. Non si tratta di soluzioni automatizzate al 100% ma comunque eliminano gran parte della fatica quotidiana e non hanno un costo così esorbitante da farvi rinunciare all’acquisto.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Quando si va in vacanza col proprio cane o gatto, è fondamentale portare con sé tutto ciò che serve, in modo da soddisfare ogni esigenza dell’animale

 

In Italia si stimano più di 60 milioni di animali domestici; pertanto lo Stivale si aggiudica il primo posto in Europa come nazione che conta il maggior numero di famiglie che possiedono almeno un amico a quattro zampe in casa. Secondo l’ultimo rapporto Pet Economy del 2019, stilato da Assalco-Zoomark, il secondo e il terzo posto sul podio spettano a Francia e Spagna.

Insomma, il Bel Paese può vantare di avere un bel numero di quadrupedi, tra cani e gatti, pronti a partire per le ferie insieme ai loro padroni.

 

Come impostare il viaggio

Quando si viaggia in compagnia dei nostri amici pelosi, innanzitutto è fondamentale ricordarsi di mantenere a digiuno l’animale prima della partenza e di prevedere delle soste lungo il tragitto, a intervalli di 2 o 3 ore, in modo da far bere il quadrupede e permettergli di sgranchirsi un po’ le zampe.

Gli animali sono abbastanza refrattari agli spostamenti “coatti” e pertanto è necessario rendere loro il viaggio meno traumatico possibile. Basta avere qualche piccolo accorgimento e portare in valigia tutto ciò che serve a Fido e a micio durante il trasporto e il soggiorno fuori casa.

 

 

Se il vostro amico è un cane, vi suggeriamo di munirvi di un guinzaglio antishock, così potrete assicurare il quadrupede al sedile posteriore, per proteggerlo da eventuali frenate brusche e per impedirgli di gironzolare libero nell’abitacolo durante la guida.

Se invece a farvi compagnia è un felino, procuratevi una buona cuccia per gatti (ecco i migliori modelli) da sistemare sul sedile, al fine di trasportare l’animale in totale sicurezza e di rendergli il viaggio meno stressante.

Chiaramente, che si tratti di fido o di micio, non dimenticate di portare delle ciotole per acqua e cibo, specialmente se il tragitto da fare in macchina è molto lungo.

Nel caso del gatto, è indispensabile munirsi di una lettiera da viaggio, in quanto far espletare i bisogni all’aperto a un felino, potrebbe rivelarsi un’impresa alquanto ardua.  

 

Viaggiare in treno e in aereo

Se decidete di viaggiare insieme al vostro amico a quattro zampe in treno o in aereo (in particolar modo all’estero), non dimenticate di fare il passaporto all’animale. Ricordate che i cani devono essere muniti di museruola e guinzaglio (o pettorina) anche se mansueti, mentre i gatti devono essere trasportati obbligatoriamente con apposito trasportino.

Se decidete di spostarvi in Europa o altrove, dovete necessariamente provvedere al vaccino antirabbica, che va somministrato all’animale 21 giorni prima della partenza. Inoltre è fondamentale dotare sia cani e sia gatti di microchip di riconoscimento.

Per rendere al vostro amico il viaggio meno stressante, vi suggeriamo di portare con voi dei tranquillanti o dei feromoni naturali, che aiutano l’animale ad affrontare meglio il viaggio e a rilassarsi. 

 

S.O.S. abbandono animali

Purtroppo, attualmente in Italia, il fenomeno dell’abbandono degli animali è ancora molto diffuso, nonostante tutte le misure cautelative adottate nel tempo a favore dei quadrupedi domestici. Il picco di abbandoni viene registrato sempre nel periodo delle ferie estive e i dati sono davvero sconcertanti. In media, nell’arco di tre mesi, più di 65000 cani vengono “traditi” dai loro padroni e lasciati in balìa del loro destino sul ciglio di una strada, spesso senza cibo e acqua. A volte questi vengono addirittura legati a un guardrail, a un palo o a un albero, allo scopo di impedirgli di seguire le persone che credevano essere la loro famiglia. 

Nonostante il fenomeno sia duro a morire, il lato positivo della faccenda è che grazie all’installazione di molte telecamere e alle numerose segnalazioni di cittadini sensibili al problema, gli abbandoni su autostrada sembrano essere calati significativamente di un buon 70%. Purtroppo rimangono al di fuori dei riflettori, tutti quei casi che si manifestano in luoghi meno controllati, perché più isolati e meno frequentati.

Per far fronte a tale emergenza in maniera efficace, molte strutture ricettive sensibili ai quattro zampe, si sono attrezzate per ospitare anche gli animali domestici oltre ai loro padroni. Al momento dei 10mila lidi balneari presenti su territorio nazionale, soltanto 120 sono etichettati come “pet friendly”; tuttavia il dato sembra crescere di anno in anno e ciò ci rincuora molto.

In Italia, le prime regioni a guadagnarsi il primato di luoghi più attrezzati a ospitare animali “in ferie” sono la Liguria, l’Emilia Romagna e il Veneto. Meno “pet friendly” invece si dimostrano per ora le regioni del centro, del sud e le isole.

 

 

Cosa portare in spiaggia

Se il vostro compagno è fido, organizzate un trolley personale per lui, riempiendolo dei prodotti necessari alla sua cura quotidiana, compresi i suoi giochini preferiti e magari un divertente frisbee galleggiante da portare in spiaggia. Non fategli mancare una comoda cuccia o una brandina fresca sulla quale potrà schiacciare un bel pisolino.

Anche micio vuole la sua parte e se decidete di andare in posti molto caldi, vi suggeriamo di munirvi di tappetini refrigerati, così da alleviare al felino la sofferenza per le alte temperature. Ricordate che a differenza delle persone, gli animali hanno una pelle molto più sensibile e pertanto sarebbe opportuno acquistare delle creme solari specifiche, per la protezione delle parti più vulnerabili al calore e meno protette dal pelo.

Adesso che siete pronti per le vacanze, partite e divertitevi il doppio, perché sarete in compagnia dei vostri inseparabili amici a quattro zampe!

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Gattaiola – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

Due ottime gattaiole che ti consigliamo di valutare sono: Maxipet 270SGIFD, una porta spaziosa, adatta anche ai cani di piccola taglia, che ti consente di regolare entrata e uscita a piacimento a seconda che tu sia in casa oppure no. Staywell 280SGIFD ha il vantaggio di poter essere montata su porte di diversi materiali, incluso il vetro, una necessità se hai una portafinestra che dà sul balcone o sul giardino.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere la migliore gattaiola?

 

Una porticina tutta per sé, è questo che sogna il micio per entrare e uscire di casa a proprio piacimento. Ma anche il padrone di casa apprezza il fatto di non dovere continuamente assecondare i desideri del proprio felino.

Prima di scegliere la tua prossima gattaiola, dai un’occhiata ai suggerimenti che ti propone la nostra guida all’acquisto. Scoprirai che non tutti i modelli sono uguali e che molti spesso si prestano a fare contenti anche i cani di piccola taglia.

