Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Agile, forte e resistente, il Malinois viene utilizzato dalla Polizia di Stato per il soccorso e la difesa. Scopriamo le origini e il carattere di questa razza. 

 

Origini

Il Pastore Belga ha una storia piuttosto antica: ha origine probabilmente dal Canis lupus lupus, ovvero il lupo euroasiatico che a sua volta si sviluppò in cani nordici e pastori dall’aspetto lupoide. I conduttori del gregge, a differenza dei guardiani, hanno il compito di radunare e accerchiare le pecore, le capre, le mucche e persino le anatre, come in un rituale di caccia, senza poterle uccidere.

La selezione dei Belga cominciò durante il XIX secolo, quando in Europa vi erano numerosi esemplari da conduzione a cui però mancava una linea ben precisa. Fu nel 1891 che il Professor A. Reul, veterinario ed esperto cinofilo, diede vita al primo standard fondando il club di razza, identificando in tutto tre varietà diverse: Tervueren e Groenendael, caratterizzati da un mantello lungo e Malinois, ovvero il Pastore Belga a pelo corto, e solo alcuni più avanti fu aggiunto il Laekenois, a pelo ruvido.

 

Standard FCI

I Pastori Belga riconosciuti da ENCI ed FCI sono in tutto quattro: Tervueren, Groenendael, Laekenois e Malinois, e ognuno è caratterizzato dalla stessa struttura fisica ma da un mantello piuttosto differente l’uno dall’altro. Il primo per esempio è totalmente nero e a pelo lungo, il secondo è sempre folto ma di colore fulvo con una maschera nera intorno al viso. Il Laekenois è invece dotato di un mantello corto e duro color sabbia, mentre l’ultimo, ovvero il Malinois, di cui ci occupiamo in questo articolo, è a pelo raso, fulvo o carbonato con la testa più scura.

Tutte le varietà fanno parte però di un unico standard e sono classificate nel gruppo uno, dedicato ai Cani da Pastore e ai Bovari. Benché in alcune nazioni sia possibile ritrovare anche il Malinois nero, in realtà tale pigmentazione non è riconosciuta dall’FCI e non è ammessa.

La struttura fisica dà l’idea di un cane possente e muscoloso, ma al tempo stesso magro e particolarmente agile. L’aspetto è quello di un Pastore: ha il muso allungato, ma ben bilanciato con la larghezza della testa che risulta piatta e poco arrotondata. Lo stop è moderato, le guance sono asciutte, prive di pelle pendente e ben attaccate alla mascella. Gli occhi sono scuri e leggermente a mandorla, mentre le orecchie sono a punta, piccole e portate in alto sulla testa. L’altezza al garrese corrisponde a 62 centimetri per i maschi e 58 centimetri per le femmine, il peso è invece piuttosto variabile ma non dovrebbe superare i 25 chili, soprattutto se si tratta di esemplari da lavoro.

 

Carattere

Prima di innamorarvi dei cuccioli di Pastore Belga Malinois in vendita online è opportuno che conosciate a fondo la sua indole, poiché potreste pentirvi della scelta più presto di quanto immaginiate. Si tratta di un cane nevrile, ovvero talmente agile da riuscire a compiere salti e affrontare prove di resistenza mai viste in altri esemplari.
Se avete sentito parlare di questa razza avrete sicuramente potuto ammirare numerosi video in cui si cimentano in particolari sport come il parkour o percorsi a ostacoli degni dell’esercito.

Non a caso il Malinois è utilizzato in tantissime attività cinofile come il mondioring, utilità e difesa, conduzione del gregge, ma anche la guardia o come cane da soccorso e recupero di superstiti da macerie, valanghe e catastrofi naturali. Insomma, non parliamo certo di una razza facile da gestire, tuttavia, se ben addestrata è caratterialmente docile e molto legata al proprietario, ma resta pur sempre vigile e in grado di difendere i membri del suo gruppo familiare.


Cura

Il Pastore Belga Malinois è un cane davvero forte e rustico, caratteristiche che lo rendono dunque anche particolarmente in salute. Tuttavia, può andare incontro a patologie comportamentali causate da una cattiva selezione da parte dell’allevatore e da un mancato addestramento. Inoltre, può soffrire di malattie congenite come per esempio displasia dell’anca o la stenosi degenerativa, che provoca un restringimento di una vertebra con conseguente infiammazione e difficoltà motoria anche in giovane età.

 

A chi è adatto il Malinois

Lo state già immaginando: è fiero e immobile sull’uscio di casa, ha al collo un bel collare di pelle e una medaglietta per cani con su scritto il suo nome, mentre attende paziente il vostro ritorno dopo otto ore di lavoro. Questo è ciò che sperate, perché quello che troverete una volta giunti a casa saranno decine di buche in giardino, carta da parati scollata e porte smantellate.

Il Pastore Malinois è un cane da lavoro: ciò implica che necessita di essere stancato non solo fisicamente ma anche mentalmente, e le passeggiate di un’ora nel quartiere o la sgambata in area cani non gli basteranno affatto a placare la sua immensa energia, che talvolta può sfociare persino in aggressività verso le persone, altri animali oppure nei confronti dei familiari.

Non è sicuramente adatto a chi passa molte ore fuori, né tantomeno a chi è alla prima esperienza e non ha voglia di pagare un addestratore che possa incanalare nel modo corretto la forza e la vitalità del Malinois. Insomma, se siete delle persone particolarmente sportive oppure conoscete già l’ambiente cinofilo e volete praticare attività come obedience, utilità e difesa, agility e quant’altro, allora possiamo con sicurezza affermare che questo è il cane migliore per voi e che sarà capace di darvi enormi soddisfazioni.

Allevamenti e prezzi

Partendo dal presupposto che pur scegliendo di non acquistare il cucciolo in una struttura riconosciuta ENCI ma di adottarlo presso una famiglia, è importante sapere che si tratta pur sempre di un cane da lavoro, dunque, energico e super attivo.

Meglio dunque optare per un allevamento di Pastore Belga Malinois vero e proprio, dove vengono effettuati test genetici e accoppiamenti mirati non soltanto alla salvaguardia della razza, ma anche alla selezione di esemplari caratterialmente equilibrati. Il prezzo di un cane da Pastore Belga può variare molto in base alla linea e al prestigio dell’allevatore, tuttavia un soggetto da lavoro può arrivare a costare anche più di 1.000 euro.

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Un guardiano degli armenti, conosciuto per la mole imponente e la devozione al lavoro. Scopriamo insieme questa antica razza proveniente dall’omonima catena montuosa.

 

Origini

Per poter arrivare allo standard del Cane da Pastore del Caucaso è necessario andare molto indietro nel tempo, a circa 7.000 anni prima di Cristo, quando gli uomini cominciarono ad allevare gli erbivori per la lana, la carne e il latte. Sono proprio di questo periodo infatti le prime testimonianze storiche sui cani guardiani del gregge ritrovate in Asia sud occidentale, tra quelli che all’epoca erano territori dell’Anatolia e dell’Iran. È molto probabile che la razza caucasica abbia avuto origine da tali esemplari, dunque frutto di una selezione naturale e leggermente affinata dall’uomo solo a partire dal 1920 da parte dell’URSS.

Oggigiorno questo cane da pastore è inconsciamente utilizzato per la guardia di proprietà private, o peggio ancora da compagnia, costretto a vivere in città, dove difficilmente riesce a integrarsi. Si tratta infatti di un animale abituato a vivere da solo tra montagne e pianure, a gestirsi autonomamente senza la presenza del proprietario e in assenza di cibo. Il suo ruolo è quello di proteggere il gregge dai lupi, dagli orsi e dai ladri, contro i quali mette a rischio anche la propria vita pur di riuscirci.

 

Morfologia

Il Pastore del Caucaso è gigante: l’altezza al garrese per gli esemplari maschi si aggira intorno ai 75 centimetri con un peso di 50 chili, mentre per le femmine le misure sono di circa 70 centimetri e almeno 45 chili. La testa è grossa e larga, lo stop del muso è poco marcato, le mascelle sono grandi e forti mentre i la mascella ha la chiusura a tenaglia. Le orecchie sono pendenti e di forma triangolare, tuttavia, nonostante originariamente venissero tagliate, tutt’oggi in Italia tale pratica è illegale.

