Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Se avete optato per tenere una lettiera in casa, anche se si tratta di un cane, dovrete operare una pulizia adeguata per evitare l’accumularsi di cattivi odori

 

Esattamente come accade per il gatto, se decidete di utilizzare una lettiera per il vostro cane, dovrete provvedere a una pulizia adeguata per non fare in modo che il cattivo odore stagni in casa. La stessa cosa va fatta anche se pensate di collocarla al di fuori, per esempio in giardino: il cane dovrà andare ogni volta in un luogo pulito, per evitare di sporcarsi e, quindi, anche di sporcare il vostro appartamento.

Ma come fare per garantire un ambiente asettico all’animale? Vediamo insieme quali trucchi possono essere utili per eliminare ogni traccia di sporco.

 

Pulire una lettiera fai da te

Partiamo subito con la soluzione più facile, ma che non è sempre a disposizione di tutti: la lettiera in un luogo aperto. Se avete un giardino o un pezzo di terreno nel quale il cane può correre liberamente, avete già risolto metà del problema. L’accumulo di cattivi odori in casa è scongiurato, ma questo non vuol dire che non dobbiate comunque provvedere alla pulizia.

Se la lettiera è un buco scavato nel terreno, avrete provveduto a riempirlo di trucioli di legno, che sono in grado di assorbire i liquidi. Una buona idea è quella di cambiarli periodicamente, in modo che non ristagnino e che non perdano il loro potere, con il passare del tempo.

Un’altra soluzione può essere quella di mettere una griglia che raccolga gli escrementi solidi, così da rimuoverli facilmente ed evitare l’accumulo di cattivo odore in giardino. Ricordate di delimitare un’area tale da essere riconosciuta dall’animale, che così si abituerà a utilizzare quella porzione di terra, evitando di spargere un po’ dappertutto i suoi bisogni.

 

 

La lettiera in casa

Quando, per motivi dovuti al tempo o all’assenza di un angolo verde, dovete collocare la lettiera in casa, le accortezze da seguire diventano molte di più. Se avete optato per una versione fai da te, il problema potrebbe essere ridotto al minimo.

Infatti è possibile scegliere di creare una lettiera usa e getta, da eliminare per intero tutti i giorni: questa soluzione non è però opportuna se non avete tempo da dedicare a una faccenda del genere, quindi utilizzate questa opzione solo in situazioni estreme.

In base al tipo di lettiera per cani che scegliete, la pulizia cambia: parliamo, per esempio, di quella che differisce di poco dal modello per gatti. Consta appunto in una vaschetta, da riempire con la sabbia adeguata, ovvero quella per cani, che è più assorbente rispetto a quella impiegata per i mici.

Il primo elemento da considerare sono le dimensioni: devono essere tali da garantire al cane il giusto spazio per muoversi e, quindi, anche per espletare i suoi bisogni. In caso contrario, potrebbe fare tutto al di fuori della lettiera, costringendovi a pulire molto più di quanto vi aspettate.

Eliminare gli escrementi da questa tipologia è molto facile: basterà cambiare ogni giorno la sabbietta e pulire periodicamente anche il fondo e i lati della vaschetta, per evitare l’accumulo di cattivi odori. Una soluzione intelligente è anche quella di inserire qualche cucchiaio di bicarbonato al suo interno, in modo da aumentare il potere assorbente della sabbietta.

Per la detersione è consigliabile una mistura di acqua, aceto di mele e sale disciolto, che non solo elimina i batteri ma dona un buon odore alla vaschetta. Ci sono poi altri modelli di lettiera, come quella con erba sintetica, che sono costituiti da strati, per cui rendono più facile la pulizia.

Solitamente hanno un primo livello, costituito appunto dall’erba, un secondo da una grata e il terzo, dove si accumula l’urina. Basterà separarli ogni giorno e pulirli anche con semplice acqua e sapone, soprattutto se il vostro cane è un cucciolo e ancora non produce escrementi di grandi dimensioni.

 

 

Gli incidenti di percorso

Potrà forse esservi utile anche sapere come pulire eventualmente quando il cane non vuole proprio saperne della vostra nuova soluzione: anche se avete scelto una delle lettiere per cani più vendute, quindi più apprezzate del web, il vostro animale può non gradirla e decidere di espletare i suoi bisogni in posti disparati.

Ciò che vi raccomandiamo di fare è di non usare mai la candeggina per pulire: il cane potrebbe infatti associarla all’urina e in lui si rafforzerebbe l’idea di dover andare sempre in quel punto a fare la pipì o, peggio, la pupù.

Per neutralizzare l’odore prediligete quindi sostanze come l’aceto e il bicarbonato, magari disciolte in una soluzione con acqua, in modo da rimuovere il cattivo odore senza utilizzare detergenti aggressivi anche per il pavimento.

Ma cosa fare se il cane va a fare i suoi bisogni sul divano? Se è sfoderabile, avete risolto metà del problema: potete mettere il rivestimento in lavatrice e lasciare un bel mucchietto di bicarbonato sulla macchia, che potrà così essere assorbita.

Se invece non è sfoderabile, dovrete strofinare con olio di gomito per fare in modo che l’odore e la macchia vadano via. Esistono in commercio molti prodotti specifici che possono essere di grande aiuto in situazioni del genere.

 

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Può accadere che la presenza di animali domestici comporti anche la creazione di cattivo odore. Vediamo insieme alcuni metodi per eliminarlo

 

Se pensate che basti acquistare la migliore lettiera per cani o gatti in commercio per evitare il problema del cattivo odore, purtroppo vi sbagliate. Questo fenomeno può verificarsi in seguito a diverse vicende, per cui non è sufficiente utilizzare un solo metodo per tutti i casi.

Vediamo insieme quali sono le occasioni che possono venire a crearsi e quali soluzioni siano le più efficaci per non incontrare troppa difficoltà nel rimuovere il problema.

 

Un detersivo naturale

Se il vostro animale è molto piccolo e ancora non abituato alla lettiera, può capitare che faccia la pipì o gli escrementi in posti diversi da quello nel quale dovrebbe. Ciò può accadere anche quando il cane o il gatto si spaventano: in questo caso può espletare le sue funzioni ovunque capiti, senza pensare che non si tratti proprio della lettiera.

Il problema nasce dal fatto che l’animale tende a fare nuovamente i bisogni dove ne sente l’odore: se volete evitare che prosegua a comportarsi così, e quindi a non usare la lettiera, dovrete eliminare ogni traccia con un buon detersivo fatto in casa.

 

 

Non basta infatti accendere un deodorante di quelli a candela oppure spruzzare del profumo: bisogna prima di tutto rimuovere interamente la pipì o gli escrementi, utilizzando della carta assorbente o anche dei giornali. Potete farvi aiutare anche da un aspirapolvere, meglio se di quelli preposti per i liquidi, evitando invece le cosiddette vaporelle, in quanto questo elemento non farebbe altro che far impregnare ancora di più l’ambiente di cattivo odore.

A questo punto preparate una soluzione di acqua calda, aceto e bicarbonato di sodio, da spruzzare direttamente sulla superficie: non solo il cattivo odore andrà via ma avrete anche igienizzato la zona grazie all’azione antibatterica delle componenti utilizzate.

Se il luogo dell’incidente è un tappeto, potrete usare anche un deodorante specifico per problemi del genere, seguendo accuratamente tutte le istruzioni indicate sul flacone.

 

Il bicarbonato di sodio

Una vera panacea in diverse occasioni e per vari problemi, il bicarbonato di sodio risulta essere un buon alleato anche in questo caso. Prima di tutto è possibile unire questa sostanza alla lettiera che siete soliti usare: così facendo gli odori verranno assorbiti e l’aria risulterà più pulita.

Lo stesso discorso può essere fatto per tutti quei mobili, magari rivestiti e imbottiti, come il divano, sui quali il cane o il gatto amano trascorrere del tempo. Per rimuovere l’odore del quale sicuramente si sarà impregnato il tutto, basterà ricoprire la superficie con del bicarbonato, lasciarlo agire, e poi passare l’aspirapolvere per rimuoverlo.

Lo stesso rimedio può essere utilizzato quando il cane o il gatto urinano fuori dalla lettiera: basta coprire tutto con il bicarbonato, aspettare che assorba l’urina, poi rimuovere tutto con un panno per risolvere il problema.

Ancora, è possibile mettere il bicarbonato all’interno di una ciotola all’aria aperta, per fare in modo che funga da assorbiodori naturale e che rende l’aria di casa più respirabile.

 

Un occhio alla pulizia

Sembra scontato, invece è importante provvedere alla pulizia del proprio animale domestico come anche di tutti gli oggetti che usa, dai giochi alle ciotole. Ricordate quindi di lavare e disinfettare i contenitori nei quali mettete l’acqua e le crocchette, come anche le palline, le corde e tutto ciò con cui si diverte a trascorrere il tempo.

Se ha una cuccia, naturalmente è importante provvedere alla disinfezione di questa zona, che si impregnerà prima di altre dell’odore del proprio animale. Anche se è vero che il cane ha bisogno di sentire che gli oggetti abbiano la propria impronta, questo non può implicare il non curarsi della pulizia di tutto ciò con cui viene a contatto.

In questo modo non solo renderete l’ambiente più vivibile ma garantirete anche all’animale di non entrare a contatto con germi e batteri.

 

Mai trascurare una buona alimentazione

Forse non ne tenete conto, ma il cattivo odore causato dall’animale può essere dovuto anche all’alimentazione scorretta. Se il cane o il gatto mangia un po’ ciò che capita, questo si ripercuote anche sul sudore e sull’alito, come quindi anche sul pelo.

Ricordate quindi di nutrire bene l’animale, per preservare il suo stato di salute, e anche di curare la sua igiene orale, sia per una questione di buon alito, sia perché in questo modo eviterete problemi alla bocca del vostro amico.

 

Il lavaggio

Un’altra accortezza riguarda la cura del pelo dell’animale, che dovrà essere spazzolato almeno una o due volte a settimana, a seconda della lunghezza dei peli e di quanti tende ad accumularne.

