Ultimo aggiornamento: 16.09.19

 

Un veterinario sperimenta su se stesso che cosa prova un cane quando dorme nella sua cuccia, posizionata all’esterno di un’abitazione, in una fredda notte d’inverno.

 

Durante l’inverno, è molto importante proteggere i nostri animali domestici dalle basse temperature. Chi l’ha detto che un cane può resistere al freddo, fuori casa, senza subire danni soltanto perché è dotato di pelo sul corpo? Se una persona ben vestita e adeguatamente coperta ha freddo quando viene sottoposta a temperature molto basse, vuol dire che anche i nostri amici a quattro zampe proveranno la stessa sensazione in un caso analogo. Purtroppo, ogni anno, molti cani vengono ritrovati morti fuori dalle case, a causa delle temperature polari che non sono stati in grado di sopportare.

Per comprendere meglio il livello di tollerabilità di un cane nei confronti delle basse temperature, esiste una tabella specifica, che consente di valutare il livello di resistenza dell’animale in base alle sue dimensioni, alla razza e alla pelliccia. Di norma, 15° sono una temperatura media sopportabile da tutte le razze, 4° iniziano a essere pericolosi per i cani di media e piccola taglia, mentre 1° è la soglia critica per gli esemplari di qualsiasi razza e dimensione. Se la temperatura scende a -6° o addirittura a -12°, il rischio di morte è altissimo per tutti. 

 

L’esperimento del dottor Ernie Ward

Il veterinario americano dottor Ernie Ward, ha voluto dimostrare quanto può essere pericoloso lasciare il proprio cane fuori di casa al freddo per troppo tempo. Per fare ciò, l’uomo si è ripreso con una telecamera per un’intera notte, passandola dentro una cuccia per cani da esterno. Ovviamente, per sopportare il freddo,  il veterinario ha indossato abiti idonei all’impresa.

All’inizio dell’esperimento, la temperatura all’interno della cuccia era pari a -5° e dopo un’ora e mezza è salita leggermente a -4°; anche se il dottore stava già battendo i denti e si erano formati i primi cristalli di ghiaccio nella casetta. Proseguendo con l’esperimento, i gradi all’interno della cuccia hanno continuato a calare e dopo due ore e mezza, la temperatura corporea del dottore è scesa a 33°, molto al di sotto della media normale per un umano che è di 37°. Il risultato finale è stato la perdita graduale di sensibilità agli arti inferiori.  

 

 

È sufficiente avere una pelliccia sul corpo per resistere al freddo?

Attraverso il suo esperimento, il dottor Ward ha voluto sfatare il mito secondo il quale la pelliccia di un cane è in grado di tenerlo al caldo in qualsiasi condizione di bassa temperatura. La resistenza di ogni esemplare dipende molto dalla razza, dalla taglia e dal tipo di pelo. Ovviamente, i cani di piccole dimensioni come i chihuahua, sono più sensibili e vulnerabili al freddo, già a 5° sopra lo zero. Il discorso cambia per razze di taglia più grossa come rottweiler, pastori tedeschi e husky, che possono resistere a temperature critiche fino a -6°.

L’obiettivo dell’esperimento del dottor Ward, è quello di sensibilizzare ed educare i proprietari di animali domestici, in modo da fornire loro dei consigli utili a gestire i propri amici a quattro zampe durante i mesi più freddi dell’anno. In Italia dovremmo fare lo stesso, anche perché in cinquanta stati americani, la negligenza e il maltrattamento nei confronti del proprio animale da compagnia sono considerati dei reati gravi.

 

Un riparo a prova di gelo

Se non avete la possibilità di ospitare il vostro cane in casa durante l’inverno, avete il dovere di offrirgli un riparo esterno idoneo a sopportare le temperature rigide. In commercio esistono cucce per cani (ecco i migliori modelli) buone ed economiche, capaci di resistere bene al freddo. Si tratta di modelli coibentati che creano un ambiente interno isolato termicamente, in grado di proteggere i cani dalle basse temperature.

Ovviamente è consigliabile far entrare l’animale in casa qualora il freddo fosse troppo rigido. Ricordate sempre che se l’inverno è duro per l’uomo, lo è anche per gli animali domestici. Assicuratevi che i vostri quadrupedi siano ben preparati ad affrontare il gelo esterno e prestate particolare attenzione ai soggetti anziani, perché anche loro soffrono di dolori reumatici e artritici, che possono accentuarsi con la stagione fredda.

Una cuccia per esterno, oltre a essere isolata termicamente, deve essere anche di dimensioni adatte alla taglia dell’animale, in quanto questi deve disporre di spazio utile sufficiente per muoversi all’interno. Preparate al vostro amico un giaciglio caldo e accogliente e controllate sempre che l’acqua nella ciotola non si geli, in quanto i cani hanno bisogno di idratarsi anche con il freddo.

 

 

Un cappottino per chi ha poco pelo

Purtroppo, alcune razze hanno il pelo molto corto e pertanto sono sprovviste di una protezione efficace contro il freddo. In questi casi è consigliabile acquistare un cappottino adatto alla taglia del proprio amico a quattro zampe, che non è un semplice vezzo ma al contrario uno strumento intelligente che può salvargli la vita. I cani a pelo lungo, specialmente quelli di origini nordiche come gli husky, non necessitano di protezioni corporee extra. Tenete presente che il mantello di un cane è il principale strumento di difesa contro le basse temperature e pertanto va curato e mantenuto sempre in stato ottimale. La maggior parte degli animali disperde calore tramite le zampe, le orecchie e il tratto respiratorio e il gelo può rivelarsi un vero e proprio pericolo per queste parti.

Il consiglio che vi possiamo dare è quello di applicare degli unguenti lenitivi a base di olii di pesce e di vitamina A, per scongiurare eventuali danni da ipotermia. Se passeggiate per strada con il vostro amico fido, evitate che questi rimanga troppo fermo sull’asfalto ghiacciato; lui non possiede scarpe con la suola di gomma come voi e le sue zampe potrebbero ferirsi a causa del gelo. Pertanto, quando rientrate a casa, controllategli i piedini ed eventualmente lavateli con un po’ di acqua fresca (mai calda) e successivamente applicate sui polpastrelli degli appositi prodotti per curare le ragadi della pelle.