Ultimo aggiornamento: 20.04.21

 

In questo articolo parleremo di riproduzione del cane, illustrando i benefici e le controindicazioni che derivano dalla castrazione e dalla sterilizzazione del proprio pet.

 

Della sterilizzazione, così come della castrazione, se ne dicono e sentono di tutti i colori tra rischi, vantaggi e benefici. Se anche voi avete dei dubbi in proposito, oggi cercheremo di scioglierli con una guida di facile consultazione che vi aiuterà a prendere le giuste decisioni.

 

Tempi e modalità di sterilizzazione del cane femmina

Prima di addentrarci nell’argomento ci preme chiarire alcuni concetti di base: la sterilizzazione consiste nell’asportazione chirurgica dell’utero e delle ovaie. Se vengono rimossi entrambi parliamo di ovarioisterectomia, mentre se vengono asportate le sole ovaie parliamo di ovariectomia.

In genere, il momento ideale per effettuare l’intervento dovrebbe ricadere nel mezzo del periodo che intercorre tra un calore e l’altro. Dal momento che le cagne vanno in estro ogni sei mesi, è quindi preferibile pianificare l’intervento tre mesi dopo le prime manifestazioni cliniche del ciclo riproduttivo. Questo perché durante o in vicinanza del calore aumenta l’irrorazione sanguigna degli organi genitali, con conseguente aumento del rischio di emorragia intraoperatoria. Si consiglia, pertanto, di sterilizzare in età giovane principalmente per avere un decorso post operatorio più breve e facilmente gestibile.

Inutile dire che quanto la programmazione sia dunque fondamentale per affrontare un intervento chirurgico di questa portata nel periodo ideale: per prepararsi adeguatamente all’intervento è bene eseguire una visita di controllo dal proprio veterinario, effettuando un esame del sangue pre-operatorio e un controllo cardiaco, anche se generalmente l’intervento viene eseguito in day hospital.

Il giorno dell’operazione il vostro cane dovrà restare a digiuno e, dopo una lieve sedazione, verrà sottoposto ad anestesia totale, in genere di tipo gassoso. Di norma, vengono impiegati punti di sutura interni così che al risveglio rimanga visibile solo una ferita e non sia necessario rimuovere successivamente i punti.

Nel decorso post-operatorio è consigliabile munirsi di una tutina o un collare elisabettiano per impedire che la propria cucciola si lecchi la ferita dolorante, compromettendo così la corretta cicatrizzazione. Dopo l’intervento si raccomanda, inoltre, qualche giorno di riposo mettendo a disposizione dell’animale un cuscino per cani facilmente lavabile e disinfettabile per tenere il più pulito possibile il sito di incisione, situato solitamente a livello della regione ventrale dell’addome.

 

Vantaggi della sterilizzazione del cane femmina

Prima di far sterilizzare il proprio cane occorre valutare attentamente sia i vantaggi sia i potenziali effetti negativi legati all’intervento. Per quanto riguarda i benefici, se la sterilizzazione viene eseguita precocemente, ossia nel periodo antecedente al terzo ciclo estrale, contribuisce a ridurre significativamente il rischio di sviluppare tumori mammari. Ciò è dovuto principalmente al fatto che tali neoplasie sono legate alla produzione degli estrogeni da parte dell’apparato riproduttore femminile. L’incidenza di questo tipo di tumori è molto elevata nelle cagne non sterilizzate e rappresenta la prima causa di decesso nei soggetti di sesso femminile. Va precisato, inoltre, che i tumori mammari che si vanno a sviluppare sono quasi sempre di tipologia maligna e manifestano un alto tasso di diffusione metastatica a livello di polmoni, fegato, milza e midollo osseo.

Un altro vantaggio nello sterilizzare il cane femmina è la prevenzione del malessere psicofisico legato al calore. Durante il loro periodo fertile alcune cagnette, specialmente quelle di piccola taglia, tendono a manifestare gravi disagi che vanno dai dolori addominali, spesso accompagnati da vomito, a fastidiosi disordini intestinali.

È stato altresì dimostrato che oltre il 30% delle cagne non sterilizzate precocemente è soggetto al rischio di contrarre la piometra entro il decimo anno di età. In questi casi, l’animale andrà sterilizzato d’urgenza perché in questa patologia l’utero si riempie di pus causando, in caso di rottura, una grave setticemia che potrebbe addirittura portare al decesso dell’animale.

Per non contare il fatto che una sterilizzazione d’urgenza comporterebbe un aumento dei rischi anestesiologici dovuti sia alla presenza dell’infezione sia all’età avanzata della paziente. Alcuni esemplari, inoltre, possono essere soggetti a gravidanze isteriche o pseudociesi, con conseguente formazione di latte nelle mammelle e sviluppo di mastiti.