La coda è posizionata in alto e si arriccia sulla groppa, il torace è ampio, il petto è visibile, il fisico è generalmente ben strutturato, forte e muscoloso. Passando alla descrizione del mantello, questo appare dritto, poco curato e più corto sulla testa rispetto al resto del corpo, inoltre, è ben evidente il sottopelo fitto che lo fa apparire proprio come la pelliccia di un animale selvatico. Per quanto riguarda il colore invece, sono riconosciute tutte le sfumature di bianco e marrone.

 

Carattere e motivazioni di razza

Se sperate che un Pastore del Caucaso possa apprezzare il lancio di un bastone o di una pallina, siete ben lontani dalla verità. Si tratta infatti di un cane pacato, difficile da addestrare con snack e bocconcini e che nasce con un unico scopo: guidare il gregge e difenderlo. Ovviamente non è necessario parlare di pecore o capre, poiché in mancanza di tali animali è il nucleo familiare che diviene oggetto di interesse. Ciò potrebbe sembrare piacevole, fino a quando il piccolo cucciolo diventerà un enorme esemplare da 50 chili che placca il postino contro un muro e stacca un braccio alla zia che è passata a trovarvi dimenticandosi di avvertire prima del suo arrivo.

Un Pastore del Caucaso arrabbiato può incutere molta paura, poiché il suo compito è quello di difendere con i denti i membri della sua famiglia. I cani guardiani non hanno istinto predatorio, considerato che si sono formati a fianco di pecore e agnelli senza poterne sfiorare nemmeno uno, non hanno una motivazione sociale, poiché abituati a vivere da soli, ma sono terribilmente territoriali e protettivi, due caratteristiche che è bene non sottovalutare. Sono esemplari da lavoro: amano stare immobili per ore con l’unico scopo di controllare e scrutare l’orizzonte, alzandosi semplicemente in piedi per dissuadere chiunque tenti di avvicinarsi.

Se educato fin da cucciolo questo cane è in grado di accettare e proteggere i bambini, tuttavia, è bene che questi ultimi imparino ad approcciarsi, evitando di urlare, agitarsi e toccare eccessivamente il cauto animale. L’acquisto di una medaglietta per cani sarà estremamente utile, soprattutto se lasciato libero col pascolo: in questo modo i passanti potranno leggere il vostro numero e contattarvi in caso di pericolo.

Salute

Come tutti i cani molossi giganti gode di buona salute, considerata la sua alta tollerabilità al freddo estremo e al caldo, tuttavia, quando si sceglie un soggetto in allevamento, è opportuno che il Pastore del Caucaso cucciolo provenga da linee esenti da displasia del gomito, dell’anca e altre patologie cardiache ereditate geneticamente.

 

Allevamenti

Ma quanto costa un cucciolo di pastore del Caucaso? Generalmente, trattandosi di una razza alquanto rustica e poco modificata dall’uomo, è possibile reperire soggetti anche a 800 o 900 euro, tuttavia, un buon allevamento Pastore del Caucaso, in cui vengono effettuati test genetici e una selezione da lavoro, può cedere cuccioli anche a prezzi molto più alti, che potrebbero raggiungere la cifra di 2.000 euro.

 

Curiosità

Quanto deve mangiare un cucciolo di pastore del Caucaso? Benché si tratti di una razza rustica e abituata a patire la fame, è molto importante che ogni esemplare in fase di crescita sia alimentato correttamente, affinché possa sviluppare correttamente tutta la sua struttura ossea. Se molto piccolo avrà bisogno di almeno quattro o cinque pasti al giorno, sia che decidiate di seguire una dieta casalinga o BARF, sia che preferiate servirgli delle crocchette. Leggere le etichette presenti sulla confezione e controllare la tabella della quantità di cibo in base al peso potrebbe rappresentare un’ottima idea, tuttavia, considerata la mole del cane, vi suggeriamo di affidarvi a un veterinario esperto in nutrizione, che potrà indicarvi le dosi specifiche per il vostro enorme compagno a quattro zampe.

Quale è il miglior cane da guardia? Di certo i cani pastore sono ottimi guardiani del gregge, in grado di proteggere pecore e capre dall’attacco di lupi e altri predatori, persino dagli uomini. Tuttavia, non è affatto un esemplare adatto alla guardia di aziende o case, poiché, se relegato in giardino può imparare a scacciare chiunque, proprietari compresi.

Qual è il cane più grande del mondo?

A vincere l’ultimo premio del Guinness dei primati non è un Caucaso, nonostante in Cina ci sia un esemplare alto quasi 1 metro e dal peso di 100 chili, ma un Alano di nome Freddie, con un’altezza di circa 175 centimetri.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Imponente, fiero e adatto alle famiglie, tuttavia, proprio a causa della sua mole necessita di una salda educazione impartita fin da cucciolo.

 

Origini

Di sicuro il Rottweiler non nasce affatto come cane da compagnia, ma ha una lunga storia da guerriero e protettore delle mandrie. Le sue origini risalgono all’Impero Romano: i primi esemplari infatti accompagnarono i condottieri alla scoperta dei paesi germanici, fermandosi nella città di Rottweil, che all’epoca era un punto di riferimento per gli scambi commerciali.
Lì cominciò la sua attività come conduttore e protettore delle mandrie di bovini, inoltre, divenne famoso per l’appellativo “cane dei macellai”, dal termine tedesco metzgerhund.

Si fece poi spazio tra i mercanti, che a causa della sua possenza erano soliti legare sacche piene di soldi attorno al collo, affinché fossero al sicuro da eventuali ladri. Fu infine adoperato come cane poliziotto e nel 1910 fu fondato l’ADRK, l’Allgemein Deutscher Rottweiler Club, in cui venne fissato lo standard di razza. Il Rotwailer divenne però famoso e conosciuto in tutto il mondo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu utilizzato dall’esercito tedesco per la ricerca dei superstiti nelle battaglie. Oggigiorno, oltre a rappresentare uno dei migliori esemplari nelle prove di lavoro di utilità e difesa, insieme a Pastore Tedesco e Malinois, è anche apprezzato per le sue doti protettive nei confronti della famiglia.

 

Standard Enci

Innanzitutto è bene specificare che nonostante ci siano due linee distinte della razza, soltanto una è riconosciuta dall’Enci e dall’FCI, ovvero quella tedesca. Il Rottweiler americano infatti, non rispetta affatto lo standard definito dall’ADRK: i soggetti sono più snelli e alti, il muso è maggiormente allungato e la testa più corta. Negli Stati Uniti non vi è un vero e proprio controllo riguardo la genealogia, dunque, molti esemplari vengono talvolta fatti accoppiare con altre razze, perdendo così non soltanto le caratteristiche fisiche imposte, ma anche il carattere. Il problema maggiore è causato infatti proprio dalla modifica del suo temperamento, che normalmente dovrebbe essere docile, calmo e soprattutto obbediente.

In tutto il mondo si sente spesso parlare di cani Rottweiler che hanno azzannato e ucciso membri della stessa specie, proprietari o bambini: ciò però non è dovuto soltanto a una scorretta selezione da parte dell’allevatore, ma anche dell’inesperienza degli adottanti, che nella maggior parte dei casi hanno sottovalutato tutti i segnali che hanno preceduto l’attacco. Tale razza viene inserita dall’FCI nel gruppo 2, quello dedicato a Pinscher, Schnauzer, Molossoidi e Bovari Svizzeri, nella sottocategoria dei cani da lavoro, da servizio e da compagnia.

La particolarità più evidente del Rottweiler è di sicuro la testa larga, che se guardata frontalmente sembra formi un’onda sulla parte in alto, leggermente incavata sulla fronte.
Lo stop è pronunciato, ma non deve assolutamente essere prognato, dunque non eccessivamente corto rispetto al cranio. Il collo è grosso, muscoloso, senza pelle cadente, le mascelle sono larghe e potenti, con labbra e mucose di colore nero. Come gli altri molossi, anche il Rottweiler è dotato di arti posteriori leggermente più alti rispetto a quelli anteriori, mentre la coda è orizzontale, leggermente curvata all’insù quando è in attenzione.

Per quanto riguarda il mantello invece, vi è un’unica variante riconosciuta: nero con focature rosso intenso su guance, fronte, collo, petto e nella parte interna delle zampe. È possibile che alcuni cuccioli di rottweiler abbiano alcune macchie bianche, che generalmente vanno via con la crescita. Tuttavia, ciò rappresenta un difetto e motivo di squalifica in expo. Infine, l’altezza al garrese è 61- 68 centimetri per i maschi e 56- 63 per le femmine, con un peso massimo di 50 chili per l’uno e 42 per l’altro sesso.