 

 

Il prezzo, minimo, della libertà

Confronta prezzi ma ti accorgerai che il costo da pagare per ottenere la libertà di dormire per tutta la notte o non svegliarti alle prime luci dell’alba per permettere al micio di entrare e uscire di casa, è davvero minimo. Quello che si paga, di solito, è il tipo d’intervento che bisogna fare per forare la porta, ma anche qui si tratta di spese piuttosto accessibili.

Nella classifica che segue abbiamo selezionato modelli che si adattano a diversi supporti in base alle specifiche necessità. Il range dei prezzi oscilla poco tra un modello e un altro, si tratta sempre di accessori realizzati con materiali robusti ma piuttosto economici che si possono regolare manualmente.

La porta per il gatto può avere un diametro differente in base a chi realmente la utilizzerà, potrebbe essere anche sfruttata da cani di piccola taglia che in questo modo potranno uscire in giardino indisturbati durante il giorno.

 

Sistemi di regolazione di ingresso e uscita

Un aspetto che non si trascura in recensione è il meccanismo di controllo dell’accesso alla gattaiola. Se nei film di qualche decennio fa sembrava sufficiente dotare il buco della porta di uno sportellino basculante, oggi appare chiaro che vietare l’ingresso ad animali randagi sia prioritario.

I modelli più sofisticati sono dotati di sensore elettronico in grado di riconoscere il microchip sottocutaneo che sempre più spesso hanno gli animali da compagnia. In questo modo il portello si apre solo per far entrare o uscire i nostri coinquilini pelosi, senza attivarsi con altri animali non riconosciuti dal sensore.

I dispositivi meccanici di blocco e sblocco della porticina per gatti funzionano con una regolazione manuale che sta al padrone di casa settare di volta in volta. Di solito è possibile decidere se consentire il solo ingresso o la sola uscita, vietare o permettere entrambe le possibilità d’uso. Magari in base all’orario o alle abitudini domestiche.

 

 

Modelli diversi su porte diverse

Sul mercato esiste un’ampia selezione dei modelli più disparati. Si tratta di scegliere quello più adatto ai nostri ritmi ma anche all’arredo della casa. La migliore marca sarà quindi quella in grado di offrire la stessa qualità progettuale con diverse varianti nell’estetica. I modelli completamente bianchi o completamente neri saranno facili da abbinare con la maggior parte degli stili d’arredamento. Chi preferisce il look country e adopera parecchio il legno nelle finiture domestiche apprezzerà quei modelli che richiamano i toni caldi del materiale naturale, pur non essendo realmente di legno.

Altro elemento cui prestare attenzione è la profondità della gattaiola. I modelli più sottili sono quelli più adatti a essere istallati sulle porte di vetro, più facili da forare e da sostituire se necessario. Mentre modelli con maggiore profondità vanno bene nelle porte d’ingresso di solito piuttosto spesse.

 

Le 5 Migliori Gattaiole – Classifica 2019

 

I felini sanno bene come essere persuasivi e se hanno bisogno di qualcosa non lasciano spazio a fraintendimenti. Quindi meglio non ostacolare il loro desiderio di libertà lasciandoli entrare e uscire di casa servendosi del loro ingresso personale. Tra i modelli più venduti dell’anno troverai di sicuro quella che per te e il tuo micio può rappresentare la migliore gattaiola del 2019.

 

 

1. Maxipet Petsafe Staywell Porta per Gatti e Cani

 

Principale vantaggio:

Regolabile tramite un sistema apposito, vi permetterà di scegliere se lasciare che i vostri animali possano usarlo solo per uscire da casa, solo per rientrare o tutte e due le soluzioni. Le sue caratteristiche fanno sì che si tratti non solo di una buona gattaiola ma anche di un oggetto adatto a cani di piccola taglia.

 

Principale svantaggio:

Quando dovrete installarla, sarà necessario forare una buona parte della superficie della vostra porta. Non è quindi consigliata a chi non ha questa intenzione.

 

Verdetto: 9.8/10

Se avete un giardino in cui far correre i vostri compagni pelosi, non c’è niente di meglio di una gattaiola come questa, che li faccia uscire di casa senza che disturbino voi. Questo articolo, ad esempio, ha un buon prezzo e delle funzioni che soddisfano gran parte degli utenti.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

La versatilità

Per quanto possa essere comodo pensare di acquistare e utilizzare un prodotto come la gattaiola, bisogna anzitutto verificare quelle che sono le sue caratteristiche, per capire quanto riesce ad essere funzionale per voi.

Il criterio principale di cui bisogna tener conto è la grandezza del proprio animale domestico, che sia un gatto o un cane. Maxipet, in questo caso, cerca di offrire un prodotto il più possibile versatile sia per l’uno sia per l’altro. 

Le dimensioni di questo articolo sono circa 29,2 x 29,2 x 5 cm, ma oltre questo, nella descrizione del prodotto, l’azienda fornisce già un elemento chiarificatore: cani e gatti non superiori ai 10 kg di peso potranno usufruirne senza difficoltà. 

Per questo motivo, ne viene sconsigliato il montaggio qualora si abbiano cani di media e grande taglia o gatti eccessivamente robusti, perché passerebbero con estrema difficoltà. 

La sua regolazione

Soprattutto se vivete in una villa e con un ampio giardino, vi sarà capitato di incontrare alcuni gatti o cani randagi intorno alla vostra proprietà. Se siete alla ricerca di una gattaiola che riesca a fornire anche la possibilità di gestire le uscite e le entrate dei vostri animali domestici, quella di Maxipet può fare al vostro caso. 

Infatti, l’articolo possiede una regolazione dell’apertura con quattro possibilità differenti. Potrete scegliere di regolarlo in “solo entrata”, quando si tratta ad esempio di far entrare a fine giornata il vostro cane o gatto, oppure “solo uscita”, quando magari cercate un po’ di relax o siete completamente impegnati e non volete badare a esigenze specifiche dei vostri animali. 

Quando invece non siete in casa o magari durante la notte, potrete bloccare direttamente la regolazione con un fermo, per evitare che cani e gatti randagi riescano ad entrare senza che dobbiate fare attenzione. 

 

La comodità

Se non volete privare della libertà e delle giuste esigenze il vostro gatto o cane, ma al tempo stesso cercate anche un po’ di rilassarvi senza badare per forza a ciò che richiedono, installare una porticina come la gattaiola vi potrà far risparmiare tante energie e fare contenti tutti. 

Oltre a essere comoda, quella di Maxipet, è anche facile da installare su una superficie pianeggiante come, per esempio, una porta o la vetrata di una finestra (l’importante è che l’area non sia ricurva, altrimenti la gattaiola non sarà abbastanza stabile e aderente). 

Seguendo le istruzioni, si aggancerà perfettamente e con estrema facilità dopo aver creato il foro necessario. Questo punto richiede un po’ di attenzione: dovrete infatti considerare di praticare dei buchi sulla superficie di destinazione.

Se questo diventa un problema, perché non volete rovinare una parte della casa, sarete costretti a cercare una soluzione differente.

