Ultimo aggiornamento: 20.06.21

 

Dolce, affabile, perfetto per la vita in appartamento, ma al contempo super attivo e formidabile ricercatore di tartufi. Scopriamo insieme questa particolare razza italiana.

 

Origini

Il Lagotto Romagnolo è una razza canina italiana originaria delle valli di Comacchio, in Romagna, anticamente zone paludose e acquitrinose, dove i cani venivano adoperati per il recupero delle prede, come per esempio le folaghe, nei fiumi e nei laghi. Le prime tracce di esemplari d’acqua in Italia risalgono agli etruschi, i quali, avendo rapporti commerciali con l’Oriente, molto probabilmente conobbero proprio in quei luoghi gli antenati di questi amabili canidi riccioluti. In una raffigurazione ritrovata nella necropoli di Spina, in provincia di Ferrara, è possibile notare alcuni soggetti  molto simili al Lagotto intenti a cacciare e pescare in compagnia degli uomini.

Con il passare dei secoli le razze d’acqua si sono diffuse anche in tutta la penisola Iberica, tuttavia, è molto probabile che i primi a mettere le basi dello standard siano stati proprio quelli italiani. Purtroppo però, a causa delle bonifiche avvenute a metà del 1800, i Lagotto persero completamente l’istinto venatorio: per questo motivo gli fu affidato l’unico compito di cercare i tartufi, e tutt’oggi rappresenta l’unica razza al mondo specializzata in tale attività.

 

Cenni morfologici

Il cane Lagotto Romagnolo è classificato dall’FCI nel gruppo otto, quello dedicato agli esemplari da acqua, riporto e da ricerca, insieme al Cane D’acqua Portoghese, il Barbet, lo Spaniel Olandese e altri riccioluti. A differenza del barbone però, caratterizzato da un corpo slanciato, e un muso appuntito, in questo caso ci troviamo di fronte a una struttura medio piccola, una testa più larga dalla forma trapezoidale e uno stop leggermente pronunciato. Le orecchie sono invece triangolari, basse e arrotondate sulla punta, inoltre se allungate possono raggiungere un quarto della lunghezza totale del muso. Il tronco è compatto ed è pari all’altezza al garrese, che equivale a 43 – 48 centimetri per i maschi e 41- 46 centimetri per le femmine.

Ciò che caratterizza il Lagotto Romagnolo è senza dubbio il mantello, lanoso e riccioluto, ma che al tatto appare quasi ruvido. Il pelo e il sottopelo sono impermeabili: ciò provoca infeltrimento, tuttavia, non necessita della stessa spazzolatura frequente dei barboni, poiché tenderebbe a perdere la forma a spirale.

I colori riconosciuti dallo standard ENCI sono bianco sporco, bianco con grosse macchie arancio o marroni e monocolore marrone. Vi sono poi  le varie tonalità di roano, ovvero una picchiettatura del sottopelo che lo fa sembrare grigio. Il nero invece non è ammesso, inoltre, i cuccioli di Lagotto presentano una colorazione generalmente più chiara alla nascita, che si evidenzia maggiormente durante la crescita.

 

Lagotto romagnolo: carattere e motivazioni di razza

Ciò che lo rende tanto apprezzato come cane di famiglia è proprio la sua indole, generalmente buona e affabile, sia con gli adulti sia con i bambini. Non ha particolari pretese: si adatta facilmente alla vita in appartamento, ma di sicuro ama particolarmente le passeggiate in natura, in campagna o nei boschi, dove può esprimere tutta la sua motivazione perlustrativa.

Nonostante nasca come cacciatore con il passare delle generazioni tale caratteristica si è persa, tuttavia, può farla riaffiorare in pochissimo tempo se non viene appagato dei suoi bisogni di movimento. Tra le razze cani da tartufo il Lagotto è quello che senz’altro si distingue maggiormente per bravura, a causa della sua selezione specifica per questo tipo di ricerca.

Dunque, per renderlo felice ed evitare che possa andare in giro a predare uccelli e piccoli animali, sarebbe opportuno dargli la possibilità di fare qualche attività legata ai tartufi o giochi che gli diano modo di sviluppare l’olfatto.

Addestramento alla ricerca del tartufo

La particolarità del Lagotto romagnolo è senza dubbio data dal suo straordinario olfatto: proprio per questo motivo, viene utilizzato principalmente per la ricerca dei tartufi, una tipologia di fungo ipogeo che cresce sotto terra, in prossimità di alcuni alberi e piante.

L’addestramento a tale attività avviene fin da cuccioli, lasciando che questi ultimi possano identificare l’odore utilizzando il rinforzo positivo. Si tratta di una dote naturale, dunque, effettuando uno scambio con premio succulento, il cane non sarà invogliato a mangiare il tartufo, ma si limiterà a segnalarlo semplicemente con i movimenti della coda o scavando leggermente la superficie del terreno.

Tuttavia, è bene sapere che la raccolta di tali spore è regolata da norme regionali e stagionali: ogni tipologia di tartufo cresce in un determinato periodo dell’anno e non può essere raccolta al di fuori dei mesi stabiliti dal calendario, altrimenti si corre il rischio di incappare in una bella multa salata. Inoltre, per poter cercare è necessario utilizzare strumenti a norma e un solo cane per conduttore. Infine, quest’ultimo dovrà sostenere un esame, che cambia in base alla regione, e ottenere uno speciale patentino per avere accesso alle tartufaie.

 

Salute

Il Lagotto è un esemplare piuttosto rustico e longevo, tuttavia, se non ben selezionato, può andare incontro ad alcune delle problematiche molto diffuse tra i canidi, come per esempio la displasia del gomito, dell’anca e oculopatie, che si possono evitare effettuando controlli periodici fin da cucciolo. In realtà, ciò che principalmente preoccupa i proprietari è il pelo, il quale, proprio come per i barboni e altri cani d’acqua, va tosato regolarmente per scongiurare la formazione di nodi.
Inoltre, essendo molto fitto, si rivela facile preda di parassiti, forasacchi, pollini e tutto ciò che il formidabile cacciatore troverà nei boschi o semplicemente al parco. Un vestito per cani potrebbe rappresentare una buona soluzione, tuttavia, potrebbe snaturare l’essenza del Lagotto Romagnolo, nato per scovare prede in acqua e vivere in un ambiente rurale.
Vi consigliamo dunque l’acquisto di un cardatore, con il quale spazzolare il vostro amico a quattro zampe ogni qualvolta sarà necessario.

Lagotto Romagnolo: allevamenti

Che stiate cercando un esemplare da compagnia oppure uno da lavoro, ciò che vi consigliamo è di affidarvi sempre a una struttura riconosciuta ENCI, che potrà garantirvi, per quanto possibile, un soggetto caratterialmente equilibrato e privo di patologie genetiche. In Italia sono presenti numerosi allevamenti degni di nota, tra i quali ricordiamo quello dei Colli Irpini, con sede in Campania, in provincia di Avellino, e delle Code Allegre, nel Lazio.

Il Lagotto Romagnolo ha un prezzo piuttosto elevato: le linee da lavoro infatti possono raggiungere persino i 1.500 euro, tuttavia, è possibile acquistare esemplari non selezionati per la ricerca al tartufo a un costo più basso. Qualora non stiate cercando un cane di razza però, ricordiamo che molti canili o strutture di rescue hanno a disposizione tanti soggetti in attesa di un proprietario, alcuni dei quali presentano caratteristiche simile al Lagotto.

 

 

 

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