Ultimo aggiornamento: 20.04.21

 

Lo Shar Pei è un cane molosso di taglia media che si adatta bene alla vita di appartamento. Scopriamo di più su questa affascinante razza del mare cinese meridionale.

 

Quando si parla di molossoidi, solitamente si pensa a cagnoni possenti e di statura imponente, capaci di arrivare anche a 60 chilogrammi di peso. Tuttavia, esistono anche i “mini molossi” che hanno ben poco da invidiare ai loro cugini di grossa taglia per quel che riguarda i muscoli, il coraggio e la lealtà, pur presentando proporzioni decisamente ridotte.

Si tratta, infatti, di splendidi e vivaci cani da compagnia che ben si adattano alla vita in appartamento, a patto però che il loro padrone li faccia muovere a sufficienza. I più diffusi sono tre: lo Sharpei e il Carlino, entrambi di origine orientale, e il Bulldog Francese nato invece in Europa.

Oggi vogliamo concentrare la nostra attenzione sulle caratteristiche fisiche e comportamentali dello Shar Pei, un simpaticissimo cane rugoso che ama stare a stretto contatto con la propria famiglia, verso la quale nutre un affetto profondo e incondizionato.

Storia della razza

Perfetti per chi ama i cani di tipo molossoide ma non dispone di molto spazio esterno, questi piccoli giganti non dimenticano la loro origine antica. Anche se, in alcune circostanze, il cane Sharpei tende a sfoderare grinta e coraggio da leone, con i membri della sua famiglia si dimostra tenero, dolce e affettuoso come può essere solo un cane che vive da secoli a strettissimo contatto con l’uomo.

Il termine “Sharpei” in cinese significa cane dalla pelle di sabbia, un nome che per chi non conosce la razza potrebbe apparire alquanto bizzarro, ma appena se ne vede uno diventa tutto più chiaro. A prima vista, questo particolare cane con le rughe sembra quasi uno scherzo della natura, quando in realtà la sua selezione è stata intenzionale al fine di ottenere degli esemplari assolutamente unici e dall’aspetto peculiare.

Secondo la leggenda, la sua storia ha inizio in Cina – precisamente nella città di Dialak (a pochi chilometri da Kwun Tung) – nel 2.000 a.C., quando alcuni molossoidi originari del Tibet vennero incrociati con cani da caccia di piccola taglia per creare degli animali domestici che assomigliassero al drago Lung protettore delle acque, anche se in realtà il vero intento della selezione era quello di costituire una nuova razza da guardia e da combattimento.

Nonostante l’immediato successo riscosso dai primi esemplari, questo animale ha più volte rischiato l’estinzione durante i regimi dittatoriali che si sono susseguiti in Cina a partire dal 206 d.C., ma grazie agli sforzi di alcuni ricercatori di Hong Kong la razza venne preservata per poi essere importata nel nostro continente negli anni Settanta. Oggi ne esistono due tipi: lo Shar Pei Americano, di statura più piccola e con rughe più marcate, e quello tradizionale cinese, generalmente più snello, alto e dal pelo più corto.

Caratteristiche fisiche e comportamentali

L’aspetto generale dello Shar Pei è compatto e robusto, sta ben piantato a terra nella tipica posizione del guerriero e presenta solitamente una testa più grande rispetto al corpo. Anche se oggi è diffuso principalmente come cane da compagnia, non ha del tutto dimenticato la sua indole da combattente, tant’è vero che spesso tende a reagire con decisione quando viene provocato. Al di fuori di queste circostanze, però, si dimostra un cane dolce, equilibrato e capace di sviluppare un forte attaccamento verso il padrone, anche se non è tipo da troppe smancerie.

Sebbene le caratteristiche rughe sulla testa gli diano un’aria perennemente imbronciata e austera, si tratta di un cane vivace e dalla traboccante gioia di vivere, specie adesso che non è più impegnato in feroci combattimenti e non viene più servito in tavola come cibo prelibato, cosa che purtroppo è avvenuta nei periodi più bui della sua storia.

Gioca volentieri con tutti, bambini compresi, e da cucciolo impara con facilità i comandi di base, anche se in certi casi appare un po’ testardo. Lo Sharpei, infatti, può diventare particolarmente ostinato quando non riesce a instaurare un buon rapporto con il padrone, il che è dovuto al fatto che si tratta un cane molto sensibile che necessita di un costante contatto umano e tanto amore. Tuttavia, se ne trova a sufficienza diventa un irriducibile difensore della sua famiglia pur senza essere eccessivamente aggressivo nei confronti degli estranei, verso i quali mantiene inizialmente un certo riserbo per poi fare amicizia una volta accertate le buone intenzioni.

Fortunatamente, la sua innata attitudine alla lotta oggi la esprime solo durante il gioco, esibendosi in divertenti corpo-a-corpo tipici delle razze molossoidi. Questo istinto, infatti, è duro a morire perché viene tramandato da una generazione all’altra dagli stessi genitori, che sono soliti insegnare a lottare ai cuccioli, dimostrando una tipica saggezza orientale.

Cura e benessere

Come facile intuire dalle pieghe che ha, si consiglia di spazzolare lo Sharpei una o due volte la settimana con un pettine apposito per evitare dolorose irritazioni della pelle e mantenere il pelo perfettamente pulito. Per quanto riguarda l’esercizio fisico, questa razza non ha particolari esigenze e vive benissimo anche in piccoli appartamenti, meglio se attrezzati con idonei cancelletti per cani in modo da proteggere l’animale da potenziali incidenti domestici.

Tuttavia, per garantire una buona tonicità alla massa muscolare e impedire che il cane ingrassi troppo – cosa che nuocerebbe alla sua salute – è indispensabile una buona passeggiata quotidiana, possibilmente unita a una bella corsa senza guinzaglio. D’estate è consigliabile che gli esercizi fisici vengano riservati alle prime ore del mattino o la sera tardi poiché, come tutti i molossoidi, anche lo Sharpei può accusare colpi di calore e difficoltà respiratorie sotto il sole cocente

Quanto alle patologie di razza riconosciute, la più frequente è la Febbre dello Shar Pei (FSF), una malattia ereditaria che si manifesta con innalzamento della temperatura corporea e gonfiore anomalo a livello dei garretti, sfociando in alcuni casi in amiloidosi del fegato e dei reni. Bisogna prestare attenzione anche alla displasia dell’anca, che si riscontra occasionalmente nei soggetti di questa specie canina, e alla cosiddetta entropion, una malposizione palpebrale che comporta la rotazione della palpebra verso la parte interna dell’occhio, causando la cecità se non curata tempestivamente.

Quanto costa uno Shar Pei cucciolo?

Un molosso in formato ridotto come questo è sempre un’attrazione irresistibile: se gli adulti appaiono buffi e divertenti, si può immaginare quanto uno Sharpei cucciolo, così pieno di pieghe, susciti in tutti una gran voglia di ricoprirlo di coccole proprio perché sembra fatto di gomma. Per quanto riguarda il costo, se fino a qualche anno fa era considerata una delle razze canine più costose al mondo, oggi il prezzo dello Sharpei si attesta nella fascia medio-alta, tra 500 e 800 euro.

Inutile dire che acquistare un cucciolo da un allevatore improvvisato è sempre sconsigliato, anche perché molti esemplari – soprattutto lo Sharpei nero nato da riproduttori con mantello colorato diluito – hanno problemi di salute congeniti e diversi difetti caratteriali.

 

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