 

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2. Croci C6066268 Porta Staywell

 

Il modello proposto da Staywell è progettato per essere montato a ridosso di diversi supporti, il produttore consiglia oltre al tradizionale legno del portone d’ingresso, anche le porte scorrevoli e il vetro. Soluzione che consente una più facile istallazione del dispositivo.

La scelta del giusto posto dove collocare la porticina è importante perché l’intervento che va fatto su una porta o una parete di casa può essere impattante. Scegliere una gattaiola per vetro consente di limitare il “danno” a una parte facilmente sostituibile nel caso in cui la casa in cui viviamo con il gatto non sia di nostra proprietà ma vada restituita al proprietario.

Il foro da praticare sulla porta o finestra è piuttosto importante, infatti la porticina della gattaiola è in grado di far passare gatti oversize o cani le cui spalle abbiano una larghezza massima di 180 mm. Meno invadente lo spessore del telaio che va montato a ridosso delle pareti forate, che in questo modo fuoriesce di poco dalla linea della porta.

Le opzioni per il bloccaggio manuale dello sportellino sono quattro, in modo da permettere solo l’ingresso, solo l’uscita, entrambe o nessuna delle due possibilità.

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3. TKOOFN Gattaiola Porta Basculante per Gatti e Cani

 

Tra le offerte da non lasciarsi scappare c’è quella proposta da TKOOFN, una soluzione economica e molto vantaggiosa perché proposta in diverse taglie per venire incontro alle reali necessità del nostro animale da compagnia. Dalla comparazione con altri modelli simili emerge la versatilità che offre la ditta che consente di scegliere tra diversi modelli per rispondere al meglio alle esigenze dei nostri piccoli amici.

La versione large richiede un rettangolo esterno per la cornice, coi lati 23,4×25,5 cm, mentre all’interno il foro rettangolare ha dimensioni comode anche per i cani di piccola taglia, 18,5×19,5 cm.

Facile da assemblare e montare alla porta, è dotata di viti che si adattano alle cornici già forate al punto giusto. Il materiale scelto per la realizzazione della gattaiola è l’ABS, una plastica parecchio dura e resistente che oltre a sopportare bene l’usura è facile da tenere pulita.

Come ci si aspetta anche questo modello, al pari degli altri della stessa categoria, consente di settare manualmente le quattro opzioni che regolano accesso e uscita dell’animale.

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4. Gattaiola 4 Modalità Porta Gatti Cani Animali Domestici

 

Scegliamo i prodotti proposti tra i nostri consigli d’acquisto tenendo in grande considerazioni le opinioni espresse dagli acquirenti riguardo i prodotti più venduti durante l’anno. E anche la gattaiola proposta da Pinzhi si merita una certa attenzione per via dei riscontri positivi ricevuti da parte degli utenti.

Ne premiano soprattutto il color caffè, anomalo in questo tipo di articoli che di solito vertono sul classico bianco o nero. In questo modo è più semplice collocare con discrezione la porticina speciale in un foro su una porta di legno, il portone d’ingresso o un ingresso sul retro che dà direttamente in giardino.

Si può fissare tanto alle porte cave come quelle in legno massiccio e questa versatilità è parecchio apprezzata in un modello che è anche facile da montare. È realizzata in plastica, come la gran parte dei modelli della stessa categoria, ma resiste all’azione delle intemperie ed è facile da manutenere. Le viti incluse hanno una lunghezza di 4 cm, quindi anche lo spessore massimo della porta è più o meno questo.

Meno ampia di altri modelli proposti sul mercato a prezzo simile, questa gattaiola consente il passaggio di gatti e non di tutti i cani di piccola taglia, visto che il lato del quadrato interno è di 15 cm.

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5. Ptyitmart Gattaiola Portina Entrata Uscita per Gatti

 

Se ti è chiaro come scegliere una buona gattaiola forse meno facile è scegliere quale modello acquistare nella marea di offerte similari.

Se l’ingresso è riservato a soli gatti, questo modello proposto da Ptyitmart potrebbe fare al caso tuo. È uno tra i più discreti, con una cornice interna dal lato di circa 14,5 cm mentre l’esterna è circa di 20 cm. Occupando poco spazio sulla parete, finestra o porta su cui la si vuole istallare, questa gattaiola non pecca di protagonismo stonando con l’arredamento di casa, ma consente ai gatti di entrare e uscire di casa a proprio piacimento senza rovinare mobili o assordare con miagolii molesti.

Il colore della cornice è il classico bianco, comune in questi articoli, e che si abbina con una certa facilità a qualsiasi arredamento. Ha uno spessore massimo di 5,3 cm, da tenere in considerazione prima di scegliere dove istallare la gattaiola.  Sono otto le viti in dotazione, così da consentire un montaggio rapido e semplice.

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Maxipet Petsafe Staywell Porta per Gatti e Cani

 

Il modello proposto da Maxipet costituisce una buona soluzione se non sai quale gattaiola comprare. È fatta in modo da consentire l’accesso anche a cani di piccole dimensioni: l’ideale se la tua casa ha uno spazio verde in cui gli animali amano scorrazzare.

Come ci si aspetta dalle migliori gattaiole, anche questa è regolabile in modo da consentire solo l’ingresso, solo l’uscita, entrambe o nessuna delle modalità d’uso del portello. Potere regolare il sistema di apertura consente di limitarne l’utilizzo ai soli animali domestici, lasciando fuori quelli randagi che imparerebbero presto la via d’accesso. Le quattro funzioni si possono regolare in base alle proprie abitudini, chiudendo la porticina della gattaiola quando si è fuori casa o durante la notte. La regolazione si effettua manualmente impostando il blocco in base alla necessità del momento.

È sufficientemente grande per far passare gatti o cani fino ai 10 chilogrammi. Va tenuto in considerazione lo spazio di foratura della porta che non è dei più piccoli.

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Come usare una gattaiola

 

Si sa, spesso i gatti sono irrequieti, vogliono entrare e uscire e giustamente non si può stare tutto il giorno ad aprire e chiudere la porta. Meglio dare all’amico peloso un po’ di autonomia. Come? Installando alla vostra porta una gattaiola, ovvero, una piccola via d’uscita che può andar bene anche per i cani di piccola taglia.

 

 

L’installazione

Se volete che il vostro gatto entri ed esca da solo dovete essere disposti a operare un bel foro in una porta o finestra. Chiaramente servono attrezzi ed elettroutensili che non tutti hanno a disposizione. Inoltre, sebbene non sia un lavoro complicato, richiede comunque una certa abilità, soprattutto nel praticare il foro. Se non avete mai fatto nulla del genere prima, forse è meglio rivolgersi a un professionista. Va da sé che tale intervento ha un costo che va ad aggiungersi alla somma spesa per l’acquisto della gattaiola.

 

Abituare il gatto

Ma al gatto andrà di servirsi della gattaiola? Come quasi sempre accade nel caso degli animali, è questione di addestramento, anche se in vero questo è un parolone. Non serve, infatti, essere degli ammaestratori ma solo avere un po’ di pazienza. È chiaro che all’inizio il gatto avrà qualche dubbio su come agire. All’inizio è bene lasciare lo sportello aperto, basta fissarlo con del nastro adesivo.