 

Carattere del Rottweiler

Come abbiamo accennato, è molto paziente, gentile con i bambini e un guardiano eccezionale come tutti i molossi. È mosso da un’enorme motivazione affiliativa ed è in grado di prendersi cura di tutti i membri della sua famiglia a costo della vita. Non ha paura di nulla, inoltre, generalmente reagisce in modo pacato alla presenza dei suoi simili e di altri animali.

Sembra la descrizione del cane perfetto, peccato però, che un’indole così può essere rovinata in poco tempo da una cattiva selezione e dall’inesperienza dei proprietari, che sottovalutano la potenza di tale razza. Si tratta inoltre di un esemplare estremamente territoriale, ed è per questo che viene ampiamente apprezzato come guardiano di ville e di aziende.

Addestramento

Se decidete di prendere un Rottweiler dovrete iniziare a porvi delle domande, come per esempio quanto costa addestrare un cane: è davvero importante iniziare un percorso educativo fin da cucciolo, in modo tale che possiate apprendere voi come gestire un esemplare così grande e imponente nelle situazioni di difficoltà. Innanzitutto sarebbe opportuno inserire il microchip, obbligatorio per legge su tutto il territorio italiano, e acquistare una medaglietta per cani, poiché nel caso in cui dovesse scappare o perdersi, avrete più probabilità di ritrovarlo.

Si tratta di una razza che si presta a molte attività cinofile, come l’obedience, la ricerca in superficie oppure l’UD, acronimo con cui è conosciuto l’addestramento all’utilità e alla difesa.
Stimolare il cane in questo modo non lo rende maggiormente aggressivo, anzi, incanala questa sua motivazione in esercizi propedeutici, indirizzandola a determinate situazioni ben controllate e gestite.

Inoltre, lavorare con il proprio compagno a quattro zampe aumenta la sintonia con il proprietario, il quale avrà la possibilità di comprenderlo meglio e imparare a soddisfare a pieno i suoi bisogni. È bene ricordarsi che si tratta comunque di un cane territoriale e dunque possessivo: può andare in competizione con i suoi simili oppure con i membri della famiglia, arrivando a provocare dei seri danni. Per questo motivo, è consigliabile impostare fin da subito regole riguardo la gestione delle risorse e degli spazi in casa, oltre a farlo socializzare con i cani fin da cucciolo.

 

Problemi di salute

Il Rottweiler è un cane piuttosto rustico, dunque, soprattutto se ben selezionato, non presenta grossi problemi di salute. Può però andare incontro alla torsione dello stomaco, che è possibile prevenire con un intervento, oppure dando al cane dei pasti regolari ed evitando che si agiti subito dopo mangiato. Tra le malattie ereditarie troviamo la displasia dell’anca, del gomito, oculopatie e diabete.

Quanto costa e dove acquistare un Rottweiler cucciolo

In Italia è possibile visitare numerosi allevamenti di tale specifica razza, tuttavia, consigliamo sempre di affidarvi a una struttura riconosciuta ENCI, in cui vengono selezionati e riprodotti solo soggetti sani, dotati di pedigree e test genetici. Il rottweiler ha un prezzo nella media, che può andare da un minimo di 800 euro fino a circa 1.000 euro per esemplari da lavoro o da expo.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Vediamo insieme quali sono le possibilità e i costi di realizzazione di una cuccia per il cane fai da te, e in che termini può risultare vantaggiosa oppure no.

 

Il cane è il miglior amico dell’uomo, chiunque ne possieda uno potrà confermare senza indugi questa affermazione. Storicamente parlando, i cani sono stati tra i primi e più diffusi animali domestici al mondo; la relazione che si è instaurata tra questi animali e gli esseri umani nel corso dei secoli, infatti, è sempre stata di reciproca utilità. Anche al giorno d’oggi, come in passato, i cani continuano a essere d’aiuto per attività come la caccia, la ricerca e il soccorso. Grazie alla costante evoluzione in ambito medico e scientifico, inoltre, sono stati ufficialmente riconosciuti i benefici apportati in ambito terapeutico dalla presenza o dall’interazione con i cani.

Dato il profondo legame affettivo che ci unisce ai nostri amici a quattro zampe, l’esigenza di prendersi cura di loro e cercare di fare il possibile per garantirgli il massimo del comfort oltre alle cure e all’affetto di cui necessitano, è del tutto normale. Costruire una cuccia per cani è uno dei gesti d’affetto più spontanei che i possessori di cani possono manifestare per il proprio animale domestico, soprattutto chi ha la fortuna di possedere un piccolo giardino e quindi ha l’opportunità di poter tenere il proprio cane in uno spazio più ampio e consono alle sue esigenze.

 

Cosa offre il mercato

Ovviamente il mercato offre una vasta gamma di cucce per cani già pronte all’uso, oppure vendute in kit da assemblare; in commercio ne esistono di tutti i tipi infatti, c’è la cuccia per cani grandi e quella per cani piccoli, e possono essere fatte con materiali diversi, come la cuccia in legno, quella in materiale plastico o perfino la cuccia in cemento.

Poi ci sono le varianti progettate con caratteristiche e dimensioni specifiche in base alla razza del cane a cui sono destinate, quindi si può scegliere tra la cuccia per labrador, la cuccia per chihuahua o quella per pastore tedesco, per esempio, inoltre sono addirittura disponibili dei modelli personalizzati, come la cuccia per cani con veranda oppure la cuccia doppia per cani.

 

Quanto costa una cuccia per cani

Per avere un’idea di quanto si possa arrivare a spendere per una cuccia per cani bisogna prima di tutto distinguere queste ultime in due categorie distinte: quelle da interno e quelle da esterno. I prezzi delle cucce per cani da interno possono oscillare da un minimo di 15 euro, per i modelli più economici realizzati in plastica, fino ai 90-100 euro circa dei modelli più elaborati, realizzati con tessuti e imbottiture di alta qualità.

Le più richieste sono invece le cucce per cani da esterno; in questa categoria i prezzi tendono a essere più alti ovviamente, ma si possono comunque trovare prodotti di discreta qualità a un costo relativamente economico. I prezzi vanno dai 35 ai 500 euro circa o anche di più, a seconda dei materiali di fabbricazione, della qualità e delle caratteristiche.

Le più costose sono le cucce per cani da esterno coibentate che, oltre a offrire riparo, sono in grado di mantenere la temperatura interna a valori accettabili in caso di condizioni climatiche estreme. Questa premessa riguardante il prezzo e le cucce già pronte non serve a dissuadere chi è intenzionato a realizzarne una con i propri mezzi, ma è soltanto indicativa del fatto che non bisogna considerarla un’alternativa più vantaggiosa dal punto di vista economico. La realizzazione di una cuccia fai da te non è un’opzione da scartare quindi, ma neanche da adottare a occhi chiusi, e proseguendo nella lettura capiremo facilmente il perché.

La cuccia per cani fai da te

Di solito la molla principale che spinge a valutare un’opzione del genere è quella economica; in molti pensano che realizzare la cuccia da soli, magari con materiali di recupero, possa comportare una spesa minore rispetto all’acquisto di una già fatta, ma questa cosa è vera solo fino a un certo punto. I più avvantaggiati in questo genere di impresa, infatti, sono gli hobbisti e gli appassionati di bricolage più esperti, i quali dispongono sia dell’opportunità di accedere più facilmente a materiali di recupero o scarti di lavorazione sia delle attrezzature necessarie alla loro lavorazione.

Indipendentemente dal tipo di materiale con cui si ha intenzione di realizzare la cuccia, infatti, occorrono gli elettroutensili da taglio per sagomare i vari pezzi, una levigatrice per rifinirli e altre attrezzature ancora, nonché la giusta padronanza nell’usarle.

 

Il progetto, i materiali e i costi dell’operazione

Prima di tutto è importante partire da un’idea ben precisa; se si ha l’intenzione di costruire una cuccia per cani, infatti, bisogna disegnare un progetto preliminare che permetta di calcolare la quantità di materiale necessario e fare così una stima approssimativa dei costi. Il progetto può essere disegnato secondo le proprie idee oppure può essere scaricato da internet, l’importante è che sia ben fatto dal punto di vista tecnico, cioè che riporti misure precise e includa, nei termini del possibile, il numero di viti e minuterie metalliche necessarie all’assemblaggio.

