Ultimo aggiornamento: 06.07.20

 

Ogni giorno i cani da salvataggio lavorano fianco a fianco con l’uomo per soccorrere vite umane ovunque ce ne sia bisogno. Conosciamo insieme questi eroi.  

 

Al mare, in montagna, in campagna o in città, quotidianamente i cani da salvataggio affiancano l’uomo per soccorrere vite in pericolo o per cercare persone scomparse. Spesso in TV si sente parlare di quadrupedi che compiono salvataggi eroici in contesti abbastanza difficili, come per esempio durante degli incendi o in casi di disastri causati da calamità naturali.

Fido è un collaboratore affidabile e un soccorritore impareggiabile ma prima di tutto è un amico fedele. Infatti diverse volte accade che l’animale sacrifichi la propria vita nel tentativo di salvarne un’altra. 

Per quanto riguarda le unità cinofile addestrate, queste generalmente appartengono a razze adatte fisicamente e predisposte caratterialmente a questo tipo di operazioni di soccorso. Si tratta di quadrupedi che vengono addestrati a intervenire in situazioni particolarmente difficili.

Infatti viene insegnato loro a restare focalizzati sull’obiettivo, a non farsi distrarre dal caos e a non cedere alla paura. Chiaramente il rapporto tra l’addestratore e Fido è molto forte ed è caratterizzato da un legame simbiotico di reciproca fiducia.

 

Cani da salvataggio

 

Come abbiamo anticipato, alcune razze canine sono più predisposte di altre a diventare dei cani da salvataggio. Tuttavia il concetto di “razza” col tempo è stato parzialmente superato come fattore determinante per addestrare un quadrupede a effettuare un certo tipo di operazioni. 

Infatti oggi la razza non è altro che una delle tante variabili che può portare all’individuazione di un buon cane da soccorso. Innanzitutto è importante che l’animale dimostri un carattere molto equilibrato e che dia prova di grande resistenza nel sopportare le fatiche delle operazioni nelle quali questo viene impiegato.

Ovviamente non deve mancare un ottimo livello di socievolezza con l’uomo, elemento fondamentale per instaurare un rapporto empatico e simbiotico tra Fido e il suo operatore.

I cani da salvataggio appartengono ai gruppi volontari della Protezione Civile e vengono utilizzati su larga scala, in diversi contesti di soccorso. Ma non è tutto! 

Ci sono anche diversi corpi militari che hanno le loro unità cinofile e ognuna di queste viene impiegata in specifiche operazioni a servizio dello Stato: antidroga, soccorso alpino, antiterrorismo, anticontrabbando, ecc.  

 

Cani da soccorso in acqua

Le unità cinofile impiegate nei salvataggi in acqua sono nate ufficialmente nel 1988. L’addestratore Ferruccio Pilenga e il suo cane Mas sono stati la prima coppia che ha dato origine a questo gruppo di soccorso. 

Lo stesso Pilenga ha fondato la SICS (Scuola Italiana Cani Salvataggio), la più grande organizzazione sul territorio nazionale dedicata all’addestramento dei cani e dei loro conduttori alle operazioni di soccorso nautico.

I requisiti necessari che un cane deve possedere per accedere alla formazione sono: ottime abilità natatorie e peso corporeo non inferiore ai 30 kg. Gli esemplari addestrati al salvataggio acquatico, possono effettuare delle operazioni sorprendenti, come per esempio la rianimazione in acqua, che risulterebbe impossibile senza l’aiuto di Fido.

Questi animali danno notevole prova di potenza e di resistenza, infatti un quadrupede da salvataggio acquatico è addirittura capace di trainare una piccola imbarcazione con a bordo 20/30 persone. Inoltre, un quadrupede ben addestrato può coprire a nuoto distanze che vanno da 300 m a 4 km.

Tra le varie performance, questi eroi a quattro zampe possono lanciarsi in acqua da un elicottero oppure viaggiare tranquillamente su motoscafi e motovedette della Guardia Costiera.

Nonostante la scuola non faccia distinzioni di razze (purché i quadrupedi abbiano i requisiti giusti), i cani più idonei all’addestramento risultano: i Terranova, i Landseer e i vari tipi di Retriever.

 

Cani da soccorso in montagna

I cani impiegati per il soccorso in montagna, noti anche come “cani da valanga”, alle spalle hanno una storia abbastanza lunga. Questi quadrupedi venivano addestrati già agli inizi del XX secolo e il loro pioniere è stato Barry, un esemplare di San Bernardo delle Alpi svizzere vissuto nei primi del ‘900.

L’animale fu protagonista di centinaia di operazioni di soccorso che lo resero leggendario. Purtroppo morì sul campo, proprio durante una missione di salvataggio che non gli lasciò scampo. Il San Bernardo divenne talmente popolare che la popolazione decise di farlo imbalsamare e di esporlo nel Museo di Storia Naturale di Berna, dove ancora oggi è possibile ammirarlo.

Per addestrare un cane a questo tipo di missioni di salvataggio, è necessario cominciare la sua formazione fin dai primi sette mesi di età. Il training è molto lungo e complesso, infatti tra le tante cose l’animale dovrà imparare ad affinare le sue capacità olfattive, fino a riuscire a fiutare la presenza di corpi umani sotto la neve. 

Inoltre il rapporto d’intesa e di coordinazione tra conduttore e cane deve svilupparsi alla perfezione. Di solito le razze maggiormente impiegate nelle operazioni di soccorso in montagna sono: il San Bernardo, il Pastore Belga, il Pastore Tedesco, il Collie e il Retriever.

I corsi di addestramento in Italia si tengono presso la Scuola Unità Cinofile Ricerche in Valanga, che fa parte del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico).

 

Le unità cinofile della Protezione Civile

I cani di salvataggio della Protezione Civile sono addestrati a intervenire in aiuto dell’uomo anche in caso di grandi catastrofi. Ogni anno questi quadrupedi vengono impiegati per svolgere ricerche di persone disperse, nella speranza di trovarle quanto prima e ancora in vita.

Un esempio abbastanza recente caratterizzato da un grande spiegamento di unità cinofile per il ritrovamento e il recupero di dispersi, lo abbiamo avuto in occasione dell’ultimo terribile terremoto in Abruzzo.

Anche in questo caso non esiste una razza più idonea di un’altra per le missioni di salvataggio; tuttavia il cane deve avere una stazza corporea media, che gli permetta di muoversi con facilità su ogni tipo di terreno, specialmente tra le macerie.

L’ACDC (Addestramento Cani da Catastrofe) è un’associazione ONLUS che si occupa della formazione delle unità cinofile e dei conduttori volontari. Questi ultimi devono imparare a leggere le carte topografiche, a usare le radio per comunicare e i vari sistemi GPS.

Tutto ciò per essere in grado di affrontare una ricerca in un’area ben delimitata e di prestare tempestivamente un primo soccorso alla persona in difficoltà. I nostri amici a quattro zampe possono diventare dei veri e propri angeli custodi e mettere a nostra disposizione le loro migliori abilità, allo scopo di salvare vite umane.

Prendersi cura di Fido

Come abbiamo visto i cani hanno molto da offrire all’uomo ed è nostro preciso dovere prenderci cura di loro e non fargli mancare nulla. Ricordate di monitorare periodicamente il loro stato di salute e quando andate dal veterinario, trasportate l’animale in totale sicurezza. 

A tal proposito date un’occhiata alle gabbie per cani vendute online, potrete trovare il modello che può fare al caso vostro.

 

 

 

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