In questo modo il micio non avvertirà la presenza di un ostacolo. Invitatelo a entrare e uscire, senza essere duri, con grande dolcezza e dopo che è passato per la fessura, premiatelo con del cibo. Dopo qualche giorno che il gatto ha preso confidenza con l’uscita, abbassate lo sportello e vedrete che il felino passerà senza problemi.

 

Cose da non fare

Con gli animali ci vuole tanta pazienza ecco perché non bisogna sgridare il gatto che tarda ad abituarsi alla nuova uscita. Restate calmi altrimenti otterrete l’effetto contrario. La forza non va mai usata: spingerlo attraverso la gattaiola peggiorerà solo le cose. Inoltre, non attirate la tua attenzione con il cibo; quando poco fa, vi abbiamo detto di premiarlo, magari con qualche crocchetta, intendevamo solo dopo che il gatto sarà passato, dunque, tenete nascosta la ricompensa.

 

 

Problema spifferi

Giustamente ci si chiede se installare una gattaiola comporti il passaggio degli spifferi. È innegabile che qualcosa filtri ma in genere si avverte solo nelle immediate vicinanze. Poi molto dipende dalla qualità costruttiva di quest’ultima. Magari è meglio spendere qualcosa in più ma avere un buon articolo sotto tutti i punti di vista.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

A chi possiamo lasciare in affidamento il nostro amico a quattro zampe, qualora decidessimo di non portarlo con noi in vacanza?

 

Si sa, con l’arrivo dell’estate e delle ferie, non vediamo l’ora di pianificare le nostre vacanze per goderci un po’ di relax dopo un anno di fatiche e di stress. Purtroppo non è sempre possibile condividere questi momenti insieme ai nostri amici a quattro zampe e pertanto iniziamo a chiederci a chi è possibile affidare fido o micio durante la nostra assenza.

 

Amici e parenti

La soluzione ideale sarebbe contare su qualcuno di vostra fiducia (amico o parente), che sia disposto ad accudire l’animale nel miglior modo possibile. Spostare un cane o un gatto dal proprio ambiente familiare, sarebbe molto stressante per il quadrupede, che al contrario si sentirebbe più tranquillo rimanendo a casa sua. Questo perché gli animali percepiscono il loro habitat come territorio tranquillo e sicuro.

Ovviamente trovare qualcuno su cui fare pieno affidamento e che sia disposto a prendersi l’impegno quotidiano e la responsabilità di andare a casa vostra ad accudire il vostro pet, non è cosa facile ma neanche impossibile.

Chiaramente se si tratta di un cane, il compito diventa un po’ più gravoso, in quanto questi è un animale che ha maggiori esigenze rispetto a un gatto. Infatti è necessario che ogni giorno gli si dedichi un po’ di tempo portandolo fuori casa per una passeggiata, sia per un fattore fisiologico e sia per appagare gli istinti canini.

Per quanto riguarda i felini il discorso è un po’ più semplice se vogliamo, perché questi possono resistere più tempo senza uscire di casa. Sono abbastanza autosufficienti, abituati a badare a se stessi, basta che abbiano a disposizione le loro razioni quotidiane di cibo e acqua. Tuttavia, anche qui l’impegno non manca, in quanto la lettiera va pulita ogni giorno da pipì ed escrementi. Ricordate che si tratta di animali estremamente puliti, che tengono molto alla loro igiene e a quella degli oggetti con i quali vengono a contatto.

Nel caso il vostro pet sia un felino, prima di partire, non andate alla ricerca della migliore cuccia per gatti ma procurategliene una che sia comoda e accogliente e che gli renda l’attesa del vostro ritorno meno pesante.

 

 

Pensioni per animali    

Se non avete nessuno al quale affidare il vostro amico peloso per le vacanze, potete sempre rivolgervi a delle pensioni per cani o per gatti. Si tratta di strutture attrezzate e idonee a ospitare uno o più animali per periodi più o meno lunghi, a seconda delle vostre necessità.

Generalmente in questi edifici, i quadrupedi hanno a disposizione diversi ambienti nei quali poter vivere senza sentire troppo la mancanza di casa e del padrone.

Alcune pensioni sono dotate anche di aree esterne recintate, attrezzate con giochi e altri svaghi per non fare annoiare gli animali.

L’unica accortezza da prendere per tempo qualora decideste di affidare fido o micio a una pensione, è quella di far conoscere preventivamente la struttura all’animale. Sarebbe ideale portarlo sul posto periodicamente, magari qualche settimana prima della partenza, così potrà familiarizzare meglio con il nuovo ambiente.

Catapultare l’animale in un luogo a lui sconosciuto dall’oggi al domani, potrebbe causargli un forte stress; specialmente se il quadrupede è stato adottato, perché potrebbe vivere tale esperienza come un secondo abbandono. Per questo motivo è necessario procedere a piccoli passi, permettendo al vostro amico di adattarsi gradualmente a un nuovo habitat temporaneo.

Durante le visite alla pensione, assentatevi per poco, lasciando l’animale nella struttura, così potrà abituarsi pian piano all’idea della vostra assenza. È altresì importante dotare il pet di cose a lui familiari, come la sua cuccia, la sua copertina, i suoi giochini, un vostro maglione. Ciò fungerà da “ancora” e servirà a far mantenere al quadrupede un contatto (soprattutto olfattivo) con gli oggetti del suo territorio e con voi.

L’odore di casa infatti, è un elemento fondamentale per gli animali, in quanto li rassicura di non essere stati abbandonati e che prima o poi tornerete a riprenderli.

Se il vostro amico peloso è molto timido e ipersensibile, talvolta è meglio consultare il veterinario, che prescriverà dei prodotti specifici, meglio se omeopatici, utili a tranquillizzarlo e a fargli affrontare il distacco più serenamente.

 

 

Dog sitter e cat sitter

Se invece decidete di optare per l’affidamento temporaneo del vostro animale a un dog sitter o a un cat sitter, ricordate che valgono le stesse regole della pensione. I cani e i gatti sono abitudinari e hanno un senso territoriale molto sviluppato, perciò ogni cambiamento di habitat viene percepito come uno stress o addirittura un trauma. Per il gatto è ancora più difficile abbandonare il proprio habitat per andare in un luogo completamente sconosciuto. Perciò dovete usare tutte le dovute accortezze per fargli pesare il meno possibile tale cambiamento, seppur temporaneo.

Anche in questo caso, vi suggeriamo di organizzarvi per tempo e di frequentare preventivamente il luogo nel quale il quadrupede dovrà soggiornare durante la vostra assenza. 

In certe situazioni (sempre sotto consiglio del veterinario), potrebbe rivelarsi utile l’utilizzo di feromoni spray o sotto forma di diffusori. Si tratta infatti di supporti olfattivi che aiutano l’animale a tranquillizzarsi e a pensare meno alla vostra assenza.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Consigli utili per realizzare una comoda e accogliente cuccia per il vostro micio utilizzando materiali di recupero presenti in casa.

 

Se volete offrire al vostro micio un giaciglio accogliente dove poter riposare in santa pace, non è necessario andare alla ricerca delle cucce per gatti più vendute, perché potreste pensare di crearne una voi stessi, originale e personalizzata!