Lo schema della cuccia, inoltre, deve tenere conto del tipo di materiale da utilizzare; sotto questo aspetto la scelta è ampia e dipende soprattutto dalle esigenze personali e dal budget a disposizione. La cuccia può essere infatti realizzata in materiale plastico, metallico o composito, in legno o in muratura; se l’esigenza è quella di mantenere bassi i costi di realizzazione, per esempio, la soluzione ideale è adoperare il legno dei pallet, che è solido, resistente e può essere acquistato in grandi quantità a basso costo, se non addirittura recuperato a costo zero.

I bancali usati, infatti, possono essere raccolti presso qualsiasi magazzino o centro commerciale, se questi concedono la disponibilità, oppure possono acquistati a prezzi che vanno dai 2 ai 10 euro per unità a seconda delle dimensioni e delle condizioni.

La spesa incrementa nel caso in cui si abbia intenzione di realizzare una cuccia coibentata, bisogna aggiungere l’acquisto dei pannelli alla spesa complessiva; tenendo in conto una cuccia di medie dimensioni, quindi, il costo dei pannelli può variare dai 30 ai 50 euro in base alla loro tipologia. Anche se la cuccia non viene coibentata, inoltre, è necessario dotarla di un tetto impermeabile e quindi bisogna considerare una spesa dai 30 ai 40 euro per acquistare la guaina bituminosa o le tegole canadesi.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Quali sono i cani che si adattano maggiormente alle famiglie con figli? In questo articolo proveremo a darvi una mano nella scelta.

 

Prima di portare a casa un piccolo compagno di giochi per i vostri pargoli, è necessario prendere in considerazione alcuni fattori che speriamo vi faranno aprire gli occhi e valutare correttamente la situazione.

Talvolta si è portati a pensare che prendere un compagno a quattro zampe a un bimbo nello spettro autistico sia una buona idea, ipotizzando che possa supportarlo nei momenti difficili: non c’è nulla di più errato, poiché i cani da pet therapy sono specializzati nella disciplina ed effettuano un percorso di addestramento che può durare anche alcuni anni prima di essere dati in affidamento.

Detto ciò, possiamo senza dubbio affermare che esistano canidi più gestibili di altri, che si rivelano maggiormente idonei a una famiglia numerosa, dove ognuno dei componenti dovrà imparare a prendersene cura. Ci teniamo inoltre a dirvi che non vi sono razze di cani buoni o cattivi, ma mancanza di educazione da parte loro e soprattutto dei bambini, a cui nessuno ha insegnato a rapportarsi adeguatamente nei confronti degli animali.

 

Ma quali sono quelle più tolleranti e bonaccioni? Scopriamolo insieme.

 

Golden Retriever

Senza dubbio il cane di famiglia per eccellenza, ampiamente diffuso in tutto il mondo grazie alla sua indole docile e affabile, nonché maggiormente adoperato per la pet therapy proprio per questo motivo. Meglio sceglierlo in un buon allevamento, dove viene selezionato innanzitutto il carattere: sempre più spesso si sente parlare di Golden Retriever aggressivi, ma si tratta spesso di una cattiva gestione e di un’educazione non impartita fin da cucciolo.

Cavalier King Charles Spaniel e King Charles Spaniel

Cani e bambini non sempre vanno d’accordo, ma non è questo il caso: sono due razze molto simili tra loro ma che differiscono per alcuni dettagli del muso, delle orecchie e della coda. Calmi e tranquilli, si adattano alla vita in famiglia e risultano amichevoli con qualsiasi animale presente in casa, inoltre sono perfetti anche per gli anziani, poiché sono davvero molto pazienti e amano farsi coccolare.

 

Barbone nano

Tra i cani di taglia media per bambini troviamo i Barboni, che nonostante rientrino nel gruppo dieci, dedicato agli esemplari da compagnia, sono in realtà dei grandi nuotatori e cacciatori in acqua. Nonostante ciò, si rivelano degli ottimi animali da appartamento, pazienti e cordiali con tutti i membri della famiglia. Sono affabili anche con gli altri canidi, tuttavia, quelli di taglia mini o toy potrebbero facilmente essere scambiati come prede, dunque, è importante insegnare fin da subito il richiamo.

A differenza di altre razze più grandi, che richiedono una maggiore forza durante le passeggiate al guinzaglio, un Barbone nano potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per i genitori che vogliono responsabilizzare i propri figli a prendersi cura di un piccolo animale.

Alano

I migliori cani da guardia per famiglie sono senza dubbio gli Alano. Fanno parte del gruppo FCI numero due, nella sottocategoria dei molossoidi. Si tratta di un esemplare di taglia gigante che nonostante la sua mole è famoso per il suo carattere docile, buono e comprensivo, soprattutto nei confronti dei più piccoli della famiglia. Può diventare estremamente protettivo, e nonostante si adatti alla vita in appartamento è importante che abbia uno spazio esterno per muoversi. Tuttavia, ama poltrire acciambellato su divani e poltrone.

L’unico problema dell’Alano, che accomuna tutte le razze di taglia grossa, è la bassa aspettativa di vita: a 9 anni infatti raggiunge l’età anziana, in cui possono insorgere malattie di tipo deambulatorio o patologie al cuore e ai reni.

 

Bouledogue Francese, Carlino e Boston Terrier

Tra le razze di cani per bambini queste tre rappresentano un’ottima soluzione per chi non ha molto tempo a disposizione per fare lunghe passeggiate. Si tratta di piccoli molossoidi che fanno parte del gruppo dieci, dedicato agli esemplari da compagnia, che dimostrano un’alta adattabilità alla vita in appartamento e accettano volentieri la presenza di piccoli umani.

Le toilette per cani meglio usarle solo nei casi di emergenza o da cuccioli, poiché anche tali razze, pur essendo di taglia ridotta, necessitano di uscite quotidiane esattamente come i loro cugini più grandi, cercando però di evitare le ore più calde del giorno durante l’estate.

Setter inglese

Nonostante non sia esattamente una razza da compagnia, i Setter sono cani adatti ai bambini, grazie alla loro capacità di adeguarsi alla vita in famiglia. Non vanno però isolati in giardino, e affinché non mostrino segni di intolleranza nei confronti dei più piccoli di casa hanno bisogno di annusare ed esprimere tutta la loro motivazione venatoria nei parchi, nei boschi e nei luoghi immersi nella natura.

 

Razze più complesse

Come abbiamo accennato all’inizio del nostro articolo, pur essendoci una vera e propria lista dei cani più pericolosi al mondo riteniamo che la maggior parte degli incidenti causati da questi ultimi siano derivanti da una cattiva gestione. Sicuramente il morso di un Pitbull può rivelarsi mortale a confronto di quelli di un Barbone Nano, tuttavia la motivazione del comportamento, ovviamente errato, può essere esattamente la stessa.

Per questo motivo, se non avete abbastanza esperienza da riuscire a gestire un Dogo Argentino o un Cane Corso, vi consigliamo di optare per una razza più facile, come quelle elencate, che potranno senz’altro facilitarvi la vita.

Imparare a condurre un cane di taglia grande, che una volta cresciuto diventa aggressivo, non è affatto semplice: può tirare al guinzaglio e strattonarvi, può scagliarsi contro le persone estranee, gli altri cani e purtroppo, per quanto possa amarli, anche i membri della vostra famiglia.

Un’altra errata convinzione è il rapporto tra il Pastore maremmano e bambini, il cui istinto protettivo può diventare deleterio se non ben controllato. Ciò non toglie che in una situazione idilliaca possano rivelarsi dei cani dolci e affabili, così come i molossoidi citati prima.

Infine, per quanto possano sembrare piccoli e facili da gestire, il Chihuahua, Il Levriero Italiano e altri cagnolini dalle dimensioni estremamente ridotte sono davvero fragili, e in presenza di bambini potrebbero correre il rischio di farsi molto male.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Orecchie lunghe, sguardo languido e amabile compagno di giochi: scopriamo insieme la storia, il carattere e il costo di questo segugio di origini inglesi e francesi.