Ovviamente, sterilizzando la propria cagnolina questo non potrà accadere proprio perché si tratta di sintomatologie dovute alla stimolazione ormonale, che nel cane sterilizzato non avviene. Per ultimo, ma non meno importante, effettuando l’intervento si evitano le cosiddette “cucciolate indesiderate” con conseguente riduzione del randagismo e tutti i problemi connessi.

 

Svantaggi della sterilizzazione del cane femmina

Prima di sterilizzare un cane femmina occorre ragionare attentamente sui potenziali rischi connessi all’intervento. A tal proposito, uno dei principali svantaggi della sterilizzazione è la possibilità di sviluppare incontinenza urinaria.

 

Non a caso, è stato stimato che nel 20% dei casi (perlopiù cagne di grossa taglia) può manifestarsi questa patologia. Inoltre, dal momento che dopo la sterilizzazione il metabolismo – soprattutto quello lipidico – rallenta, le cagnette tendono a muoversi di meno e mangiare di più, esponendosi a un maggiore rischio di sviluppare obesità con tutte le conseguenze che ne derivano.

Per questo motivo, sarà fondamentale una regolare attività fisica (intesa anche come un maggior numero di passeggiate o qualche esercizio di agility) e l’adozione di un regime alimentare mirato per garantire al proprio animale una vita sana e in perfetta salute.

 

Tempi e modalità di castrazione nel cane maschio

La procedura di castrazione nel maschio consiste nell’asportazione chirurgica dei testicoli ed è definita orchiectomia. L’intervento è considerato di routine e la procedura risulta essere meno invasiva rispetto alle femmine.

Essendo i testicoli del cane situati nel sacco scrotale, non sarà necessario entrare nella cavità addominale, quindi rischi e durata dell’intervento sono minori rispetto alla sterilizzazione. Inoltre, nella castrazione del cane maschio i tempi di recupero corrispondono generalmente a una settimana, salvo complicanze.

 

I vantaggi della castrazione del cane maschio

Nel cane maschio ci sono varie motivazioni per cui la sterilizzazione debba essere seriamente presa in considerazione. Innanzitutto, castrare elimina il rischio di vagabondare e scappare per seguire l’impulso di accoppiarsi, anche se va comunque precisato che si tratta di un comportamento sessuale che può essere riacquisito in qualsiasi momento.

Questo significa che un cane castrato già maturo sessualmente (una maturità che in genere si acquisisce verso i 4-5 mesi di vita) avrà sicuramente imparato a riconoscere le femmine in calore e – se ha già montato – non ridurrà il suo vagabondaggio nel momento in cui percepisce le cagne in estro. Tenete, però, presente che la castrazione riduce comunque il rischio di aggressioni e conflitti, cosa che si traduce in una ridottissima probabilità di incidenti automobilistici, ferite da morso e infezioni gravi.

Inoltre, come per le femmine, abbassa il rischio di insorgenza di tumori testicolari e di contrarre alcune patologie prostatiche. Recenti studi hanno, infatti, dimostrato come la castrazione abbia ridotto sensibilmente i casi di sviluppo di neoplasie su base ormonale, tra cui gli adenomi delle ghiandole anali. Infine, se vi state chiedendo quando sterilizzare il cane, la risposta dipende da diversi fattori, come la razza e la taglia dell’animale, quindi meglio chiedere consiglio al proprio veterinario per avere tutte le delucidazioni al riguardo.

 

Svantaggi castrazione del cane maschio

A oggi sappiamo che ci sono delle controindicazioni legata alla castrazione. La prima è che si tratta di un’operazione chirurgica definitiva e irreversibile, quindi occorrerà ragionare bene sul da farsi se si è intenzionati ad avere qualche cucciolata dal proprio cane.

Bisognerà, inoltre, considerare tutti i potenziali rischi correlati all’intervento, in particolar modo quelli inerenti all’anestesia necessaria per addormentare il paziente. Un altro svantaggio della castrazione è legato agli effetti che comporta sulla prostata: fino a qualche anno fa si pensava che la sterilizzazione potesse prevenire tutte le patologie connesse a questa ghiandola esocrina, ma in realtà è stato dimostrato esattamente l’opposto, con un aumento del rischio di sviluppare diverse patologie prostatiche, anche se comunque esistono alcune eccezioni di razza.