In meno di un quarto d’ora è possibile realizzare una comoda cuccetta che si adatti perfettamente alle esigenze del vostro felino.

Date un’occhiata ai nostri suggerimenti e scoprite come costruirne una utilizzando dei semplici materiali di recupero come scatole di cartone, vecchi maglioni, cuscini, T-shirt, ecc.

 

Casetta di cartone

Innanzitutto scegliete una scatola di cartone robusta e che si adatti alle dimensioni del vostro micio, così disporrà di abbastanza spazio per muoversi liberamente.

È scientificamente provato che i gatti sono molto più sensibili alle temperature rispetto agli umani e pertanto d’inverno percepiscono maggiormente il freddo. Il cartone è in grado di offrire un ottimo isolamento termico e un nascondiglio coperto nel quale l’animale potrà rifugiarsi e rilassarsi.

Una volta recuperato lo scatolone giusto, ritagliate una porticina quadrata o rotonda sulla parte frontale del contenitore.

Se il gatto è anziano, vi consigliamo di incidere l’apertura partendo da terra, onde evitargli ostacoli all’ingresso. Se il micio è giovane e vivace, amerà sicuramente intrufolarsi in un buco tondo a mezza altezza. Chiaramente l’apertura dovrà essere abbastanza larga per permettere al quadrupede di accedere al rifugio senza difficoltà.

Inserite all’interno della casetta una comoda cesta di vimini o una cassetta di plastica con dentro qualcosa di morbido e caldo che funga da materasso, come per esempio un cuscino, una copertina o un maglione.

A questo punto siete liberi di decorare e di personalizzare l’esterno della scatola a vostro piacimento o in base all’arredamento della casa. Potete colorarla (usando colori atossici), rivestirla con dei tessuti o attaccarci sopra dei materiali in stile patchwork.

Se il vostro gatto ama guardarsi attorno mentre si sta rilassando, ritagliate delle finestrelle, così potrà osservare l’ambiente esterno dal rifugio.

Se al contrario l’animale ama isolarsi quando si riposa, potete fissare una piccola tendina all’ingresso della scatola, per offrire maggiore privacy.

Per far sì che il micio si adatti alla nuova cuccia, inserite al suo interno qualche oggetto che abbia il vostro odore o i suoi giochini preferiti; ciò lo aiuterà ad ambientarsi più rapidamente.

 

 

Tenda per gatti

Se il vostro micio è un tipetto vivace e avventuroso, potrebbe apprezzare una stilosa tenda da camping fatta su misura per lui! Realizzarla è molto semplice, basta recuperare un vecchio maglione o una maglietta, delle grucce in fil di ferro, una spilla da balia, un cuscino o una copertina.

Per cominciare modellate le grucce creando due strutture ad arco che si incrociano; in questo modo otterrete lo scheletro portante della tenda. Verificate che la struttura a X sia solida e fissatela bene con del nastro adesivo, per evitare che il rifugio collassi sul gatto.

Chiaramente, tenete sempre in considerazione le dimensioni dell’animale, in maniera da creare uno spazio abbastanza ampio per farlo stare comodo.

Modellate dei piedini alla base della tenda, piegando le estremità degli archi, in questo modo rafforzerete l’intera struttura. Successivamente avvolgete i piedini con del nastro adesivo, onde evitare che il micio si faccia male con parti appuntite e taglienti.

Fate scorrere il maglione o la T-shirt sugli archi, fino a ottenere la cupola del rifugio. Tendete per bene la maglietta, facendo attenzione a posizionare l’apertura del collo sulla parte frontale. Questa fungerà da ingresso della tenda.

Una volta teso per bene l’indumento, chiudete le estremità con una o due spille da balia. In questo modo sarà facile rimuovere il tessuto quando dovrete lavarlo.

Posizionate il rifugio su una base morbida (un cuscino o una copertina), al fine di offrire all’animale un lettino comodo e accogliente. 

Anche in questo caso, aggiungete all’interno della cuccia qualcosa che abbia il vostro odore oppure dell’erba gatta, così da rendere la tenda ancora più invitante.

 

Cuccia maglione

Se avete un gatto che ama rilassarsi e avere sempre tutto sotto controllo, una cuccia aperta è proprio quello che ci vuole! Vi basterà recuperare dall’armadio un vecchio maglione e trasformarlo in un giaciglio comodo e accogliente.

Tanto per cominciare assicuratevi che l’indumento abbia le maniche lunghe, perché queste andranno a creare il contorno della cesta.

Cucite per bene le maniche lungo i fianchi della maglia fino all’altezza dei gomiti. A questo punto piegate la base dell’indumento sulla pancia e proseguite a cucire le maniche formando un anello.

Continuate a cucire sigillando l’apertura base del maglione e fate lo stesso unendo le due aperture delle maniche l’una con l’altra.

Imbottite internamente la cesta ottenuta con dei vecchi indumenti, degli stracci o della lana. Fate attenzione a modellare per bene la cuccetta in fase di ”farcitura”, al fine di ottenere una struttura morbida e allo stesso tempo omogenea e compatta. A questo punto sigillate la scollatura del maglione e il gioco è fatto!

Ricordate che più saranno precise le cuciture e maggiore sarà la resistenza della cuccia.

 

 

Suggerimenti utili

1 – Se il gatto non è convinto della sua nuova cuccia, associatela a qualcosa che gli piace, come del cibo, dei giochi, dell’erba gatta o qualche oggetto che abbia il vostro odore.

2 – Se avete dei bambini, fatevi aiutare nella realizzazione della cuccia; potrebbe rivelarsi un’operazione divertente per tutti, micio compreso!

3 – Cercate di abbinare i colori della cuccia fai da te a quelli dell’arredamento di casa, così creerete anche un’armonia estetica nell’ambiente.

4 – Potete cimentarvi nel creare delle cucce artigianali per i micetti più sfortunati e donarle ai gattili o alle associazioni di volontari.

5 – Lasciate che il vostro gatto si abitui gradualmente al nuovo rifugio. Potrebbe essere necessario un po’ di tempo affinché ciò avvenga, in quanto prima di accettarlo, l’animale deve testarlo e sentirsi tranquillo al suo interno.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Ecco una serie di suggerimenti utili per viaggiare sicuri e tranquilli insieme ai nostri amici a quattro zampe.

 

Quando arriva l’estate gli italiani non vedono l’ora di pianificare le proprie ferie in ogni dettaglio! E le famiglie che hanno degli animali domestici come si preparano? Chiaramente c’è chi si organizza interpellando dog sitter, cat sitter, pensioni per animali, amici, parenti, ecc. Ma c’è anche chi non si separerebbe mai dal proprio amico peloso e pertanto decide di renderlo partecipe delle proprie vacanze portandoselo appresso.

A questo proposito vi suggeriamo dei consigli per rendere il tragitto in auto il più tranquillo e sereno possibile, sia per voi e sia per fido e micio.

