Ultimo aggiornamento: 16.09.19

 

In diversi comuni d’Italia, sono state emesse delle ordinanze che vietano di introdurre animali nei parchi pubblici, anche se custoditi. I TAR non sono d’accordo e remano contro.

 

Le domande sorgono spontanee: “Si può vietare l’accesso ai cani nei parchi pubblici della propria città?”, oppure “I comuni sono autorizzati a stabilire regole riguardanti l’accesso degli animali nei giardini pubblici?”. In realtà ogni città possiede i cosiddetti “Regolamenti del verde”, che disciplinano e tutelano le aree pubbliche verdi, gestendone anche le attività che in esse possono essere svolte.

In molti però si chiedono se sia possibile emanare un divieto generalizzato di accesso agli animali in queste aree, anche se per esempio il proprietario dell’animale utilizza l’apposito guinzaglio per cane e la museruola.

 

TAR e Polizia Veterinaria

Secondo i TAR (Tribunali Amministrativi Regionali) queste ordinanze limitano eccessivamente la libertà di movimento del cittadino e pertanto, non sono ritenuti legittimi. Attualmente, in Italia, l’accesso ai cani nelle aree pubbliche è disciplinato dal Regolamento di Polizia Veterinaria, che prevede l’utilizzo obbligatorio di idonea museruola per cani, quando questi non sono condotti al guinzaglio negli spazi pubblici. 

Quindi non viene vietato l’ingresso agli animali in queste aree ma viene soltanto regolamentata la modalità d’accesso. Pertanto i comuni possono stabilire ulteriori norme di sicurezza, specifiche sulle modalità di ammissione e di permanenza con i propri animali nelle zone verdi pubbliche.

 

 

Motivazioni dei provvedimenti restrittivi

Diversi comuni hanno adottato dei provvedimenti restrittivi nelle aree pubbliche, motivandoli con la necessità di ridurre il rischio che la presenza dei cani potesse dare origine a problemi di natura igienica e sanitaria. Questo perché spesso e volentieri molti proprietari, non raccolgono le deiezioni dei propri animali una volta espletate. 

Il fine dei provvedimenti è quello di tutelare anche l’incolumità dei cittadini da possibili aggressioni di cani liberi. Resta però il quesito se il divieto d’accesso degli animali nelle aree pubbliche sia legittimo e se questa possa essere la soluzione definitiva ai problemi citati.

 

Parlano le sentenze amministrative

Una risposta alla questione può essere trovata nelle sentenze amministrative riguardanti casi di ordinanze comunali emanate per vietare l’ingresso dei cani nei parchi pubblici. Il TAR del Lazio, ad esempio, nel 2016, ha annullato il provvedimento restrittivo di un comune che aveva decretato il divieto assoluto di accesso dei cani in ogni area verde territoriale. 

L’ordinanza è stata cancellata sulla base del fatto che tale provvedimento era sproporzionato rispetto agli altri interessi tutelati e pertanto considerato eccessivamente limitativo della libertà di circolazione dei cittadini. 

In questo caso, il giudice ha rimarcato il fatto che i problemi delle deiezioni non raccolte e dei cani lasciati liberi e incustoditi, non potevano essere risolti con un divieto assoluto d’accesso degli stessi nei parchi. Diversamente, la questione poteva essere mitigata soltanto con l’aumento di controlli specifici da parte delle Autorità preposte.

La stessa posizione è stata assunta nel 2017 dal TAR della Toscana, che ha dichiarato che la sola presenza di deiezioni canine in ambito urbano non può corrispondere all’esistenza effettiva di un allarme sanitario o di igiene pubblica. Altri esempi simili possono essere riscontrati nelle relative sentenze amministrative di Veneto, Lombardia, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna.

Di recente, il TAR della Puglia ha prontamente dichiarato che il decoro urbano e l’igiene pubblica possono essere ottenuti solo lavorando sulla prevenzione, tramite la vigilanza, il controllo e le sanzioni previste dalla Pubblica Amministrazione.

 

Un po’ di educazione civica

Queste sentenze amministrative, danno origine a molti spunti di riflessione che dovrebbero farci capire quanto sia importante il rispetto del prossimo e dell’ambiente in cui viviamo, sia per convivere civilmente gli uni con gli altri e sia per mantenere sani e puliti i nostri spazi verdi. Per questo motivo è molto importante lavorare sulla prevenzione. 

Quando decidete di fare una passeggiata al parco con il vostro amico a quattro zampe, utilizzate sempre il guinzaglio ed eventualmente la museruola. Attualmente, la normativa nazionale vigente in materia, dice che quando si esce di casa con il proprio amico Fido, è necessario che questo sia assicurato a un guinzaglio di lunghezza non superiore a 1,50 mt.

 

 

Prendete la buona abitudine di raccogliere gli escrementi dell’animale con i sacchetti igienici e smaltiteli negli appositi contenitori di rifiuti. Fate attenzione alle varie norme comunali, perché alcune di queste potrebbero contenere dei divieti d’accesso specifici per cani in aree particolari, come quelle attrezzate e destinate al gioco dei bambini. 

In questi casi, trattandosi di divieti circoscritti e segnalati tramite appositi cartelli, la misura non può essere considerata eccessivamente limitativa, ma al contrario è legittima e deve essere rispettata.

Per ciò che riguarda l’amministrazione locale, a questa spetta il compito di adoperarsi per rendere cogenti tali misure, attivando i mezzi di controllo e i procedimenti disciplinari adeguati nei confronti di coloro che non ottemperano agli obblighi di legge. A tale scopo, il sindaco, può fare uso degli ordinari poteri di prevenzione, vigilanza e sanzionatori di cui dispone, in modo da fronteggiare efficacemente i comportamenti incivili da parte dei proprietari di cani poco coscienziosi.