 

Origini

Bassethound: un nome che unisce il termine francese “bas” ovvero bassetto, e quello inglese “hound” cacciatore, segugio. Appartiene al gruppo sei definito dalla FCI, nella sotto categoria dei cani da seguita. Si tratta infatti di un esemplare adoperato per le battute di caccia agli animali da tana, come per esempio le volpi, e proprio come le altre razze dello stesso genere è abituato a collaborare e vivere in muta.

Ha origine probabilmente dall’unione del Bloodhound, del Basset d’Artois e del Normand, e si ritiene che sia stato selezionato dai monaci francesi a partire dal Medioevo. È considerato un cane da lavoro, e nonostante oggi non venga più utilizzato per la caccia mantiene comunque una spiccata motivazione venatoria.

 

Standard ENCI

Come abbiamo accennato, il Basset Hound fa parte del gruppo sei dedicato ai segugi e ai cani per pista di sangue. Si tratta però di un esemplare dall’aspetto molto particolare e diverso dalle altre razze: è un nano disarmonico, ovvero affetto da acondroplasia, che presenta una struttura ossea grande, ma delle zampe corte e tozze.

La testa ha delle rughe sugli occhi e la fronte, il cranio è a cupola e si restringe fino ad arrivare alla punta del naso. Quest’ultimo è di colore nero oppure marrone fegato, in base alla tonalità del mantello, lo stop è invece moderato e poco marcato. Le labbra sono leggermente cadenti: quelle superiori più lunghe di quelle inferiori, la mascella è forte e la chiusura dei denti è totale. 

È un cane dalle orecchie lunghe, le quali possono cadere fino alle zampe senza però superare l’estremità del muso. Le colorazioni accettate sono bianco e nero con focature oppure bianco e arancio, tuttavia, si possono presentare anche altre tonalità più scure o più chiare. La taglia corrisponde a 33 – 38 centimetri di altezza al garrese, mentre il peso si aggira intorno ai 36 kg per i maschi e 30 kg per le femmine.

 

Carattere

Cosa c’è di più bello e tenero di un Basset Hound cucciolo? Come non innamorarsi di quelle orecchie lunghe penzolanti e di quello sguardo languido? Ricordate però, che nonostante l’aspetto innocuo si tratta pur sempre di un cane da caccia e il suo istinto non può essere soffocato con un giro nel quartiere una volta al giorno, né con qualche lancio di una pallina. Per quanto possa sembrare pacato e tranquillo, richiede in realtà molto impegno, sia per quanto riguarda la sua educazione, sia nelle uscite quotidiane, che dovrebbero essere svolte in luoghi naturali, dove il segugio può esprimere tutta la sua abilità venatoria.

Il Basset Hound è un cane molto fedele, devoto al padrone e perfetto per le famiglie con bambini poiché estremamente paziente, può andare d’accordo con tutti gli animali della casa, compresi i gatti e altri esemplari generalmente considerate prede. È però un cane dedito al lavoro, dunque se non addestrato correttamente può diventare testardo e incline alle fughe. “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” cita il detto, ed è esattamente così che potrebbe comportarsi, ignorando qualsiasi comando gli venga impartito. 

Ma quali sono i motivi che spingono un segugio a comportarsi così? Il disinteresse del proprietario, che ignora i bisogni del suo amico a quattro zampe di uscire, correre per i boschi, annusare in giro e socializzare con i suoi simili. Per questo motivo, vi suggeriamo di affidarvi a una figura professionale esperta che possa seguirvi in un percorso di educazione fin da cucciolo, aiutandovi a instaurare un solido legame cane-padrone per non avere problemi in seguito.

 

Cura e salute

Il Basset Hound è un segugio all’apparenza piuttosto robusto e di indole tranquilla, ma allo stesso tempo estremamente delicato per quanto riguarda la sua salute. La vita media del cane è abbastanza alta e si aggira intorno ai 12/13 anni, tuttavia, può soffrire di alcune malattie genetiche che richiedono operazione chirurgica per essere risolte. Tra le più diffuse ci sono le oculopatie causate dal cedimento della palpebra, dovuto alle eccessive pieghe della pelle. Inoltre, data la sua struttura fisica bassa e allungata può andare incontro a ernie e altri problemi alla schiena.

Trattandosi di un cane con orecchie lunghe è molto importante che queste siano sempre pulite, poiché l’umidità e lo sporco potrebbero provocare l’insorgenza di batteri e conseguenti infiammazioni al condotto uditivo. Ciò può scatenare una malattia chiamata malassezia: un fungo che si diffonde soprattutto nelle orecchie, nei condotti lacrimali e tra i polpastrelli provocando un arrossamento del pelo, prurito e la fuoriuscita di una sostanza maleodorante.

La terapia è molto lunga, e richiede soprattutto una costante pulizia del mantello e degli orifizi: per questo motivo, consigliamo di utilizzare un impermeabile per cani e un paraorecchie durante i giorni di pioggia, per evitare quanto più possibile tale problematica.

Basset Hound: prezzo e allevamenti

Prima di portare a casa un cucciolo è molto importante conoscerne la provenienza, il suo stato di salute ma soprattutto visionare entrambi i genitori. Il pool genetico della madre e del padre infatti, gioca un ruolo fondamentale sul temperamento della prole, inoltre, è consigliabile recarsi alcune volte in allevamento in modo tale da avere tutto il tempo di scegliere l’esemplare più adatto alle vostre esigenze, evitando di basarsi solo sull’aspetto esteriore.

In Italia sono presenti numerose strutture che si occupano della selezione di Basset Hound rispettando le regole imposte dalle associazioni internazionali: è importante però considerare che si tratta di un cane da caccia e non prettamente da compagnia, dunque, con una spiccata attitudine venatoria. Tra i migliori allevamenti ricordiamo quello dei Trentarossi, in provincia di Lodi, oppure della Terra dei Templari, a Pordenone. Il costo di un cucciolo può variare molto a seconda del tipo di selezione e dalla popolarità dei suoi predecessori nelle gare di esposizione, tuttavia, il prezzo di un buon soggetto con test genetici e pedigree si aggira intorno ai 1.200 euro.

Vi sconsigliamo infine di recarvi presso delle strutture non certificate: l’iniziale risparmio sull’acquisto di un cane non solo potrebbe rivelarsi un imbroglio, ma potrebbe nascondere la presenza di malattie genetiche che faranno lievitare la parcella da pagare al veterinario.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

In questo articolo troverete tutto ciò che c’è da sapere su questo piccolo cane americano, apprezzato per il suo carattere docile e l’eccezionale adattabilità alla vita in appartamento.

 

Storia del Boston Terrier

Apprezzato come cane da compagnia al pari del barboncino, questa razza ha origine negli Stati Uniti, a Boston, da quello che si presume fu il primo esemplare: Judge, acquistato dal signor Richard C. Hooper nel 1836. Fu probabilmente frutto dell’accoppiamento di un Bulldog Inglese e di un altro Terrier, un cane particolarmente noto nei ring.

Il Boston Terrier infatti, fu originariamente selezionato per il combattimento come tutte le altre razze di tipo Bull, tuttavia, l’aspetto minuto e gli incroci effettuati anche con Bouledogue Francesi, hanno ingentilito il carattere al punto di far sparire del tutto la nota aggressività. Nel 1893 fu riconosciuto dall’AKC e tutt’oggi è particolarmente diffuso per la sua docilità, nonostante sia comunque molto attivo e più dinamico confrontato alle altre mini razze.

 

Standard FCI

La razza di cui ci occupiamo oggi è inserita nel gruppo nove dalla FCI, nella sotto categoria dedicata ai molossoidi di piccola taglia. Potremmo definire il Boston Terrier un cane toy, ma attenzione: questa nomenclatura non è affatto riconosciuta da alcun ente cinofilo e non è altro che un termine adoperato a scopo di marketing. Si tratta infatti di un esemplare generato da una lunga selezione a partire dai Bull, i quali, proprio come fa intuire il nome, erano utilizzati nelle gare di combattimento.

L’aspetto del piccolo molosso è davvero particolare: ha le orecchie alte a conchiglia, le zampe lunghe e il muso schiacciato. A primo acchito potrebbe essere scambiato per un Bouledogue Francese, il quale però, è decisamente più tozzo e prognato, anche se a livello caratteriale possiamo confermare una certa somiglianza.