 

1 – Il trasportino

Se il vostro compagno di viaggio è un micio, vi consigliamo di utilizzare un pratico trasportino. In questo modo, anche se l’animale dovesse agitarsi durante il tragitto, potrete tenerlo sotto controllo, evitando che gironzoli liberamente sui sedili. Infatti ciò potrebbe essere pericoloso e metterebbe a repentaglio la sua sicurezza e quella dei passeggeri.

Affinché il quadrupede si abitui alla gabbia, lasciatela in giro per casa qualche settimana prima della partenza. Il felino sarà libero di entrarvi e uscirvi quando vuole, percependo il trasportino come un rifugio sicuro. 

Diversamente, potete optare per delle comode cucce per gatti vendute online, ma solo se siete certi che il vostro amico peloso sia tranquillo e che tolleri bene il trasporto in automobile. In questo caso potrete utilizzare un accogliente giaciglio privo di copertura e di sportello di chiusura.

Per quanto riguarda il cane, la scelta di usare o meno un trasportino, dipende molto dalla sua taglia, dal carattere dell’animale e dallo spazio che avete a disposizione nell’abitacolo o nel bagagliaio della macchina.

 

 

2 – Controllo della temperatura

Evitate di tenere l’aria condizionata troppo alta, in quanto, una volta usciti dall’automobile, lo sbalzo termico sarebbe eccessivo e creerebbe uno shock termico dannoso sia per voi e sia per il vostro animale. Meglio aprire un po’ i finestrini per far circolare aria ma se proprio volete utilizzare il climatizzatore, impostatelo su una temperatura accettabile e non polare.

 

3 – Le soste

Questo è un punto fondamentale, specialmente se in macchina trasportate un cane. Cercate di fare delle soste frequenti, in modo da far sgranchire le zampe al quadrupede e da permettergli di espletare i suoi bisogni. Durante queste pause, assicuratevi che l’animale beva e dategli sempre acqua fresca, così potrà idratarsi correttamente e riprendersi dallo stress del viaggio.

 

4 – I gatti e il buio

I gatti necessitano di stare tranquilli durante un viaggio in macchina e per fare sì che ciò accada, vi suggeriamo di tenerli al buio. Coprite il trasportino con un asciugamano, lasciando scoperto un lato in modo da far circolare correttamente l’aria nella gabbietta. Qualora la temperatura all’interno della macchina fosse troppo alta, potete inumidire il panno di copertura con dell’acqua, che rinfrescherà l’aria nel box.

 

5 – Cinture di sicurezza

Come per le persone anche gli animali devono utilizzare le cinture di sicurezza. Se usate un trasportino, assicuratelo per bene al sedile, in modo da non farlo ballare durante il tragitto. Se invece il cane ha un guinzaglio, legate anch’esso al sedile, affinché l’animale sia protetto da eventuali frenate brusche.

Ciò non toglie che al di là di queste precauzioni, il quadrupede deve essere comunque controllato, anche per verificare le sue condizioni emotive e di salute durante il viaggio.

 

6 – Il bagagliaio

Se possibile, evitate di far viaggiare il vostro animale nel bagagliaio, in quanto lo esporrebbe maggiormente a dei rischi, come per esempio un eventuale tamponamento.

 

7 – I sedili

Per evitare che i vostri animali sporchino i sedili della macchina, vi suggeriamo di proteggerli con dei teli o dei copridivano (meglio se impermeabili), che potrete tranquillamente sbattere all’aperto e lavare in lavatrice. Così facendo, non vi ritroverete peli, terra o altri detriti sparsi nell’abitacolo dell’automobile.

 

8 – La lettiera per il gatto

Per ciò che riguarda la lettiera del micio, assicuratevi di utilizzare un trasportino abbastanza ampio che vi consenta di introdurre all’interno una cassettina per i bisogni. In questo modo la vaschetta occuperà solo parte della gabbia e permetterà al gatto di avere lo spazio necessario per accoccolarsi.

 

9 – Digiuno

Onde evitare che l’animale soffra il mal d’auto, vi consigliamo di tenerlo a digiuno 6 o 8 ore prima della partenza. Se il viaggio è lungo, potrete concedere al quadrupede qualche piccolo spuntino (preferibilmente secco) durante le soste.

 

10 – Come rilassare il cane

Se fido è particolarmente agitato, potete utilizzare qualche goccia d’olio essenziale alla lavanda, che si rivelerà utile per far calmare il cane. Qualche settimana prima della partenza, mettete una goccia d’olio sulle mani, magari prima di uscire a fare una passeggiata con l’animale. L’odore percepito, verrà associato a una cosa positiva e pertanto lo rasserenerà appena si ripeterà l’esperienza olfattiva in macchina.

 

11 – Spray per il gatto

Il gatto soffre il mal d’auto molto più del cane e per questo motivo è meglio prevenire eventuali disagi prima che si manifestino durante il tragitto. In commercio esistono degli spray specifici a base di feromoni, che se spruzzati un quarto d’ora prima della partenza nel trasportino, aiutano il felino a rilassarsi.

 

12 – Il finestrino

Assicuratevi che l’apertura dei finestrini in macchina non sia abbastanza larga da far passare la testa del cane o da far uscire il gatto qualora decidesse di scappare. Per rinfrescare fido, potete utilizzare un vaporizzatore con dell’acqua, facendo attenzione a non bagnare le orecchie. 

Se le orecchie sono molto umide e all’interno dell’abitacolo filtrano spifferi d’aria, questi potrebbero provocare all’animale una brutta otite. Evitate anche di far sporgere la testa al cane fuori dal finestrino, in quanto potrebbe esporsi a infezioni polmonari o causarsi lesioni uditive.

 

13 – Oggetti familiari

Per rendere il viaggio meno stressante a fido e micio, portate in viaggio qualcosa a loro familiare, come la loro copertina o i loro giochini preferiti. Ciò li farà sentire più a casa e di conseguenza li rilasserà.

 

 

14 – Mai soli in macchina

Evitate di lasciare i vostri animali soli in auto durante le soste. Potrebbero essere esposti a diversi rischi come: colpi di sole, disidratazione, soffocamento, attacchi di panico, rapimenti e altri pericoli.

 

15 – Il veterinario

Prima di partire, consultate sempre il vostro veterinario di fiducia, per una visita di controllo e un check-up completo dell’animale. In questo modo sarete certi che il vostro amico a quattro zampe è in perfetta salute ed è in grado di affrontare un viaggio in auto insieme a voi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Tra falsi miti e pubblicità ingannevoli, è allerta alimentare anche per i nostri amici animali.

 

Nell’ultimo periodo, le case italiane che ospitano un felino sono aumentate in maniera esponenziale, e tra i principali obiettivi dei padroni c’è anche quello di fornire all’animale un’alimentazione completa ed equilibrata. In merito al pet food, in effetti, se ne vedono e sentono di tutti i colori, e tra miti da sfatare e spot pubblicitari ingannevoli, diventa sempre più difficile scegliere con consapevolezza il cibo da somministrare al proprio gatto, soprattutto se non si sa come destreggiarsi tra prodotti industriali e cucina casalinga.

Sebbene il tema dell’alimentazione per cani e gatti sia oltremodo complesso, di recente è stata lanciata un’allerta alimentare anche in merito ai prodotti per animali, che riguarda tutti i paesi, compresa l’Italia.

