Ultimo aggiornamento: 16.11.19

 

Cresce esponenzialmente il numero di animali domestici che vivono con noi, così come la quantità di scorie prodotte. Rimuoverle correttamente è un obbligo spesso disatteso

 

Le statistiche parlano di un costante aumento del numero di animali da compagnia nei nostri appartamenti e nelle case. Non solo cani, ma anche altri animali rientrano nella categoria, per le loro necessità si fa responsabile il proprietario che è tenuto a provvedere a tutto quello che serve all’animale. Compresa la giusta procedura per lo smaltimento dei suoi bisogni.

La conseguenza diretta di una crescita così evidente del numero di cani in casa, si accompagna direttamente alla moltiplicazione dei guai. Cioè del numero di cacche disseminate sui marciapiedi, nei parchi, tra l’erba, che vengono lasciate qui dai proprietari poco attenti alla salute e il decoro di tutti.

Dove l’entità del problema è diventata davvero intollerabile, sono stati presi provvedimenti anche molto bruschi. Dagli Stati Uniti arriva qualche esempio di come ci si può spingere alle maniere dure per convincere anche i più reticenti a fare il proprio dovere.

 

Il GPS per ripulire le strade

Non si tratta di dotarsi di un GPS per cani economico (ecco la lista dei migliori prodotti) per ripercorrere il tragitto del cane e scoprire dove l’ha fatta. Quanto piuttosto di un sistema di monitoraggio social per identificare dove si trovano le feci del cane e permettere agli operatori di ripulire tutto in maniera efficace.

L’app è in uso a San Francisco, dove con una semplice foto si segnalano le coordinate che permettono di risalire alla strada da ripulire. Basta installare Snapcrap sul proprio telefono per contribuire a diffondere le informazioni utili che permettono di attivare il servizio di pulizia. Una novità che è anche un gioco di parole tra Snapchat, il popolare social di storie e immagini e la parola che in inglese si riferisce alla cacca del cane.

Non molto educativo, dato che non è il colpevole a incaricarsi di ripulire le strade. Ma di certo molto utile sotto il profilo del pubblico decoro e dell’igiene delle strade in generale.

 

 

Un test per identificare il colpevole

Ancora dagli Stati Uniti viene la notizia dell’iniziativa di un’amministratrice di condominio che ha scelto la via dura per convincere i condomini a rispettare il regolamento comune e le regole del vivere comune. Complice una normativa più stringente, che consente alle amministrazioni condominiali di dettare legge e di imporsi sulla volontà dei singoli, è stato proposto un test del DNA per incastrare i colpevoli.

Una storia a metà strada tra un western e un poliziesco alla CSI di cui è stata protagonista Barbara Kansky, l’amministratrice di un condominio di Devon Wood, nel Massachusetts. Ha vestito i panni dello sceriffo, armata di nuove tecnologie che le hanno permesso di inchiodare i padroni di casa reticenti al rispetto del decoro pubblico. Ogni cane è stato censito in base al DNA rilevato dalla saliva, quindi attraverso un tester fornito da un centro veterinario specializzato, è stato possibile ricollegare ogni cacca al suo rispettivo proprietario. Con una precisione scientifica schiacciante.

Un’ammenda di 100 dollari, a cui si aggiunge il costo del test di 50, è la pena comminata che pare sia stata inflitta solo a un condomino. Perché gli altri hanno capito subito che era il caso di rigare dritto.

 

Un grave equivoco di fondo

Colti con la cacca ancora fumante, spesso gli autori del misfatto non ammettono le proprie colpe e non capiscono le ragioni di tanto accanimento. Eppure i motivi ci sono e sono numerosi. Non si tratta solo di evitare la situazione tragicomica di chi pesta la cacca proprio mentre si sta recando a un colloquio di lavoro o una qualsiasi occasione più o meno importante. Le feci disseminate per strada possono essere veicolo di infezioni.

Si è portati a credere che, trattandosi di sostanze organiche possano essere smaltite facilmente semplicemente stando esposte agli elementi naturali. Eppure, sole e pioggia non sono sufficienti a ripulire via la sporcizia. Nemmeno quando questa viene depositata in un ambiente naturale, come un parco o tra l’erba. Non tutte le feci hanno potere ammendante, quindi non tutte servono come letame. Alcune possono addirittura risultare pericolose per le piante, perché troppo acide o perché contengono sostanze che le piante non tollerano.

 

Perché è così importante liberare le strade dalle deiezioni

Quello che contengono le feci è tutto materiale di scarto. È vero che la legge universale della natura è che nulla si distrugge e che per tutto esiste un ciclo di trasformazione, ma non sempre il prodotto di questo processo è utile per gli uomini. Il numero di ceppi batterici contenuti nelle feci dei cani può essere spaventoso. Possono essere veicolati virus e batteri pericolosi, per esempio è da qui che si trasmette la salmonella.

Alcuni batteri e altri patogeni possono restare dormienti a lungo fino al momento di trovare un altro soggetto da colonizzare e dove espandersi. Se le strade sono sporche e piene di cacca, la probabilità che si diffondano malattie si alza in maniera consequenziale.

Inoltre, questi batteri provenienti dalle feci non trattate adeguatamente si diffondono con il ciclo dell’acqua anche nelle falde acquifere, nei condotti di scarico, vengono reimmessi in un circolo inarrestabile, che alla fine ci piove addosso.

 

 

Cosa si può fare con la cacca

Eppure, forti dell’insegnamento che tutto si trasforma, sono stati sviluppati dei sistemi che permettono di reintrodurre questi scarti nel ciclo produttivo. Quindi è possibile usare le feci degli animali domestici per produrre biogas, il combustibile che proviene dalla fermentazione degli scarti e che può diventare fonte di energia sostenibile.

Basta poco, e un buon impianto comunale di riciclaggio, per reintrodurre nel ciclo produttivo quello che si può trasformare a tutti gli effetti in una risorsa.