Lavarlo è anche una buona soluzione: se non volete affidarvi a una toilette per cani, potrete anche farlo in casa utilizzando prodotti specifici che non gli facciano del male. 

 

Se avete il condizionatore in casa

Un aspetto da non trascurare è anche l’eventuale presenza dei condizionatori in casa: l’odore degli animali può infatti raggiungere i filtri di questi dispositivi, rimanendovi intrappolato. Meglio quindi optare per un sistema che monti quelli HEPA, in grado di raccogliere una maggiore quantità di particelle e di rendere l’aria più pulita e respirabile.

Provvedete inoltre alla pulizia periodica di tali elementi, per garantire anche ai vostri polmoni di non inalare batteri pericolosi per la salute.

 

 

Dipingere le mura

Alcuni utenti hanno trovato un buon modo per eliminare gli odori semplicemente dipingendo la propria casa con vernice lavabile: il cane o il gatto sono soliti strofinarsi e quindi lasciano il loro odore anche sulle pareti.

Inoltre, utilizzare un pulitore con enzimi, prima di imbiancare, può rimuovere tutte le tracce lasciate dal cane o dal gatto, che così non verranno fissate con la successiva verniciatura.

 

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Non sempre è possibile portare il cane a spasso: come fargli fare i suoi bisogni in casa, senza che sporchi? Ci pensa la lettiera 

 

Può capitare di non stare bene o che il tempo sia talmente piovoso da non consentire di uscire: come fare, allora, a portare a spasso il cane, che deve espletare i suoi bisogni? Per questa ragione esistono diverse lettiere per cani vendute online (ecco i migliori modelli), che aiutano a risolvere il problema. Ce ne sono davvero di diverse, alla portata di tutte le esigenze.

Alcune sono caratterizzate da una griglia, che ha lo scopo di trattenere i solidi e di renderne più semplice l’eliminazione. La parte sottostante invece può essere svuotata e riutilizzata più volte. Altri modelli prevedono la presenza di erba sintetica, facile da lavare dopo un po’ di usi, che non trattiene il cattivo odore.

Se non avete problemi a spendere, infine, ci sono quelle in vera erba, che però sono monouso e quindi devono essere gettate dopo poco. Se tutte questa soluzioni non vi soddisfano e amate fare da soli, potete pensare di crearne una con il fai da te. 

Vediamo insieme come.

 

La lettiera base

Un metodo molto semplice per creare una lettiera per cani è quello di servirsi di una porzione di un angolo verde che si ha a disposizione fuori casa. Basterà prendere le misure, partendo dalle canoniche 1 x 1 m per un esemplare di piccola taglia.

Se il cane è invece più grande, sarà sufficiente aumentare il perimetro (quindi 1,5 x 1,5 cm e così via) per garantirgli uno spazio sufficiente all’interno del quale muoversi. Una volta delimitati i confini, bisogna scavare una fossa nella quale inserire della segatura o dei trucioli di legno, che permetteranno ai liquidi di essere assorbiti dalla terra sottostante.

Potrete anche inserire sul fondo una lettiera in metallo, da collegare magari a un cavo, così da sollevarla con più facilità e pulirla ogni volta con una bella spruzzata di acqua. Anche se siete all’aperto, può capitare che il cattivo odore si accumuli: a questo punto l’acqua non sarà più sufficiente e ci vorrà dunque un po’ di aceto o, nei casi peggiori, una bella dose di candeggina.

Potrete creare una cornice con dei mattoni, in modo da delimitare la zona e da renderla riconoscibile anche al vostro cane.

 

 

La lettiera in casa

Se lo spazio a disposizione non vi consente di avere o di posizionare una lettiera direttamente in giardino, dovrete optare per quella in casa. Sarà quindi importante scegliere bene i materiali, soprattutto perché il cattivo odore tenderà a diffondersi molto più che all’esterno.

La base deve essere in plastica o metallo, ovvero materiali che non rischiano di causare perdite. Potrete quindi anche acquistare la classica vaschetta per lettiera dei gatti, a meno che il vostro esemplare non sia molto grande. 

A questo punto potrete scegliere se collocare all’interno dell’erba sintetica, vera o la sabbietta. La scelta dipende soprattutto dall’età e dall’educazione del cane: se si avvicina per la prima volta a questo oggetto, potrebbe avere bisogno di essere educato al suo uso. In questo caso è preferibile un materiale naturale come l’erba, che gli ricordi il più possibile il vero ambiente nel quale è solito espletare i suoi bisogni.

Se fate questa scelta, però, considerate che non si tratterà di una lettiera riutilizzabile, perché l’erba seccherà, oltre a impregnarsi di urina e feci. Se optate per quella finta, potete pensare di collocare al di sotto una griglia, che lasci passare giù il liquido trattenendo i solidi.

In ogni caso, è importante provvedere giornalmente alla pulizia del prodotto, perché la casa si impregnerà dell’odore forte degli escrementi, se lasciato così com’è per qualche giorno.

Per questo motivo vi consigliamo, se possibile, di tenerla almeno su di un balcone, evitando di dover ricorrere poi ad altre soluzioni, a volte dispendiose, per eliminare i cattivi odori.

 

Vale la pena o no?

Se il vostro pensiero è quello di risparmiare, con la costruzione di una lettiera per cani in casa, dobbiamo affermare che non si tratta proprio di questo. Se avete già del materiale a disposizione, perché amate riciclare, probabilmente non dovrete effettuare altre spese che possano incidere sul vostro budget.

Facciamo presente però che il lavoro dovrà essere eseguito alla perfezione, in modo da assicurare l’igiene che volete garantire a voi e al vostro animale, specialmente se la lettiera deve essere messa in casa e non in giardino.

Un modo per migliorare le prestazioni del prodotto che volete costruire da soli può essere quello di inserire delle traversine, che assorbano una quantità di urina tale da garantire l’assenza di cattivi odori. Basterà poi rimuoverle e gettarle, guadagnando anche tempo e quindi riducendo le operazioni di pulizia della lettiera.

 

 

Attenzione ai cani maschi

Per fare in modo che il cane maschio si abitui bene alla lettiera che avete appena costruito, sarà opportuno collocare al suo interno una torretta, che ricordi un albero, dove l’animale è solito fare la pipì.

In questo modo potrà pensare di trovarsi all’esterno e quindi gli sembrerà molto più facile abituarsi a fare i bisogni anche in un posto che non è collocato all’esterno. Questo particolare non è affatto poco importante, anzi: può aiutarvi a non dover perdere troppo tempo con un cane restio o che non è ben abituato a espletare i bisogni in un ambiente chiuso.

 

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Cappotti per cani – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Il cappotto è un indumento che risulta utile anche per i nostri amici animali. I cani con poco pelo, anziani o piccoli, hanno bisogno di una protezione in più per non ammalarsi, specialmente se vivono in un appartamento e sono disabituati al freddo esterno. Prestate attenzione alla stagione nella quale volete usarlo: d’inverno è preferibile un modello imbottito. Se pensate di incontrare spesso la pioggia, optate per un rivestimento impermeabile e magari per un cappuccio. Come deve vestire il cappotto per non dar fastidio al cane? Consultate la nostra guida per avere qualche indicazione in merito. Intanto, ecco qui un anticipo le nostre preferenze. Ci ha convinto Masta WDC, ideale sia per proteggere il cane, grazie alla sua imbottitura, sia per ripararlo dalla pioggia, perché impermeabile. La presenza di strisce riflettenti garantisce ancora di più l’incolumità dell’animale. Subito dopo viene Hugooo HDC202BK, pensato per i cagnolini di taglia media o grande. Può essere facilmente indossato, grazie alla presenza di parti in velcro.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior cappotto per cani

 

Anche se il cane è abituato all’aria aperta, se vive essenzialmente in appartamento può avere bisogno di un cappotto che lo aiuti a sopportare la temperatura esterna, alla quale non è più avvezzo. Ci sono molti modelli presenti sul mercato, che vi permettono di operare una scelta ragionata in base alle esigenze del vostro amico a quattro zampe.

Consultate la nostra guida per avere le idee più chiare sui criteri adatti e da seguire nella scelta. La migliore marca sarà quella dal prezzo più concorrenziale a fronte di una qualità ineccepibile.

 

                                                                    

Guida all’acquisto

 

Il modello

Abituare il proprio cane al cappotto non è un’operazione semplice: per molti potrebbe essere vissuto come una costrizione. Per questo motivo è opportuno rendere questa esperienza come un gioco, magari offrendogli una ricompensa se accetterà di indossarlo senza storie.

Nella nostra classifica più in basso troverete diversi modelli indicati per cuccioli, cani anziani, di pelo corto e, in generale, che tendono ad ammalarsi per predisposizione o razza. Un animale domestico, inoltre, abituato a stare sempre in casa, sviluppa una quantità di pelo inferiore a quello che invece può usufruire di un bel giardino.

Ricordate però di non optare per un modello che tenda a ridicolizzarlo: si tratta di animali intelligenti, che devono essere messi nelle condizioni di vivere in totale serenità. Tenendo poi conto del fatto che il pelo bagnato fa cattivo odore, se siete soliti portarlo a passeggio anche quando piove, è preferibile optare per una versione impermeabile, che lo protegga da eventuali malanni.

 

Per chi è indicato

Molti padroni di cani di piccola taglia propendono all’acquisto di un cappotto che possa fare da scudo per la loro salute: specialmente coloro che sono soliti rasare il pelo dell’animale (vedi il barboncino) o che possiedono una razza che ha poca peluria.

È importante che i cuccioli siano dotati di questo accessorio, indispensabile per evitare che uno sbalzo di temperatura li faccia ammalare. Non esistono però solo cappotti per cani piccoli: possono essere reperiti anche modelli di media o grande misura.