In realtà, individuare un ottimo cibo per gatti (ecco la lista dei migliori prodotti), che sia prima di tutto di qualità e sicuro per la sua salute, non è poi così complicato: non occorrono particolari competenze scientifiche né specifici strumenti di analisi, poiché basta dare un’occhiata all’etichetta e alle altre indicazioni riportate sulla confezione. Tuttavia, anche in questo caso vale la regola “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio”, perché non tutti i produttori rispettano le regole e, di conseguenza, non è detto che la lista degli ingredienti, obbligatoria per legge, sia esente da qualche piccola magagna.

 

Il cibo fatto in casa è migliore del pet food?

Molti padroni sono convinti che preparare in casa il pasto per il proprio gatto è la soluzione migliore per garantirgli il giusto apporto di nutrienti attraverso l’utilizzo di ingredienti sicuri e di qualità. Questa convinzione deriva dal luogo comune secondo cui il cibo preconfezionato è inadatto a soddisfare i suoi fabbisogni nutrizionali, oltre a contenere diverse sostanze, come additivi e conservanti, ritenute dannose per la sua salute.

Ma se da un lato è vero che i felini hanno esigenze molto diverse rispetto a quelle degli esseri umani e dei cani, che variano in base all’età, al peso e allo stile di vita, dall’altro uno dei principali rischi legati a una dieta casalinga è quello di offrire all’animale un’alimentazione sbilanciata, con tutte le eventuali ripercussioni sul suo stato di salute generale nel medio-lungo periodo.

Il cibo fatto in casa spesso non è completo di tutti i nutrienti di cui necessita, e il motivo è da ricercarsi proprio nell’eterogeneità delle sostanze da bilanciare: aminoacidi, acidi grassi, fibre, vitamine, minerali… inserire tutti questi elementi in un’unica dieta potrebbe risultare abbastanza difficile e si potrebbe correre facilmente il rischio di somministrare in percentuale maggiore alcuni nutrienti a discapito di altri, con la conseguente comparsa di malattie e disturbi vari.

Ci preme, pertanto, sfatare il mito secondo cui crocchette e cibo in scatola sono il male assoluto: sebbene la maggior parte venga realizzata con scarti alimentari e appetizzanti artificiali, si tratta pur sempre di alimenti completi, poiché studiati per fornire ai nostri amici animali tutto ciò di cui hanno bisogno per condurre una vita sana e regolare, con costi variabili in base alla qualità delle materie prime utilizzate, proprio come accade con i nostri prodotti.

 

 

Una questione di legge

Un’altra credenza popolare relativa al pet food è quella secondo cui le materie prime contenute nel cibo preconfezionato non sempre corrispondono a quanto dichiarato sulla confezione: è opinione comune, infatti, che dietro agli ingredienti riportati in etichetta ce ne siano altri abilmente occultati dai produttori. Non tutti, però, sanno che per le aziende è praticamente impossibile percorrere questa strada senza incappare nelle severe sanzioni previste dai regolamenti vigenti in materia di sicurezza e etichettatura alimentare.

La normativa europea relativa al pet food (la cosiddetta General Food and Feed Law) sancisce, infatti, il livello di qualità e sicurezza delle materie prime impiegate che, oltre a essere sottoposte ad attenti controlli, devono provenire solo dalla macellazione di animali dichiarati idonei al consumo umano dal Servizio Veterinario Nazionale.

La legge, inoltre, fornisce ai consumatori tutti gli strumenti necessari per effettuare una valutazione attenta delle caratteristiche del prodotto: basti pensare, per esempio, all’obbligo del produttore di indicare sulla confezione se si tratta di un alimento “completo”, ossia capace di coprire l’intero fabbisogno nutritivo del felino, o “complementare”, cioè da utilizzare come integrazione alle diete casalinghe o ai comuni croccantini.

Ovviamente, è importante anche consultare il proprio veterinario di fiducia, che grazie alle sue competenze sarà in grado di stabilire l’idoneità dell’alimento alle caratteristiche fisiche e patologiche dell’animale.

 

Gatti e intolleranze alimentari

Proprio come gli esseri umani, anche i gatti possono manifestare una o più intolleranze alimentari verso determinati cibi presenti nella loro dieta. Spesso si tratta di una predisposizione naturale legata alla razza o al sesso, ma il più delle volte a metterci lo zampino sono anche altri fattori, come malattie, stress, vita sedentaria o alterazioni della flora batterica intestinale.

È importante, però, non confondere le intolleranze alimentari con le allergie vere e proprie, sebbene i sintomi siano piuttosto simili: dermatiti, prurito incoercibile, vomito, diarrea e così via. L’intolleranza alimentare, in effetti, è una reazione avversa dell’organismo a specifiche proteine contenute in determinati alimenti, per cui non dipende tanto dalla quantità di cibo somministrata all’animale, quanto invece dal tipo di alimento ingerito, ed è chiaro che anche l’assunzione di una piccola percentuale della sostanza incriminata potrebbe scatenare un’immediata e pericolosa risposta del suo sistema immunitario. 

Inoltre, possono manifestarsi in modo improvviso, nel senso che il felino potrebbe diventare intollerante a un determinato alimento da un giorno all’altro anche se era solito mangiarlo regolarmente da parecchio tempo.

 

 

La giusta dieta

Come comportarsi, dunque, se il nostro gatto presenta tutti i sintomi di un’intolleranza alimentare? Sicuramente, un esame allergologico può essere di grande aiuto per stabilire le cause di allergie e intolleranze, ma il più delle volte il metodo di elezione dei medici veterinari è l’adozione di una dieta privativa, nota anche come dieta a eliminazione. Questa tecnica è sicuramente meno invasiva rispetto ai comuni test clinici e consente di determinare il nesso tra la somministrazione di determinate sostanze e la comparsa di specifici disturbi fisici.

Il principio su cui si fonda questa dieta è che il gatto non dovrebbe manifestare reazioni avverse nei confronti di un alimento che non ha mai ingerito prima, e al termine di questo trial diagnostico si potrà elaborare una dieta personalizzata di mantenimento volta a limitare l’alimentazione alle sole fonti proteiche tollerate dal suo organismo.

Inoltre, è possibile mantenere in remissione il gatto sia facendo ricorso a specifiche diete ipoallergeniche proposte dalle aziende produttrici di pet food sia attraverso l’alimentazione casalinga, che dovrà comunque garantirgli un apporto bilanciato di vitamine, minerali e acidi grassi. 

Tuttavia, potrebbe capitare che il felino sviluppi una reazione avversa anche alle fonti proteiche presenti nella dieta di mantenimento, nel qual caso sarà necessario sottoporre l’animale a un ulteriore test analitico per trovare il “responsabile” di questa nuova intolleranza. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Dal pet food industriale all’alimentazione biologica, anche per il nostro amico felino è necessario prestare attenzione a quello che mangia.

 

Per chi possiede un cane o un gatto, la sicurezza alimentare è un argomento molto importante che non va mai preso sotto gamba. Ma cosa contengono davvero le crocchette e i cibi umidi che mettiamo nelle ciotole dei nostri felini? E i costi sono realmente proporzionati alla qualità degli ingredienti utilizzati?

