Ultimo aggiornamento: 15.05.21

 

Tra i cani di taglia gigante che hanno saputo ritagliarsi un posto d’onore nel cuore degli appassionati, il Mastiff si fa apprezzare per il suo temperamento equilibrato e affettuoso. Scopriamo di più su questo simpaticissimo peso massimo made in England. 

 

Sebbene in tempi assai remoti con il termine “Molosso” si indicava un unico cane “pronto ad azzannar senza latrato”, come recitava D’Annunzio, oggi non è – o almeno non è più – una singola razza canina. Tra le specie più apprezzate di questa categoria si colloca senza dubbio il Mastiff, nato dall’incrocio di un bulldog e un mastino inglese, al fine di ottenere un animale di utilità sociale forte e muscoloso.

Se volete saperne di più su questi affascinanti cani di taglia gigante, nel nostro articolo scopriremo le origini e le caratteristiche di questa particolare razza canina che offre una rara combinazione di coraggio e fierezza.

 

Storia e origine della razza

Nella seconda metà dell’800 il Mastiff conobbe un periodo di grande gloria, tanto è vero che l’English Master Club, prima società specializzata nata a tutela della specie, tu fondato proprio nel 1883 ed è oggi uno dei più antichi club di razza inglese. In realtà, ancor prima del suo riconoscimento ufficiale, questo particolare cane gigante era già ampiamente diffuso in Inghilterra, tanto che all’esposizione di Londra del 1872 erano presenti ben ottanta esemplari.

La crisi, in effetti, arriva nel corso delle Guerre Mondiali che decimarono a poco a poco la razza portandola sull’orlo dell’estinzione. D’altronde la guerra è sempre stata nefasta per i cani di stazza imponente, soprattutto per un fattore economico, visto che, quando il cibo e le risorse iniziano a scarseggiare anche per gli uomini, gli animali da compagnia diventano bocche difficili da sfamare e, non a caso, quelle degli esemplari di grossa taglia sono le prime a essere sacrificate.

Per questo motivo, nel secondo dopoguerra in Europa era rimasta in vita un’unica fattrice ancora in grado di riprodurre e la razza si salvò solo grazie al fatto che alcuni soggetti erano stati importati in America prima dell’inizio della guerra.

Nello specifico, la preservazione del Mastiff Inglese si deve a una signora londinese di nome Nora Dickin, grande appassionata della razza, che non era disposta ad accettarne la fine. Mostrando la stessa tenacia del morso di un English Mastiff, la donna si recò negli Stati Uniti per cercare i fondi e le risorse necessarie per acquistare altri esemplari maschi da far accoppiare con la fattrice sopravvissuta in Inghilterra, motivando i soci del Club Ufficiale affinché collaborassero attivamente ed economicamente alla conservazione della specie.

Riuscì, infatti, a ottenere da ognuno di loro dieci sterline e alla fine riuscì a salvare la razza seppur con qualche problema, visto che da quel momento gli esemplari vennero allevati in un esasperato inbreeding – ossia in stretta consanguineità – determinandone una certa debolezza genetica che è stata, e resta tuttora, uno dei principali problemi del cane Mastiff odierno.

Bisogna dire, però, che non c’erano altre alternative ed è importante sottolineare come gli allevatori attuali stiano cercando di migliorare sempre di più lo standard di razza, tanto è vero che oggi i Mastiff ben allevati sono esemplari forti e robusti che possono vivere fino a dieci anni in ottima salute.

Caratteristiche fisiche e comportamentali

Il Mastiff è un molossoide di taglia notevole che per certi versi ricorda il pastore inglese, anche se è di gran lunga più muscoloso e con un pelo meno folto e spesso. Rientra nel novero dei cani più grandi del mondo in virtù del fisico massiccio e imponente, ma con un’immagine di insieme sempre armoniosa e proporzionata.

L’aspetto, infatti, è quello di un mesomorfo pesante in cui la lunghezza del busto è superiore all’altezza al garrese, caratteristica che da l’impressione generale di grande armonia e dice praticamente tutto sulla perfetta fusione tra la potenza e l’eleganza di questa affascinante razza canina.

La testa è ampia e quadrata con un muso relativamente corto, mentre le orecchie – di colore più scuro rispetto al resto del corpo – sono di medie dimensioni e ben distanziate. Il pelo è generalmente corto e tutti i toni tigrati, dal fulvo al rosso, sono ammessi purché la maschera sia sempre nera ed è accettata anche una piccola macchia bianca sul petto.

Anche se si tratta di un ottimo cane da guardia, il Mastiff è un animale estremamente affettuoso e socievole, ma se non viene socializzato correttamente fin da cucciolo tende a essere riservato e diffidente con le persone e gli animali che non conosce. Pur essendo considerata una razza potenzialmente pericolosa in alcuni paesi, è un cane dal carattere molto tranquillo ed equilibrato che sa essere estremamente protettivo e dolce nei confronti dei membri della propria famiglia.

Come prendersi cura di un Mastiff

Vista la mole, è chiaro che un Mastiff avrà bisogno di molto spazio per correre e giocare, magari attrezzando l’area a lui dedicata con qualche gioco di agility e una rampa per cani in modo che possa svolgere una regolare attività fisica, indispensabile per mantenersi in forma.

Inoltre, necessita di tre o quattro passeggiate giornaliere che potrete combinare con qualche esercizio di stimolazione mentale per migliorare le capacità cognitive e di concentrazione del cane. Ovviamente, anche il regime alimentare dovrà essere di qualità per garantirgli tutti i nutrienti di cui necessita per potenziare e rinforzare la massa muscolare, mentre per quel che riguarda la cura del pelo, sarà sufficiente spazzolarlo una o due volte la settimana con un pettine di gomma e fargli il bagno con cadenza trimestrale.

In merito alle patologie di razza riconosciute, questi cagnoni sono soggetti a sviluppare la displasia dell’anca e l’entropion, un problema agli occhi in cui il margine della palpebra tende a ruotare verso l’interno, ma in rari casi possono manifestare anche atassia (un disturbo nervoso del movimento), displasia del gomito e atrofia progressiva della retina.

Per questi motivi, è buona norma effettuare visite veterinarie frequenti, almeno ogni 6 o 12 mesi, oltre a seguire un regolare programma di vaccinazione e sverminazione. Quanto al prezzo, un esemplare di alta genealogia, munito di pedigree e proveniente da un allevamento riconosciuto, può costare anche 1.500 euro, una spesa a cui andranno ad aggiungersi anche i costi, non propriamente economici, per il suo mantenimento.

 

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