Un animale con il pelo corto, come il boxer, potrà avere giovamento da una copertura, così come uno che ha subito un’operazione o ha perso la peluria in seguito a una malattia. Le razze che hanno già un sottopelo in grado di proteggerle non hanno necessità di un cappotto, che diventerebbe così solo un ingombro.

Pensiamo all’Husky o al San Bernardo che, per sua natura, si adatta perfettamente al clima rigido.

I materiali

Se siete soliti confrontare i prezzi, valuterete non solo il risparmio ma anche la qualità del cappotto, che può essere in cotone, lana o acrilico, a seconda della stagione durante la quale lo utilizzerete. Prendete bene le misure di collo, petto e vita, per far sì che il vostro amico si senta comodo al suo interno.

Fate attenzione a non scegliere un modello dotato di parti facilmente staccabili e ingeribili, come le cerniere, per non minare la sua incolumità. La recensione di altre persone, che hanno acquistato il cappotto scelto da voi, può essere un discrimine importante che vi faccia rendere conto della validità o meno del prodotto.

 

I migliori cappotti per cani del 2019

 

Qui potete trovare i cinque modelli che abbiamo ritenuto essere i migliori tra quelli venduti online. Date un’occhiata ai nostri consigli d’acquisto e fate una comparazione dei vari prodotti per individuare quali cappotti per cani comprare.

 

Prodotti raccomandati

 

Masta WDC

 

Alcuni cani hanno una particolare necessità di essere protetti dagli sbalzi tra la temperatura interna e quella esterna, specialmente nel periodo più freddo. È quindi opportuno procurarsi uno dei migliori cappotti per cani tra quelli presenti in commercio.

Il modello di Masta ci ha convinto più di tutti per il buon rapporto qualità/prezzo e per la versatilità dovuta alla sua composizione. L’esterno è infatti in nylon impermeabile, ideale per evitare che una pioggia improvvisa possa cogliere il nostro amico.

Le strisce riflettenti sulla parte anteriore inoltre aiutano a far distinguere il cucciolo anche da lontano, scongiurando brutti incidenti. L’interno è arricchito da pelo sintetico, che tiene caldo il corpo dell’animale anche in condizioni climatiche non proprio favorevoli.

Sono disponibili diversi colori e taglie, che però non soddisfano proprio tutti gli utenti. Molti ritengono che il prodotto vesta una taglia in più e consigliano appunto di acquistare una misura inferiore rispetto a quella calzata dal proprio amico.

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Hugooo HDC202BK

 

Chi ha una bestiola di taglia media o grande, può non trovare facilmente il modello giusto per il suo animale. Uno dei migliori cappotti per cani del 2019 è quello di Hugooo, pensato proprio per soddisfare le esigenze di questa fetta di utenza.

Si tratta infatti di un prodotto lungo 57 cm, dotato di un elastico collocato nella zona petto che lo fa estendere tra gli 82 e i 100 cm. Non tutti i consumatori riscontrano la giusta corrispondenza con la taglia del proprio animale, per cui è consigliabile prendere bene le sue misure per non fare un acquisto inutile.

Farlo indossare a un labrador, per esempio, sarà molto semplice, grazie alla presenza di diverse aperture con il velcro. La parte esterna in nylon è impermeabile, oltre che caratterizzata da strisce catarifrangenti, per assicurare l’incolumità del vostro cane.

Quella interna è invece imbottita in pile, ideale per mantenere il calore costante e non far raffreddare l’animale.

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Legendog 2 pezzi Cotone

 

Se siete alla ricerca di uno dei cappotti per cani piccoli tra i migliori in commercio, potreste essere convinti dalla proposta di Legendog. L’azienda propone infatti un set composto da due magliettine e un tappetino felpato.

Con un solo acquisto è quindi possibile avere a disposizione diversi capi, che terranno al caldo il vostro cagnolino dato che, internamente, sono costituiti da pile. Il materiale esterno è invece il cotone, traspirante e morbido, che resisterà ai vari lavaggi senza perdere il suo colore.

Gli utenti che l’hanno scelto si sono detti molto contenti di poter cambiare spesso cappotto al proprio cane, con il bonus di una copertina da utilizzare da sola o come rivestimento per la cuccetta. Le taglie disponibili sono due: S e M, che potrete verificare se corrispondono a quella del vostro cane, grazie alle misure indicate dall’azienda.

I colori delle due magliette sono il rosso e il blu, mentre quello della coperta non è selezionabile.

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YiJee cappuccio

 

Non è forse uno dei prodotti più venduti ma può risolvere i vostri dubbi se non sapete come scegliere dei buoni cappotti per cani tra quelli presenti sul web. YiJee offre la possibilità di dare al proprio animale un aspetto elegante, grazie al modello proposto, che rende entusiasti tutti gli acquirenti che lo hanno preferito.

Si tratta di una giacca ideale per la stagione autunnale o invernale: la qualità del tessuto e dell’imbottitura appare valida e destinata a durare a lungo, nonostante il prezzo basso. Il cappuccio è imbottito con del pelo ed è utile anche a proteggere la testa del cucciolo dalla pioggia o da un clima rigido.

Molto particolare la presenza dei bottoni e del fiocchetto, che lo rendono un prodotto ancora più bello da far indossare e da vedere. I colori a disposizione sono due, il rosa e il marrone, per associare il cappotto anche al sesso dell’animale.

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EQLEF Impermeabile

 

Concludiamo la nostra rassegna con una delle offerte più valide tra quelle che abbiamo potuto esaminare. EQLEF® propone un cappotto che è più una giacca a vento, indicata per i cuccioli che devono affrontare intemperie come la pioggia.

Questo modello è in panno impermeabile ed è dotato di un pratico cappuccio che può riparare anche la testa del vostro amico. Alcuni utenti suggeriscono di prendere bene le misure, dato che il prodotto sembra vestire una taglia in meno.

La pratica chiusura con i bottoni è molto utile per impedire che si sfili inavvertitamente: dato che l’imbottitura è assente, l’azienda suggerisce di utilizzarlo per le razze a pelo lungo, che non hanno bisogno di calore aggiuntivo.

Molto apprezzata la presenza del foro, nel quale può essere inserito il guinzaglio del collare, di modo da portare a spasso il vostro amico in tutta tranquillità. Buono il prezzo, specialmente in rapporto alla sua resistenza.

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Come utilizzare un cappotto per cani

 

Quando ci capita di vedere per strada un cane con un bel cappotto pensiamo subito a quanto sia tenero e carino; ma, al di là del lato puramente estetico, si tratta davvero di un accessorio utile?

Il cane è un animale che ha sempre vissuto all’aperto ed è abituato a sopravvivere anche alle temperature più estreme, si pensi ad esempio agli Husky in Antartide.

Quando, invece, gli animali sono abituati a vivere in casa, gli sbalzi di temperatura potrebbero costituire un pericolo per la loro salute, specialmente in inverno quando vengono accesi i riscaldamenti.

Quindi, se avete a cuore il benessere del vostro amico a quattro zampe, un cappotto che lo protegga gli dimostrerà tutto l’amore che nutrite per lui.

 

 

Quale scegliere

Il capo deve avere alcune caratteristiche ben precise, affinché possa essere adatto al vostro fido compagno. Per prima cosa non deve essere troppo stretto perché potrebbe limitare i suoi movimenti e tenterà di strapparselo via a morsi, ma nemmeno troppo largo, altrimenti non servirebbe a proteggerlo dal freddo e dal vento.

Per la scelta del modello, invece, il mercato offre davvero un’ampia selezione di articoli: alcuni coprono solo il torace e la pancia, altri sono più integrali e riescono a vestire anche le zampe, e poi ci sono le classiche mantelline.

Ad ogni modo, qualunque sia la vostra preferenza, l’importante è che l’accessorio sia il più comodo possibile e che non ci siano oggetti appuntiti o penzolanti che possano costituire un pericolo.

 

Il tessuto

I cappottini sono indicati per i cani a pelo corto o che vengono rasati con una certa frequenza e per quelli più anziani. Ne è, invece, sconsigliato l’uso per gli animali dotati di pelliccia e sottopelo, come un San Bernardo o un Pastore dei Pirenei, in quanto hanno già un “cappotto naturale” che li proteggerà dalle basse temperature.

La scelta del tessuto, invece, dipende dal periodo in cui avete intenzione di utilizzarlo. Tuttavia, considerate che il cane di per sé ha una temperatura corporea più alta rispetto alla nostra (di circa 38°C); quindi un cappotto troppo imbottito, anche se indossato in inverno, potrebbe essere comunque fastidioso per il vostro cane. Il cotone è, invece, ideale quando il clima è più mite, mentre con un tessuto impermeabile potrete portarlo a spasso anche quando piove.

Tenete presente, però, che proprio come gli esseri umani anche gli animali potrebbero essere allergici ad alcuni tessuti, quindi vi consigliamo di ponderare bene sulla scelta dei materiali e magari di chiedere consiglio al vostro veterinario.

Infine, la stoffa dovrebbe essere particolarmente resistente e a prova di morso ed è sempre meglio scegliere un modello che sia facilmente lavabile anche in lavatrice.

 

 

Accessori e coordinati

Anche il vostro cane può essere alla moda grazie ai simpatici coordinati disponibili in commercio che comprendono anche un guinzaglio e/o un cappellino abbinato al cappotto. Un accessorio molto funzionale è, poi, il cappuccio che, oltre ad essere trendy, potrebbe rivelarsi utile durante le giornate uggiose.

Più versatili, infine, sono gli indumenti double fase che possono essere indossati in entrambe i versi e con colori e trame diverse su ogni lato, così che il vostro cane possa sfoggiare un look nuovo in ogni occasione.