Chiunque abbia un gatto sa bene quanto sia difficile appagarne il palato, dato che, a differenza del “coinquilino” cane, non è facile comprenderne appieno i gusti e i bisogni nutrizionali. Malgrado la sua domesticazione, non ha variato in modo significativo le sue abitudini alimentari, tanto è vero che ancora oggi la sua fonte principale di nutrimento restano le proteine animali. Nulla di nuovo in effetti, visto che si tratta pur sempre di un carnivoro la cui dieta in natura si basa quasi esclusivamente su prede vive, come topi, uccelli e piccoli rettili.

Per garantirgli una corretta alimentazione anche tra le mura domestiche, è fondamentale quindi capire quali sono le sue esigenze nutrizionali, soprattutto se il menù settimanale della sua dieta non prevede un’ampia varietà di alimenti freschi ma un largo utilizzo di crocchette e cibo in scatola. Con questa breve guida vogliamo fare chiarezza sugli ingredienti contenuti nel cibo preconfezionato per gatti, e lo faremo in maniera molto approfondita, entrando anche un po’ nel merito di quella che è la logica delle lobby del pet food industriale.

 

L’appetibilità della dieta

Se fino a qualche anno fa i croccantini erano considerati il miglior cibo per i nostri amici a quattro zampe, da un po’ di tempo a questa parte, complice anche una maggiore consapevolezza dei proprietari, si tende a prestare maggiore attenzione sulla qualità degli ingredienti contenuti, in modo da capire se possono davvero contribuire a migliorare lo stato di salute generale del proprio animale.

 

 

In effetti, la scelta del miglior cibo per gatti non deve basarsi solo su spot pubblicitari e su quanto dichiarato dalle aziende produttrici ma deve tenere conto anche delle tabelle analitiche riportate in etichetta che, per legge, devono indicare cosa effettivamente contengono questi alimenti.

Tuttavia, per nutrire al meglio il proprio gatto è fondamentale anche capire come percepisce i sapori, tenendo presente che nel felino il senso del gusto è sviluppato in modo del tutto diverso rispetto all’uomo e al cane. I numerosi calici gustativi presenti sulla sua lingua gli consentono di analizzare con assoluta precisione il sapore dei cibi e di scartare sistematicamente quelli non graditi. È bene sottolineare, però, che il gatto, a differenza del bipede umano e del collega a quattro zampe, ha un minor numero di papille gustative: se ne contano poco più di 400 a fronte delle 1.700 del cane e delle 9.000 degli esseri umani.

Questo significa che l’animale è in grado di percepire indistintamente i quattro gusti base (l’amaro, il dolce, il salato e l’aspro) ma con qualche piccola differenza: sono poco sensibili ai sapori dolci e hanno una maggiore sensibilità verso i cibi acidi o amari. Questo gli permette di identificare le sostanze che potrebbero essere nocive per il suo organismo, in modo da difendersi dalle tossine presenti in un determinato alimento.

Oltre che sugli ingredienti, la scelta deve quindi basarsi anche sull’appetibilità del cibo e sull’odore emanato, che è il principale parametro di selezione del felino. Se il profumo delle crocchette è molto invitante, il gatto sarà incoraggiato a consumarle anche se sono di per sé poco gustose.

 

Impariamo a leggere l’etichetta

Uno degli elementi più importanti da considerare quando si tratta di scegliere il miglior cibo per gatti è la lista degli ingredienti che, insieme alla tabella nutrizionale, è obbligatoria per legge e, pertanto, deve essere sempre presente sulla confezione. Leggere attentamente le etichette permette, non solo di capire cosa si sta dando al proprio animale, ma anche di reperire tutte le informazioni utili sulla qualità degli ingredienti utilizzati, e magari anche di scoprire qualche piccolo “escamotage” che le aziende produttrici mettono in atto per nascondere eventuali frodi alimentari.

Il testo di legge di riferimento è il Regolamento CE 767/2009, secondo cui le materie prime impiegate per produrre il cibo industriale per cani e gatti – da notare come la normativa non parli di “ingredienti” come negli alimenti umani ma di “materie prime” intese come scarti dell’industria alimentare – devono sempre essere indicate in etichetta in ordine decrescente.

Questo significa che il primo ingrediente che troviamo sulla lista è presente in quantità maggiore rispetto agli altri, sebbene l’azienda non abbia l’obbligo di precisarne le relative percentuali. La regola, però, trova la sua eccezione in merito ai cosiddetti ingredienti caratterizzanti, ossia quelli che caratterizzano il mangime. Per farvi un esempio, se sulla confezione viene indicato il salmone come componente principale, diventa obbligatorio per il produttore specificarne la percentuale.

Visto, poi, che il fabbisogno nutrizionale dell’animale varia in modo significativo in base agli anni di vita, sulla confezione deve essere indicata anche l’età del gatto – cucciolo, adulto o anziano – e non è raro trovare anche indicazioni relative alla razza e al suo stile di vita.

Esistono, poi, prodotti specifici per gatti sterilizzati o castrati, quelli “light” pensati per animali obesi o in sovrappeso, e finanche mangimi formulati per curare e prevenire determinate patologie, come il diabete e le infezioni delle vie urinarie.

 

 

Cibi biologici anche per i gatti

Amare il proprio gatto non vuol dire solo garantirgli coccole e cure quotidiane, ma anche prestare maggiore attenzione alla sua alimentazione. Il suo benessere psicofisico dipende anche da quello che mangia ogni giorno, ma è anche vero però che una dieta sana e bilanciata potrebbe non bastare per garantirgli una vita lunga e serena.

In un’era sempre più “green” dove la maggior parte dei consumatori decide di acquistare cibi biologici per salvaguardare la propria salute e quella dell’ecosistema, la prassi dell’alimentazione naturale sta prendendo piede anche nel settore del pet food.

Come già anticipato, la maggior parte del cibo industriale per cani e gatti viene realizzato utilizzando gli scarti delle grandi industrie alimentari, ma in commercio fortunatamente esistono anche mangimi biologici che si distinguono per la qualità delle materie prime impiegate e per il maggiore rispetto verso l’ambiente e gli animali.

Tuttavia, le crocchette naturali non sono tutte uguali e per essere sicure e soprattutto salutari per i nostri amici a quattro zampe devono contenere solo ingredienti di provenienza biologica e certificata. La maggior parte degli alimenti per gatti, in effetti, è ricca di taurina, fibre, vitamine e minerali, ma non tutti sono privi di sostanze ritenute dannose, come additivi, conservanti, coloranti e aromi artificiali.

Ecco perché è fondamentale acquistare un prodotto naturale e completo sotto il profilo nutrizionale che sia stato prodotto rispettando i dettami della produzione biologica, con severi controlli lungo tutta la filiera. Scegliendo un mangime biologico, quindi, non si correrà il rischio di far assumere al proprio gatto sostanze inutili o addirittura nocive per il suo organismo, senza contare il fatto che tutti i prodotti provenienti da agricoltura biologica sono a basso impatto ambientale e quindi rispettosi dell’ecosistema.