Ultimo aggiornamento: 28.09.20

 

Quando si parla del rapporto dei cani con l’acqua, la maggior parte delle persone dà per scontato che questi sappiano nuotare. Ma è veramente così?

 

In molti pensano che il nuoto sia una capacità innata presente in tutti i cani, ma purtroppo, come per gli esseri umani, non è sempre così. Sembra un’affermazione curiosa e contraddittoria dato che esiste anche uno stile di nuoto chiamato “cagnolino”.

A differenza di quanto si può pensare, i cani non nascono con l’abilità di muoversi in acqua riuscendo a rimanere a galla, anzi vi sono diversi esemplari che colano a picco come un sasso, se lasciati in balìa del liquido.

Tuttavia c’è da dire che la maggior parte di essi, quando entrano in contatto con l’acqua e si trovano in punti dove non toccano il fondo, iniziano a sgambettare per istinto di sopravvivenza, cercando di rimanere in superficie e di spostarsi verso la riva.

Purtroppo non per tutti i cani è sufficiente muovere le zampette per stare a galla, anzi alcuni non ce la fanno neanche a tenere la testa fuori dall’acqua, figuriamoci a nuotare in una direzione.

 

Razze canine predisposte per il nuoto

Fatta questa premessa, è bene analizzare più a fondo il rapporto che c’è tra il cane e l’acqua. In effetti va detto che esistono delle razze che sono più predisposte di altre per quanto concerne il nuoto. Ciò dipende molto anche dalle zampe, infatti alcuni esemplari le hanno palmate e perciò più appropriate per affrontare una bella nuotata.

Tra le razze più note ricordiamo alcune di queste, come per esempio: il Labrador Retriever, il Golden Retriever, il Terranova, il Duck Retriever, il Water Spaniel Irlandese, il Cao de Agua (cane d’acqua portoghese), Flat Coated Retriever, il Barboncino, il Pastore Tedesco, il Nova Scotia Duck Tolling Retriever, ecc. 

Come abbiamo detto prima, questi esemplari sono predisposti per il nuoto, ma ciò non significa che ognuno di loro debba provare  un’attrazione irresistibile verso l’acqua. Può capitare che un Pastore Tedesco e un Labrador Retriever non si avvicinino a uno stagno nemmeno per bagnarsi una zampa e così vale per altre razze palmate.

 

 

Razze canine non predisposte per il nuoto

Tra le razze meno adatte a fare un tuffo in acqua, sicuramente ci sono i cani brachicefali (dal greco “brakhys” che significa breve/corto e “képhalos” che significa testa). Tale categoria, racchiude tutti quegli esemplari che hanno un cranio più largo che lungo, di forma quasi rotonda. Questi sono più comunemente noti come cani con il muso “schiacciato”. 

Per fare un esempio pratico vi citiamo alcune delle razze più conosciute come: il Boxer, il Carlino, il Bulldog, lo Shih Tzu, il Boston Terrier, il Pechinese, ecc. I cani caratterizzati da questa conformazione cranica, sono più soggetti a soffrire di problemi respiratori, causati dalla malformazione congenita delle vie aeree. È proprio per questo motivo che le razze brachicefale respirano affannosamente e rumorosamente.

Altri cani che incontrano parecchie difficoltà nel nuotare sono quelli che hanno le zampe corte, come per esempio i Bassotti , i Welsh Corgi Pembroke e lo Scottish Terrier. Tuttavia, a dispetto della taglia, esistono alcuni di questi esemplari, che in molti casi si rivelano dei grandi nuotatori e tuffatori.

In sostanza le caratteristiche fisiche che predispongono o meno un cane per il nuoto, sono soltanto dei dati oggettivi di base che non precludono a un animale di entrare o meno in acqua. Ogni quadrupede è un individuo a sé, che può creare un’eccezione totalmente svincolata dalle caratteristiche di razza. 

A tutto ciò si aggiunge anche il gusto soggettivo che fa sì che un cane ami o meno stare a contatto con l’acqua.

 

Come insegnare a nuotare al proprio cane

Se il vostro cane ama sguazzare nell’acqua, potreste prendere in considerazione l’idea di insegnargli a nuotare. Ovviamente si tratta di un tipo di addestramento che va fatto prendendo tutte le misure precauzionali per la sicurezza dell’animale.

L’insegnamento deve avvenire in maniera graduale e richiede l’utilizzo di pettorina o guinzaglio con collare, onde evitare che il vostro amico a quattro zampe coli a picco o si allontani troppo da voi.

Per invogliarlo a entrare in acqua, lanciate nelle vicinanze una pallina o un giochino da recuperare e premiate Fido ogni qual volta che riporta l’oggetto a riva. Successivamente tentate dei lanci un po’ più lunghi, prestando sempre la massima attenzione all’animale.

Se il quadrupede è già un esperto nuotatore, vi suggeriamo di prendere comunque delle misure precauzionali, specialmente se questi vuole spingersi al largo nell’acqua alta. Esistono in commercio degli speciali giubbotti salvagente per cani, progettati apposta per la loro sicurezza in acqua e per consentire al proprietario di non perdere mai di vista Fido e di intervenire prontamente qualora fosse necessario.  

Ogni volta che il vostro amico peloso termina la sua esperienza acquatica, è importante asciugarlo per bene. Chiaramente se è stato in mare, è opportuno risciacquarlo accuratamente con dell’acqua dolce, per eliminare dal pelo tutti i residui di sale ed eventuali granelli di sabbia.

 

 

 

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