 

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Giubbotti salvagente per cani – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

I cani di piccola taglia possono avere qualche difficoltà a nuotare correttamente, per cui è preferibile utilizzare dei giubbotti che li aiutino a stare a galla. Questi salvagenti possono essere utili per garantire l’incolumità dell’animale: è importante selezionare la giusta misura per far sì che il prodotto sia comodo per chi lo indossa. I materiali devono essere resistenti e antiabrasione, per non rovinarsi stando a mollo nell’acqua. La guida che abbiamo ideato per voi ha lo scopo di aiutarvi a fare la giusta scelta: consultatela per avere qualche idea in più. Intanto, ecco quali sono i modelli che abbiamo preferito. Quello più valido, secondo noi, è Julius-K9 IDC® 3 in 1, in neoprene resistente a usura e strappi. Grazie alle cinghie in velcro può essere regolato al corpo dell’animale. Subito dopo poniamo Baltic 0432, che soddisfa molti utenti per la sua struttura solida. È disponibile in diverse taglie, per cui ideale per ogni razza.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
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Come scegliere il miglior giubbotto salvagente per cane

 

Anche se i cani sanno nuotare, alcuni di loro possono avere difficoltà nello stare a galla. A questo scopo è utile acquistare un giubbotto salvagente che può far stare più tranquilli voi e i vostri amici a quattro zampe.

La nostra guida analizza tutte le caratteristiche che un buon modello deve avere. Confrontate i prezzi dei prodotti che vi convincono di più per trovare quello che rientra nel vostro budget.

 

Guida all’acquisto

 

Le misure

Se state cercando la migliore marca in commercio, c’è un aspetto che non dovete trascurare e che è basilare nella scelta del giusto giubbotto salvagente per cane: la possibilità di selezionare una taglia. Solitamente può essere individuata in base alla misura della circonferenza del torace e al raffronto con le indicazioni dell’azienda produttrice. Alcune permettono di acquistare un modello regolabile, che può risultare utile per chi ha più cani e vuole utilizzare il salvagente con ognuno di loro.

Altre ditte basano le loro taglie, invece, sul peso del vostro amico, per cui basta farlo salire sulla bilancia per determinare quale modello scegliere. È importante che il salvagente non copra l’attacco della coda, dato che è indispensabile per permettergli di muoversi in acqua.

Le recensioni di chi ha già acquistato la tipologia scelta da voi, possono essere utili a determinarne la validità, mettendo in luce pregi e difetti.

 

Materiali e modelli

Il giubbotto salvagente per cane più valido è quello fabbricato con materiali resistenti, ancora meglio se antiabrasione. Tra tutti quelli presenti sul mercato è preferibile spendere un po’ di più per assicurarsi la qualità e stare tranquilli mentre il vostro amico è in acqua.

Un elemento molto valido è il nylon, che regge bene alle trazioni e rimane saldo addosso al cagnolino. In ogni caso, è bene controllare che si tratti di un prodotto che non si scolli o si rompa, creando una situazione di pericolo.

Il modello dipende molto dalla corporatura e dalla taglia del cane: quelli più piccoli saranno sicuramente aiutati da questo sostegno, che dovrà essere scelto appositamente per le loro dimensioni. Quelli che hanno la testa pesante possono stare comodi se si opta per una tipologia “a bavaglio”.

In casi del genere infatti il peso potrebbe far scendere il capo sott’acqua, facendoli affogare. Le razze più snelle non corrono questo rischio e possono utilizzare qualsiasi tipologia di salvagente.

Optional e colori

Se vi preoccupate per il prezzo, perché non volete spendere troppo, potete selezionare un modello base, che non sia dotato di accessori. Tuttavia alcuni di essi sono abbastanza importanti e possono aumentare il livello di sicurezza.

La presenza della maniglia sulla schiena è fondamentale per controllare situazioni di pericolo e aiutare il cane in difficoltà. L’anello per il guinzaglio è un plus che può permettervi di tenere il cucciolo vicino a voi e non farlo scappare.

Le tonalità da preferire sono quelle molto accese e catarinfrangenti, di modo da far individuare anche da lontano chi lo indossa. Più in basso trovate la classifica dei modelli che abbiamo preferito: datele un’occhiata per trovare quello più indicato alle vostre esigenze.

 

I migliori giubbotti salvagente per cane del 2019

 

Qui di seguito troverete i cinque modelli più validi tra quelli venduti online. Consultate le nostre recensioni e fatene una comparazione, per individuare quale giubbotto salvagente per cane comprare.

 

Prodotti raccomandati

 

Julius-K9 IDC® 3 in 1

 

Chi sa come spendere bene il proprio denaro, cerca un prodotto in grado di soddisfare diverse esigenze. Ecco perché, nella classifica dei migliori giubbotti salvagente per cani del 2019, mettiamo in prima fila quello di Julius-K9.

Questo modello ha infatti tre funzioni: può essere usato come ausilio per la deambulazione di cani anziani o che hanno subito degli interventi, come mantella impermeabile per le uscite o, appunto, per sostenere il vostro amico quando è in acqua grazie all’imbottitura estraibile.

Il neoprene che lo costituisce è il materiale usato per creare le mute da sub, per cui molto resistente all’usura e agli strappi. Le taglie disponibili variano dalla S alla XL e la ditta offre una tabella grazie alla quale confrontare le misure del vostro cane con quelle disponibili.

La cinghia in velcro è perfettamente regolabile al ventre dell’animale, di modo che si senta comodo quando lo indossa. Utile anche la presenza degli occhielli in metallo per fissare il guinzaglio. Unica pecca: il prezzo abbastanza alto ma buono se si pensa alla versatilità e alla qualità dell’oggetto.

In cima alla nostra guida per scegliere il miglior giubbotto salvagente per cani troviamo questo prodotto particolarmente ingegnoso. Eccone un breve quadro riepilogativo.

 

Pro

Multifunzione: Si tratta di un modello originale perché versatile. Infatti può essere usato anche come ausilio per cani anziani o che hanno subìto interventi, come mantella protettiva impermeabile quando si esce, oltre che come vero e proprio giubbotto per l’acqua.

Neoprene: Il materiale utilizzato è il neoprene, lo stesso impiegato per le mute da sub perché è particolarmente resistente agli strappi e all’usura.

Taglie diverse: Questo giubbotto è disponibile in diverse taglie, dalla S alla XL, e l’azienda opportunamente indica le misure corrispondenti al torace dell’animale per non sbagliare acquisto.

Regolabile: Le cinghie possono essere regolate al meglio alla pancia del cane e anche la maggiore o minore imbottitura inserita consente di dosare lo sforzo, in base al tipo di esercizio.

 

Contro

Prezzo: Prodotto di grande qualità, non è certo il più economico che puoi trovare in giro.

Acquista su Amazon.it (€71.05)

 

 

 

Baltic 0432

 

Quello di Baltic è uno dei modelli più venduti per il suo costo contenuto in rapporto alla bontà di fattura e materiali. Sono parecchi gli utenti che si dicono soddisfatti della sua struttura, che appare resistente a un uso continuo.

Le taglie disponibili vanno dalla S alla XXL, in base alla lunghezza della schiena e al peso dei cani. Avrete così due utili indicazioni per individuare quale è quella giusta per il vostro animale. Molto apprezzata la presenza delle cinghie, che permettono di regolare bene il salvagente alla corporatura e di far stare comodo chi lo indossa.

L’unico neo è l’assenza di un elemento che le fermi: qualche consumatore non gradisce che rimangano a penzoloni nell’acqua, in quanto potrebbero creare disturbo al cane. La maniglia collocata nella parte superiore è invece un particolare indispensabile per tenere fermo il vostro amico o soccorrerlo in un momento difficile.

I colori rosa e nero che lo caratterizzano sono ben visibili da lontano, come hanno potuto verificare alcuni utenti.

Come avrete notato, il nuovo giubbotto Baltic merita grande attenzione. Rivediamo allora i principali punti di forza e di debolezza.

 

Pro

Qualità/prezzo: Il giubbotto Baltic è stato molto apprezzato perché non costa tanto ma è realizzato con materiali resistenti e di qualità.

Colori: La combinazione di colori, nero e rosa, permette di individuare subito il giubbotto nell’acqua, anche da lontano.

Taglie: Come tutti i migliori modelli, anche questo è disponibile in diverse taglie, dalla S alla XXL, in modo da adattarlo perfettamente al proprio animale, anche tenendo conto che ci sono le cinghie regolabili.

Manico: La presenza del manico nella parte superiore è importante per tenere fermo il cane o soccorrerlo efficacemente in caso di problemi.

 

Contro

Fermo cinghie: Non essendoci un fermo per le cinghie, queste rimarranno penzoloni nell’acqua.

Acquista su Amazon.it (€31)

 

 

 

Mangostyle 11-MMIT-MA027

 

Risulta essere molto economico il prodotto di Mangostyle, il miglior giubbotti salvagente per cani per chi è alla costante ricerca di buone offerte. Il costo si mantiene infatti molto basso anche se scegliete la taglia più grande, a tutto vantaggio delle vostre tasche.

Il materiale utilizzato è un cotone adatto a galleggiare, resistente all’abrasione e rapido ad asciugare. Anche se molti utenti sostengono che non ci sia una perfetta corrispondenza tra le dimensioni indicate dall’azienda e i formati disponibili, è possibile servirsi delle cinghie per aggiustare il salvagente sul corpo del cane.

La maniglia collocata nella zona superiore è utile a trattenerlo in situazioni di emergenza ma anche ad appenderlo a una barca. I colori a disposizione sono vari, ma tutti hanno una vividezza che permette di distinguere da lontano il cane che lo indossa.

L’azienda assicura il rimborso in caso di insoddisfazione, anche se non tutti gli utenti sono contenti di dover pagare di tasca propria le spese di spedizione.

Facciamo adesso un breve riepilogo delle caratteristiche principali di questo giubbotto per cani disponibile in diverse combinazioni di colori.

 

Pro

Prezzi bassi: Il giubbotto commercializzato da Mangostyle può essere acquistato a un prezzo decisamente competitivo, ideale per chi non vuole spendere troppo per questo tipo di prodotti.

Materiali: Il prezzo è di prima fascia ma, come confermano i pareri degli utenti, i materiali utilizzati sono resistenti e di buona qualità.

