Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Un piccolo compagno fedele, guardiano dei templi che nasconde delle origini antichissime. Scopriamo la storia, il carattere e il prezzo di questo cane tibetano.

 

Origini

È strano pensare come un piccolo cane come il Lhasa Apso possa discendere da un lupo, in particolare quello asiatico, da cui hanno avuto origine tutti gli esemplari cinesi e tibetani, oggi ritenuti per la maggior parte da compagnia. Fu proprio in Cina che avvennero le prime selezioni di razza a partire dal Do Khyi e dal Terrier Tibetano, dai quali discende il tipico muso schiacciato e le dimensioni ridotte. Insieme allo Shih Tzu, apprezzato soprattutto dalle famiglie imperiali già a partire dal 500 d.C., il Lhasa Apso fu un esemplare particolarmente gradito in Asia, principalmente dai monaci buddisti, i quali erano soliti utilizzarli come guardiani dei templi. Fu riconosciuto dalla FCI nel 1934 e subito importato in Europa grazie a quell’alone di misticismo a cui era legato.

 

Standard

Il Lhasa Apso Tibetano è inserito dall’FCI all’interno del gruppo nove dedicato ai cani da compagnia, nella sotto categoria cinque. L’aspetto è quello di un esemplare piccolo ma robusto e proporzionato, caratterizzato da una lunga e folta chioma che ricade anche sugli occhi, senza però creare problemi alla vista. Lo stop è presente ma non eccessivo, la forma del cranio è abbastanza stretta e poco pronunciata ai lati, tuttavia non è rotonda o bombata.
Il tartufo è di colore nero, il muso è lungo circa 4 centimetri mentre la chiusura dei denti è definita a forbice rovesciata, in cui gli incisivi superiori toccano la parte interna di quelli inferiori.Gli occhi sono neri, di medie dimensioni e piazzati nella parte frontale, mentre le orecchie sono pendenti e ricoperte di lunghe frange di pelo, così come la coda, portata alta ma non arricciata. Il peso ideale di un Lhasa Apso si aggira intorno agli 8 kg, con un’altezza al garrese di 25 centimetri per gli esemplari maschi e poco meno per le femmine. Il mantello, la caratteristica principale di questa razza, è molto lungo, ruvido e mai lanoso, ed è possibile ritrovarlo nelle seguenti colorazioni: sabbia, dorato, grigio scuro, miele, fumo, ardesia, nero, bianco, bruno o multicolore.

Cura e salute

Questo cane tibetano nano gode generalmente di un’ottima salute ed è piuttosto longevo, con un’aspettativa di vita che varia tra i 15 e i 18 anni, tuttavia è possibile imbattersi in esemplari anche più avanti con l’età. Una delle malattie più frequenti, nonostante si tratti di un esemplare di piccola mole, è la displasia dell’anca: per evitare l’insorgenza di tale problematica è importante tenere sotto controllo il peso ed effettuare delle radiografie durante i primi mesi per poter intervenire tempestivamente. Può inoltre soffrire di patologie a carico del sistema renale, che a lungo andare può causare una diminuzione della densità ossea e di conseguenza una maggiore predisposizione alle fratture.

La particolarità indiscussa del Lhasa del Tibet è il suo folto e lungo mantello: nonostante si possa pensare il contrario, non si tratta di un pelo a crescita continua, dunque non è necessario tagliarlo corto, poiché specifico per proteggerlo dalle intemperie. È invece molto importante spazzolarlo spesso, almeno tre volte a settimana, a finché la chioma sia sempre ordinata, liscia e priva di nodi.

Tuttavia, se non amate particolarmente questo cane con frangia dall’aspetto così curato, alcune persone scelgono di optare per una toelettatura più sbarazzina. In questo caso però, è preferibile adoperare un vestito per cani durante le passeggiate invernali, per evitare che il piccolo possa patire il freddo.

 

Carattere

Lhasa Apso: cane estremamente socievole e con una spiccata motivazione protettiva nei confronti dei suoi familiari, era originariamente adoperato per la guardia dei templi, dunque tende ad avvisare con abbai acuti la presenza di persone o rumori estranei. È comunque piuttosto socievole con chi conosce, estremamente intelligente e ama giocare. Si tratta infatti di un esemplare adatto alla vita in famiglia con bambini, con i quali potrà divertirsi con trecce e palline. Vi consigliamo però di educare i più piccoli ad approcciarsi correttamente con loro, per evitare che possano farsi reciprocamente male.

Il Lhasa Apso si presta volentieri ad alcune tipologie di attività, come per esempio l’obedience, o l’agility, con la quale potrà mettere in pratica tutta la sua elasticità e intelligenza.

 

Addestramento

Il Lhasa Apso non richiede particolari sessioni di educazione, poiché è un cane piuttosto pacato e in grado di prendere decisioni in modo autonomo. Non ama infatti l’autorità, e talvolta potreste pensare che non vi ascolti: in realtà sa bene ciò che fa, e l’unica cosa di cui necessita sono cure adeguate e interesse da parte vostra. Ha bisogno di uscite quotidiane, lunghe passeggiate nei parchi e socializzazione con i suoi simili, per le quali consigliamo l’aiuto di una figura cinofila esperta.

Infine, è opportuno insegnargli fin da cucciolo ad accettare il contatto fisico: il suo lungo pelo dovrà essere spazzolato molto spesso, e avere a che fare con un piccolo cane ringhiante durante la toelettatura potrebbe non piacervi affatto. Per abituarlo basta sottoporlo a brevi sedute giornaliere a partire dai primi mesi di vita, durante le quali è possibile distrarlo con dei bocconcini o uno snack da masticare. In questo modo, oltre a tenerlo impegnato, il cucciolo verrà gratificato per la sua pazienza e tolleranza nei confronti del cardatore.

Allevamento e prezzi

Nonostante sia un cane ampiamente apprezzato come esemplare da compagnia, grazie alla sua docilità e predisposizione alla vita in appartamento, in Italia non vi sono molte strutture che selezionano tale razza. Il motivo è probabilmente dovuto a una poca conoscenza del Lhasa Apso, e a una maggiore preferenza nei confronti di Maltesi, Shih Tzu e Chihuahua, molto più diffusi e di facile gestione. Tuttavia, se volete distinguervi dal proprietario medio, potrete trovare degli ottimi esemplari presso l’allevamento Happydale, con sede a Viterbo, oppure da Ranch’s Alba, a Rovigo.

Il valore di un Tibet Lhasa non è di certo basso, considerato che un cucciolo di alta genealogia può arrivare a costare anche 1.200 euro. In ogni caso, anche se il costo potrebbe sembrarvi eccessivo, vi sconsigliamo di recarvi presso strutture prive dell’affisso ENCI, per evitare quanto più possibile di imbattersi in un cane malato.

 

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