Ultimo aggiornamento: 04.12.21

 

Un cane dalle dimensioni ridotte, perfetto compagno di avventure e instancabile guardiano. In questo articolo rispondiamo alle domande più gettonate sul Zwergpinscher.

 

Le vere origini del Pincher nano

Le prime attestazioni riguardo questo piccolo cane sono piuttosto recenti: risalgono al 1879, inoltre solo nel 1900 è stata registrata ufficialmente la versione nana, conosciuta con il nome Zwergpinscher. Tuttavia, sembra che in realtà la sua storia abbia origini molto più antiche e risalenti probabilmente al Neolitico, grazie ad alcuni ritrovamenti fossili di canidi dalla struttura fisica molto simile a quella di un Pinscher.

Nonostante ciò, secondo le fonti ufficiali la razza deriva dallo Schnauzer, portato a dimensioni sempre più ridotte affinché il suo lavoro di stanatore di topi diventasse sempre più efficace.

Il nome deriva probabilmente dalla parola tedesca “picken”, traducibile in italiano con “pizzicare”, termine con cui si indica la tecnica di morso utilizzata proprio da questi piccoli esemplari. La razza infatti fu selezionata allo scopo di tenere lontani roditori e altri animali infestanti, talvolta anche più grandi di loro. 


Con il passare dei secoli l’utilità del Pinscher si ampliò e oltre a proteggere le case e le fabbriche tedesche fu utilizzato come guardiano nelle stalle e come accompagnatore di carrozze, per poter tenere d’occhio gli effetti personali dei conducenti durante la loro assenza. Oggigiorno questi cani nani sono ampiamente apprezzati come animali da compagnia, probabilmente per le dimensioni ridotte e l’illusione di essere meno impegnativi, nonostante ciò si rivelano molto attivi e con un’elevata motivazione alla guardia.

 

Le malattie del cane Pinscher

Lo Zwergpinscher gode generalmente di una buona salute, soprattutto se selezionato con cura, tuttavia, può soffrire di alcune patologie congenite a carico del sistema scheletrico. Tra le più famose troviamo la malattia Legg-Calve-Perthes, che causa una paralisi progressiva e irreversibile dell’anca.

Vi sono inoltre altre problematiche cardiache, tuttavia si tratta di patologie che di solito si manifestano in età avanzata, per le quali è possibile rimediare attraverso l’uso di farmaci o di operazioni chirurgiche.

In ogni caso, vi suggeriamo di acquistare una buona rampa per cani, per evitare di sovraccaricare la schiena e le zampe del vostro Zwergpinscher anziano quando inizieranno a manifestarsi i primi acciacchi.

 

Qual è lo standard del Pincher toy?

Abbiamo brutte notizie per gli amanti dei cani microscopici, poiché la versione mini, o toy, non è affatto riconosciuta da nessun ente, ma è semplicemente frutto di un accoppiamento tra esemplari di stazza più piccola che a loro volta generano prole di dimensioni ridotte rispetto a ciò che è richiesto nello standard ufficiale.

Se da un lato questi cani sembrano essere ampiamente apprezzati dagli adottanti e dagli acquirenti, in realtà non è affatto consigliabile affidarsi a un annuncio di un Pinscher cucciolo toy, poiché non è detto che da adulto abbia le stesse misure dei genitori.

Dietro a una buona selezione infatti vi sono anni di studi sulla genetica di ogni singolo componente, dunque non è possibile affidarsi al caso o alla sola generazione precedente per stabilire la grandezza.

Inoltre, la scelta di non riconoscere la versione toy da parte dell’ENCI e della WFC è ben ponderata e basata sull’elevata probabilità della comparsa di malattie congenite molto gravi, come per esempio l’idrocefalia o la fuoriuscita degli occhi dalle orbite.

Lo standard ufficiale del Pinscher nano infatti prevede un’altezza al garrese a partire da 25 a 30 centimetri indistintamente per gli esemplari maschi e femmine, con un peso che può variare da 4 a 6 kg e mai inferiore.

Il costo di un Pinscher nano

Mai fidarsi di un annuncio sui social che propone un esemplare di razza da 200-300 euro: non solo può trattarsi di una truffa, ma se consideriamo che il costo di monta, cibo, vaccini e visite veterinarie di prole e gestante fino ai i primi due o tre mesi di vita siano nettamente superiori, ciò può implicare una totale incuria da parte del venditore nei confronti dei cuccioli.

Diverso è il discorso quando si parla di “simil Pinscher nani”, ovvero frutto di un accoppiamento tra cani privi di pedigree e dunque cedibili con un pagamento simbolico paragonabile a un rimborso spese. Non è infatti possibile definire un esemplare di razza se non è munito di una certificazione che ne attesti la provenienza, la genealogia e le possibili malattie congenite.

Fatte le dovute premesse è difficile poter definire il valore di un Pinscher di allevamento, poiché il costo può variare molto in base alle linee di sangue e al prestigio dei soggetti scelti per l’accoppiamento. Tuttavia, facendo una stima, il prezzo in media si aggira intorno ai 900 euro.

 

Il Pinscher è un cane da guardia?

Di sicuro possiamo affermare che non si tratta di un esemplare da caccia come un Bracco o un Segugio, né tantomeno da combattimento come un Dogo Argentino, tuttavia questo piccolo cagnolino nasconde una dote innata che mette spesso in risalto con l’abbaio, una forma di comunicazione che serve per allertare il proprietario.

Il Pinscher, dal carattere forte, indipendente e sicuro, fu selezionato per sterminare i topi e altri roditori dalle case e dalle stalle, ed essendo stato probabilmente ricavato dall’antico Schnauzer ha mantenuto in sé una forte propensione alla guardia, nonostante le dimensioni ridotte non funzionino affatto come deterrente. Nonostante ciò, lo Zwergpinscher non si fa intimidire dalla sua stazza e rimane sempre vigile proprio come un piccolo Doberman.

I colori del Pinscher

Il mantello di questo cane è raso, ben attaccato alla pelle, folto e lucido. Tra le colorazioni riconosciute dallo standard troviamo innanzitutto i monocolore marrone e le sue gradazioni, o rosso cervo.

Vi sono poi alcune varianti di nero focato, come per esempio con sfumature di rosso o marrone sugli occhi, la gola, gli arti posteriori, sulla parte inferiore della base della coda, sulle zampe e in alcune parti del petto. L’aspetto di questi ultimi è molto simile a quello di un piccolo Doberman, poiché le zone chiare focate sono posizionate esattamente negli stessi punti del corpo.

 

 

 

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