Pratico: Disponibile in diversi colori, il giubbotto è pratico da indossare, le cinghie sono regolabili e non manca la maniglia per tenere ben saldo il proprio amico pelosetto.

Colori: C’è la possibilità di scegliere tra diversi colori in base ai gusti del padroncino, tutti però assicurano massima visibilità in acqua.

 

Contro

Taglie: Il giubbotto è disponibile in diverse taglie ma alcuni utenti segnalano che non sono corrispondenti alle dimensioni effettivamente indicate dall’azienda.

Acquista su Amazon.it (€20.99)

 

 

 

Ploopy Orange

 

Tra i nostri consigli d’acquisto non può mancare il giubbotto salvagente di Ploppy, in neoprene resistente all’acqua. Grazie a questo materiale il vostro cane potrà rimanere a galla senza affondare e godersi una bella nuotata.

Le taglie disponibili vanno dalla M alla XL: tuttavia, anche se l’azienda offre una tabella che vi permette di confrontare la corrispondenza con le misure del vostro animale, non tutti gli utenti se ne dicono soddisfatti. Pare che risulti infatti stretto per alcune razze, costringendo a effettuare la restituzione.

Le chiusure in velcro e i lacci in nylon permettono di farlo aderire meglio al cane, migliorandone la vestibilità e rendendolo tranquillo e a suo agio. Il rapporto qualità/prezzo risulta molto valido, dato che la bontà dei materiali incontra un costo conveniente un po’ per tutti.

Non si può scegliere il colore, perché è disponibile solo nella versione arancione, che risulta però facilmente individuabile anche a distanza.

Ecco un altro giubbotto apprezzato per il buon rapporto qualità/prezzo. Se non sapete dove acquistare questo modello, cliccando sul link verrete reindirizzati alla migliore offerta sul mercato online.

 

Pro

Conveniente: Il giubbotto è di buona qualità, realizzato con materiale morbido e leggero ma anche resistente e impermeabile. In più può essere acquistato a un prezzo molto molto conveniente.

Comodo: Il giubbotto non sembra irritare i cani che lo hanno indossato. Si infila in un attimo ed è facile da togliere.

Funzionale: Questo modello ha tutto quello che serve per garantire buoni risultati, per esempio il colore ben visibile, le fibbie regolabili e il manico sulla parte superiore.

 

Contro

Due taglie: Le taglie disponibili (attualmente) sono solo due, quindi potrebbe non essere quella più adatta al proprio animale.

Vestibilità stretta: Per di più, le taglie paiono rivelarsi molto strette, quindi bisogna fare attenzione: molto probabilmente occorrerà prendere la taglia superiore.

Acquista su Amazon.it (€19)

 

 

 

Japace® HS0218-Y-L

 

Se non sapete ancora come scegliere un buon giubbotto salvagente per cane, date un’occhiata anche al fanalino di coda della nostra classifica, che potrebbe essere proprio quello che cercate. Japace® propone un modello con bavaglio, ideale per gli animali con la testa molto pesante.

Grazie a questa sporgenza è infatti possibile bilanciarla ed evitare che il cane affoghi. Il prodotto è dotato di varie taglie, che vanno dalla S alla XL, e offre una tabella che aiuti a trovare quella giusta per il vostro amico, anche se talvolta sembra non essere sufficiente.

Realizzato in cotone resistente e adatto a galleggiare, è dotato di varie cinghie per fissare la struttura al corpo dell’animale, di modo da dargli maggiore comfort mentre lo indossa. La maniglia nella parte superiore è un particolare al quale si può difficilmente rinunciare, per essere ancora più sicuri e prevenire brutti incidenti.

Il colore giallo e la presenza di vari elementi catarinfrangenti sono un elemento in più che garantisce l’incolumità dell’animale, rendendolo visibile anche a grande distanza.

Abbiamo quindi visto un altro consiglio su quale giubbotto per cani comprare. Di seguito un breve elenco dei principali vantaggi e svantaggi del prodotto.

 

Pro

Sporgenza proteggi testa: Rispetto agli altri giubbotti salvagente per cani, questo modello spicca per la presenza di un inserto integrato, molto utile per il cane perché può appoggiare la testa e non affogare.

Colore: Il giubbotto ha le cinghie e il manico in alto per tenere fermo il cane e aiutarlo. È di colore giallo e gli elementi catarifrangenti aiutano a individuarlo immediatamente in qualsiasi condizione.

 

Contro

Misure: Come capita a volte, può non essere facile individuare con esattezza la misura corrispondente al torace del proprio cane.

Reso: Il giubbotto non costa molto, costa quasi di più fare il reso per chi non fosse soddisfatto.

Acquista su Amazon.it (€20.59)

 

 

 

Come utilizzare un giubbotto salvagente per cani

 

Se pensate di portare il vostro cane al mare, al lago o in barca, oggi potete farlo in tutta tranquillità e sicurezza equipaggiandolo con un giubbotto salvagente. Sebbene i nostri amici a quattro zampe sappiano nuotare, spesso non hanno una grande resistenza e, pertanto, l’uso di questi accessori potrebbe rivelarsi utile nel caso in cui cadano accidentalmente in acqua o si allontanino troppo dalla riva. In effetti, la loro principale funzione è quella di supportare il galleggiamento, consentendo all’animale una certa agilità nei movimenti e un’elevata visibilità anche in acque torbide.

Inoltre, potrete adoperare il salvagente anche per eventuali esercizi riabilitativi o di fisioterapia in acqua dopo un intervento chirurgico e anche durante le prime esperienze di nuoto assicurando al vostro cucciolo una presa sicura durante l’addestramento in sostituzione al guinzaglio.

 

 

Dimensioni

La prima cosa da fare prima dell’acquisto è accertarsi delle misure del proprio animale in modo che il capo non gli sia di intralcio e non ostacoli i suoi movimenti. Ricordate che i cani devono nuotare per rimanere a galla, quindi un giubbotto delle giuste dimensioni potrà garantirgli il giusto sostegno senza rappresentare un impedimento al suo sguazzare in acqua.

Ad ogni modo, la maggior parte dei prodotti disponibili fanno riferimento alla misura della circonferenza del torace, mentre altri rapportano le dimensioni al peso. Inoltre, è molto importante che l’accessorio non vada a coprire l’attacco della coda che viene utilizzata dai cani come un timone e che sia regolabile per adattarsi meglio alla sua taglia.

Per quanto concerne il modello, è bene valutare anche la corporatura del cane e le sue caratteristiche fisiche. Per quelli di taglia grande o in sovrappeso consigliamo di valutare una pettorina con bavaglio, in modo che l’animale spostando il peso e il baricentro in avanti durante le operazioni di nuoto, non corra il rischio di inalare acqua; per quelli più piccoli, un’imbracatura semplice con fibbie sotto il torace sarà sufficiente.

 

Sicurezza e resistenza

Attrezzare il proprio cane con un prodotto per la sua sicurezza è un’azione coscienziosa oltre che un grande gesto d’amore nei suoi confronti. L’imbracatura fornisce al cane protezione anche in situazioni di grande pericolo, quando si trovi in difficoltà o in caso di mare mosso e agitato. Inoltre, garantiscono sicurezza anche per i padroni che potrebbero rischiare di essere trascinati in profondità qualora il proprio cane rischiasse di affogare.

Per adempiere adeguatamente al proprio dovere il capo deve essere di buona qualità e realizzato con materiali resistenti che non tendano a rompersi o strapparsi, creando situazioni pericolose sia per il cane sia per il suo padrone.

 

 

Accessori e design

Quanto al design è possibile trovare dei particolari modelli molto funzionali e dalle tonalità colorate e divertenti, alle volte perfino con una coda di pesce o una pinna di squalo sul dorso per la gioia di tutti i bambini. Il nostro consiglio è comunque di preferire possibilmente tessuti catarifrangenti o comunque colori più sgargianti che permettano la massima visibilità in ogni situazione.

In merito agli optional ce ne sono di vario tipo, come il gancio per il guinzaglio o la pratica maniglia sulla schiena; l’importante è che non ci siano oggetti penzolanti o appuntiti che potrebbero risultare pericolosi per il vostro amico peloso.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Scegliere quello giusto può fare la differenza: vediamo insieme quali sono i modelli più indicati per i nostri amici pelosi!

 

Il collare elisabettiano è un prodotto a forma di imbuto, fatto in diversi materiali, che viene di solito consigliato, dagli esperti, ai cani che hanno subito forti traumi o lesioni gravi, per evitare che possano muovere la testa mordendo o leccando la parte ferita. Nel corso del tempo sono stati creati diversi modelli rispetto a quello originario e sono stati ideati anche alcuni modi intelligenti o alternativi di usarlo, per offrire al peloso il maggior comfort possibile.

 

Diversi modelli per ogni evenienza

Qual è il collare elisabettiano (controllare qui la lista delle migliori offerte) più venduto da usare per il vostro amico a 4 zampe? In molti sono a chiederselo, soprattutto perché in commercio ci sono tipologie differenti in base anche alla fascia di prezzo e alle misure che volete scegliere.

Il più conosciuto e anche il più economico presente in commercio è quello classico in plastica, che è disponibile in tutte le grandezze ed è molto resistente, per cui il cane difficilmente potrà romperlo o toglierlo. Nei modelli più recenti i bordi sono stati coperti da una leggera e morbida patina, in modo da evitare il contatto diretto tra il materiale duro e il pelo del cane.

La pecca di questo cono è però che il cane si trasforma in un essere più impacciato del solito, con poco equilibrio perché non ha visibilità, visto che è particolarmente rigido e potrebbe dargli molto fastidio.

In alternativa c’è il collare gonfiabile, che non ha la forma a imbuto come il primo, ma assomiglia più a un cuscinetto per la cervicale, che si può chiudere con un comodo strappo nella parte inferiore.

Essendo così versatile, garantisce una mobilità quasi completa al cane, che è anche più libero di vedere ciò che lo circonda, con il risultato che può anche trovarsi comodo e rilassato per diverse ore. La pecca è che potrebbe sgonfiarsi facilmente.