Le specie maggiormente predisposte a riscontrare questi problemi sono i Dobermann, i Pastori dello Shetland, gli Scottish Terrier, i Pointer e i Beagle. Inoltre, da recenti test è stata rilevata anche una maggiore probabilità di sviluppare il linfoma nei Golden Retriever. Altra cosa da considerare è che la sterilizzazione del cane maschio potrebbe aumentare il rischio di insorgenza di patologie ortopediche, tra cui la lesione del legamento crociato o la displasia dell’anca, soprattutto nei Labrador, Boxer e Pastori Tedeschi.

Anche sul successivo comportamento vanno fatte alcune precisazioni: premesso che la procedura non va in alcun modo a modificare il carattere dell’animale, si propone comunque di eliminare la componente ormonale del cane, modificandone di conseguenza alcuni istinti comportamentali di natura sessuale, come vagabondare, scappare di casa, aggressività verso i consimili e aumento delle marcature urinarie.

Allo stesso modo, però, è stato riscontrato che gli esemplari sterilizzati prima dei sei mesi di vita tendono ad avere spesso paura dei rumori forti e manifestano comportamenti sessuali atipici come per esempio montare oggetti inanimati o le gambe delle persone, senza contare gli effetti della sterilizzazione sull’obesità.

Dal momento che gli ormoni sessuali contribuiscono alla regolazione del senso di appetito e incentivano il metabolismo lipidico, questo porta i cani sterilizzati ad avere più fame del normale, con il rischio di mettere su peso e massa grassa. Anche in questo caso esiste una predisposizione di razza che favorisce l’aumento del peso e ne sono maggiormente soggetti il Labrador, il Golden Retriever, il Boxer, il Pastore dello Shetland, il Cocker, i Bassotti, i Beagle e alcune razze giganti come Terranova e Bovaro del Bernese.

A ogni modo, con un piano alimentare mirato e a basso contenuto di grassi si potrà evitare che il proprio amico a quattro zampe possa ingrassare. Infine, visto che il testosterone contribuisce a modulare la risposta immunitaria, nei cani castrati è possibile che ci sia un aumento di reazioni avverse alla stimolazione del sistema immunitaria o vaccinale.

 

Le alternative alla sterilizzazione nel cane maschio

Abbiamo oggi delle alternative per poter ottenere gli stessi pro che abbiamo elencato prima, senza andare incontro a tutti gli svantaggi che conseguono l’intervento. Si tratta della castrazione chimica del cane, che oltre a permettere al paziente di ottenere lo stesso risultato terapeutico – anche se non in maniera definitiva – evita ai nostri amici pelosi gli effetti collaterali che la letteratura scientifica ha posto in evidenza. 

Questo tipo di intervento consiste nel somministrare all’animale un farmaco a base di deslorelin che inibisce l’attività riproduttiva per un periodo di tempo limitato. Al momento esiste un unico prodotto autorizzato e registrato in Italia per la castrazione chimica ed è formulato in forma di impianto sottocutaneo a lento rilascio che favorisce la soppressione temporanea della sessualità nel cane maschio per circa sei mesi. In molti casi per entrambi i sessi è indicato anche per il trattamento di varie patologia della sfera riproduttiva maschile e femminile.

Quanto costa castrare un cane?

Il costo della sterilizzazione di un cane varia a seconda che si tratti di un esemplare maschio o femmina, poiché la complessità e la metodica dell’intervento sono diverse. Anche la spesa da sostenere sarà differente, oscillando in base alla zona in cui viene eseguito l’intervento. Da ricordare, inoltre, che prima della data stabilita, l’animale verrà sottoposto a una serie di controlli clinici, tra cui esame del sangue ed elettrocardiogramma. Attenzione però: sinceratevi che questi test siano inclusi nella cifra pattuita con la clinica, altrimenti potreste ritrovarvi a sostenere ulteriori spese aggiuntive.

Indicativamente, il prezzo per la sterilizzazione di una cagna oscilla tra 180 e 200 euro, mentre la castrazione del cane maschio è leggermente più economica, sui 100/150 euro. In alcune regioni italiane sono stati addirittura avviati dei programmi per il controllo della popolazione canina che offrono la possibilità a chi decide di adottare un cane dal canile di farlo sterilizzare gratuitamente – o a un costo agevolato – presso una struttura convenzionata.

A ogni modo, per sapere quanto costa sterilizzare un cane la cosa migliore è farsi fare un preventivo da diversi veterinari e confrontare i prezzi per capire come muoversi. Tuttavia, a prescindere dal costo, tenete presente che si tratta pur sempre di una spesa che dovremo sostenere per garantire salute e benessere al nostro amico a quattro zampe! 

 

 

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