Ultimo aggiornamento: 08.12.19

 

Prima di portare a casa un rettile da compagnia, sapete quali sono le sue esigenze? Non rischiate di fare la scelta sbagliata e informatevi nel modo giusto!

 

Se siete stanchi di circondarvi dei soliti animali da compagnia, come per esempio cani e gatti, e volete cambiare genere, la scelta di un rettile può essere la soluzione adatta. Prima è necessario considerare una serie di informazioni importanti, per garantire il vostro e il suo benessere in un ambiente nuovo.

 

Le norme da rispettare

Avere un rettile non è semplice, perché queste specie sono abituate ad habitat esotici e hanno bisogno di particolari condizioni per vivere bene. Per questo motivo sono state tutelate con regole molto severe che prevedono sanzioni salate per chi non le rispetta.

In primis ogni rettile, quando viene venduto, deve essere lasciato al proprietario con un certificato che ne attesti la provenienza: ciò vale anche per i tipi più comuni. Inoltre, secondo la legge n.89 del 1990, gli animali esotici per essere portati in casa devono avere un’autorizzazione sanitaria del sindaco, proveniente dall’Asl di appartenenza del suddetto.

 

 

Fondamentale per il futuro proprietario sarà anche il controllo dell’elenco della CITES, una Convenzione, entrata in vigore nel 1961, per proteggere le specie di fauna e flora in pericolo di estinzione dallo smercio illegale. 

Se il rettile fa parte di quella categoria, potreste andare incontro a conseguenze gravi, soprattutto considerato che alla CITES aderiscono circa 161 paesi, tra cui l’Italia. Distingue tre tipi di specie: le prime sono quelle più soggette a controlli e tenute al sicuro essendo più a rischio, le seconde sono considerate con meno fiscalità, e le terze invece sono protette in specifici paesi.

Oltre alla CITES, c’è anche la Convenzione di Berna, che si occupa della protezione delle specie migratrici e della conservazione della flora.

 

Caratteristiche principali

Quali sono le particolarità generali dei rettili e come si comportano? Sono animali esotici dotati di colonna vertebrale, di un corpo coperto di squame e una temperatura che si adatta molto al contesto ambientale in cui si trovano.

Vengono definiti a sangue freddo perché si pensa che non riescano a regolare la loro temperatura corporea, come nel caso di altre specie. In realtà si spostano spesso perché non hanno dei meccanismi termoregolatori interni e cercano perciò di sfruttare il calore del sole e l’umidità del terreno. In questo modo il loro corpo non si surriscalda o raffredda eccessivamente. 

La loro sopravvivenza è determinata proprio dal corretto funzionamento corporeo, con il passaggio da zone più fredde a zone più calde o viceversa. Alcuni sauri amano nascondersi sotto la sabbia, altri in luoghi più freschi, spostandosi solo quando è necessario.

Se volete tenerne uno, nel vostro terrario non deve mai mancare un termometro che misuri il giusto livello delle temperature, a partire dall’umidità del terreno e fino all’intensità delle lampade.

Tutti i rettili vivono a una temperatura non inferiore ai 24-26 gradi: il modo migliore per garantirla sono le lampade, meglio con accensione a intermittenza, utili a  ricreare l’habitat naturale.

Se state pensando di far coesistere nello stesso terrario due specie diverse, considerate che ciascun rettile ha bisogno dei propri spazi e condividerli potrebbe stressarli e accentuare la loro aggressività, se non delle lotte tra loro. 

Consigliamo in questo caso di inserire delle barriere protettive, in modo che ciascuno possa avere un proprio spazio privato.

 

Pitoni, sauri o tartarughe?

Tra i vari tipi di rettile potete sceglierne uno appartenente alla categoria dei serpenti, dei sauri, cioè le lucertole, o delle tartarughe. Ciascuna si differenzia per abitudini e caratteristiche specifiche, che dovete tenere in considerazione per il loro benessere: nemmeno il terrario più venduto e gettonato vi servirà a molto se non osservate le esigenze dell’animale.

I serpenti si distinguono per forma allungata, lingua biforcuta e pelle squamata, inoltre sono privi di arti. Sono sensibili e molto tranquilli, perciò cercano posti in cui possono sentirsi al sicuro, lontani dallo stress, che li fa diventare aggressivi.

Per garantire loro la calma necessaria, cercate di inserire molti nascondigli nella teca e soprattutto ponetela in una stanza silenziosa, in cui non arrivino troppi rumori esterni. Se dovete prenderli, per pulire il terrario o per un controllo generale, inserite dei guanti per evitare che vi mordano, oltre a cercare di compiere movimenti lenti in modo da non spaventarli.

Si nutrono inoltre principalmente di piccoli animali e sono quindi carnivori. I sauri, ossia camaleonti, iguane, gechi e altri, sono i più comuni da tenere, poiché abbastanza innocui e tranquilli. 

Non hanno bisogno di una grande pulizia e si nutrono di animali o frutta e verdura: quando si sentono minacciati tendono a mimetizzarsi con l’ambiente o fingersi morti. Le tartarughe si dividono in acquatiche, carnivore, con un carapace dal profilo basso, e testuggini, ossia adatte al terreno: la differenza sta nel guscio e nelle zampe, che nell’ultimo caso sono più resistenti e grosse.

La parte superiore del loro guscio viene definito carapace, mentre la parte inferiore piastrone.

A seconda della tipologia, dovrete inserirla in acqua, nutrendola con vegetali e pesce, oppure in un terrario, con verdura e frutta.

 

 

Come capire se i rettili sono stressati

Sapere quando il vostro animale è stressato è un fattore molto importante, perché vi aiuterà a capire qual è il motivo principale del suo malessere. Se decidete di assumervi la responsabilità di un rettile, sappiate che il primo passo è sempre quello di garantire loro il massimo benessere.

Rispetto ad altre specie, per le quali è più facile capire i segnali di stress, per questi animali sono stati effettuati pochi studi, visto che non sono scelti spesso per stare in casa, ossia poco adatti a essere trasferiti dal loro habitat naturale.

Inoltre, ogni rettile ha delle caratteristiche particolari, e questo influisce molto sia sul suo comportamento, sia sullo stesso organismo, innescando meccanismi diversi a seconda delle situazioni.

Di solito, un dato comune a queste specie è l’aumento del livello di glucosio nel sangue, cosa che può essere osservata se portate il vostro animale a fare un controllo completo dal veterinario.

Inoltre, si possono notare dei comportamenti simili negli esemplari che appartengono a una stessa categoria: ad esempio i sauri tendono a cambiare colore quando avvertono una minaccia esterna, un elemento di stress se si trovano all’interno di una teca protetta.