Infine c’è il collare in tessuto, particolarmente apprezzato per vari motivi, ad esempio perché non danneggia i mobili, non si rompe con un movimento brusco ed è facilmente lavabile in lavatrice oltre che riutilizzabile.

Tra i tre è uno dei modelli più consigliati, però dipende sempre dall’animale che avete in casa: per un gatto sarebbe più opportuno prenderne uno in propilene, semplice da mettere e da sfilare, oltre che antigraffio.

 

 

Come mettere il collare al cane e dove acquistarlo

Il collare elisabettiano può essere facilmente reperibile in qualsiasi negozio di animali attrezzato, o comunque è possibile averlo tramite il vostro veterinario. Consultarlo, prima di prendere questa decisione, è importante per capire se il vostro cane ne ha davvero bisogno o meno, evitando così di stressarlo.

Soprattutto per gli esemplari che non riescono a stare fermi e tendono ad agitarsi, è bene trovare anche la misura giusta: un collare troppo grande potrebbe renderli impacciati, o al contrario, uno troppo piccolo potrebbe causargli problemi respiratori e stress.

Inoltre, è bene che venga messo solo nei momenti in cui non potete tenerlo sotto controllo: se sta accanto a voi mentre leggete o siete impegnati al PC, vi basterà uno sguardo ogni tanto, ma in compenso lo aiuterete a mantenere la tranquillità giusta.

Inoltre, ricordate che non riesce a percepire bene ciò che lo circonda, e questo lo limita fortemente: non a caso, tenderà a sbattere di continuo contro porte e passaggi vari, e se non siete attenti potrà farsi anche male.

La fiducia è importantissima se volete che indossi il collare: se inizia ad agitarsi e dovete forzarlo non è un buon segno. Iniziate accarezzandolo e facendolo rilassare tra le vostre braccia, poi fategli annusare il nuovo strumento quasi come se fosse un gioco apposta per lui.

Se è ancora restio a metterlo, viziatelo con crocchette o con i suoi snack preferiti, e con un po’ di pazienza vedrete che si abituerà a questa nuova dimensione. Cercate sempre un tipo di collare che limiti al minimo il fastidio, sia per voi che per il vostro peloso: durante un viaggio, ad esempio, è preferibile quello in tessuto, che è facile da ripiegare e mettere dove meglio credete, senza ingombrare.

 

Creare un collare elisabettiano fai da te

Come agire quando è necessario un collare elisabettiano nell’immediato e non se ne hanno a disposizione? La soluzione è un pratico fai da te! I passaggi per crearne uno sono veloci e semplici.

Misurate con un metro da sarta la distanza tra la punta del naso del cane e il suo collo: per ottenere un buon collare, cercate di essere più precisi possibile. Prendete quindi un cartone spesso e flessibile e disegnate un semicerchio con un raggio di distanza di più di 5 cm.

Aiutandovi con uno spago, delineate un altro semicerchio che corrisponderà alla forma del collo del vostro animale, e poi ritagliate le due forme ottenute stando attenti ai contorni tracciati.

A questo punto, procuratevi una sagoma in plastica dura ma sottile, e tracciate con la matita la precedente forma avuta nel foglio di cartone. Sui due lati dritti praticate due fori distanti circa 1 cm, in cui far passare lo spago che vi servirà per allacciare il collare.

Per evitare che il bordo di plastica, a contatto con il collo del cane, lo ferisca perché affilato, con una spillatrice potete fissare, lungo tutta la circonferenza, un’imbottitura in tessuto o in altro materiale.

Passate infine un altro spago nella seconda serie di buchi, che vi servirà per tenere fermo il collare di fortuna e chiuderlo dopo averlo allacciato dietro il collo.

 

 

Quando e per quanto tempo il cane deve indossare il collare?

Come già detto, il collare elisabettiano è consigliato nei casi in cui ci sia una lesione più o meno grave ed esposta, che causa dolore o prurito al cucciolo e che lo porta a grattarsi e peggiorare la situazione.

Sarà il veterinario a stabilire per quanto tempo il cane dovrà portare lo strumento, in base all’entità della ferita ma anche al carattere del vostro peloso. Infatti, se il vostro amico tende ad agitarsi ed è irrequieto, allora dovrà portare il collare spesso, poiché sarà sempre tentato di graffiarsi o scorticarsi quando non ce l’ha.

Al contrario, se il peloso è di indole docile e tranquilla, e quando gli togliete l’imbuto non corre freneticamente a leccarsi, potete farglielo indossare solo quando siete fuori casa e non potete controllarlo costantemente.

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Aiutare il proprio peloso a stare meglio non è mai stato così facile: basta avere il tocco delicato e disinfettare bene per un risultato perfetto!

 

I cani sono un po’ come i bambini, amano divertirsi, stare all’aperto e giocare con i propri simili. Questo li fa diventare spericolati e molto spesso tendono a farsi male: che siano di taglia grande o piccola, anche la ferita più superficiale deve essere sempre disinfettata opportunamente, in modo da evitare che prenda infezione e porti a conseguenze più dolorose. Specialmente poi se sono profonde, curare il vostro amico è fondamentale per una buona guarigione.

 

Il primo passo è sapere come agire

Muovendosi e giocando, il primo segnale di allarme che il vostro cane potrebbe mandarvi è quello di un guaito, che, a seconda dei casi, va preso in attenta considerazione se volete valutare l’entità della ferita.

Se il lamento è acuto e non si ripete, è possibile che il cucciolo si sia semplicemente mosso in modo sbagliato ma senza alcuna conseguenza più grave. In caso contrario, soprattutto se vedete che il cane zoppica, fatica a stare in piedi o perde sangue, controllate al più presto la zona colpita per vedere quanto è estesa la lesione.

Una volta trovata, cercate di non toccarla a mani nude, indossate dei guanti e sciacquate la ferita applicando abbondante acqua ossigenata: in questo modo evitate di peggiorare la situazione causando infezione.

Spesso il cane, in situazioni di dolore e pericolo, si sente minacciato ed è in agitazione: è buona cosa mettetegli una museruola per evitare che vi morda durante il trattamento, oppure optate per un buon collare elisabettiano, che tenga fermo il muso il tempo necessario.

Inoltre, per applicare meglio il prodotto disinfettante, è sempre bene tosare o comunque accorciare i peli nella parte interessata con delle piccole forbici, perché usare un rasoio nel modo sbagliato potrebbe compromettere e allargare la ferita.

Se però vedete ossa, tendini, o comunque una forte fuoriuscita di sangue, è probabile che non possa essere adeguatamente curata in casa ed è necessario perciò portarlo subito dal veterinario, per controllare le sue condizioni e trovare la cura migliore al caso.

 

 

Quali tipi di lesioni può subire il cane?

Per medicare il vostro cane, in caso di emergenza, è opportuno che prima vi rendiate conto di che tipo di ferita si tratta, in modo da garantirgli un sollievo immediato. I tagli sono quelli maggiormente visibili sul corpo del peloso, solitamente frutto di una caduta oppure di qualche oggetto affilato come pietre e spine. 

Le zone più colpite in questi casi sono le zampe e i cuscinetti presenti sotto di esse, perché correndo su asfalto o cemento possono calpestare vetri rotti o residui di lattine. Un caso più doloroso e meno facile da vedere è quello delle unghie rotte: il cane sarà sofferente perché, oltre a colpire il nervo dell’unghia,la ferita si infetta facilmente e causa numerosi problemi.

Se sono particolarmente lunghe e non hanno un vero e proprio appoggio su cui smussarle, possono addirittura incurvarsi e entrare nella carne, oppure incastrarsi in tessuti e altri materiali.

Cercando di liberarsi, a seconda della forza che impiega, può farsi molto male e anche perdere sangue, quindi è bene stare attenti e averne cura. Infine, meno frequente ma non impossibile, vi sono le liti con altri animali, gatti o cani che siano. In questo caso è bene agire subito e portare il vostro amico dal veterinario, poiché queste ferite possono essere piuttosto pericolose a seconda della loro gravità.

 

Curare la ferita al meglio

Per disinfettare una ferita superficiale, la prima cosa da fare è eliminare la sporcizia e i residui che, nella caduta, si sono infiltrati, usando l’apposito prodotto o in alternativa acqua saponata. 

Aiuterete il vostro cane a mantenere la calma e a stare tranquillo con due piccoli trucchi: usando l’acqua calda si sentirà più rilassato e applicando lo iodio non direttamente sulla ferita, ma tramite una garza sterile, l’impatto sarà molto meno doloroso.

Questi espedienti sono importanti per la buona riuscita del trattamento, infatti se il peloso non si fiderà di voi totalmente non starà fermo e c’è anche il rischio che, sentendosi minacciato possa mordervi. La pulizia deve durare circa 2 minuti, per eliminare tutte le impurità: è preferibile non usare il cotone che può lasciare fibre e attaccarsi alla ferita ancora fresca.

Con il passare dei giorni, se la lesione dovesse infettarsi o lasciar fuoriuscire delle sostanze giallognole, per calmare il gonfiore e il senso di dolore nel cane potete applicare sulla zona interessata un borsa per il ghiaccio, che aiuterà a lenire la sofferenza.

Solitamente, così come per noi uomini, è sempre bene lasciare all’aria aperta la ferita in modo che si asciughi più velocemente, però se il vostro cane non riesce a stare tranquillo e ha l’impulso di grattarsi, è bene ricorrere a delle fasciature che la tengano al sicuro.

Per meglio conciliare la guarigione, cercate di non farlo stressare e di farlo riposare in un ambiente pulito e non a contatto con terreno o altri agenti, che potrebbero intaccare la ferita o causarne l’apertura.

Se non volete ricominciare di nuovo, con il rischio che il cane possa strappare di dosso, durante la notte, i bendaggi e leccare il punto dolorante, quando non potete tenerlo sotto controllo è opportuno usare il collare elisabettiano, pensato apposta per queste evenienze.