Il Boston ha il cranio quadrato, la parte in alto è piatta, lo stop è ben definito, il muso è corto e proporzionato. Non vi sono rughe, né sulla fronte né nel resto della testa, il tartufo è di colore nero e largo, le labbra non sono pendenti ma ricoprono tutta la dentatura, leggermente prognata o a tenaglia, proprio come i Terrier di tipo bull.

Gli occhi sono distanziati, tondi e di colore scuro, le orecchie sono piccole e portate in alto, il collo è invece leggermente arcuato e la sua lunghezza è proporzionata al resto del corpo, che è all’apparenza corto e quadrato. Infine, la coda è inserita in basso, corta o quasi assente e più sottile nella parte finale.

Il pelo è raso e lucido, tra le colorazioni ammesse abbiamo nero con macchie bianche, tigrato o foca. Sono richieste alcune macchie bianche intorno al muso, sul petto e una striscia tra gli occhi. L’altezza al garrese rientra in un range compreso tra i 38 e i 43 centimetri, inoltre, il peso è suddiviso in tre diverse fasce: al di sotto dei 6,8 kg, dai 6,8 ai 9 kg e infine, dai 9 kg a un massimo di 11,35 kg.

 

Cura e salute

Quanto vive un cane di piccola taglia? Se in salute, può raggiungere persino i 15 anni d’età. Anche il Boston Terrier è un esemplare piuttosto longevo, inoltre, non soffre di particolari patologie congenite. Tra le malattie più diffuse vi sono quelle oculari, come la cataratta, l’ulcera corneale o il cosiddetto “cherry eye”, occhio a ciliegia, che causa il prolasso della terza palpebra. Per fortuna sono tutte risolvibili sottoponendo il cane a un’operazione chirurgica. 

È inoltre predisposto alla lussazione della rotula e alle patologie cardiache: queste ultime in particolare sono da tenere sotto controllo, evitando di uscire nelle ore più calde durante l’estate e mantenendo l’animale sempre idratato. Trattandosi di una razza a pelo raso, può soffrire il freddo: per questo motivo, vi suggeriamo di fargli indossare un impermeabile per cani durante i giorni di pioggia, per evitare che possa bagnarsi e sentirsi a disagio durante la passeggiata.

 

Carattere

Questo piccolo terrier, nonostante nel suo corredo genetico siano presenti razze dedite al combattimento, con il passare dei decenni tale motivazione competitiva è man a mano sparita, cedendo il posto a un carattere più tranquillo, malleabile e perfetto per le famiglie.
È altamente intelligente, attivo e pronto a difendersi in caso di difficoltà, è preferibile seguire un percorso con una figura professionale fin da subito, per imparare a giocare insieme, andare al guinzaglio e a eseguire i comandi di base.

Non sapete come convincere i genitori a prendere un cane? Provate a mostrare alcune foto di cuccioli di Boston Terrier: impossibile non innamorarsi di quel piccolo muso schiacciato. Inoltre, le sue dimensioni compatte e il carattere docile renderanno la gestione più semplice.

Tuttavia, è bene ricordarsi che si tratta pur sempre di un essere vivente, con dei bisogni specifici da soddisfare giornalmente, oltre quelli fisiologici. Va dunque educato al guinzaglio, a rapportarsi ai suoi simili, e a vivere tranquillo in casa durante la vostra assenza. Inoltre, richiede tempo da dedicare al gioco e alla sua cura: se vi sentite pronti per questo impegno a lungo termine, il Boston Terrier potrebbe essere perfetto per voi.

Boston Terrier: prezzo e allevamenti

Negli ultimi anni questa razza da compagnia si è diffusa a macchia d’olio in tutta l’Italia, facendo concorrenza all’ormai affermato barboncino nano, il tipico cane per famiglie apprezzato per la sua docilità e adattabilità a qualsiasi contesto ambientale.
Vi sono molte strutture che allevano Boston Terrier, tuttavia, vi suggeriamo di scegliere quella che si dedica completamente a tale tipologia, poiché sicuramente più affidabili e seri. Una di queste è in provincia di Avellino, in Campania, il Gargouillade Kennel, un’altra invece è il Sunflower’s Blu Band a Siena, in Toscana.

Ricordate inoltre, che i cuccioli Boston Terrier prima di giungere nella vostra casa devono passare un periodo di almeno 65 giorni con la mamma e i fratelli, affinché possano ricevere un corretto imprinting e imparare a gestire il morso. Il prezzo di questa particolare razza si aggira intorno ai 900-1.000 euro per soggetti dotati di pedigree standard, fino a raggiungere i 1.300 euro per esemplari di alta genealogia.

Anche se su internet è facile imbattersi in annunci che promettono cani da 300 euro, riteniamo sia altamente sbagliato affidarsi a tali persone, poiché nella maggior parte dei casi propongono cuccioli senza nessuna garanzia sulla loro salute o sul temperamento.

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Un cane simpatico, dal fiuto eccellente ed estremamente attivo: in questo articolo parleremo del Vizsla, dalle origini antiche e ancora poco conosciuto in Italia.

 

Storia del Vizsla

Le razze di cani da ferma hanno un’origine più recente rispetto ai segugi, i quali presentano una metodologia di caccia più semplice, fatta di ricerca, inseguimento e cattura dell’animale selvatico da terra. Per gli uccelli invece, era necessario un esemplare che fosse fermo e silenzioso, in grado di controllare i suoi istinti predatori segnalando semplicemente la preda al proprietario.

Ed è così che nasce il Bracco Ungherese, cacciatore versatile in grado di esibirsi in pianura, nei boschi e persino in acqua senza alcun timore. Si è probabilmente evoluto dai segugi delle regioni dei popoli magiari già a partire dal XIV secolo: il nome Vizsla però è un termine turco che vuol dire cercare, a dimostrazione che nella sua selezione hanno avuto una notevole importanza le invasioni ottomane in Ungheria. Tuttavia, fu riconosciuto dall’FCI soltanto nel 1936, dopo essere stato quasi decimato a causa delle guerre mondiali.

 

Standard di razza

Il Vizla è classificato dalla FCI all’interno del gruppo numero sette, dedicato agli esemplari da ferma e pista di sangue, nella sezione uno delle razze continentali di tipo bracco e con prova di lavoro. Si tratta infatti di un cane da caccia a pelo raso o duro, di costituzione asciutta e dall’aspetto fiero ed elegante. La testa è ben proporzionata e priva di pelle cadente, il cranio largo e leggermente bombato, lo stop è moderato, il muso è corto e non appuntito con mascelle forti e muscolose e dentatura con chiusura a forbice. Infine, il tartufo non è nero ma è equilibrato al colore del mantello, ed è dotato di narici larghe e dritte. Anche gli occhi sono in armonia col pelo, di media grandezza e leggermente ovali.

Il corpo appare forte e muscoloso, asciutto ma senza far intravedere le spina dorsale, il petto è largo, gli arti anteriori sono lunghi e paralleli, così come quelli posteriori. La pelle è aderente alla muscolatura, uniforme e di un colore simile al grano chiamato “semmelgelb”: sono tollerate tonalità leggermente più scure sulle orecchie. Il peso massimo di un Bracco Ungherese non dovrebbe superare i 30 kg, mentre l’altezza al garrese si aggira intorno 58-64 centimetri per gli esemplari maschi e 54-60 centimetri per le femmine.

 

Vizsla: carattere e addestramento

Prima di portare a casa un Bracco Ungherese pensando soltanto per il suo aspetto esteriore, come il mantello color del grano, è necessario considerare che si tratta di un cane da ferma, utilizzato esclusivamente per la caccia e selezionato da secoli solo a questo scopo. Può senza dubbio abituarsi alla vita familiare a contatto con i bambini e in appartamento, tuttavia non è possibile, per la sua salute mentale, ma anche la vostra, costringerlo a passare le giornate su un divano, una brandina né tantomeno isolarlo fuori in giardino.

Il cane bracco è energico e attivo, ha bisogno di correre nei boschi e mettere possibilmente in pratica la sua indole venatoria. Se non siete amanti di questo sport, vi suggeriamo di affidarvi a un educatore, che potrebbe indicarvi tutti i giochi e le attività cinofile che è possibile fare in sostituzione, senza incidere negativamente sulla fauna selvatica. Il Vizsla inoltre, è un ottimo ricercatore di tartufi: l’addestramento può avvenire già dai primi mesi di vita, insegnando al cane a distinguere l’odore con dei piccoli tamponi imbevuti di olio aromatizzato.

