Ultimo aggiornamento: 17.09.21

 

Potrebbe dare l’idea di essere poco sveglio a causa del suo muso largo sempre sorridente, ma lo Staffy nasconde una gran tenacia e una mascella potente.     

 

Cenni storici

Prima di cominciare a parlare dello Staffordshire Bull Terrier bisognerebbe fare un passo indietro e arrivare intorno al 1800, quando in Inghilterra andavano di moda quegli scellerati combattimenti tra cani e tori conosciuti con il nome di Bull Baiting. All’epoca infatti tali pratiche non erano ritenute illegali, e fu soltanto verso la fine di quel secolo che furono messi al bando dalle autorità inglesi. Tuttavia, ciò non bastò a fermare gli scontri clandestini, che si spostarono oltreoceano insieme ai lavoratori in cerca di fortuna in America.

Una volta banditi anche lì, nel 1884 fu finalmente istituito l’American Kennel Club, conosciuto con l’acronimo di AKC, con lo scopo di tutelare tutti gli esemplari di razza pura stipulando uno standard che fosse uguale per tutti.

Non si sa con certezza quale sia l’origine della razza: di sicuro è molto antica e risale all’antico Mastino o comunque a un genere molossoide. Di sicuro uno dei capostipiti più recenti, famoso per i combattimenti, fu un American Pit Bull Terrier, al quale però l’associazione preferì cambiare nome in American Staffordshire Terrier, chiamato anche Amstaff, per eliminare il termine “arena” che faceva riferimento a quei crudeli combattimenti.

Vi è poi un’altra razza, molto simile, con lo stesso pool genico e selezionato inserendo un esemplare di Bull Terrier: l’English Staffordshire Bull Terrier, conosciuto anche come Staffy, che non andrebbe affatto confuso con il primo. I due esemplari si somigliano molto, tuttavia non sono uguali e sono riconosciuti entrambi sia dall’AKC, sia dall’ENCI e la FCI.

Standard di razza

Nonostante ci sia molta confusione tra American Bully, American Pit Bull Terrier, American Staffordshire Terrier e Staffordshire Bull Terrier, in realtà sono tutte razze differenti, alcune riconosciute esclusivamente dall’NKC, dall’ADBA e dall’ABCK, come per esempio le prime due, e altre da tutte le associazioni cinofile mondiali, compresa l’ENCI e l’FCI.

L’accettazione di tali esemplari non è una mera questione d’aspetto, ma è legata a un uso improprio di questi cani, estremamente tenaci e combattenti, e della loro possibile pericolosità. Inoltre, la scelta è giustificata anche dalle patologie genetiche e dall’estremizzazione di alcune caratteristiche fisiche. Per fare un esempio, l’American Bully ha l’aspetto basso e ben piazzato, che si estende otticamente più in larghezza che in altezza, e può andare incontro a diverse problematiche di salute, come la lussazione del gomito, sindrome brachicefalica e molte altre.

Lo Staffordshire Bull Terrier fa parte del gruppo tre, nella terza sezione dedicata ai Terrier di tipo bull, grazie alle sue ottime proporzioni, che lo rendono forte e muscoloso. Partendo dalla testa questa appare corta, ma al tempo stesso ampia e profonda con uno stop ben marcato. La mascella è larga, potente, e i denti sono caratterizzati da una chiusura a forbice.
Le labbra sono aderenti e le guance hanno una muscolatura piuttosto marcata, le orecchie sono piccole e dette a rosa, con la punta leggermente piegata, infine, gli occhi sono scuri, di media grandezza e piazzati sulla parte frontale della testa.

Il corpo è compatto, il petto largo e le zampe anteriori e posteriori sono posizionate in modo distanziato e parallelo, la coda è invece portata bassa e dritta e non dovrebbe formare arricciature. Il mantello è corto e liscio, riconosciuto in tutte le combinazioni di colori possibile, fatta eccezione per il nero focato e il fegato.

 

Carattere e addestramento

Vi siete innamorati di un piccolo cane dall’aspetto fiero e possente? Probabilmente si trattava di un Pitbull cucciolo, una razza non riconosciuta dagli enti europei a causa dell’aggressività intraspecifica che li caratterizza. Il Terrier, un cane generalmente dedito alla guardia: se poi vi si aggiunge la componente di tipo bull le capacità raddoppiano, poiché oltre all’istinto vigile e attento, avrete la possenza e la forza del molossoide.

Lo Staffordshire Bull Terrier ha entrambe le caratteristiche, ma è di indole piuttosto buona e dolce ed è per questo che tra tutte le razze precedentemente accennate, è la più diffusa e gestibile in casa e in presenza di bambini.

Ciò non toglie che necessita comunque di una sana educazione impartita fin da cucciolo e, preferibilmente, anche di un certo tipo di addestramento: per chi non lo sapesse, lo Staffy rientra in quelle razze dette “da presa”, poiché in grado di chiudere la mascella e serrarla per bene causando non pochi danni. Per quanto sia mansueto, è molto importante che eserciti tale potenzialità su degli oggetti e delle attività mirate, per evitare che possa metterla in pratica su di voi e sui vostri amici o parenti.

 

Cura e salute

Nonostante lo Staffordshire Terrier potrebbe sembrare un cane forte, possente e rustico, in realtà se non ben selezionato può andare incontro a diverse patologie, sia ortopediche, sia genetiche. Una delle più preoccupanti è la sindrome brachicefalica, conosciuta anche con l’acronimo BAOS, causata dal muso eccessivamente prognato e dal cranio largo che li caratterizza. Proprio come i brachicefali, Bouledogue Francese, Carlino, Bulldog Inglese, anche questa razza può avere il palato molle troppo lungo e narici corte che non consentono di respirare in modo adeguato.

Per fortuna nella maggior parte dei casi il problema è risolvibile tramite un intervento chirurgico, ma è importante intervenire in tempo prima che la malattia peggiori e causi dispnea e gravi disturbi del sonno. Per quanto riguarda la toelettatura, sia lo Staffordshire Bull Terrier, sia l’American Staffordshire Terrier sono caratterizzati da un mantello corto, dunque non necessita di particolari accessori per la manutenzione, se non una buona spazzola per cani.

Staffordshire Bull Terrier: prezzo e allevamenti

Che siate alla ricerca di un cucciolo di Amstaff, oppure di Staffy, è sempre opportuno affidarsi a una struttura riconosciuta ENCI e preferibilmente gestita da persone preparate e qualificate, che selezionano soltanto gli esemplari caratterialmente più docili e senza alcuna propensione all’aggressività intraspecifica.

Come abbiamo accennato in questo articolo, non bisogna dimenticare quale sia l’origine di queste razze e che per quanto si sia cercato di affinarne l’indole, la struttura fisica rimane pressoché la stessa, e la mole del cane può creare difficoltà di conduzione. Con ciò non vogliamo lasciar affatto intendere che si tratti di un cane cattivo, poiché nessuno lo è, ma è innegabile che la razza necessità di proprietari attenti e scrupolosi, disposti anche a pagare cifre alte per portare a casa un cane sano ed equilibrato. 

Il costo di un Amstaff infatti si aggira intorno ai 1.500 euro, mentre per uno Staffy circa 1.000. Diffidate inoltre di chi vi mostra una cucciolata di American Staffordshire Bull Terrier: frutto probabilmente di un incrocio, dunque senza nessuna certezza riguardo lo stato di salute e il temperamento.

 

 

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