 

 

Lo zucchero come rimedio naturale

Sono diversi i rimedi naturali che potete utilizzare in alternativa ai soliti prodotti medici, quando la ferita è in via di guarigione o comunque non molto grave. Uno di questi è lo zucchero, che secondo gli esperti ha molteplici effetti, tra cui quello di espellere il tessuto morto, rafforzando anzi la rigenerazione cellulare.

Inoltre, blocca la formazione di edemi ed emorragie, grazie al fatto che assorbe l’umidità e evita così che la ferita aperta rimanga fresca, favorendo invece l’asciugatura e la guarigione.

La cosa più sorprendente però è che funziona sulla pelle dei cani anche come potente antibatterico, infatti previene le infezioni e per questo viene utilizzato spesso dai veterinari per curare le ferite.

Esistono sul mercato tante creme cicatrizzanti, però preparare un impacco fai da te per il cane è sicuramente salutare, poiché naturale e senza sostanze chimiche interne. Basta riscaldare dell’acqua e sciogliere dentro di essa 250 g di zucchero, poi applicarlo alla ferita per una soglia massima di 12 ore. Una volta terminato l’impacco, pulite e disinfettate la ferita ripetendo lo stesso procedimento.

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Quando il vostro cane ha delle ferite sulle zampe fate attenzione: potrebbe essere dermatite da leccamento

 

La dermatite acrale da leccamento è una malattia piuttosto diffusa tra i pelosi a quattro zampe, per questo ai primi sintomi non è facile da riconoscere. Tra le cause più comuni ci sono fattori di stress, che colpiscono soprattutto cani di razza particolari e allergie a prodotti vari, come ad esempio crocchette a base di ingredienti ai quali è intollerante. Negli ultimi tempi numerosi sono i trattamenti utilizzati per combatterla, con qualche piccolo accorgimento e antibiotici specifici.

 

Che cos’è?

Il granuloma da leccamento, così come viene definito più in generale, porta il cane a grattarsi continuamente nelle zone che vengono colpite dalla malattia. Si presenta inizialmente come una vera e propria infezione della pelle, che può portare a dolore o prurito forti, a seguito di un taglio che è poco visibile a causa del pelo, una puntura di insetto particolarmente fastidiosa o un’eruzione cutanea.

Siccome il cane avverte prurito o comunque malessere in quel preciso punto della cute, inizia a leccarsi di continuo scorticandola e facendo uscire il sangue. Tra l’altro, visto che si gratta spesso, la ferita non ha possibilità di rimarginarsi e quindi rimane sempre fresca e aperta, peggiorando di giorno in giorno.

Tra le altre cause, anche un momento di stress e agitazione o una reazione allergica, tipica soprattutto dei pelosi che si trovano all’esterno, possono portare la malattia. Ancora di più, in questi casi, il leccarsi per il cane diventa un’azione meccanica e ossessiva, poiché la saliva,  a contatto con la ferita, genera una sensazione di sollievo e sprigiona sostanze chimiche che stimolano il suo cervello a provare piacere.

I punti maggiormente colpiti sono solitamente le zampe, perché è proprio lì che si annidano più batteri e funghi, oltre che essere una parte del corpo facilmente raggiungibile dal cane e in cui non è facile notare la malattia.

 

 

Come capire se il vostro cane ha la malattia

Le prime volte non ci si rende conto del comportamento diverso del peloso: il fenomeno del grattarsi è piuttosto comune ed è difficile farci caso per abitudine. Osservate però da vicino se iniziate a notarlo più spesso del solito: uno dei primi sintomi, infatti, è quello di vedere il vostro amico a quattro zampe sfregarsi continuamente una parte del corpo. 

La patologia viene definita come “acrale” proprio perché si riferisce alla zona periferica di un arto. Nel punto dove il cane tende a farsi male poi compaiono ferite estese, ulcere, infezioni che emettono odori sgradevoli e fuoriuscite di pus, con una conseguente perdita di pelo.

Se notate questi sintomi è sempre bene portarlo da un veterinario esperto: può essere infatti affetto dalla dermatite, ma anche da qualche altro tipo di infezione, per cui un’azione tempestiva potrebbe aiutarlo a stare subito meglio.

Quando la patologia viene confermata, di solito si procede a identificare la causa della sua comparsa, in modo da avere una cura mirata ed efficace che faccia sparire almeno il prurito dopo i primi tempi.

Questa malattia colpisce solitamente e in modo diffuso cani di taglia grande, del peso medio tra i 25 kg e i 35 kg, come ad esempio Doberman, Alani, Golden Retriever, Labrador e Pastori tedeschi. 

In più, sembra essere comune soprattutto nei maschi, e può presentarsi in qualsiasi fase della loro vita, in particolare quando sono anziani.

 

Trattamenti e cure 

Per prima cosa, il veterinario vi fornirà un antibiotico specifico per ridurre l’infezione, in modo che il cane non abbia più lo stimolo di grattarsi di continuo per il dolore, e lasciare che la ferita si rimargini più in fretta del solito.

Il consiglio più gettonato è quello di disinfettare la parte colpita almeno durante i primi tempi, quando notate che è estesa e sanguina di frequente, per evitare che, a contatto con il terreno o con altri batteri, possa peggiorare ulteriormente.

Per aiutare poi la cicatrizzazione, l’utilizzo di creme e di trattamenti particolari per la cute vengono solitamente prescritti se si tratta di una lesione più grande e fastidiosa. Tra i collari elisabettiani venduti online, che sono fondamentali per la buona guarigione del cucciolo, in quanto evitano che si lecchi e mordicchi facendo aprire nuovamente la ferita, è meglio scegliere un modello quanto più comodo possibile per lui.

Per questo motivo, si consiglia di prenderne uno imbottito e morbido: in questo modo, il cane non opporrà resistenza nel metterlo e non si sentirà castigato, cosa che in caso contrario potrebbe accrescere il suo stress e portare alla formazione di altre zone di diffusione della malattia. 

Una sicurezza in più potrebbe essere quella di fasciare le zampe del vostro peloso con delle garze sterili e disinfettanti, che permettono di tenere la ferita al sicuro da agenti esterni come polvere, sporcizia e virus, che possono intaccare la zona.

Le fasciature vanno supervisionate e tenute sotto controllo: non avvolgetele troppo strette perché potreste fermare la circolazione e cambiatele spesso per mantenere la ferita asciutta e pulita.

 

 

Piccoli accorgimenti per una buona guarigione

Come già accennato, una delle maggiori cause della malattia è il fattore emotivo, ossia stress, tristezza, agitazione o altro che colpiscono i cani in modo ancora più intenso rispetto ai noi essere umani.

In questi caso non basta solo la semplice cura di antibiotico per evitare che la patologia si ripresenti, ma bisogna agire più a fondo per correggere questo disturbo comportamentale che affligge il peloso.

Ad esempio, il trauma può essere generato dalla perdita di un compagno di giochi, che sia un altro cane, un gatto o un animale simile. In quel caso, potreste trovargliene uno nuovo, in modo che possa distrarsi, evitando così anche di farsi male.

Se avete avuto da poco un bambino, cercate di integrare anche il vostro cucciolo per evitare che si senta escluso, anzi stimolatelo all’esercizio fisico continuo e all’essere attivo in vostra compagnia.

Anche la terapia sintomatica, ossia volta a curare i sintomi in modo preciso, può essere efficace per l’ansia e lo stress. Qualche volta vengono anche prescritti dei farmaci antidepressivi, ma questi non forniscono una risoluzione completa del problema e comunque non possono essere utilizzati per lunghi periodi di tempo.

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Nel 2019 nasce la linea Medipet, comoda per i vostri cuccioli e pratica per voi, che sostituisce il metodo tradizionale

 

Fino a non molto tempo fa, il collare elisabettiano rappresentava lo strumento post-operatorio più efficace per i propri amici a quattro zampe. Il classico imbuto, in diversi materiali, serve a tenere fermo il cane nel caso voglia inconsciamente farsi del male, grattandosi e leccandosi. 

Oggi, anche per questioni di utilità, accanto al metodo tradizionale, si è aggiunto un prodotto molto originale, una copri medicazione che avvolge il corpo del cane evitandogli fastidi e dolori.

 

Come è nata l’idea

La protagonista assoluta della nuova linea di medicazioni per cani è Keya, una vivace cagnolina trovata per caso dai suoi padroni e accolta amorevolmente in casa. Per tre anni, a causa di una sterilizzazione mal eseguita e mal curata nell’immediato, ha vissuto periodi di forti sofferenze dovuti alla formazione di una grossa ustione sulla sua schiena.

Il suo caso è quello più grave presentatosi ai medici negli ultimi tempi, ma non è stato il primo né l’ultimo ad essere notato da molti veterinari, che hanno cercato perciò di trovare una valida alternativa che alleviasse i dolori dei “pazienti”.

La priorità del nuovo marchio Medipet è quindi non solo quello di evitare che il cane possa rischiare di farsi male, leccandosi o grattandosi le ferite, ma anche di essere libero nei movimenti, cosa che il miglior collare elisabettiano non può comunque garantire al 100%, causando fastidi e limitazioni.

Questo comodo vestitino è stato pensato per adattarsi a tutti i tipi di corporatura, soprattutto anche nei casi in cui il vostro compagno sia particolarmente peloso, senza danneggiare il manto e facilissimo da indossare.

Tra le sue caratteristiche principali ha poi quella di essere idrorepellente, resistente all’acqua sia nel caso vogliate lavarlo, sia in caso di pioggia se vi trovate all’aperto, e antibatterico, elemento fondamentale per il cane che ha una ferita aperta di lunga guarigione.

 

 

Una copertura per ogni esigenza

Il problema principale che deve affrontare il padrone, dopo l’intervento del proprio cane, è il travaglio post-operatorio e tutto quello che comporta, a partire dal fatto che a causa del dolore e della ferita il peloso non riesce ad appoggiarsi bene e stare comodo.

