Ultimo aggiornamento: 16.09.19

 

Salvare le tre razze di galline rare in circolazione è semplice ed economico. Scoprite cosa fare per adottare questi pulcini e per allevarli nel modo giusto.

 

Nel tempo diverse razze autoctone di galline si sono estinte e solo alcune tra queste hanno avuto la fortuna di essere salvate grazie al prezioso lavoro di allevatori e appassionati. Dalla Mericanel alla Mugellese, dalla Polverara alla Cornuta di Caltanissetta: sono solo alcuni tra i nomi più noti di razze portate in salvo dall’estinzione. 

Esistono tante altre razze da salvare, e in questo articolo ci occupiamo di quelle svizzere e non italiane, in modo specifico nella regione della Moesa, nella quale però la lingua ufficiale è l’italiano. 

Nel comune svizzero di Roveredo esiste una fondazione, la ProSpecieRara, che si occupa di salvare dall’estinzione piante e animali allevati tra cui tre specie di galline rare: l’appenzellese a cuffia, quella barbuta (razza Appenzeller), e la gallina svizzera.

 

Quali sono le razze da salvare?

Ognuna delle razze elencate qui sopra ha delle caratteristiche specifiche che scopriamo di seguito. Partiamo dalla gallina appenzellese a cuffia, che si riconosce grazie alla presenza di penne ornamentali sulla testa, simili al vestito tradizionale dell’Appenzello usato di domenica, da cui prendono il loro nome. 

Si tratta di una gallina energica e adattabile, agile e vitale, che può vivere serenamente su terreni rocciosi e riesce a compiere dei voli brevi. L’appenzellese barbuta non somiglia alla sua quasi omonima nell’aspetto ma certamente per il temperamento. 

 

 

Una gallina sveglia, piena di vitalità e dal portamento fiero, che può vivere diversi anni. Si tratta di una razza ovaiola e molto proficua: basti pensare che nel primo anno una sola gallina arriva a deporre 150 uova da 50 g ciascuna. 

Nell’aspetto si riconosce grazie alle piume che formano una sorta di barba, da cui proviene il suo nome. Infine la gallina svizzera che è la razza tradizionale perché si contraddistingue dal piumaggio bianco e rosso come la bandiera della nazione. 

Nonostante si tratti di una razza autoctona e molto diffusa in Svizzera, verso la fine degli anni ’90 era a grande rischio di estinzione. Oggi è più ricercata ma rimane nella lista delle razze rare da salvare. 

 

Dove si possono adottare le razze rare?

Esistono diverse associazioni in Italia che si occupano della salvaguardia di animali in via di estinzione. È possibile fare una ricerca online per trovare il tipo di razza che desiderate salvare. 

Ancor prima di acquistare polli a rischio di estinzione dovrete pensare a cosa può servire per allevarle bene e per evitare che possano nascere degli ibridi con galline di altre razze. Adottare pulcini di una delle tre razze descritte qui sopra significa salvaguardare la specie e aumentare il loro numero in modo tale che non siano più a rischio di estinzione. 

Una buona idea è quella di costruire un pollaio con galline rare, e tenere solo una specie in quel rifugio. Lo stesso vale per l’area da recintare, che andrà usata unicamente per quella razza. 

Solitamente non si adottano galline adulte ma i pulcini. Se non sapete come si allevano leggete qui sotto i nostri consigli per farlo nel modo giusto. 

 

Come si alleva un pulcino? 

Adottare dei pulcini significa sapere come farli crescere e creare uno spazio adatto a loro. A questo proposito è possibile acquistare una pulcinaia, un piccolo rifugio con mangime, acqua e una lampada a infrarossi per tenerli al caldo, se per esempio decidete di iniziare ad allevarli in inverno. 

È la chioccia che decide quando è finito lo svezzamento, e in genere accade dopo circa un mese di vita dei piccoli. Da qui in avanti il pulcino si sta preparando a diventare una pollastra o un pollastro e inizia la seconda fase di crescita. 

Durante questo periodo, i piccoli hanno bisogno di mangimi specifici che contengano circa il 20% di proteine. Li trovate in negozi specializzati e anche online, ma cercate sempre di puntare al biologico dato che la differenza di costo è irrisoria. 

Sulle confezioni dei mangimi trovate sempre scritto il periodo di vita indicato, ma se avete dei dubbi basta chiedere al personale dei negozi specializzati. Il sistema immunitario dei pulcini non si è completamente formato e spesso vanno incontro a numero patologie intestinali. 

I coccidi, ad esempio, sono dei parassiti che attaccano l’intestino, e i piccoli di tre mesi che passano dalla pulcinaia al pollaio vanno spesso incontro a problemi di questo tipo. 

I mangimi di qualità venduti in commercio contengono coccidiostatici che prevengono questo tipo di disturbi per non mettere a repentaglio la loro crescita.

 

 

Cosa fare dopo i tre mesi di vita 

Se avete deciso di acquistare i pulcini durante la bella stagione, e hanno un paio di mesi di vita, potete spostarli all’aperto facendo sempre attenzione a tenere un recinto distaccato adatto a loro e diviso dal resto degli abitanti del pollaio. 

I pulcini sono ancora troppo piccoli per affrontare le gerarchie interne del pollaio (lista dei migliori prodotti), ed è quindi preferibile introdurli quando sono più grandicelli. Mettendo i pollai vicini e divisi da recinzioni è possibile abituare i pulcini al loro nuovo ambiente e permettere alle galline già presenti di familiarizzare con i nuovi arrivati. 

Raggiunti i tre mesi di vita i pulcini sono pronti per entrare a far parte del pollaio, anche se, essendo nuovi, saranno probabilmente oggetto di scontri. Tuttavia non sono più così tanto piccoli da subire le aggressioni dei membri più anziani. 

Si tratta di semplici e piccole accortezze che però vi aiuteranno a semplificare la salvaguardia delle specie di galline rare.