Nonostante l’attitudine, può imparare a convivere con altri animali più piccoli, come gatti e furetti, tuttavia, affinché possa abituarsi gradualmente alla loro presenza è consigliabile l’utilizzo di un cancelletto per cani per tenerli separati i primi tempi e durante la vostra assenza.

 

Cura e salute

Il Vizsla è un cane generalmente piuttosto longevo e può superare i 13 anni se tenuto in perfetta forma durante tutta la sua vita. Tuttavia, non è immune ad alcune delle patologie ereditarie più diffuse tra i canidi di taglia media, come per esempio la displasia dell’anca, le oculopatie oppure la torsione gastrica.

Per quest’ultima problematica in particolare, alcuni veterinari consigliano di sottoporre l’animale a un intervento preventivo, o comunque di prestare particolare attenzione al momento del pasto. La dilatazione dello stomaco infatti, avviene quando il cane ingerisce il cibo troppo velocemente, se è accompagnato da troppa acqua oppure quando viene alimentato con cereali che fermentano e producono gas, facendo gonfiare il ventre talmente tanto da creare una sacca che schiaccia gli altri organi.vPer questo genere di razze è preferibile far passare almeno 30 minuti tra il pasto, preferibilmente casalingo, e la passeggiata, in modo tale da evitare quanto più possibile l’insorgenza di tale problematica.

Un’altra patologia a cui i Vizsla vanno particolarmente soggetti è la polimiosite, un’infiammazione della muscolatura di origine immunitaria che provoca dolore e irrigidimento di tutta la struttura scheletrica. Non è facile da diagnosticare, poiché i sintomi sono molto simili ad altre malattie, tuttavia, una volta individuata è possibile curarla con terapie a base di steroidi e immunosoppressori.

Bracco Ungherese: prezzo e allevamenti

Si tratta di una razza non troppo affermata in Italia, o almeno non quanto il Bracco di Weimar o quello Italiano, decisamente più apprezzati nonostante siano caratterizzati tutti da un fascino particolare e da un temperamento molto simile.
Tra i cani da caccia le razze maggiormente diffuse sono proprio queste, grazie al loro aspetto fiero e al pelo, liscio o ispido che sia, davvero originale.

Purtroppo però, nel nostro Paese vi è un solo allevamento di Bracco Ungherese approvato e riconosciuto da ENCI: si chiama del Fatalbecco, si trova ad Arezzo, in Toscana, e si occupa della selezione di entrambe le varietà a pelo corto e ruvido. Il prezzo di un Vizsla si aggira generalmente intorno agli 800 euro, tuttavia, per esemplari da lavoro già addestrati alla caccia o alla ricerca di tartufi, le cifre potrebbero superare i 1.200 euro, a seconda anche della genealogia del cucciolo.

Trattandosi di un cane particolare e di carattere estremamente sensibile, non vi consigliamo di affidarvi a strutture non riconosciute o allevamenti amatoriali, dove non sempre si tiene conto dell’indole dei soggetti da riproduzione, rischiando di portare a casa un esemplare fobico o aggressivo.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Nonostante sia un incrocio non riconosciuto come razza dalla maggior parte delle associazioni cinofile internazionali, è comunque ampiamente apprezzato negli Stati Uniti e in Australia.

 

Origini

Con “labradoodle” si intende una tipologia di cane nato dall’accoppiamento di un Labrador e un Barbone. Si tratta di un termine coniato negli anni ’50, il cui ideatore fu un australiano chiamato Wally Conron, un allevatore con l’intenzione di selezionare una razza per non vedenti, esattamente come lo era il Labrador, ma che avesse l’aspetto fisico, e in particolare il mantello, simile a un Poodle, il nome inglese con cui viene definito il Barbone.

Il Labradoodle è infatti un cane simile al barboncino, apprezzato principalmente per la sua indole mansueta e per il pelo riccio o ondulato che non viene perso durante la muta. Tutt’oggi però, si tende a utilizzare questo nome in modo generico e non per identificare la razza, riconosciuta solo in alcuni stati e chiamata Australian Cobberdog.

 

Standard di razza

Trattandosi di un incrocio labrador e barboncino, non vi è ancora stato definito uno standard a livello mondiale. L’unico ente che riconosce il Cobberdog come una vera e propria razza è l’MDBA, il Master Dog Breeders & Associates, un’associazione australiana che tutela gli allevatori della nazione. Vi sono dunque state identificate quattro varianti: miniature, la cui taglia si aggira intorno ai 33-42 centimetri al garrese, medium, che arriva fino ai 51 centimetri, standard, con un massimo di 61 centimetri e infine la extra large, che presenta soggetti con un’altezza di circa 61-68 centimetri.

La testa dei Cobberdog è leggermente squadrata, lo stop è ben definito e la fronte ha una piccola rientranza tra gli occhi, ovali, centrali e con lunghe ciglia. La struttura del corpo invece cambia a seconda delle dimensioni, tuttavia, si potrebbe paragonarla a quella di un barbone. Le orecchie sono a goccia e posizionate lateralmente, infine, il mantello può presentarsi riccio oppure ondulato, nelle colorazioni che vanno dal nero, al bianco, passando per il mogano, oro e crema.

 

Il carattere del Labradoodle e la Pet Therapy

Gli I.A.A, ovvero gli interventi assistiti dagli animali, sono un gruppo di discipline che si occupano di educare i cani, ma non solo, per la pet therapy, imparando ad aiutare le persone affette da particolari patologie. Generalmente, le razze più propense a tale addestramento sono i Golden Retriever, i Labrador, e persino i Jack Russell. Alcuni imparano a riconoscere la presenza di tumori, altri possono prevenire gli attacchi di panico o le crisi epilettiche, altri ancora servono solo da supporto morale per i bambini affetti da autismo.

Anche i labradoodle, soprattutto negli Stati Uniti, in Australia e in alcuni Paesi europei, vengono utilizzati per la pet therapy, poiché si sono rivelati tra le razze maggiormente adatte a tale scopo grazie al loro carattere mansueto ed epimeletico. Si tratta infatti di un cane con un enorme istinto protettivo, capace di prendersi cura degli altri in tutte le situazioni.

Educare i labrador o altri esemplari a tali sistemi però, richiede un lungo percorso da effettuare in centri specializzati, e talvolta è fondamentale iniziare già in allevamento quando i cuccioli hanno pochi mesi. Non è quindi un tipo di addestramento che è possibile impartire da soli o improvvisare a casa.

Cura

Difficile parlare della salute dei Labradoodles, se in realtà si ha di fronte due razze molto differenti tra loro, sia per quanto riguarda le tare genetiche, sia per la tipologia di pelo. I labrador per esempio, possono soffrire di displasia dell’anca e del gomito, due patologie che andrebbero curate fin da cuccioli per evitare che le zampe possano deformarsi con la crescita. I barboncini invece, possono essere affetti da Morbo di Addison, dalla malattia di Legg-Calvé-Perthes, e sono spesso soggetti a crisi epilettiche.

Ma quanto vive un labrador? In genere, i cani di taglia medio grande possono raggiungere anche i 12 anni, se ben tenuti e privi di tare genetiche anche 15. Insomma, si tratta di esemplari abbastanza longevi, dunque, in teoria anche i labradoodle dovrebbero avere la stessa aspettativa.

In ogni caso, tralasciando il complesso discorso sulla vita media del labrador o del barbone, è importante considerare la tipologia di pelo dell’una e dell’altra razza: il primo infatti tende a fare la muta, il secondo no. Purtroppo però, non è possibile stabilire prima della nascita dei cuccioli come sarà il loro mantello, se riccio o ondulato.

Ciò che possiamo consigliarvi magari, è l’utilizzo di un impermeabile per cani per evitare che le lunghe frange possano sporcarsi durante le giornate di pioggia. Nonostante ciò, ricordiamo che entrambi gli esemplari fanno parte delle razze d’acqua e il loro pelo riesce ad asciugarsi in poco tempo.