Inoltre, le ferite, grandi o piccole che siano, durante i primi tempi devono essere tenute sotto controllo, perché spesso i cani vengono a contatto con la polvere, germi e batteri vari che possono creare facilmente infezione.

Il copri medicazione Medipet è stata perciò pensato per rispondere anche a questa evenienza: fasciando il corpo del cane come una seconda pelle, impedisce che sporco e altre componenti si infiltrino nella ferita e permette al cucciolo di riposarsi, mangiare e sdraiarsi senza alcun problema.

Ma non è tutto: i primi prototipi del prodotto, dopo vari tentativi, furono adattati alle ferite presenti sul dorso del cane, ma successivamente altri modelli sono stati creati per ogni evenienza, comprendendo anche l’addome per maschi e femmine. 

Da qui, dopo varie sperimentazioni, sono nate anche delle varianti che coprono lesioni molto estese e difficili da gestire con il solo collare elisabettiano, per cui il lavoro del vostro veterinario sarà del tutto sicuro e porterà ad una guarigione completa del cane.

Tutte le coperture Medipet sul dorso presentano un simbolo di segnalazione per coloro che vogliono avvicinarsi al cane: spesso in fase post operatoria, infatti, possono essere piuttosto aggressivi o assumere atteggiamenti di difesa, per cui è bene essere sempre cauti e tenere conto del pericolo.

 

Caratteristiche principali

La linea Medipet è stata fabbricata in due filoni distinti e specifici: quello con il marchio “Professional” e quello con la sigla “Basic”. In cosa consiste la differenza? In sostanza, la prima presenta tutte le caratteristiche sopra accennate con qualcosa in più. 

Creata con materiali più resistenti è innovativi, oltre ad essere idrorepellente è anche antimuffa, quindi duratura nel tempo anche se non la utilizzate e volete riporla in scatola, e antimicotica, ossia che combatte le formazioni di funghi patogeni e altri batteri, che potrebbero portare ulteriori disturbi al vostro cane.

La sigla “Basic” invece sta ad indicare un prodotto più leggero, in 100% cotone, che offre una barriera protettiva piuttosto solida contro polvere e sporcizia, seppure non del tutto completa.

E infatti le due categorie sono divise anche da una fascia di prezzo diversa: per il modello basic la spesa è tutto sommato contenuta e accessibile a tutti, con una protezione assicurata nel tempo, invece la linea “Professional”, come dice il nome, è già più costosa ma con numerosi vantaggi in più rispetto all’altra.

Noi consigliamo di compiere un acquisto consapevole anche in base alle condizioni del proprio cane: se la ferita è estesa e ci vuole tempo affinché guarisca adeguatamente, un modello più costoso ma con tutti i comfort giusti può essere l’ideale, altrimenti se il vostro amico a quattro zampe è già in fase di guarigione, potete preferire il tipo Basic.

 

 

Altri simpatici rimedi al classico collare

Non dovete per forza ricorrere ad uno strumento professionale ed estremo se il vostro cane è ormai quasi del tutto guarito, oppure al collare elisabettiano che potrebbe infastidirlo ulteriormente.

Ci sono dei piccoli e simpatici trucchi per tenere al sicuro il peloso senza causargli stress e malessere; uno di questi è quello di usare una vecchia camicia che non vi serve più. Per le ferite sul dorso o di entità minore è perfetta, perché permette di tenerle coperte senza che si infettino o risultino ancora “bagnate” dopo tempo.

Come fare? Infilate la camicia al rovescio, con la coda nella parte del collo e le zampe nelle due maniche corte e otterrete una comoda copertura. Unica cosa, ricordate di toglierla quando portate il cucciolo a fare i suoi bisogni.

Un’altra pratica alternativa, in questo caso se il cane ha delle ferite alle zampe, è quella di usare i calzini. Stretti al punto giusto e leggeri, possono all’occorrenza svolgere la funzione di una vera e propria fascia protettiva e resistente da far indossare al peloso al posto del solito collare.

State attenti a evitare che si sfili e tenetelo fermo con un elastico, nel caso cerchi di tirarli via per grattarsi o leccarsi i tagli.

 

Ultimo aggiornamento: 19.10.19

 

Cresce esponenzialmente il numero di animali domestici che vivono con noi, così come la quantità di scorie prodotte. Rimuoverle correttamente è un obbligo spesso disatteso

 

Le statistiche parlano di un costante aumento del numero di animali da compagnia nei nostri appartamenti e nelle case. Non solo cani, ma anche altri animali rientrano nella categoria, per le loro necessità si fa responsabile il proprietario che è tenuto a provvedere a tutto quello che serve all’animale. Compresa la giusta procedura per lo smaltimento dei suoi bisogni.

La conseguenza diretta di una crescita così evidente del numero di cani in casa, si accompagna direttamente alla moltiplicazione dei guai. Cioè del numero di cacche disseminate sui marciapiedi, nei parchi, tra l’erba, che vengono lasciate qui dai proprietari poco attenti alla salute e il decoro di tutti.

Dove l’entità del problema è diventata davvero intollerabile, sono stati presi provvedimenti anche molto bruschi. Dagli Stati Uniti arriva qualche esempio di come ci si può spingere alle maniere dure per convincere anche i più reticenti a fare il proprio dovere.

 

Il GPS per ripulire le strade

Non si tratta di dotarsi di un GPS per cani economico (ecco la lista dei migliori prodotti) per ripercorrere il tragitto del cane e scoprire dove l’ha fatta. Quanto piuttosto di un sistema di monitoraggio social per identificare dove si trovano le feci del cane e permettere agli operatori di ripulire tutto in maniera efficace.

L’app è in uso a San Francisco, dove con una semplice foto si segnalano le coordinate che permettono di risalire alla strada da ripulire. Basta installare Snapcrap sul proprio telefono per contribuire a diffondere le informazioni utili che permettono di attivare il servizio di pulizia. Una novità che è anche un gioco di parole tra Snapchat, il popolare social di storie e immagini e la parola che in inglese si riferisce alla cacca del cane.

Non molto educativo, dato che non è il colpevole a incaricarsi di ripulire le strade. Ma di certo molto utile sotto il profilo del pubblico decoro e dell’igiene delle strade in generale.

 

 

Un test per identificare il colpevole

Ancora dagli Stati Uniti viene la notizia dell’iniziativa di un’amministratrice di condominio che ha scelto la via dura per convincere i condomini a rispettare il regolamento comune e le regole del vivere comune. Complice una normativa più stringente, che consente alle amministrazioni condominiali di dettare legge e di imporsi sulla volontà dei singoli, è stato proposto un test del DNA per incastrare i colpevoli.

Una storia a metà strada tra un western e un poliziesco alla CSI di cui è stata protagonista Barbara Kansky, l’amministratrice di un condominio di Devon Wood, nel Massachusetts. Ha vestito i panni dello sceriffo, armata di nuove tecnologie che le hanno permesso di inchiodare i padroni di casa reticenti al rispetto del decoro pubblico. Ogni cane è stato censito in base al DNA rilevato dalla saliva, quindi attraverso un tester fornito da un centro veterinario specializzato, è stato possibile ricollegare ogni cacca al suo rispettivo proprietario. Con una precisione scientifica schiacciante.

Un’ammenda di 100 dollari, a cui si aggiunge il costo del test di 50, è la pena comminata che pare sia stata inflitta solo a un condomino. Perché gli altri hanno capito subito che era il caso di rigare dritto.

 

Un grave equivoco di fondo

Colti con la cacca ancora fumante, spesso gli autori del misfatto non ammettono le proprie colpe e non capiscono le ragioni di tanto accanimento. Eppure i motivi ci sono e sono numerosi. Non si tratta solo di evitare la situazione tragicomica di chi pesta la cacca proprio mentre si sta recando a un colloquio di lavoro o una qualsiasi occasione più o meno importante. Le feci disseminate per strada possono essere veicolo di infezioni.

Si è portati a credere che, trattandosi di sostanze organiche possano essere smaltite facilmente semplicemente stando esposte agli elementi naturali. Eppure, sole e pioggia non sono sufficienti a ripulire via la sporcizia. Nemmeno quando questa viene depositata in un ambiente naturale, come un parco o tra l’erba. Non tutte le feci hanno potere ammendante, quindi non tutte servono come letame. Alcune possono addirittura risultare pericolose per le piante, perché troppo acide o perché contengono sostanze che le piante non tollerano.

 

Perché è così importante liberare le strade dalle deiezioni

Quello che contengono le feci è tutto materiale di scarto. È vero che la legge universale della natura è che nulla si distrugge e che per tutto esiste un ciclo di trasformazione, ma non sempre il prodotto di questo processo è utile per gli uomini. Il numero di ceppi batterici contenuti nelle feci dei cani può essere spaventoso. Possono essere veicolati virus e batteri pericolosi, per esempio è da qui che si trasmette la salmonella.

Alcuni batteri e altri patogeni possono restare dormienti a lungo fino al momento di trovare un altro soggetto da colonizzare e dove espandersi. Se le strade sono sporche e piene di cacca, la probabilità che si diffondano malattie si alza in maniera consequenziale.

Inoltre, questi batteri provenienti dalle feci non trattate adeguatamente si diffondono con il ciclo dell’acqua anche nelle falde acquifere, nei condotti di scarico, vengono reimmessi in un circolo inarrestabile, che alla fine ci piove addosso.

 

 

Cosa si può fare con la cacca

Eppure, forti dell’insegnamento che tutto si trasforma, sono stati sviluppati dei sistemi che permettono di reintrodurre questi scarti nel ciclo produttivo. Quindi è possibile usare le feci degli animali domestici per produrre biogas, il combustibile che proviene dalla fermentazione degli scarti e che può diventare fonte di energia sostenibile.

Basta poco, e un buon impianto comunale di riciclaggio, per reintrodurre nel ciclo produttivo quello che si può trasformare a tutti gli effetti in una risorsa.