 

Toelettatura barboncino a orsetto

La toelettatura dei labradoodle, così come quella di altri cani dal pelo simile e riccio, come barboncini e barboni, può essere eseguita in modo creativo e alternativo, per dare all’animale delle forme simpatiche e divertenti. Non preoccupatevi però, non si tratta di maltrattamento! Quella a orsetto è una toelettatura molto popolare, e prevede il taglio del pelo in modo specifico: affidatevi a un professionista del settore che potrà donare al vostro cane un aspetto carinissimo senza rischiare errori grossolani

Labradoodle prezzo e allevamenti

Come non innamorarsi di un cucciolo di labradoodle? Peccato però, che trattandosi di un incrocio labrador, dunque di un meticcio, non esistano al momento degli allevamenti in Italia riconosciuti dall’ENCI e dalla FCI. Vi sono però alcune strutture estere, come per esempio in Spagna, dove vengono selezionati e addestrati per la pet therapy degli esemplari di Australian Cobberdog, l’unica razza ufficializzata dall’MBDA, un’associazione che però riguarda principalmente gli allevamenti australiani.

Se desiderate dunque, l’unico modo per ottenere uno di questi cagnoloni a forma di orsetto è recandovi all’estero. Il costo di un cucciolo può variare molto a seconda della colorazione e dal tipo di addestramento a cui è stato sottoposto prima dell’adozione, in ogni caso, le cifre si aggirano intorno ai 3.000 dollari USA.

Vi sconsigliamo invece di affidarvi a strutture amatoriali dove vengono effettuati semplici accoppiamenti tra labrador e barboni senza cognizione, poiché in realtà lo scopo primario della selezione di Labradoodle è affinare il suo carattere e renderlo adatto alla pet therapy. Inoltre, tali allevamenti non possono garantirvi uno stato di salute ottimale dei cuccioli, con il rischio di dover poi affrontare cure per malattie e tare genetiche anche piuttosto costose.

 

Ultimo aggiornamento: 27.07.21

 

Un piccolo compagno fedele, guardiano dei templi che nasconde delle origini antichissime. Scopriamo la storia, il carattere e il prezzo di questo cane tibetano.

 

Origini

È strano pensare come un piccolo cane come il Lhasa Apso possa discendere da un lupo, in particolare quello asiatico, da cui hanno avuto origine tutti gli esemplari cinesi e tibetani, oggi ritenuti per la maggior parte da compagnia. Fu proprio in Cina che avvennero le prime selezioni di razza a partire dal Do Khyi e dal Terrier Tibetano, dai quali discende il tipico muso schiacciato e le dimensioni ridotte. Insieme allo Shih Tzu, apprezzato soprattutto dalle famiglie imperiali già a partire dal 500 d.C., il Lhasa Apso fu un esemplare particolarmente gradito in Asia, principalmente dai monaci buddisti, i quali erano soliti utilizzarli come guardiani dei templi. Fu riconosciuto dalla FCI nel 1934 e subito importato in Europa grazie a quell’alone di misticismo a cui era legato.

 

Standard

Il Lhasa Apso Tibetano è inserito dall’FCI all’interno del gruppo nove dedicato ai cani da compagnia, nella sotto categoria cinque. L’aspetto è quello di un esemplare piccolo ma robusto e proporzionato, caratterizzato da una lunga e folta chioma che ricade anche sugli occhi, senza però creare problemi alla vista. Lo stop è presente ma non eccessivo, la forma del cranio è abbastanza stretta e poco pronunciata ai lati, tuttavia non è rotonda o bombata.
Il tartufo è di colore nero, il muso è lungo circa 4 centimetri mentre la chiusura dei denti è definita a forbice rovesciata, in cui gli incisivi superiori toccano la parte interna di quelli inferiori.Gli occhi sono neri, di medie dimensioni e piazzati nella parte frontale, mentre le orecchie sono pendenti e ricoperte di lunghe frange di pelo, così come la coda, portata alta ma non arricciata. Il peso ideale di un Lhasa Apso si aggira intorno agli 8 kg, con un’altezza al garrese di 25 centimetri per gli esemplari maschi e poco meno per le femmine. Il mantello, la caratteristica principale di questa razza, è molto lungo, ruvido e mai lanoso, ed è possibile ritrovarlo nelle seguenti colorazioni: sabbia, dorato, grigio scuro, miele, fumo, ardesia, nero, bianco, bruno o multicolore.

Cura e salute

Questo cane tibetano nano gode generalmente di un’ottima salute ed è piuttosto longevo, con un’aspettativa di vita che varia tra i 15 e i 18 anni, tuttavia è possibile imbattersi in esemplari anche più avanti con l’età. Una delle malattie più frequenti, nonostante si tratti di un esemplare di piccola mole, è la displasia dell’anca: per evitare l’insorgenza di tale problematica è importante tenere sotto controllo il peso ed effettuare delle radiografie durante i primi mesi per poter intervenire tempestivamente. Può inoltre soffrire di patologie a carico del sistema renale, che a lungo andare può causare una diminuzione della densità ossea e di conseguenza una maggiore predisposizione alle fratture.

La particolarità indiscussa del Lhasa del Tibet è il suo folto e lungo mantello: nonostante si possa pensare il contrario, non si tratta di un pelo a crescita continua, dunque non è necessario tagliarlo corto, poiché specifico per proteggerlo dalle intemperie. È invece molto importante spazzolarlo spesso, almeno tre volte a settimana, a finché la chioma sia sempre ordinata, liscia e priva di nodi.

Tuttavia, se non amate particolarmente questo cane con frangia dall’aspetto così curato, alcune persone scelgono di optare per una toelettatura più sbarazzina. In questo caso però, è preferibile adoperare un vestito per cani durante le passeggiate invernali, per evitare che il piccolo possa patire il freddo.

 

Carattere

Lhasa Apso: cane estremamente socievole e con una spiccata motivazione protettiva nei confronti dei suoi familiari, era originariamente adoperato per la guardia dei templi, dunque tende ad avvisare con abbai acuti la presenza di persone o rumori estranei. È comunque piuttosto socievole con chi conosce, estremamente intelligente e ama giocare. Si tratta infatti di un esemplare adatto alla vita in famiglia con bambini, con i quali potrà divertirsi con trecce e palline. Vi consigliamo però di educare i più piccoli ad approcciarsi correttamente con loro, per evitare che possano farsi reciprocamente male.

Il Lhasa Apso si presta volentieri ad alcune tipologie di attività, come per esempio l’obedience, o l’agility, con la quale potrà mettere in pratica tutta la sua elasticità e intelligenza.

 

Addestramento

Il Lhasa Apso non richiede particolari sessioni di educazione, poiché è un cane piuttosto pacato e in grado di prendere decisioni in modo autonomo. Non ama infatti l’autorità, e talvolta potreste pensare che non vi ascolti: in realtà sa bene ciò che fa, e l’unica cosa di cui necessita sono cure adeguate e interesse da parte vostra. Ha bisogno di uscite quotidiane, lunghe passeggiate nei parchi e socializzazione con i suoi simili, per le quali consigliamo l’aiuto di una figura cinofila esperta.

Infine, è opportuno insegnargli fin da cucciolo ad accettare il contatto fisico: il suo lungo pelo dovrà essere spazzolato molto spesso, e avere a che fare con un piccolo cane ringhiante durante la toelettatura potrebbe non piacervi affatto. Per abituarlo basta sottoporlo a brevi sedute giornaliere a partire dai primi mesi di vita, durante le quali è possibile distrarlo con dei bocconcini o uno snack da masticare. In questo modo, oltre a tenerlo impegnato, il cucciolo verrà gratificato per la sua pazienza e tolleranza nei confronti del cardatore.

Allevamento e prezzi

Nonostante sia un cane ampiamente apprezzato come esemplare da compagnia, grazie alla sua docilità e predisposizione alla vita in appartamento, in Italia non vi sono molte strutture che selezionano tale razza. Il motivo è probabilmente dovuto a una poca conoscenza del Lhasa Apso, e a una maggiore preferenza nei confronti di Maltesi, Shih Tzu e Chihuahua, molto più diffusi e di facile gestione. Tuttavia, se volete distinguervi dal proprietario medio, potrete trovare degli ottimi esemplari presso l’allevamento Happydale, con sede a Viterbo, oppure da Ranch’s Alba, a Rovigo.

Il valore di un Tibet Lhasa non è di certo basso, considerato che un cucciolo di alta genealogia può arrivare a costare anche 1.200 euro. In ogni caso, anche se il costo potrebbe sembrarvi eccessivo, vi sconsigliamo di recarvi presso strutture prive dell’affisso ENCI, per evitare quanto più possibile di imbattersi in un cane malato.